Herpesvirus
Gli Herpesvirus (dal greco strisciare) sono caratterizzati dal fatto di provocare infezioni che, dopo l’esaurimento della fase clinica, si mantengono allo stato latente in alcune cellule, riattivandosi occasionalmente in seguito a diversi stimoli, provocando una patologia uguale o diversa dall’infezione primaria. Ci sono virus che possono provocare infezioni asintomatiche, pochi sintomi, o in soggetti immuno-compromessi possono dare manifestazioni anche gravi.
Caratteristiche del virus
- Simmetria icosaedrica
- Envelope e tegumento
- DNA doppio filamento lineare
- Biosintesi virale nel nucleo
I geni si esprimono ad ondate:
- Prima i precocissimi (α)
- Poi i precoci (β)
- Infine i tardivi (γ)
Entrata del virus
Il virus entra tramite fusione tra la membrana citoplasmatica e l’envelope, perde l’envelope (uncoating) e si dirige verso il nucleo, in cui inserisce il proprio genoma virale attraverso i pori. Vengono trascritti i geni e viene sintetizzato mRNA che va nel citoplasma e avvia la sintesi delle proteine α; le proteine tornano nel nucleo e regolano la replicazione, attivano la trascrizione dei geni β e si sintetizza ancora mRNA che torna nel citoplasma e sintetizza le proteine β. Queste vanno nel nucleo dove promuovono la duplicazione del DNA virale e attivano la trascrizione dei geni γ. Avverrà poi l’assemblaggio con la riformazione dell’envelope sui virioni, e quindi la glicosilazione delle proteine.
Ruolo delle glicoproteine
Il ruolo delle glicoproteine negli Herpesvirus è fondamentale, poiché hanno funzione di antirecettore per permettere la fusione. Non è richiesta l’endocitosi ma può essere comunque una via alternativa di penetrazione.
Tipi di Herpesvirus
Gli Herpesvirus che interessano la patologia umana sono 8:
- Simplexvirus HSV α
- Varicellavirus (zoster) VZV
- Cytomegalovirus CMV
- Herpesvirus 6 HHV-6 β
- Herpesvirus 7 HHV-7
- Herpesvirus 8 HHV-8/KS
- Virus di Epstein-Barr EBV γ
Sede di latenza
| Virus | Sede di latenza |
|---|---|
| HSV-1 | Gangli del trigemino |
| VZV | Gangli dei nervi sensitivi |
| EBV | Linfociti B |
| CMV | Cellule epiteliali e monociti |
Questi virus sono molto diffusi nella popolazione; se consideriamo gli anticorpi nel sangue (cioè la sieropositività) di una qualsiasi popolazione, vediamo che sono fortemente presenti. Quindi si tratta di virus circolanti e dai quali difficilmente si riesce ad arginare il contagio.
Herpes simplex virus (HSV)
Sull’envelope troviamo 12 glicoproteine virali, alcune delle quali (gB, gD, gH e gL) sono coinvolte nell’attacco del virione alla superficie della cellula bersaglio e nella fusione della membrana dell’envelope virale con la membrana cellulare. L’interazione iniziale del virione con la cellula è rappresentata dal legame della glicoproteina gC agli eparan-solfati presenti sulla superficie cellulare; l’interazione è labile fin quando gB e gD partecipano al processo dell’entrata.
La glicoproteina gD è il vero e proprio antirecettore che si lega ai recettori virus-specifici (entry mediator), rappresentati da 3 diverse molecole: HVEM (herpesvirus un membro della necrosis factor), nectina-1, nectina-2.
Una volta che gD è legato a un recettore, con l’aiuto delle gB, gH e gL, inizia il processo di fusione della membrana dell’envelope e della superficie della cellula, che si conclude con la liberazione del nucleocapside virale all’interno del citoplasma. Qualsiasi tipo di cellula può essere infettato da HSV che compie interamente il ciclo replicativo (litico) tranne nei neuroni, dove dà luogo a un’infezione latente.
Tipi di herpesvirus
Si distinguono due tipi di virus HSV: di tipo 1 e di tipo 2, che si distinguono tramite l’utilizzo di anticorpi monoclonali contro gG.
Herpesvirus di tipo 1
L’Herpesvirus di tipo 1 (labiale) è il principale responsabile delle manifestazioni erpetiche cutanee o mucose, localizzate prevalentemente nella zona periorale (erpete labiale) o nella mucosa buccale (gengivostomatite erpetica). Si contrae solitamente nella prima infanzia, per contagio.