MICROBIOLOGIA DEGLI ALIMENTI
6 marzo 2018
ECOFISIOLOGIA DEI MICRORGANISMI
E’ lo studio dei parametri che influenzano la crescita microbica. I parametri si
suddividono in due gruppi:
PARAMETRI ESTRINSECI sono i parametri ambientali che caratterizzano
il luogo, l’ambiente nel quale la matrice è posta.
PARAMETRI INTRINSECI sono dei parametri che caratterizzano la
matrice nella quale il microrganismo si sviluppa.
I più importanti parametri intrinseci sono:
pH;
attività dell’acqua (a );
w
potenziale ossido-riduttivo,
contenuto nutrienti;
contenuto in sostanze inibitorie;
presenza di determinate strutture biologiche ovvero l’organizzazione
strutturale, tessiturale della matrice che influenzano la crescita
microbica.
Tra i parametri estrinseci più importanti abbiamo:
- temperatura;
- umidità ambientale relativa;
- tipo di gas e loro concentrazione;
- presenza e attività di altri microrganismi.
Temperatura
La temperatura è un parametro fondamentale perché influenza la velocità delle
reazioni chimiche. Se consideriamo una reazione chimica nella sua
individualità, questa è regolata dall’equazione di Arrhenius. E’ caratterizzata da
una serie di parametri in cui è presente la temperatura. In condizioni normali
all’aumentare della temperatura, la velocità della reazione aumenta .
Nel microrganismo si considerano una complessità di reazioni chimiche che
all’aumentare della temperatura aumenta la velocità di reazione. La velocità di
crescita di un microrganismo aumenta linearmente rispetto all’aumento di
temperatura in un ristretto intervallo che è specifico per ogni microrganismo.
INSERIRE GRAFICO
Se andassimo a monitorare la velocità di crescita microbica rispetto alla
temperatura troveremo dei discostamenti dalla linearità. I discostamenti
avvengono in tre punti specifici. I tre punti specifici corrispondono alle
temperature cardinali minimum, optimum e massimo.
La temperatura minima è la temperatura al di sotto della quale la velocità di
crescita del microrganismo è pari a zero. La temperatura massima è la
temperatura al di sopra della quale la velocità di crescita del microrganismo è
pari zero. L’optimum è la temperatura della quale la velocità di crescita del
microrganismo è ottimale.
INSERIRE GRAFICO dove è rappresentata la velocità di crescita e la
temperatura. La velocità di crescita è la variazione del numero di microrganismi
nell’intervallo considerato.
La velocità accresce dalla temperatura minima, fino ad arrivare ad un optimum
e poi tende a scendere fino ad una temperatura massima. La velocità di
crescita è pari a zero ovvero non si sviluppa.
La temperatura massima non è la temperatura letale. Alla temperatura
massima il microrganismo smette di crescere non muore, la temperatura letale
potrebbe essere spostata più avanti.
Generalmente l’optimum di temperatura è più vicino al massimo che al minimo
di temperatura. Infatti la curva non è a campana in modo tale che l’optimum
sia spostato verso il massimo.
Perché il microrganismo smette di crescere al di sotto della temperatura
minima e al di sopra della temperatura massima.
Non cresce al di sotto della temperatura minima il microrganismo, perché le
membrane perdono fluidità, diventano solide, impedendo la traslocazione degli
elementi da un lato all’altro. Si solidifica perché la membrana è costituita da
acidi grassi che ad una certa temperatura solidificano.
Al di sopra della temperatura massima il microrganismo smette di crescere
perché avviene la denaturazione delle proteine. Gli enzimi perdono la loro
funzionalità e il microrganismo smette di crescere.
Sulla base delle temperature cardinali i microrganismi si suddividono in classi:
- microrganismi psicrofili hanno un optimum di temperatura intorno ai 4°C
- mesofili hanno un optimum di temperatura intorno ai 37°C
- termofili hanno un optimum di temperatura intorno ai 60°C
- ipertermofili hanno un optimum di temperatura superiore agli 80°C.
CONSIDERAZIONE: La temperatura ottimale nel microrganismo specifico è
unica, invece andando a considerare gruppi di microrganismi (come nel caso
dell’elenco puntato) la temperatura ottimale invece risulta essere compresa in
un intervallo.
Esiste un gruppo di microrganismi trasversali che in campo alimentare hanno
un’elevata importanza che si chiamano psicrotrofici. Essi sono dei
microrganismi che hanno temperature ottimali tipiche o dei mesofili o dei
termofili ma un minimo vicino allo zero. Hanno una grande importanza, perché
tra i psicrotrofici troviamo microrganismi patogeni e alteranti.
DIFFERENZA TRA PATOGENI E ALTERANTI
- Quello alterante modifica la qualità di un alimento ovvero il suo profilo
organolettico, strutturale, nutrizionale, ma non provoca una patologia (per
esempio un organismo che va a male e il suo odore cambia).
- Quello patogeno potrebbe non essere alterante ma causa un rischio igienico
sanitario al consumatore (causa la malattia, l’intossicazione).
- E’ raro che un microrganismo sia patogeno e alterante.
I microrganismi psicrotrofici pur lentamente crescono alle temperature di
refrigerazione e sviluppa bene alle temperature elevate.
INSERIRE GRAFICO
Possiamo studiare la relazione tra la temperatura e la crescita microbica anche
considerando un parametro di dalla velocità di crescita, ovvero il tempo di
generazione. Esso è il parametro di generazione, ovvero il tempo necessario
affinchè una cellula madre ottenga due cellule figlie (SCISSIONE BINARIA).
Man mano che le temperature si abbassano e si alzano, il tempo di generazione
si allunga. Invece il tempo di generazione è nullo quindi più corto quando si
raggiunge la temperatura ottimale. Il grafico assume a una forma ad U anziché
a campana.
MICRORGANISMI PSICROTROFICI
Comprende diversi alteranti e patogeni. Caratteristiche che consentono a
questi microrganismi di adattarsi a delle temperature basse:
- hanno una più elevata efficienza dei trasporti a livello delle membrane
citoplasmatiche a basse temperature. Questa caratteristica è legata alla
composizione degli acidi grassi leganti ai fosfolipidi di membrana
(presentano un elevato numero di insaturazione doppi legami). si
mantengono fluidi a temperature più basse .
- ha un metabolismo adattato alle basse temperature ovvero ha un più basso
Q . Il Q è un parametro che indica quale sia la variazione dell’efficienza
10 10
della reazione chimica al variare della temperatura e in particolare di 10
gradi (per es. da 20 a 30°C.)
Nei sistemi biologici il Q assume valori che vanno dall’1,5 a 2,5. I mesofili e
10
termofili hanno un valore di Q più elevato (valori intorno a 2).
10
Prendiamo un termofilo e aumentiamo la temperatura da 20 a 30°, la sua
velocità di crescita raddoppia; viceversa dimezza. Nei psicrotrofici il loro
metabolismo pur subendo meno variazioni cresce meno aumentando la
temperatura, ma abbassando la temperatura la sua crescita non si riduce di
molto.
- tolleranza allo shock da freddo definito “cold shock”. Questi microrganismi
presentano dei meccanismi che permettono di riparare i danni strutturali
derivanti da repentini abbassamenti di temperatura. Il coinvolgimento di
alcune proteine per esempio permette di riparare membrane o alcuni enzimi
in seguito ad abbassamenti di temperature.
- I psicrotrofici sintetizzano elevante concentrazioni di sostanze
polisaccaridiche che hanno lo scopo di conferire maggiore resistenza alle
basse temperature (si coprono di capsule mucillagini che li proteggono dalle
basse temperature)
- Produzione di pigmenti che hanno lo scopo di chelare alcune sostanze
nutritive che alle basse temperature diventano indisponibili.
- utilizzazione differenziale dei substrati ovvero per il loro metabolismo
utilizzano numerosi substrati differenti. Questo consente loro una maggiore
versatilità per ricavare energia.
CARATTERISTICHE DEI MICRORGANISMI TERMOFILI
- presenza di enzimi termoresistenti (TAC polimerasi è un enzima
termoresistente che non si denatura)
- presenza di ribosomi termostabili;
- presentano acidi grassi saturi nella membrana cellulare;ù
- da un punto di vista delle richieste nutrizionali, presentano una elevata
richiesta di sostanze nutritive e di ossigeno.
pH
Come per le temperature, Con il pH è possibile stabilire valori di pH cardinali
che prendono il nome di:
- pH minimo
- pH massimo
- pH ottimale
Presentano le stesse definizioni delle temperature max, min e optimum.
Abbiamo microrganismi in tre grandi gruppi in base al pH:
1. acidofili con pH ottimale intorno al 3-3,5
2. neutrofili con pH ottimale intorno alla neutralità
3. basofili e alcalofili con pH ottimale superiore a 8,5
Tra i basofili ritroviamo gli aloalcaofili, una categoria di microrganismi, che oltre
ad avere esigenze elevate di valore di pH, necessitano elevate concentrazioni
saline.
Quando parliamo di pH di crescita di un microrganismo, ci riferiamo al pH della
matrice. Il pH citoplasmatico per tutti i microrganismi non a caso è neutro. I
meccanismi di difesa del cambiamento del pH consentono di mantenere
inalterato ai microrganismi l’attività enzimatica citoplasmatica e la forza
proton-motrice.
Parlando i matrici alimentari, nella maggior parte dei casi ci si trova davanti a
matrici acide o sub-acide. Nella microbiologia alimentare si fa riferimento alle
muffe, lieviti e batteri. Muffe e lieviti presentano un elevato intervallo di pH di
crescita. Le muffe crescono da pH 1 fino a 10. i lieviti invece presentano un
intervallo di crescita leggermente ridotto rispetto alle muffe che va da pH 2 a
pH 8. i batteri (in campo alimentare) invece sono dei microrganismi che non si
adattano a pH inferiori a 4, con due eccezioni:
1. BATTERI ACETICI 2.BATTERI LATTICI
Sono gli unici batteri in campo alimentare che si sviluppano a pH inferiore a 4.
Tutti i batteri patogeni non si sviluppano negli alimenti acidi (ovvero inferiore a
pH 4).
12/03/2018
1.ECOFISILOGIA
Il parmetro che ci permette di avere informazioni sullo sviluppo di
microrganismi è l’ATTIVITA’ DELL’ACQUA. L’ acqua infatti è indispensabile al
microrganismo perche permette la traslocazione dei microrganismi, tuttavia la
disponibilità dell’acqua per i microrganismi è particolarmente influenzata dalla
presenza di sostanze osmoticamente attive come i sali e gli zuccheri. La
presenza di questi soluti rende una parte dell’acqua indisponibile ai
microrgaismi. Questa frazione si chiama ACQUA LEGATA.
Il parametro ATTIVITA’ DELL’ACQUA corrisponde ad un rapporto fra la tensione
di vapore della matrice e la tensione di vapore dell’acqua pura. Questo
rapporto ha dei valori compresi fra 0 ed 1. Il parametro a.d.a. assume valori
pari ad 1 solo nel caso dell’acqua pura, mentre mano a mano che la
concentrazione di soluti aumenta il valore tende a 0.
All’aumentare della concentrazione di soluti si verifica nei microrganismi un
particolare stato di stress chiamato STRESS OSMOTICO. In condizioni normali
all’interno dello spazio citoplasmatico la concentrazione di soluti è maggiore
della matrice. Questo consente un richiamo di acqua dall’esterno verso
l’interno e di conseguenza una pressione idrostatica della membrana
controbilanciata dalla parete. All’aumentare della concentrazione di soluti nella
matrice si arriva ad un punto in cui la concentrazione esterna sarà più elevata
di quella citoplasmatica causando una migrazione di acqua verso l’esterno, di
conseguenza si ha la disidratazione della cellula e la morte per PLASMOLISI
(disidratazione del citoplasma)
Ci sono due modalità per modificare l’attività dell’acqua di un alimento:
1. DISIDRATAZIONE: valori di attività dell’acqua si abbassano
2. AGGIUNTA DI SOSTANZE OSMOTICAMENTE ATTIVE(sali e zuccheri)
L’a.d.a. in una matrice specifica si studia attraverso delle curve chiamate
CURVE ISOTERME DI ADSORBIMENTO E DESORBIMENTO disegnate in condizioni
di
temperatura costante.
Per la curva di adsorbimento si parte dalla matrice disidratata. Quindi da 0 si
comincia ad aggiungere acqua, l’incremento di a.d.a. che otteniamo con
l’aggiunta di acqua non è proporzionale infatti la curva assume un andamento
ad “S” perché la prima aggiunta di acqua sarà assorbita dalla matrice e la
quantità adsorbita dalla matrice dipende dalle caratteristiche specifiche della
matrice stessa.
La prima acqua aggiunta viene:
- adsorbita dai soluti;
- trattenuta per capillarità;
- forma degli strati monomolecolari attorno ai soluti.
Quando tutta l’acqua che può assorbire la matrice sarà adsorbita i valori di
a.d.a. cresceranno rapidamente.
La curva di desorbimento si ottiene disidratando la matrice e la curva ottenuta
non è sovrapponibile a quella di adsorbimento.
La maggior parte dei microrganismi si sviluppa senza alcun problema con valori
di a.d.a. fra 0,95 e 0,99. La maggior parte dei microrganismi iniziano ad avere
problemi con valori di a.d.a. inferiori a 0,90.
VALORI DI A.D.A. IN ALCUNI ALIEMENTI:
-0,98 o superiore: carne fresca, pesce, frutta fresca o vegetali, latte e altre
bevande
-0,93-0,98: latte concentrato, carne cotta, formaggi, pane, insaccati
-0,85-0,93: carne essiccata, prosciutto crudo, formaggi a lunga maturazione
-0,60-0,85: frutta secca, cereali
-inferiore a 0,60: confetture, biscotti, cioccolato
la maggior parte dei batteri alteranti crescono fino ad un valore limite è di 0,90
la maggior parte dei lieviti alteranti crescono fino ad un valore limite è di 0,80
la maggior parte delle muffe alteranti crescono fino ad un valore di 0,80 per cui
risultano essere resistenti.
Esistono delle eccezioni in quanto esistono dei microrganismi adattati allo
stress osmotico:
BATTERI ALOFILI che crescono fino a valori di a.d.a. di 0,75
LIEVITI OSMOFILI e MUFFE XEROFILE che possono crescere fino a valori di 0,60
Staphylococcus aureus
Esiste un unico batterio patogeno che ha un valore di
a.d.a. di 0,86.
Quando parliamo di microrganismi resistenti allo stress osmotico facciamo
riferimeto a microrganismi dotati di meccanismi che permettono la sintesi o la
traslocazione e quindi l’accumulo all’interno del citoplasma di sostanze
osmoticamente attive in grado di controbilanciare il richiamo di acqua da parte
della matrice. I soluti accumulati nel citoplasma si definiscono SOLUTI
COMPATIBILI(il loro accumulo nel citoplasma è compatibile con il metabolismo e
la vitalità cellulare).
I soluti compatibili possono essere di diversa natura:
- derivati amminoacidici, la più comune è la glicina betanina;
- zuccheri come il saccarosio o il trealosio;
- polialcol come il glicerolo o manitolo.
la regolazione dei meccanismi di resistenza allo stress osmotico è legata alla
presenza di specifici sensori di turgore a livello della membrana cellulare.
Un altro parametro che influenza la crescita microbica è il POTENZIALE
OSSIDORIDUTTIVO. Quest’ultimo dipende da fattori descritti nell’equazione di
Nernst. Delle grandezze che rientrano in questa equazione molto interessante è
il rapporto fra la concentrazione di sostanze ossidanti e quelle riducenti.
E= E0
Il composto ossidante di maggiore interesse è l’ossigeno
I composti riducenti sono gli zuccheri e gli aminoacidi.
Il potenziale ossidoriduttivo in un alimento è influenzato da:
-composizione dei gas attorno all’alimento;
- presenza di composti riducenti;
- resistenza intrinseca della matrice ai cambi di potenziali;
- trattamenti tecnologici della matrice alimentare(macinazione
carne/impastamento);
- modificazioni indotte dal metabolismo microbico.
Sulla base del potenziale ossidoriduttivo i microrganismi si dividono in cinque
gruppi:
- AEROBI: metabolismo respiratorio che utilizzano l’ossigeno come
accettore finale di elettrone e che crescono bene a concentrazione di
ossigeno pari a quella atmosferica (20% di O2)
- MICROAEROFILI: sono aerobi che crescono a concentrazioni di ossigeno
inferiori rispetto a quella atmosferica
- ANAEROBI FACOLTATIVI: sono in grado di effettuare la respirazione in
presenza di ossigeno o la fermentazione in assenza di ossigeno. Se questi
microrganismi respirano crescono meglio e più velocemente rispetto a
quando fermentano.
- ANAEROBI AEROTOLLERANTI: metabolismo fermentativo che non
utilizzano l’ossigeno tuttavia lo possono tollerare.
- ANAEROBI STRETTI: metabolismo fermentativo e la presenza di ossigeno
ne inibisce completamente la crescita perché risulta loro tossico.
Esperienza di laboratorio.
Per riconoscere questi gruppi si fa riferimento alla crescita dei microrganismi in
un tubo di batteriologia nel quale si pone un terreno di crescita contenente
l’indicatore la RESAZURINA la quale in presenza di ossigeno assume un colore
rosa-violaceo che ci permette di individuare lo strato di terreno nel quale
l’ossigeno è ancora presente. In questo tipo di saggio il terreno è
supplementare con una piccola percentuale di agar che consente di avere una
consistenza gelatinosa e di evitare il rimescolamento fra gli strati.
CASO A): microrganismo aerobio sviluppa solamente in superficie dov’è
presente l’ossigeno e il terreno risulta opaco.
CASO B): microrganismo anaerobio stretto la sua crescita negli starti
superficiali è assente ma è presente negli strati profondi dove non vi è
ossigeno.
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