Microbiologia
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Microbiologia
Esame: 15 domande a risposta multipla su tutti gli argomenti del
programma, ciascuna domanda vale 1 punto (totale 15 punti). 5 domande
aperte ma molto specifiche (5-6 righe) ognuna delle quali vale 3 punti.
Studiare su: appunti, diapositive, “Principi di microbiologia medica” edizione
ambrosiana 3° edizione.
La microbiologia è la scienza che studia i più piccoli organismi viventi (dal
greco micros e bios).
È una scienza relativamente giovane che studia i microbi, che sono
importanti per la patologia umana (possono, infatti, causare delle malattie
nell’uomo). È giovane se comparata ad altre scienze come la matematica o
la fisica perchè tratta dei microbi, la maggior parte dei quali non sono visibili
ad occhio nudo, e finché non si sono sviluppate delle tecnologie che
permettessero di vedere i microbi stessi non se ne conosceva l’esistenza.
Il sospetto che esistessero organismi così piccoli, però, c’era già da molto
tempo, nonostante la limitazione tecnologica (non si poteva mettere in
evidenza l’esistenza dei virus perchè non c’erano gli strumenti adatti).
L’uomo ha imparato fin dai tempi più antichi a tenere comportamenti che
tenessero conto dell’esistenza di questi microrganismi, anche non potendola
dimostrare (es. tecniche antichissime per conservare i cibi che altrimenti
andavano a male a causa della crescita in essi di microrganismi,
l’essiccamento e quindi la perdita di acqua per impedire la crescita di batteri,
la fermentazione, che è un processo sostenuto da microbi, utilizzata fin dai
tempi più antichi per produrre pane o vino, ma anche la trasmissione delle
malattie: si pensava ovviamente che un soggetto malato trasmettesse la
malattia a chi lo curava, contagiandolo. Si pensava che un’entità invisibile
passasse da un soggetto all’altro).
È per questo che la microbiologia viene considerata una scienza applicativa.
La prima vera dimostrazione dell’esistenza dei microbi risale al 1676 ad
Antoine Van Leeuwenhoek,
opera di mercante di stoffe olandese con una
passione smisurata nella forgiatura delle lenti. Egli fabbricò delle lenti con un
potere di risoluzione molto elevato per quei tempi, che riuscivano ad
ingrandire 300 volte ciò che si osservava. Costruì, con queste lenti, un
rudimentale microscopio che consisteva in una placchetta metallica con una
punta in cui veniva incastrato il materiale da osservare, c’era poi una lente
incastonata nella placchetta che permetteva di ingrandire l’oggetto per
poterlo osservare meglio.
La prima cosa che egli pensò di osservare era la placca gialla (noi sappiamo
oggi che essa è fatta di batteri) che aveva sui denti e vide dei microrganismi
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che disegnò a mano: dei batteri tondi, dei batteri allungati e dei batteri fatti a
spirale. Aveva visto per la prima volta dei microrganismi.
Rese note le sue scoperte inviando una lettera alla Royal Society di Londra,
ma le sue osservazioni rimasero a lungo isolate perchè nessuno era in grado
di fabbricare lenti buone come le sue e, geloso delle lenti da lui prodotte, non
accettava di cederle ad altri.
La scoperta dei microrganismi rafforzò l’idea che questi fossero responsabili
delle malattie, molte di queste, infatti, sembravano contagiose anche se
l’entità che ne provocava la diffusione era ancora sconosciuta.
Quasi 200 anni dopo le scoperte dell’olandese i microrganismi vennero
scoperti come agenti di malattie, nel 1800, e fu una delle maggiori conquiste
della microbiologia come scienza.
Robert Koch scoprì che i microrganismi sono agenti responsabili delle
malattie, nel 1878 dimostrò l’eziologia microbica del carbonchio (malattia
Bacillus Antracis;
che colpiva gli animali e causata da un batterio detto
questa fu la prima correlazione tra agente e malattia), nel 1882 isolò l’agente
Bacillo di Koch),
eziologico della tubercolosi (detto infatti nel 1888 isolò il
batterio del colera. Per le sue ricerche e scoperte Koch venne insignito del
premio nobel per la Medicina nel 1905: fu tra i primi a trovare la correlazione
tra un agente infettivo e la malattia.
Ebbe inizio, così, l’era d’oro della microbiologia e in circa 25 anni vennero
scoperti e descritti la maggior parte dei più importanti agenti batterici di
malattie dell’uomo e furono messi a punto metodi di prevenzione per molte
malattie infettive. L’operazione di accoppiamento di un agente microbico ad
una data malattia è attiva tutt’oggi, non è finita con i tempi antichi, e dal 1973
al 1999 sono state molte le scoperte fatte. Ad esempio negli anni 80 è stato
identificato il virus dell’immunodeficienza acquisita, negli anni 90 il virus
dell’epatite, nel 2003 la SARS, nel 2009 la suina (virus H1N1) che arrivò al
livello di pandemia, nel 2014 epidemia di ebola in Africa e nel 2019 il virus
SARS-CoV-2.
Che cos’è un Coronavirus?
“CO” sta per “corona”, “VI” sta per “virus” e “DI” sta per “disease”, il 19 fa
riferimento all’anno 2019. Come altre malattie respiratorie l’infezione da
nuovo Coronavirus può causare sintomi lievi influenzali ma anche più gravi
malattie respiratorie. Si trasmette per mezzo delle goccioline emesse che
vanno a contaminare le superfici e l’aria. Il lavaggio e la disinfezione delle
mani sono la chiave per prevenire la disinfezione, lavandole per almeno 60
secondi 3
La varietà del mondo microbico
I microrganismi sono un gruppo molto eterogeneo di organismi viventi
comprendenti alcuni metazoi, protozoi, numerose alghe, funghi, batteri e
virus. Di solito sono unicellulari (addirittura alcuni, come i virus, sono
strutture super-cellulari, cioè meno di una cellula), ma a volte possono
formare aggregati pluricellulari in cui tutte le cellule sono equivalenti (non c’è
una differenziazione in tessuti e organi), solo occasionalmente possono
presentare cellule o gruppi di cellule morfologicamente e funzionalmente
differenziate.
In una scala che va da 10 metri (100 miliardesimi di metro) a 1 metro sono
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presenti tutti gli organismi, osservabili per mezzo del microscopio elettronico
e del microscopio ottico.
Si parte dai virus, osservabili al microscopio elettronico per passare a batteri
e protozoi, osservabili per mezzo del microscopio ottico e poi ai più grandi
vermi, visibili anche ad occhio nudo.
DOMANDA: Con cosa posso osservare un virus? Microscopio elettronico. (le
grandezze di un virus sono dell’ordine di 10 alla -8 metri)
In questa grande varietà di microrganismi viventi è necessaria una
classificazione e i criteri per svolgerla sono molti.
in base alla complessità strutturale:
Uno dei criteri più semplici è quanto
complessi sono questi organismi. Dividiamo in 3 grandi gruppi:
Procarioti: tra i procarioti troviamo tutti i batteri, che sono capaci di vita
• autonoma. Tra i batteri ce ne sono anche alcuni che non sono capaci di vita
autonoma e sono quindi dei parassiti endocellulari obbligati, cioè per vivere
devono obbligatoriamente entrare nelle cellule dell’ospite. Tutti i batteri
sono procarioti.
Eucarioti: sono i miceti (o funghi), che possono essere unicellulari o
• pluricellulari, presentano una spessa parete, e anche i protozoi, unicellulari
e privi di parete.
Struttura acellulare: virus, ovvero parassiti endocellulari obbligati, che
• devono utilizzare, per sopravvivere e replicarsi, una cellula ospite. Fuori
dalla cellula possono diffondersi ma non sono capaci di replicarsi.
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Confronto tra procarioti ed eucarioti
1. Gli eucarioti sono più grandi (>5 micron) rispetto ai procarioti (da 0.5 a 3
micron).
2. Negli eucarioti il nucleo è circondato da una membrana nucelare che
racchiude il materiale genetico all’interno, mentre nei procarioti il materiale
genetico è libero nel citoplasma.
3. La riproduzione è sessuata o asessuata per gli eucarioti, mentre è solo
asessuata per i procarioti ed avviene per scissione binaria.
4. Negli eucarioti abbiamo una compartimentalizzazione cellulare dove vari
organelli svolgono varie funzioni (es. i mitocondri svolgono la respirazione
cellulare, l’apparato del Golgi modifica le proteine dopo la traduzione).
5. Negli eucarioti abbiamo flagelli complessi mentre nei procarioti solo
flagelli semplici.
6. Negli eucarioti c’è una limitata attività metabolica, mentre nei procarioti ci
sono numerose attività metaboliche con diverse fonti energetiche
(l’energia può essere prodotta in molti modi diversi come ad esempio
attraverso la respirazione aerobia, anaerobia, la fermentazione, ecc.). I
procarioti sono molto più versatili degli eucarioti.
per quanto riguarda i batteri è in base a
Un altro metodo di classificazione
criteri morfologici (forma, dimensioni, disposizione, caratteri tintoriali, ecc.).
- Forma: COCCHI e i BASTONCELLI
ci sono 2 forme principali: i (immagini
con il microscopio elettronico a scansione che dà immagini
tridimensionali). I cocchi sono sferici, i bastoncelli sono dei piccoli
bastoncini allungati. Queste forme possono presentare, però, numerose
variazioni come ad esempio dei cocchi con una forma a rene (neisserie); gli
pneumococchi sono cocchi con una parte più appuntita, si dispongono a
coppia e si dice che abbiano una forma a punta di lancia o a fiamma di
candela; alcuni sono incurvati a virgola come i vibrioni del colera. I
bastoncelli possono essere diritti e regolari (bacilli), possono essere molto
lunghi e filamentosi o fatti a spirale (spirilli o spirochete). È importante
sapere la forma dei batteri perchè in base ad essa si possono riconoscere
gli specifici batteri, collegandoli direttamente alle patologie che producono
nelle procedure diagnostiche. 5
- Disposizione: la disposizione di una cellula rispetto alle altre ha molto
rilievo a livello dei batteri, essa è il risultato di una non completa divisione
cellulare. Raramente si trova un batterio singolo, spesso batteri si possono
associare a due a due (diplococchi), possono formare delle lunghe
catenelle (streptococchi), si possono disporre in ammassi irregolari come
dei grappoli d’uva (staphylococchi, dal greco staphylo=grappolo), si
possono associare in tetradi 4x4 o sarcina 8x8.
La disposizione è fissa nell’ambito di un determinato tipo di batteri, perciò è
importante a livello di riconoscimento ed identificazione (è un criteri o
tassonomico).
Negli streptococchi la catenella si forma in modo particolare. La cellula si
divide in 2, si ha una ulteriore divisione delle 2 cellule e se ne ottengono 4 e
in seguito alle divisioni si forma una lunga catenella perchè esse avvengono
su piani paralleli. Le cellule figlie rimangono unite e a loro volta si dividono
secondo piani tra loro paralleli e perpendicolari al piano di allungamento di
catena di cellule.
La divisione su piani irregolari nello spazio, secondo assi casuali irregolari,
origina ammassi irregolari di cellule. Ogni cellula ha il suo asse di divisione
ed il risultato è una disposizione irregolare.
Anche i bacilli possono avere una disposizione regolare, con l’asse maggiore
delle cellule parallelo o una disposizione irregolare e caotica dove ogni
cellula ha il suo orientamento indipendentemente dalle altre.
- Caratteri tintoriali: colorazione di Gram. I batteri sono così piccoli che la
maggior parte delle volte per essere osservati necessitano del microscopio
e devono essere colorati per poter essere visti nel modo migliore. I batteri
GRAM POSITIVI GRAM NEGATIVI.
si dividono in e La distinzione è fatta
in base alla colorazione dei batteri messa a punto da Gram tra il 1800 e il
1900. I batteri Gram positivi o negativi sono diversi tra loro per la struttura,
per la modalità con cui causano la malattia e molto altro. La microbiologia
è fatta di batteri Gram positivi e Gram negativi, che rappresentano 2 mondi
paralleli. Prima di tutto, per poter distinguere un batterio Gram + da uno
preparare la coltura
Gram -, bisogna da osservare: si usa un vetrino e
tramite un’ansa di metallo (strumento del microbiologo) si distribuisce una
coltura di batterio sul vetrino, questa secca all’aria e per fissarla la si passa
sulla fiamma viva 3 o 4 volte (fissaggio al calore: i batteri grazie al calore si
attaccano alla superficie del vetrino in modo tale da poterli colorare). Poi
colorazione vera e propria,
inizia la che consiste in 4 passaggi diversi:
Colorazione primaria
1. (DOMANDA APERTA: Descrivi la colorazione di
Gram, perchè e i principi): preparare uno striscio del batterio e trattare con
il primo colorante, il cristal violetto. Il cristal violetto, come molti coloranti
usati in microbiologia è un colorante basico, affine alla superficie dei
batteri che è invece carica negativamente. Il colorante penetra sulla
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superficie dei batteri e li colora TUTTI (sia Gram positivi che negativi) di
violetto.
Fissaggio del colore (Mordente):
2. il colorante deve essere fissato ai
batteri, perchè finora ha solo aderito alla superficie. Il vetrino viene
coperto con una soluzione di ioduro di potassio e iodio (liquido di Lugol)
che si complessa con il cristal violetto e con il materiale cellulare
permettendo la formazione di una molecola più grande (il cristal violetto
aumenta le dimensioni delle molecole e rimane attaccato alle superfici dei
batteri poichè intrappolato in esse).
Decolorazione:
3. Gram notò che nella colorazione dei batteri la
decolorazione è fondamentale e cruciale, perchè si iniziano a differenziare
e diversificare i batteri Gram + dai Gram - in base al loro comportamento.
Vengono aggiunte allo striscio gocce di etanolo e lasciate agire per circa
15 secondi: i Gram + rimangono colorati con il cristal violetto (viola), e
l’etanolo non li cambia, mentre nei Gram - il colorante viene lavato via
dall’etanolo. È una tappa cruciale della colorazione di Gram.
Colorazione di contrasto:
4. uso un colorante di colore diverso rispetto al
primo utilizzato, la safranina (di colore rosso). I Gram + rimangono di
colore violetto, mentre i Gram - si colorano di rosso poichè erano rimasti
privi di colore, assorbendo la safranina. A questo punto il preparato è
pronto per essere osservato al microscopio (microscopio ottico con un
ingrandimento di 100 volte). Per meglio osservare i batteri si mette sul
preparato una goccia d’olio per rendere i batteri meglio rilflettenti alla luce.
Al microscopio posso valutare non solo le proprietà tintoriali, ma anche la
forma dei batteri (Gram + cocchi, Gram - bastoncelli) e la disposizione (Gram
+ disposti in ammassi irregolari, stafilococchi, Gram - uno dei più frequenti
Escherichia coli).
abitanti del nostro intestino, come ad esempio
L’osservazione dei batteri
Tramite un’osservazione macroscopica è possibile osservare le colonie
batteriche, cioè il prodotto della divisione di una singola cellula batterica. La
colonia diventa talmente grande in seguito alle divisioni che la posso
osservare anche ad occhio nudo sulla superficie di terreni di coltura solidi,
cioè mezzi artificiali che contengono vari nutrienti in grado di sostenere la
crescita dei batteri.
Così come la forma, la disposizione e le proprietà tintoriali, anche la
morfologia della colonia è importante per la distinzione dei diversi tipi di
batteri. Le colonie possono avere tante forme e tanti colori (di una colonia si
valuta la forma: rotonda, irregolare, filamentosa; il margine: intero, ondulato,
lobato; il profilo, la superficie: liscia o ruvida, morfologia della colonia, ecc.).
queste proprietà sono costanti per un certo gruppo di batteri e sono delle
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vere e proprie caratteristiche tassonomiche. DOMANDA: Come posso
osservare la morfologia di una colonia batterica? Ad occhio nudo.
Classificazione dei batteri in base a criteri metabolici e biochimici
Questo tipo di classificazione permette di identificare una specie batterica o
varianti all’interno di essa (BIOTIPI) tramite l’analisi del profilo biochimico.
Questo criterio di classificazione è oggettivo e permette di compiete ulteriori
distinzioni tra batteri della stessa specie.
Alcuni esempi:
Necessità o meno dell’ossigeno per la crescita
• Utilizzazione di alcuni zuccheri come unica fonte di carbonio
• Produzione di substrati
• Utilizzazione del citrato
• Produzione di certi enzimi
• Decarbossilazione di alcuni amminoacidi
•
Queste proprietà (stabili e codificate a livello genetico) si possono valutare
usando kit commerciali che permettono di eseguire contemporaneamente 20
o più di questi test sullo stesso isolato chimico con una piccola quantità di
sospensione batterica. Dopo incubazione a 37°C della goccia di
sospensione batterica i risultati sono confrontati con un database utilizzando
un programma computerizzato. Si crea una mascherina dicotomica dove la
combinazione dei - e dei + è caratteristica di una certa specie (il pattern di
positività e negatività viene riconosciuto dal computer ed identifica la
specie).
Con queste semplici chiavi tassonomiche si può arrivare all’identificazione di
coli.
una specie. Un esempio è un batterio gram negativo, l’Escherichia Dalla
colorazione di una coltura di batteri ottengo il risultato gram negativo,
scopro che è un bacillo aerobio che fermenta il lattosio con produzione di
acido e/o gas. Tramite test biochimici riconosco come Escherichia coli il
batterio analizzato.
La stessa procedura può essere seguita per identificare un batterio gram
Staphylococcus aureus
positivo come
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