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Herpesviridae

Herpesviridae sono virus rivestiti di notevoli dimensioni (d 150-250nm), con genoma a DNA bicatenario (120-220kb); il nucleocapside è costituito da 162 capsomeri (12 pentoni, 150 esoni), cavi con canale di d 4nm, e vi è un tegumento (lo strato più interno). Il capsomero contiene un nucleoide formato da una sorta di rocchetto proteico (d 30nm), attorno al quale è avvolto il DNA.

Sottofamiglie

  • Alfa: CR endo-nucleare rapido
  • Beta: CR endo-nucleare lento
  • Gamma: CR endo-nucleare lento, ma solo in cellule linfoblastoidi

Replicazione

Adsorbimento via legame glicoproteine dell'envelope/eparan solfato cellulare → penetrazione per fusione → trasporto al nucleo → scapsidazione e passaggio del DNA attraverso i pori nucleari → circolarizzazione del DNA → espressione dei geni:

  • IE → Pα: legano il DNA regolando la trascrizione;
  • E → le α ne consentono l'espressione → Pβ = FT/enzimi (es: DNA polimerasi virale);
  • L → a questo punto inizia la replicazione del DNA e l'espressione dei geni tardivi → Pγ strutturali.

Sintesi delle proteine virali e trasferimento nel nucleo → inserimento dei genomi all'interno del capsomero a livello nucleare → gemmazione con acquisizione dell'envelope a livello della membrana nucleare → differenziazione delle glicoproteine virali nel Golgi → fuoriuscita dei virioni mediante esocitosi o lisi cellulare.

HSV

HSV 2 tipi: HSV1/2 → hanno in comune una elevata omologia del genoma, antigeni e tropismo tissutali, ma si differenziano per struttura del DNA, alcune proteine specifiche e modalità di trasmissione:

  • HSV1 → herpes a localizzazione orale
  • HSV2 → herpes genitale

Il recettore cellulare è l'eparan solfato, il recettore di adesione le glicoproteine envelope, es: -gD → anticorpi neutralizzanti; -gE → recettore per Fc Ig; -gC → lega la frazione C3d del complemento; -gG → tipo specifica. HSV si lega tramite gB e gC all’eparan solfato → segue il legame a dei co-recettori della famiglia dei recettori per il TNF e alla super-famiglia delle Ig detti Hve A, B, C (Herpes virus entry). Alcune glicoproteine tra cui gB sono coinvolte nel processo di fusione.

Trasmissione

  • Tramite stretto contatto (mucoso) mediante bicchieri, spazzolini, oggetti contaminati da saliva e per auto-inoculazione;
  • Direttamente su lesioni di continuo cutanee, mentre la cute integra è resistente;
  • Per contatto sessuale nell’infezione genitale.

Patogenesi

1-HSV1

Infezione orofaringea: si trasmette per stretto contatto mucoso e tramite oggetti contaminati da saliva.

  • Asintomatica nell'80%;
  • Gengivostomatite acuta:
    • Tipiche lesioni vescicolari trasparenti su base eritematosa su mucosa orale e gengivale;
    • Riattivazioni causano l’erpete labiale con comparsa di vescicole sulle labbra tra mucosa labiale ed epidermide;
    • Linfoadenopatia localizzata.
  • Infezione dermica: si instaura su lesioni di continuo cutanee per contatto diretto →
    • Patereccio erpetico
    • Eczema erpetico nei pazienti con dermatite atopica
    • Infezioni disseminate in lottatori/ustionati
  • Infezione oftalmica: cherato-congiuntivite da auto-inoculazione → ulcere dendritiche;
  • Encefalite: Inizio insidioso con febbre, malessere, mal di testa, alterazioni del comportamento. Se non trattate mortalità del 70%, con lesioni necrotico emorragiche e possibile interessamento meningeo.

2-HSV2

Infezione genitale → linfoadenite inguinale e vescicole su:

  • Maschio → pene, meato uretrale e ano;
  • Femmina → labbra, vulva e perineo.

Infezione neonatale (75% da HSV2) → lesioni cutanee, oculari, viscerali, encefaliti e meningiti.

Diagnosi/terapia

  • Diagnosi clinica, ma volendo si può ricorrere agli strisci di Tzanck (raschiamento per valutare la presenza dei corpi di Cowdry di tipo A)/ricerca di antigeni virali-PCR;
  • Terapia → Aciclovir = deossiguanosina aciclica: viene trifosfato dalla timidinochinasi virale e incorporato nel DNA neoformato che risulta essere non funzionale.

B-VZV

È morfologicamente simile a HSV, ma si limita in uno spettro più limitato di cellule: epiteliali (in vivo); fibroblasti embrionali diploidi umani (in vitro); è contratto generalmente durante l'infanzia (→ varicella), rimane in latenza nei gangli dorsali dei nervi periferici/cranici e può riattivarsi in anziani/immunodepressi (→ Zoster); la trasmissione è aerogena/per contatto col fluido vescicolare.

Patogenesi

  • Varicella (PI 2 settimane): il virus replica nei linfonodi regionali → via dotto toracico induce una viremia primaria (4°-6° giorno) → replica nelle cellule endoteliali con viremia secondaria (14° giorno) →
    • Eritema maculo-papulare a diffusione centripeta (fianchi → ascelle → tronco);
    • Complicazioni: encefalite, varicella emorragica, polmonite, epatite, malformazioni fetali se in gravidanza.
  • Zoster: l'eruzione molto dolorosa è limitata al dermatomero innervato da una radice dorsale o da un ganglio craniale. Uno dei più colpiti è il ganglio V (→ Zoster oftalmico). Nei >60 anni rischio di nevralgia post-erpetica.

Diagnosi/terapia

  • Diagnosi clinica;
  • Terapia → benigna nei bambini, aciclovir negli adulti. Esiste un vaccino attenuato α VZV da dopo i 2 anni.

C-EBV

Spettro d'ospite/tropismo sono determinati dalla limitata distribuzione del recettore cellulare CD21 per C3d del complemento, presente su cellule epiteliali di rinofaringe/orofaringe e sui linfociti B. Co-recettori sono MHCII, il recettore di adesione è la glicoproteina 350/200.

L'infezione può essere:

  • Latente → EBV va incontro nel linfocita B a latenza prima di iniziare un ciclo litico → il linfocita B va incontro a immortalizzazione proliferando continuamente, ma esprimendo solo alcuni geni (6 proteine EBNA, 3 LMP);
  • Produttiva → dipende dall’espressione del gene IE BZLF1 con sintesi dell’omologa proteina detta anche ZEBRA → agisce da innesco nel passaggio dalla latenza alla fase litica, trans-attivando alcuni geni.
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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ponzioda3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cavallo Rossana.
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