11-10 Il patogeno e la malattia
infettiva
Scienza che studia le forme di vita microscopiche:
Batteriologia (Procarioti: Batteri, Archea)
– Protozoologia (Protozoi)
– Micologia (Lieviti, Muffe)
– Virologia (Virus)
–
I procarioti costituiscono la maggior quota di biomassa terrestre: la maggior
parte degli organismi viventi sulla terra (sia in numero assoluto sia come numero di
specie) sono unicellulari.
INFATTI: 30
Il numero totale di procarioti sulla Terra, è dell’ordine di 5 x 10 cellule.
12
In un grammo di terra ci possono essere anche 10 microrganismi.
In un cm quadrato di pelle circa 100-1000 microrganismi e nella testa sono
presenti in maggiore numero.
L’uomo è costantemente sottoposto al contatto con i microrganismi
In uno studio condotto nel 2006 è stato visto che sono circa 1407 le specie catalogate
come potenzialmente in grado di dare infezioni nell’uomo.
Riflettiamo sul fatto che: Il numero di microrganismi patogeni è estremamente esiguo
rispetto alla biomassa dei microrgamismi presente sulla Terra.
Perché i microrganismi sono così abbondanti sulla Terra? per il loro RUOLO
BIOLOGICO = DECOMPOSIZIONE.
“Polvere eri e polvere ritornerai”
Qualsiasi sistema vivente prende energia e materia dall’ambiente e le trasforma in
cellule. Tale processo non può andare avanti all’infinito perché le risorse utilizzate si
esaurirebbero. La disponibilità non infinita delle risorse è risolta con il «tornar
polvere»: morte e riciclo della materia di cui un organismo è composto.
I microrganismi svolgono un ruolo predominante e insostituibile in questa
operazione indispensabile affinché la vita continui.
Perché la maggior parte dei microrganismi sulla Terra non è patogena?
Perché noi abbiamo un sistema immunitario che ci protegge dai microrganismi.
Strategie evolute dall’uomo per prevenire l’ingresso dei microrganismi nei
tessuti interni:
OSPITE 1
Difese primarie (cute, microbiota barriera di microrganismi che circonda le
nostre mucose)
Difese secondarie (risposta immunitaria che può essere di tipo specifico o
aspecifico)
SOMMARIO
L’uomo ha sviluppato una serie di strategie per difendersi dall’invasione da parte dei
microrganismi presenti nell’ambiente:
barriere fisiche (cute, microbiota)
lisozima
sistema immunitario: (immunità aspecifica e specifica)
Ma chi è il patogeno? Qualsiasi agente biologico in grado di causare malattia perché
ha selezionato delle strategie per superare le barriere di difesa dell’ospite.
Tuttavia, bisogna tenere in considerazione il fatto che esistono microrganismi a
patogenicità bilanciata quali:
Streptococcus pneumoniae (agente eziologico della polmonite) colonizza circa il
10% degli adulti e il 60% dei bambini (questo batterio può entrare nel circolo
sanguigno e causare meningite).
Neisseria meningitidis (agente eziologico della meningite) habitat: gola
dell’uomo, si trova nel 20-30% degli individui sani.
Haemophylus influenzae (può causare anche meningite) circa il 50% degli
individui sani è colonizzato.
La particolarità di questi patogeni è che l’uomo è l’unico ospite naturale. Solo
occasionalmente danno origine a patologie di notevole gravità.
Rapporti micro/macrorganismo
Molti microrganismi spesso sono definiti a patogenicità bilanciata perché esprimono
il loro potenziale patogeno solo in condizioni particolari (es: mancata stimolazione di
un’appropriata risposta di difesa) esiste un equilibrio tra il nostro sistema
immunitario e questi batteri che permette loro di colonizzare distretti del nostro
organismo senza darci malattia o darcela eventualmente. Quindi nel rapporto
micro/macrorganismo si stabilisce un bilanciamento tra le capacità aggressive
dell’uno e quelle difensive dell’altro che portano a situazioni favorevoli per uno
dei due o per entrambi.
Per quanto riguarda le diverse tipologie di rapporto che esistono tra micro e
macrorganismi si parla di:
SIMBIONTI stabiliscono con l’organismo superiore un rapporto di reciproco
• vantaggio (microbiota per esempio la flora endogena intestinale: occupazione
di spazi biologici > dispositivo di difesa contro l’impianto di patogeni;
produzione di vitamina K).
COMMENSALI si impiantano e si moltiplicano senza apparente beneficio per
• Staphylococcus epidemidis
l’organismo superiore (es. a livello cutaneo). 2
PATOGENI stabiliscono un rapporto a proprio vantaggio, con danno
• dell’organismo superiore (ma non si verifica ogni volta che un patogeno entra in
contatto con un organismo ospite).
SOMMARIO
I PATOGENI stabiliscono un rapporto a proprio vantaggio, con danno
dell’organismo superiore.
Molti patogeni sono definiti a patogenicità bilanciata perché esprimono il loro
potenziale patogeno solo in condizioni particolari (es: mancata stimolazione di
un’appropriata risposta di difesa).
«Strategia» evoluta per la propagazione e il mantenimento della specie.
Che cos’è una malattia infettiva? Si intende un mutamento rispetto ad uno stato di
salute in cui parte o tutto il corpo dell’ospite non è più in grado di svolgere le sue
normali funzioni a causa della presenza di un microrganismo o dei suoi
prodotti. Quindi è un’alterazione del nostro stato fisiologico dovuta alla presenza di
un microrganismo patogeno.
La malattia infettiva è quindi dovuta a un disequilibrio che si instaura tra l’ospite e il
patogeno e questo disequilibrio può essere dovuto a diversi fattori:
Fattori ospite Maggiore suscettibilità dell’ospite (età, stato di nutrizione,
fattori genetici, stato immunitario).
Fattori patogeno Particolari caratteristiche del germe:
carica infettante: n° di batteri che sono presenti.
o capacità invasiva: ceppi che possono essere più o meno invasivi (anche
o all’interno della stessa specie) cioè con più o meno successo possono
riuscire a superare le barriere di difesa dell’ospite.
Virulenza
o
Variabili relative al microrganismo che possono determinare una malattia infettiva:
Patogenicità: capacità di un microrganismo di determinare malattia.
Virulenza: differente grado o intensità della patogenicità. È determinata da
peculiarità inerenti il patogeno:
invasività (capacità di diffondere nei tessuti adiacenti al sito di infezione
o o in altre aree corporee)
potenziale patogeno (es. tossigenicità)
o
! Patogenicità e virulenza non sono due
sinonimi.
Virulenza
Ceppi differenti della stessa specie di
microrganismo possono presentare un diverso
grado di patogenicità (virulenza). La
virulenza si può quantificare. 3
S. pneumoniae S. typhimurium
Questo grafico ci dice che lo è più virulento della
questo perché possiamo quantificare la virulenza.
La virulenza è espressa come la dose (n° di cellule batteriche) capace di infettare o
uccidere il 50% degli animali inoculati: dose infettante ID o dose letale LD
50 50.
S. pneumoniae
Nel caso di per avere un 50% di topi uccisi bastano 40-50 cellule, nel
S. typhimurium
caso della la dose letale è maggiore perché per avere il 50% di topi
uccisi servono circa 5000 batteri.
SOMMARIO
Tra ospite e microrganismi si possono instaurare diversi tipi di rapporti che
• possono portare anche a reciproci vantaggi.
La malattia infettiva si può instaurare quando vengono meno condizioni di
• equilibrio tra ospite e microrganismi a scapito dell’ospite e a vantaggio del
microrganismo.
La malattia infettiva può dipendere dalle condizioni dell’ospite o dal
• grado di patogenicità del microrganismo che si può quantificare con il
termine di virulenza. 4
18-10
Il patogeno è colui che è riuscito ad evolvere dei sistemi per invadere le difese
immunitarie dell’ospite. Un batterio per instaurare con successo un’infezione deve
riuscire ad evadere le difese dell’ospite.
Meccanismi batterici per evadere dai sistemi di difesa dell’ospite
Resistenza all’immunità innata:
sistema del complemento
fagocitosi
sopravvivenza all’interno delle cellule fagocitiche
Evasione delle risposte immunitarie specifiche
umorale
cellulo-mediata
L’immunità si divide in immunità innata che è pienamente efficace già dalle
primissime fasi dell’infezione ed è un tipo di immunità detta aspecifica.
Successivamente ad un’infezione da parte di un patogeno si sviluppa una risposta
adattativa cioè una risposta immunitaria che è specifica nei confronti di un
determinato patogeno.
Cellule del sistema immunitario
Macrofagi sono cellule adibite alla distruzione del patogeno perché quando il
patogeno fa il suo ingresso all’interno del macrofago quest’ultimo ha la capacità
di fagocitare il patogeno che viene letteralmente smembrato.
Cellule dendritiche molto importanti per il concetto di presentazione
dell’antigene.
Mastociti
Killer
Granulociti in particolare i neutrofili che intervengono durante il processo di
infezione batterica.
Il complemento
5
Questi sono i principali componenti dell’immunità innata.
Vedremo come i vari patogeni hanno sviluppato le loro strategie, caratteristiche,
particolarità per riuscire ad evadere l’azione da parte di questi componenti
dell’immunità innata. Micobacterium tubercolosis
Ci sono batteri come o le salmonelle per esempio che
sopravvivono all’interno del macrofago cioè hanno evoluto sistemi per cui non
vengono uccisi all’interno del macrofago e addirittura ci si replicano.
Le cellule B e le cellule T sono quelle che intervengono nella risposta immunitaria
adattativa cioè quella specifica. Tutte queste cellule presentano dei recettori di
ricognizione sulla loro superficie che riconoscono i componenti microbici quindi esiste
sempre un contatto tra le cellule del sistema immunitario e il patogeno mediante il
riconoscimento di recettori specifici. In seguito a quest’interazione partono dei segnali
che sono quelli che avviano la risposta immunitaria.
I patogeni nel momento in cui fanno ingresso nel nostro corpo innescheranno una
risposta immunitaria che non è totalmente inefficace in quanto una parte dei patogeni
verrà uccisa. Il punto è che questi patogeni hanno sviluppato delle strategie per cui tra
chi sopravvive ci sono quelli che in qualche modo riescono a superare il nostro sistema
immunitario.
Ognuna di queste cellule presenta recettori di ricognizione: legano molecole (es.
prodotti microbici) che innescano la risposta immunitaria mediante la trasmissione di
segnali
PRR (pattern recognition receptors): recettori di ricognizione dell’immunità innata.
I ligandi dei PRR (sostanze microbiche da essi riconosciuti) sono denominati PAMP
(pathogen associated molecular patterns); riconoscimento anche di prodotti di cellule
danneggiate. I PRR sono presenti anche nel citosol e nel plasma (es. complemento).
I PRR si dividono in diversi gruppi funzionali:
PRR che propagano segnali ad altri recettori
Stimolazione della fagocitosi (recettori fagocitari)
Citotossicità (recettori sulle cellule NK)
Produzione di molecole co-stimolatorie (attivazione dei linfociti per la
risposta adattativa)
Produzione dei mediatori pro-infiammatori
L’interazione dei PRR con i PAMP innesca una trasmissione di segnali che attivano la
risposta infiammatoria e immunitaria specifica.
Infiammazione
Risposta immediata dell’ospite alla presenza di microrganismi o di un danno cellulare
di qualsiasi natura. Significato funzionale: mobilizzazione di molecole e cellule del
sistema di difesa per concentrarle nel sito in cui è stata rilevata una situazione
abnorme vasodilatazione e aumento della permeabilità capillare,
chemiotassi.
Macromolecole che non si trovano nei liquidi interstiziali (complemento,
immunoglobuline)
Leucociti
6
Formazione di un essudato ricco di neutrofili affiancati dopo circa 24h da monociti e
linfociti.
Induzione della coagulazione con produzione di fibrina per arrestare il patogeno nel
sito di infezione e quindi favorirne l’eliminazione.
! Il processo infiammatorio è attivato da mediatori.
Mediatori dell’infiammazione:
Citochine pro-infiammatorie (proteine in grado di trasmettere segnali da una
cellula all’altra attraverso il legame a recettori specifici).
Primarie: indotte precocemente durante l’infezione dopo attivazione dei
o PRR pro-infiammatori (TNFα, IL-1, INF α/β, IL-12, IL-18).
Secondarie: prodotte in seguito a stimolazione da parte delle citochine
o primarie (INFγ, IL-6).
Mediatori lipidici: prostaglandine, leucotrieni, PAF (platlet activating factor).
Amine biogene: istamina, serotonina (rilasciati soprattutto da mastocoti e
granulociti basofili in seguito alla degranulazione.
Chinine: mediatori proteici derivanti da precursori (chininogeni) inattivi
presenti nel plasma. 7
La presentazione dell’antigene
Altro concetto importante è la presentazione dell’antigene da parte del massimo
complesso di istocompatibilità che lasciano esposte sulla superficie e che legano dei
pezzetti del patogeno.
Esistono due sistemi del massimo complesso di istocompatibilità tipo I e tipo II. Il tipo II
è quello che viene espresso sulla superficie delle cosiddette cellule ABC
Si sviluppa la risposta immunitaria adattativa di tipo umorale o di tipo cellula-mediata.
La prima porta alla produzione di anticorpi. 8
Patogenesi delle malattie
batteriche
Il processo di patogenesi batterica si può articolare in sette fasi (per certi versi
sovrapponibili alla patogenesi virale).
1) Mantenimento di un reservoir
2) Trasmissibilità
3) Evasione delle difese primarie presenti nelle porte d’ingresso
4) Colonizzazione
5) Evasione delle difese secondarie
6) Produzione di un danno
7) Abbandono dell’ospite e ritorno al serbatoio o contatto con un nuovo ospite
Mantenimento di un reservoir Uomo, animali, ambiente: possibilità di
moltiplicazione prima e dopo l’infezione di una specie.
S. pneumoniae
Uomo: patogeni come colonizzano la cavità rinofaringea con
• una densità sufficiente da consentire la trasmissibilità, riuscendo così a
persistere; causano malattia quando riescono a raggiungere le vie respiratorie
inferiori con un numero sufficiente.
Animali: serbatoio di molti batteri altamente letali per l’uomo (nell’animale non
• causano patologia); Es: l’agente eziologico della peste colonizza i ratti senza
ucciderli.
! Spesso i serbatoi di natura animale non sono suscettibili alla malattia.
Zoonosi: malattia infettiva che può essere trasmessa dagli animali all'uomo per
contatto diretto con la pelle, peli, sangue, secrezioni, o indirettamente, tramite
insetti vettori (zanzare, pulci) o ingestione di alimenti derivati da animali infetti).
Clostridium
Suolo: serbatoio di molti batteri altamente letali per l’uomo; es:
• tetani, Clostridium botulinum, Bacillus anthracis generano spore che rimangono
vitali nel suolo per molto tempo.
Trasmissibilità Contatto con un ospite in stato vitale.
9
La trasmissione di una malattia infettiva a partire da una sorgente d’infezione può
avvenire attraverso diverse modalità:
Contatto (rapporti sessuali)
Ingestione di cibo contaminato
Vettori (biologici o meccanici)
Trasmissione aerea
Sorgenti di infezione:
Portatore sano: individuo in cui alberga un patogeno ed è in grado di
disseminarlo, ma risulta immune alla malattia; non è necessario che la malattia
si sia verificata in precedenza (es: febbre tifoide, gonorrea).
Malato
Cibi
Animali
Ambiente
Il malato è chiaramente una fonte di infezione ma non soltanto nel momento in cui c’è
la malattia ma chi si è ammalato può trasmettere il patogeno anche prima che si
manifesti la malattia durante il cosiddetto processo di incubazione. Si parla quindi di
soggetto precoce soggetto infettato che ospita ed elimina il patogeno prima
Esempio è l’epatite B,
dell’insorgenza della malattia durante il periodo di incubazione.
una malattia che è facilmente trasmissibile perché ha un periodo di incubazione che
dura anche sei mesi.
Oppure si parla di soggetto convalescente malato guarito che continua ad
eliminare il patogeno per un certo periodo di tempo.
“Malattie a trasmissione aerea”
Influenza, Tbc, meningite, malattie esantematiche (rosolia, morbillo, varicella).
L’agente infettivo è veicolato dall’aria.
Il batterio o virus si trasmette dal soggetto malato o portatore (uomo o animali) che
disperdono il patogeno nell’aria attraverso tosse, starnuti o semplicemente parlando
(secrezioni: naso-faringee, tracheali, bronchiali). Il patogeno viene quindi immesso
nell’aria e può essere contratto. 10
Il patogeno può anche depositarsi su superfici ed essere quindi inclusi in nuclei di
goccioline o in particelle di polvere.
“Malattie a trasmissione oro-fecale”
Avviene attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate con materiale fecale.
Sono infezioni che si sviluppano a livello dell’intestino.
L’agente infettivo è veicolato dalle f
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