giovedì 10 gennaio 2019
MICHELE SANMICHELI 1484-1559
—>1521, Altare dei re Magi, cattedrale di Orvieto. Sanimicheli nasce a Verona dove si forma
come scalpellino. Si trasferisce a Orvieto dove lavora nel 1512 nella Cattedrale all’altare dei
re Magi seguendo il modello delle tombe di Andrea Sansovino in S.Maria del Popolo.
Cattedrale di orvieto, tardo gotica. Questo altare sembra un arco di trionfo romano, c’è un
chiaro riferimento al passaggio a roma di sanmicheli.
—> cattedrale di Orvieto: sanmicheli durante la sua permanenza a orvieto viene segnalato
da Bramante per il completamento della facciata della cattedrale; in quest’occasione viene
affiancato da Antonio da Sangallo. L’attuale facciata è del Maitani.
—> cappella Petrucci (orvieto, chiesa di san domenico) 1516. cappella ipogea: la cappella
viene ricavata sotto il coro della chiesa di san domenico e si articola su di un impianto
ottagonale con due absidi sull’asse trasversale ed una scarsella quadrata su quello
longitudinale. 4 rampe simmetriche di accesso. Due scale a forbice. Tanti elementi si
possono ricondurre al passaggio romano di sanmicheli, es le porte trabeate e le volute
ioniche.
—> Emilia Romagna, 1526, Sanmicheli viene inviato insieme a Sangallo per ispezionare le
fortezze pontificie e per predisporne i rilievi. Questo gli consente di vedere monumenti e
resti antichi lungo il percorso e in più ha la possibilità di studiare l’arte della fortificazione.
Dopo l’attività in Romagna rientra a verona e decide di aprire una sua attività, si mette in
contatto cion Giovanni Maria Falconetto a Padova, e con Giulio Romano a Mantova.
Falconetto è autore di architetture militari a Padova. Giulio romano completa la costruzione
di palazzo tè.
—>Falconetto nel 1524 Falconetto erige a Padova, la Loggia e l’odio per Alvise Cornaro
(committente). Loggia sullo sfondo e l’odeo a destra. La loggia è dove gli attori recitano e
l’odio era il luogo dove si faceva poesia e orazioni. Tutto è decorato con temi antichi, es.
paesaggi dipinti che amplificano lo spazio che sarebbe molto angusto.
—> 1528, Falconetto a Padova progetta la porta di san Giovanni nella quale abbina alla
tipologia militare (ponte levatoio con carrucole e feritoie per sparare in caso di attacco)
quella dell’arco trionfale all’antica.
—> 1527, Cappella Pellegrini (Verona, chiesa di san Bernardino), Sanmicheli. Risente
dell’influenza di Bramante e del tempesto di s.pietro in Montorio. L’architettura qui è
introversa, nel registro basso troviamo la ripetizione dell’arcata trionfale romana con frontoni
curvi, abbiamo anche una balaustra interna nel registro alto. Le colonne sono con
scanalature tortili, quelle sull’asse longitudinale, e quelle con scanalatura ordinaria, invece
marcano l’asse trasversale. Il secondo registro sopra la balaustra è composto da nicchie e
finestre. La cupola è a cassettoni e sulla sommità troviamo una lanterna.
—> Sanmicheli. Palazzo Canossa, 1526/29, Verona; i Canossa vogliono un palazzo
moderno la quale facciata posteriore è affacciata sull’adige. Nel primo ordine il bugnato ha
un carattere pseudo isodomo. Pone una loggia al registro inferiore. La disposizione interna
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segue la sequenza vitruviana di : Vestibulum (a 3 arcate), Atrium, Peristylium (con loggiati
tamponati lungo le ali laterali). Lesene nel secondo registro e sopra abbiamo un mezzanino.
Più in alto abbiamo una falsa balaustra con statue. All’interno, verso il fiume, abbiamo un
giardino. Difronte le panche dei clientes.
—> Palazzo Bevilacqua (Verona), il palazzo ha 7 campate ma ne doveva avere da progetto
15; l’ingresso doveva essere al centro, mentre attualmente è eccentrico. Nel primo registro
abbiamo un bugnato con un ordine architettonico di lesene, il bugnato fascia anche il fusto
delle lesene (o paraste); queste lesene inquadrano le finestre che stanno all’interno di
campate di diverse misure. Abbiamo dei Busti degli imperatori incastonati nelle bugne di
chiave. Sopra troviamo la balconata, appoggiata sugli sporti della trabeazione, qui il motivo
viene amplificato, poiché la balconata è appoggiata su delle mensole, che non sono altro
che i triglifi dell’ordine dorico le quali assumono la forma di mensole a sostegno della
balaustra. Nel piano nobile , ovvero il secondo registro, abbiamo il motivo dell’arcata
trionfale romana. Per il rivestimento è stata usata pietra calcarea.
—> Sanmicheli. 1532/35, Porta Nuova, verona. Il Vasari riteneva sanmicheli il più grande
progettista di porte cittadine. Porta nuova, poderosamente fortificata è ispirata al lessico di
palazzo te di Giulio Romano. La struttura ha una sorta di fodera corazzata per la difesa fatta
in pietra calcarea. La porta che vediamo oggi è modificata rispetto all’originale, vennero
aggiunti nel 1852 i due fornici laterali dagli austriaci.
—> porta palio, verona, 1547. Il progetto originario prevedeva in sommità una piattaforma
corazzata per l’artiglieria. Lessico del bugnato, semicolonne fasciate dal bugnato e travata
ritmica.
—> ultima opera del sanmicheli. Santuario della madonna di campagna 1559 verona;
chiesa di pellegrinaggio ai margini della città, all’interno ospita un’immagine miracolosa
della vergine. Sanmicheli per ospitare i pellegrini costruisce un portico perimetrale.
L’esterno è circolare me
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