La ricerca di Eloinor Ochs sui processi interattivi familiari
Il testo riporta la ricerca inaugurata da Eloinor Ochs negli USA nel 1989, sui processi interattivi delle famiglie di Los Angeles, ma condotto in Italia dal 1991. Lo studio è rivolto all'analisi dei processi di socializzazione, durante i momenti di cena familiare. La cena infatti è un momento di incontro collettivo tra i membri della famiglia durante il quale è possibile condividere scambi conversazionali.
Metodologia di ricerca
La raccolta dei dati per la ricerca è avvenuta tramite una videoregistrazione, e in alcuni casi audioregistrazione. Ogni famiglia è stata ripresa durante la cena per 4 volte nell'arco di un mese, con la possibilità di estendere il numero delle riprese. La prima ripresa è servita per permettere alle famiglie di familiarizzare con la telecamera. Dopodiché sono stati studiati i dialoghi tramite l'analisi del discorso e l'analisi della conversazione.
Il discorso come costruzione dell'identità
Il punto di partenza è che il discorso è un fondamentale contributo per la costruzione dell'identità individuale e collettiva di genitori e figli. Ogni famiglia ha modalità specifiche per determinare o realizzare il modo di partecipare a una conversazione, ed il contributo di ognuno è fondamentale per la costruzione di un'identità condivisa. In ogni cultura infatti, come in ogni famiglia, esistono diverse forme che il discorso può assumere. La socializzazione linguistica infatti è un processo che prende forma per tutta la vita e che coinvolge tutti i membri di una famiglia.
Strategie conversazionali
- Le sovrapposizioni tra i parlanti, che indicano le relazioni di potere;
- Il sistema delle coppie adiacenti, secondo cui una domanda richiede una risposta;
- Le segnalazioni dell'ascolto, come per esempio l'annuire;
- L'uso dei punti di rilevanza transizionale, ossia le pause, le intonazioni discendenti, la selezione esplicita del nuovo parlante che segna la fine del turno.
Questo vuol dire che il parlare in-interazione è una pratica ben organizzata, che segue strategie ben precise, e che i bambini imparano a gestire piuttosto presto.
Teoria di Wittgenstein e giochi linguistici
Una delle basi teoriche di questa ricerca è la teoria di Wittgenstein, che parla del gioco linguistico: I giochi linguistici sono le forme di linguaggio con cui i bambini cominciano a fare uso di parole, quindi lo studio dei giochi linguistici è lo studio delle forme più primitive del linguaggio. Lo sviluppo del pensiero però presuppone l'appartenenza a un gruppo, sviluppando pensieri in un gruppo, bambini e bambine vengono socializzati, raggiungendo così un'identificazione consapevole con il gruppo di appartenenza.
Il ruolo della famiglia nella socializzazione
La socializzazione è un processo di assunzione della cultura di appartenenza che ammette realizzazioni individuali e differenziate. La famiglia è uno dei primi luoghi di interazione altamente significativo per i suoi membri. Le conversazioni a tavola sono il modo per la famiglia di esistere nel microcosmo socioculturale. La cena è infatti luogo di socializzazione.
I ruoli nel discorso
La famiglia è uno dei luoghi di affermazione del proprio sé, ed è nel rapporto dialogico che si conquista uno spazio in cui si negoziano significati di ciò che si sta comunicando e dei propri punti di vista. L'identità che ognuno ha nella propria famiglia dipende dal ruolo che interpreta e allo stesso tempo che gli è attribuito dagli altri membri. Come interveniamo nella conversazione dipende infatti dai ruoli che interpretiamo nella situazione.
Durante i pasti vengono comunicate novità per esempio, questo vuol dire che tali eventi non restano propri di un singolo individuo ma vengono condivisi dalla famiglia e ne diventano patrimonio collettivo. Il modo in cui la famiglia tratta i sentimenti e i pensieri dei suoi membri è determinante per lo sviluppo della persona per lo sviluppo di personalità sane o instabili. Il processo di condivisione di eventi o scelte con la famiglia nello studio di Ochs e Taylor è uno strumento di giudizio, per questo è importante capire chi ha il potere di giudicare, chi è sottoposto a giudizio, la distribuzione dei ruoli all'interno della famiglia. La famiglia è infatti un nucleo distinto rispetto al mondo esterno, che si riconosce in "noi" a differenza degli "altri".
Focus della ricerca
Il focus della ricerca è principalmente rivolto ai bambini italiani, a confronto con quelli americani, lo scopo è capire se i bambini delle diverse culture sono attivi o passivi all'interno della conversazione. Nel contesto familiare spesso si creano nella conversazione delle alleanze, questo vuol dire che due membri conducono un'azione rivolta verso un terzo. Esiste una sorta di gerarchizzazione delle varie forme di alleanza, da un livello debole in cui l'alleanza con un altro membro è più implicita, ad uno più forte in cui l'alleanza diventa esplicita attraverso una scelta dei partecipanti di una conversazione nei confronti di un bersaglio ben identificato.
Strategie di alleanza
La strategia utilizzata per creare delle alleanze implicite o di scarsa intenzionalità è l'allineamento. Ci sono poi i casi di alleanza manifesta, che hanno la specificità di adottare strategie di selezione del potenziale alleato. Infine un'ultima alleanza conversazionale è costituita dalla coalizione, in cui il terzo membro è decisamente escluso ed assume un ruolo di bersaglio. L'allineamento è una presa di posizione.
Strategie dell'alleanza manifesta
- Tramite lo sguardo, esiste uno sguardo diretto faccia a faccia, e una modalità di sguardo laterale, ossia non diretto all'interlocutore, ma ad un terzo referente.
- L'uso del vocativo, direttamente indirizzati al destinatario.
- Oppure l'intervento di un terzo all'interno di sequenze problematizzate in grado di modificare il contesto.
- Ultima strategia, è la coalizione contro un terzo bersaglio.
Modalità di coalizione
Spesso nelle famiglie è la parodia, ossia sottoporre qualcuno a critica sotto forma di scherno. Il ruolo di discorso è diverso dal ruolo familiare, esso è circoscritto in una conversazione, e definisce la funzione di un componente all'interno di quella conversazione, se dà l'avvio al discorso è chi introduce, se è colui a cui è indirizzato è il destinatario, se ne è l'oggetto principale è il protagonista.
Ruoli nella conversazione
Ruoli che possono essere ricoperti da tutti i componenti familiari, anche se a volte da alcuni più che da altri. Quello che la ricerca vuole mettere in evidenza infatti è la presenza o meno di un legame non casuale tra il ruolo familiare e il ruolo di discorso. Secondo una prima analisi, si può osservare che i figli risultano protagonisti tre volte di più rispetto ai genitori, questo può significare che i genitori rivolgono le loro attenzioni su ciò che riguarda i figli. Essendo spesso i figli oggetto di discorso corrono un maggior rischio di essere giudicati e messi in discussione.
Nel ruolo di chi introduce sono invece i genitori ad avere una percentuale più alta, la madre introduce più spesso del padre, anche se la differenza tra genitori e figli rispetto al ruolo di chi introduce non è così alta, questo vuol dire che i figli hanno anche loro un ruolo attivo nella conduzione di una conversazione. Il ruolo del destinatario invece non ha molta differenza tra genitori e figli, si ipotizza però che i bambini siano più destinatari di discorsi incentrati sul presente, mentre i genitori di discorsi incentrati sul passato. Il fatto che i figli siano destinatari quasi quanto i genitori vuol dire che svolgono un ruolo attivo nella conversazione e sono ritenuti persone competenti a livello sociale, infatti i genitori parlano direttamente con i figli e non solo dei figli.
Una delle relazioni studiate dalla ricerca è il rapporto tra il protagonista e chi lo introduce, quindi chi introduce chi, ed è emerso che il bambino target ossia quello più piccolo spesso si auto-introduce, raccontando...
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