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compiuto. La differenza è fortissima: in Masaccio maggiore plasticismo e volumetria dei corpi grazie

alle ombre (un corpo vero proietta ombre!). In Masolino i corpi sono come sospesi nello spazio, non

hanno ombre. Sistema di chiaro-scuro: usato dagli artisti per rendere il passaggio della luce naturale.

Aspetto favolistico in Masolino: testa umana sopra il serpente → modo di rappresentazione

medievale. Invece Masaccio ci propone l'angelo vestito di rosso con la spada. Il pittore di consistenza

plastica ha sempre una riduzione al minimo della decorazione → infatti Masaccio usa meno colori di

Masolino: più si toglie più viene fuori la struttura profonda delle cose. Dall'arco di Masaccio viene

fuori la voce di Dio. Questa novità così realistica e drammatica che Masaccio ci propone → ma è

ancora una voce isolata, il mondo si ritrova di più nella voce di Masolino che non in quella di

Masaccio. Fortezza e temperanza di Giovanni Pisano, pulpito del duomo di Pisa (1302-10) e

Afrodite Cnidia (Venus Pudica) → recupero della Venus Pudica da parte di Masaccio attraverso il

pulpito di Giovanni Pisano.

Due immagini simili ma diverse tra loro: uno è interessato al reale (profondità), l'altro no. Infatti uno

rappresenta l'immagine frontale come se fosse arte bizantina. Una rappresentazione è più

linearistica, una più plastica. Prima opera: siamo nel 1310 → posizione frontale, uno dei ginocchi è

evidente perchè muove lo spazio, panneggio pesante con chiaro-scuro per dare idea dell'imponenza

del corpo. Seconda opera: figura di profilo e tutto è risolto in una linea di contorno, fondo oro

astraente, la realtà non interessa, non interessa che ci sia un corpo che ci sia un'idea di quel corpo.

La prima è l'immagine della “Madonna di Ognissanti” di Giotto; l'altra è l' “Annunciazione” di

Simone Martini, senese, del 1333.

“Madonna con il Bambino e angeli” di Masaccio del 1426 → la strada è da Giotto a Masaccio, in

mezzo ci sono anche opere gotiche. Movimento del corpo della Madonna, uso del chiaro-scuro in

particolare sul Bambino. Eppure viene usato il fondo oro anche qui, sicuramente perchè l'artista era

condizionato dalla committenza: non poteva decidere Masaccio.

“Annunciazione” di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova (1303-05) → tutto quello

che può Giotto lo usa per dare idea di uno spazio reale con corpi reali. Semplificazione della

decorazione → aspetto che sarà sottolineato da Vasari (cfr Gentile da Fabriano).

“Tondo Doni” di Michelangelo agli Uffizi (1506-08) . Unica opera in pittura sicura e completa di

Michelangelo.

“Deposizione Baglioni” di Raffaello a Galleria Borghese (1507) . Opera che si trovava a Perugia,

commissionata da una donna della famiglia Baglioni per ricordare il proprio figlio morto.

In queste due opere c'è un'intenzione plastica ormai consolidata, ma viene sottolineata in modo

diverso. Michelangelo ha una trattazione più linearistica, la sua linea è più inquieta e mossa. Invece

in Raffaello è tutto calibrato e armonioso nel disegno e nel colore.

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“Vergine annunciata” di Antonello da Messina (1476-77). In questi anni è a Venezia. Capiamo

che è una Annunciazione: dal velo azzurro, dalla mano → sintesi assoluta della narrazione , infatti

dell'immagine fa quasi un solido. Rappresenta la fase della “conturbatio” = momento di titubanza e

paura di Maria → mano rivolta verso lo spettatore.

“Flagellazione” di Piero della Francesca (1454-70) . Un artista per rappresentare le scene in più

piani usa le architetture. Sotto la colonna (statua d'oro: idolo pagano), sotto il portico è rappresentata

la flagellazione. Sul trono è forse seduto Pilato e sul trono Piero della Francesca ha firmato. Piero

della Francesca è arrivato molto tardi a una notorietà diffusa: Roberto Longhi lo riscoprì e lo rilanciò

nel 1927. Prima le sue opere erano considerate sotto un altro pittore urbinate, Fra Carnevale. Intorno

al 1820 Henry Bayle (Stendhal), infatti, non aveva nemmeno notato gli affreschi sulla Legenda Aurea

di Arezzo. Piero della Francesca è stato scoperto nel momento delle prime avanguardie nel primo

'900. La Flagellazione rimane come la spiegazione di un teorema matematico (Urbino era la capitale

del Rinascimento matematico). Fatto strano: flagellazione rappresentata in secondo piano; perchè?

Tante spiegazioni: figura al centro vestita di rosso è Oddantonio che fu ucciso forse da Federico che

era suo fratellastro; e gli altri due personaggi di corte legati al fatto. Ma sembra molto inverosimile

che fosse possibile fare certe allusioni politiche. Altra spiegazione: lega il quadro alla caduta

dell'impero d'oriente (1453) e ai tanti tentativi di conciliare la chiesa di Oriente con quella di occidente

(la figura scura sarebbe il cardinal Bessarione). Anche la dimensione è strana: non sarebbe potuta

essere né una pala né una predella; magari poteva essere adatta a un mobile o cassone. Strana

iconografia che mette in secondo piano la flagellazione di Cristo, il soggetto principale (abbiamo

anche altri quadri che fanno così ad Urbino). Comunque quest'opera rimane avvolta dal mistero e

rimane solo la figura di Piero della Francesca e la sua visione del mondo. Anche la datazione è

incerta. É un'opera tra le prime di Piero della Francesca, che risale agli anni '50.

Idea su cosa sia un' opera d'arte . Un'opera si può definire opera d'arte quando ha alcune

caratteristiche e le ha tutte insieme: materiali, tecniche, iconografia (=lettura e spiegazione dei

soggetti) e stile. La lettura del soggetto ha un ulteriore passo che è quello del significato di

quell'immagine: donna nuda su una conchiglia (iconografia precostituita dai testi letterari) > Venere >

bellezza. La maggior parte delle iconografie sfuggono perchè complesse. I due più grandi filoni

dell'iconografia sono quello religioso e quello storico. Le fonti dei soggetti sono dei testi, come le

Metamorfosi di Ovidio. Per il versante religioso le fonti sono la Bibbia e anche i vangeli apocrifi. Il

mettersi in contatto con un soggetto non è immediato; ci sono cose che capiamo solo grazie al

riferimento all'iconografia.

Nelle opere contemporanee l'iconografia è tutto un nuovo modo di porre le tematiche dell'arte. Anche

l'arte contemporanea rientra in questi argomenti soprattutto per quanto riguarda i materiali e le

tecniche, anzi ne porta di nuovi e stranianti. Il tema della tradizione e innovazione (rapporto tra

presente e passato) si pone anche con l' arte contemporanea . È un nuovo campo di soggetti,

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relazioni, e la differenza è che non ci sono più le fonti: nuova società in cui l'artista non è più il

rappresentante della comunità . L'artista ora porta una sua opera individuale partorita dalla sua

mente e che un mercato internazionale può eventualmente decidere che quella opera funziona dal

punto di vista della funzione e del messaggio. Comprensione dell'opera d'arte: sempre la

connessione di conoscenze che ci aiuta a giudicare le opere. Finché l'arte contemporanea si

inserisce nell'argomento tradizione e innovazione, la mia possibilità di comprendere e di confrontare

fa sì che io possa entrare in relazione con le novità anche enormi ed estreme. Quando non si

inserisce più in questo binomio c'è qualcosa che non va. Come si pone l'opera d'arte? Oggi per noi è

più semplice capire un'opera di arte contemporanea che una di arte antica o moderna. La nostra

distanza da queste cose è tale che non sappiamo dire nulla se non un giudizio estetico; invece di

fronte a un'opera come quella di Duchamp possiamo cogliere la protesta contro l'arte tradizionale. È

un'arte che necessita di uno sforzo da parte nostra altrimenti il giudizio rimane superficiale.

Iperrealismo = oltre la realtà; quando un'immagine è resa talmente puntuale e precisa che sembra

più vera della realtà (cfr Luciano Ventrone). L'irrealtà nasce dalla realtà.

I materiali : ci sono dei materiali che sono molto radicati, per es. il marmo nella scultura non passa

mai di moda; la pittura su tavola è una delle modalità di pittura più antiche. Le modalità/categorie del

linguaggio espressivo sono sue: modalità emotiva (privilegia il colore) e intellettuale (privilegia il

disegno) → le ritroveremo in tutte le espressioni artistiche (già nei graffiti antichi). Fino al '400 pittura

su tavola, poi pittura anche su tela. Ogni oggetto ha in sé la sua spiegazione. Domande

fondamentali: “dove, quando, qualità” sui materiali e le tecniche. Uso di colori chimici come quelli

acrilici (che usa A. Warhol): ci portano al '900. A volte l'arte è anche solo un esercizio di stile e

tecnica. Ovidio a proposito delle opere d'arte nell' “Ars poetica” scrive: “Callida iunctura reddiderit

notum novum” → una qualche trovata geniale ci deve essere nell'arte che renda ciò che è noto

nuovo. Ma se una persona è solo brava nell'esecuzione di un'opera d'arte questa basta perchè sia

un'artista? Francesco Alberoni, un sociologo, scrisse un articolo “Movimento istituzione” e poi un libro

“Innamoramento e amore” (1979) → ogni movimento nasce con una forza innovativa ma poi o finisce

o diventa istituzione; esso deve incanalarsi in qualcosa altrimenti finisce. La forma è contenuto =

linguaggio delle forme esiste nell'arte? Sì, la forma è sempre il contenuto , se siamo in grado di

leggere la forma capiamo sempre il contenuto. L'espressione formale è una manifestazione del

contenuto. Ogni contenuto si esplicita in una forma. L'arte contemporanea è una manifestazione

formale che ci porta magari verso paradossi, ma il contenuto è quello. In un quadro abbiamo tutto

quello che ci serve per capirlo (ovviamente se non c'è troppa distanza temporale, altrimenti serve

anche il contesto storico).

Età post moderna o neo barocca (cfr filosofo Baudrillarde) definita da Omar Calabrese: età in cui

tutto è stato detto, tutto è stato fatto dal punto di vista del grande campo della produzione artistica e

letteraria, ed è sempre come se noi dovessimo guardare verso qualcosa che è concluso. Passiamo

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attraverso una conoscenza che è sì per sé mediazione, replicazione di immagini del passato. Cfr arte

molto contemporanea: crisi di una nuova linfa, non si sanno più dire cose nuove. È necessario lo

sforzo di dare un giudizio critico.

“ Il giuramento degli Orazi ” di Jacques Louis David, 1784: manifesto del neoclassico e manifesto

illuminista. È un artista militante che viveva gli ambienti illuministi e rivoluzionari → è uno che vive nel

presente e vuole cambiare quella realtà. Anche le date sono un contenuto, quindi sono importanti cfr

1789 (vicino alla data del quadro); è un artista rivoluzionario e rappresenta degli uomini vestiti alla

romana. Colonnato → storia romana. Interesse laico e razionale dell'artista → mondo antico in primo

piano. Nei momenti in cui la spiritualità prevale si tende a privilegiare un'attenzione al mondo

medievale. Esiste una sorta di gerarchia dei generi → scelta iconografica: perchè questa? E si

inserisce in una tradizione rappresentativa dei soggetti che aveva delle regole che difficilmente

saranno abbattute. Siamo ancora in un sistema di gerarchie dei generi inaugurata nel Rinascimento

→ solo certi soggetti sono degni di essere rappresentati, ovvero i soggetti mitologici e storici, perchè

raccontano le gesta dei grandi e stimolano a diventare grandi. Solo le cose del passato (non del

presente) possono diventare dei modelli. Il soggetto doveva essere storico per scuotere le coscienze

e per incitare a fare del meglio. Episodio scelto: fa riferimento alla nascita della repubblica romana.

Era giunto il momento di combattere una battaglia moderna e illuminista → questo era il messaggio

del quadro. Stile semplice, nitido e pulito di David → questa è l'idea che hanno dell'antico e che ai

moderni piace (David sceglie l'ordine tuscanico e queste accensioni nel colore nelle vesti; valori

femminili e nostalgici relegati nella destra del quadro). Fonte: Tito Livio.

“ L'ultimo addio del figlio del doge Foscari alla sua famiglia ” di Francesco Hayez, 1840: Hayez

era un artista impegnato nei movimenti culturalmente legati al romanticismo e nei moti risorgimentali.

Personaggi rappresentati come rinascimentali. Siamo a Venezia → cfr leone di San Marco in alto a

destra. Storia italiana. Entrambi gli artisti disegnano cose del passato. Hayez sceglie un episodio di

storia passata, ma è ispirato all'aneddotica: è un argomento di tipo letterario ← nel 1821 uno

scrittore, Lord Byron (che difendeva la libertà nazionale) scrive un libro “I due Foscari” = vicenda

romanzata che riguardava un doge dei Foscari (poi vicenda in un libretto d'opera di Piave) che

voleva liberare l'Italia dagli austriaci. Congiura per cui i figli del doge erano stati accusati di un

complotto, Jacopo in particolare mandato in esilio a Creta e lui saluta la sua famiglia disperato. Viene

scelta questa fonte letteraria che sposta in area medievale il racconto di questa storia . Hayez sceglie

questo contesto perchè '800 romantico ha atmosfera di spiritualità, di recupero religioso → modello

Medioevo: c'erano i comuni → modello che per loro, che lottavano per l'indipendenza, andava

benissimo. Tutto funziona solo nel momento presente che dà senso anche al passato. Poi nel tempo

le poetiche realistiche porteranno a rappresentare le battaglie come esemplificative di vari messaggi.

Cfr “Il bacio” di Francesco Hayez: disegno e colori nitidi.

“Les daimoiselles d'Avignon” di Pablo Picasso: 1907 → momento in cui Picasso rompe con il

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passato e passa alla novità. Questa iconografia è nuova, ma qui si pone ancora il problema

dell'iconografia. Infatti evoca delle iconografie del passato in maniera nuova e stravolta. Si rifa

all'iconografia delle bagnanti che ha avuto una storia fin dal Rinascimento, da Tiziano (“Diana e

Callisto”; fino al '800 una donna nuda non poteva essere rappresentata, ma i soggetti femminili con

rivestimento mitologico sì) a Cezanne, che dipinse “Le bagnanti” (1898) → Cezanne non ha più

bisogno del mito, lui è dentro questa nuova tradizione che innova, l'impressionismo. Rivoluzione di

Picasso esiste se la inserisco nel tema tradizione e innovazione. Idea di spazio inesistente, tema

dell'annullamento della riconquista dello spazio e della centralità dell'uomo (nato nel Rinascimento).

“Allegoria dell'amore” di Agnolo Bronzino , 1545: questo artista rielabora la tradizione di Raffaello

nel quadro del manierismo toscano. Opera che nasce nell'ambito della corte medicea in quegli anni.

Figura dell'anziano = il tempo, perchè esso è vecchio e carico d'anni e vola sopra gli umani. Il

vecchio toglie il velo a una figura alla sua sinistra → qualcosa deve essere svelato. Venere ha in

mano un pomo dorato, quello che le era stato donato da Paride (il fratello di Ettore), cui apparirono le

tre dee: Atena (dea della sapienza), Giunone e Venere. Cupido è quello abbracciato a Venere.

Mentre si stanno baciando lei gli ruba una freccia dalla faretra e lui non si accorge; e a sua volta lui

gli ruba la corona → l'amore passionale è un inganno, è qualcosa che ti illude. In primo piano ci sono

due maschere per terra = la frode. Un puttino ha in una caviglia una specie di bracciale dorato e

lancia delle rose: la gioia dell'amore, della passione. Una figura ha le zampe di leone e la coda di

serpente e ha la mano destra montata sulla sinistra; in una mano ha un favo di miele → rappresenta

l'inganno. Questo quadro è un'allegoria dell'amore passione, di un amore sensuale che porta alla

rovina. Il tema dell'amore passione, dell'amore carnale e di quello spirituale è uno dei grandi temi del

Rinascimento che vive di opposti nei quali l'uomo deve esercitare il suo libero arbitrio. Ostentazione

dell'inganno molto particolare. Questo quadro fu mandato in dono da Cosimo I de' Medici a

Francesco I di Francia che si stava alleando con gli spagnoli → con il quadro richiamo a stare

attento, a non farsi sedurre dagli spagnoli.

“Madonna col bambino” di Carlo Crivelli: originario di Zara, esponente di una cultura adriatica che

mescola il Rinascimento con un gusto tardo gotico; e lui dal 1468 lavora nelle Marche. Soggetto

molto semplice. Ma c'è qualcosa di strano in questo dipinto: frutta e verdura (non esiste in un dipinto

prima del '800 qualcosa di puramente decorativo; qualcosa di molto importante in questo senso fu la

scoperta delle decorazioni della Domus Aurea) → presenza di un cetriolo: fa parte della famiglia delle

zucche → quando Giona viene mangiato dalla balena, dopo tre giorni viene sputato su un campo di

zucche → simbolo della resurrezione (Antico Testamento → anticipa il Nuovo Testamento); una mela

che il bambino tiene in mano (simbolo del peccato di Eva che Cristo viene a riscattare; Dio si fa uomo

perchè deve riscattare il nostro essere uomini), solo che è molto grande per enfatizzare il concetto; le

susine sono un simbolo di dolcezza; la ciliegia è il simbolo della dolcezza dell'amore materno; il

garofano era il fiore che simboleggiava il matrimonio (Maria è “sponsa Christi”); il paesaggio: è un

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paesaggio non reale, ma verisimile, perchè un albero ha le foglie e uno no → Cristo viene e rida vita

ad ogni cosa.

Vanessa Beecroft : artista italiana contemporanea che usa la fotografia . Essa lavora su alcuni temi:

sono donne tutte uguali, idea della replicazione, dell'anonimato, sembrano automi, sono figure

statiche come le statue arcaiche (cfr kouroi). La Beecroft trova la forza espressiva della staticità.

Sempre nel quadro tradizione - innovazione: per capire questa immagine bisogna sempre sapere che

c'è una storia della rappresentazione femminile. Nella storia della rappresentazione delle statue

nell'antichità, questa staticità va in secondo piano e c'è un movimento del corpo (cfr canone di

Policleto e Lisippo). Tutto nasce da dei modelli che vengono però trasformati. La novità sta nel fatto

che usa una tecnica come la fotografia con un'idea nuova, il tema dell'essere umano nella società

contemporanea, che torna al mondo arcaico e perde il suo essere persona e individuo. Questa idea

fa dell'opera una grande opera → è la callida iunctura che innova dentro un sistema.

“Venere” di Giorgione; “Venere” di Tiziano → grande vicinanza tra le due rappresentazioni;

modello della Venere pudica che si copre il pube in modo sensuale ed evocativo; “Paolina

Borghese” (sorella di Napoleone e moglie del principe Borghese) di Antonio Canova →

rappresentata abbastanza nuda ma le mettono in mano il pomo dorato per attenuare l'immagine, ma

fu un forte scandalo, è il ritratto di Paolina Borghese come Venere; “Olympia” di Eduard Manet : ci

si libera sempre di più dal bisogno di avere un'iconografia che giustifichi la scelta del soggetto,

questa donna è infatti una prostituta (guarda dritto negli occhi lo spettatore). In più questa donna è

sproporzionata, non rappresenta l'idea di bellezza perfetta e proporzionata, è un'idea di bellezza

molto personalizzata non entro i canoni tradizionali, ha le ciabatte → ostentazione della quotidianità.

Aby Warburg è stato uno storico dell'arte nella seconda metà del'800 → idea della storia dell'arte

come storia antropologica, dell'opera d'arte come contenitore di significati che affondano le radici

nella storia dell'uomo: ha scritto nel 1924 “La rinascita del paganesimo antico” dove racconta il

rinascimento. Seconda metà del '800: nascita della storia dell'arte da due filoni: quello dei

conoscitori e quello warburghiano. “ Pathos formel ” = formule espressive, modi di dipingere che

rimandano a certe situazioni dell'uomo, come la morte,... . La morte del bambino in questa foto:

sembra un'ovvietà e si capisce la morte da questo braccio penzolante → pathos formel della morte.

“Deposizione di Cristo” di Caravaggio (Pinacoteca Capitolina): denotazione e connotazione →

connotazione è il braccio penzolante. “Morte di Marat” di Jacques Louis David (1793) : rimanda

all'immagine della morte di Cristo. Tema del braccio penzolante come motivo che racchiude il tema

della morte e della perdita della vita mette a confronto due opere di due contesti diversi anche dal

punto di vista dell'iconografia. Marat era un grande amico di David e impegnato nella rivoluzione;

cronologicamente, poi, siamo al limite del periodo del Terrore (la rivoluzione viene resa norma). Marat

era molto impegnato nel gestire le necessità dei cittadini francesi ed è nella vasca perchè aveva una

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malattia della pelle per cui doveva stare parecchie ore a bagno e intanto lavorava: stava firmando

una raccomandazione d'aiuto per una giovane donna, Charlotte Cordè, ma proprio in quel momento

la ragazza lo accoltella → rapporto con il grande personaggio che sfocia in un omicidio (come

omicidio di John Lennon). La morte di Marat è la perdita di una figura importantissima; questo è

l'unico quadro firmato di David su un tavolino che riproduce una lapide. Visione realista debitrice di

Caravaggio. Rapporto con il Cristo di Caravaggio: è una citazione puntuale. Perché David sceglie

Cristo? Perché in quella che è la ricerca di una pittura nitida e realista che va dritta al soggetto e si

basa su una semplificazione estre

ma riprende Caravaggio; per quanto riguarda il soggetto è una dichiarazione: il Cristo in cui io credo

non è quello della religione cattolica, ma è il martire civile. Rappresentazione di Cristo che viene dal

mondo antico: cfr Fregio di Meleagro (II sec. d.C.) che ritrae un cacciatore ucciso in una caccia e ha

il braccio sempre in quella posizione poi ripresa dalla religione cattolica; cfr Trasporto di Cristo

morto di Luca Signorelli (1500 ca.) presso il duomo di Orvieto , sempre ripreso dalla classicità.

Deposizione dalla croce di R. V. Weyden . Bill Viola , video artista americano , che trae ispirazione

nei suoi lavori dall'arte del Rinascimento italiano che evoca la Pietà di Masolino da Panicale (1424)

oltre che il paradigma della deposizione di Cristo, nel suo lavoro “ Emergence” del 2002 .

Ulteriore iconografia del Cristo morto: quella della Pietà di Michelangelo che è maggiormente

comunicativa a livello affettivo. Il braccio penzolante di Cristo arricchisce l'iconografia della Pietà e

trae le sue origini dal mondo nordico (Wespervild). Cfr Pietà di arte gotica tedesca : sembra

un'opera espressiva diversa dalla Pietà italiana di stampo più classico e all'insegna dell'equilibrio.

Pietà di Comsè Tura : mescolanza dei due filoni e forte influenza nordica. Pietà di Ercole de

Roberti e Giovanni Bellini : braccio penzolante, forte drammatizzazione → confronto tra le due

opere: l'iconografia non può mai rinunciare alla comprensione stilistica: l'iconografia è sempre calata

in uno stile, come le tecniche, i materiali, i soggetti. Mondo più drammatico quello di Ercole de

Roberti, mentre più dolce e naturalistico quello di Giovanni Bellini. Sulla base di soggetti comuni ci

sono grandi differenze. Pietà di Van Gogh e Il Cristo verde di Gauguin → riferimento a questo

tema della rappresentazione della morte. Tema degli sguardi degli artisti fra loro è molto importante:

Raffaello è molto influenzato da Leonardo → poetica degli affetti e Michelangelo → ricerca del

movimento – faranno parte del suo linguaggio formatosi intorno al 1504 ca.. Tondo Doni : opera

innovativa, unica ed è il grande dipinto di Michelangelo (a parte la Cappella Sistina); e Deposizione

Baglioni di Raffaello , fatta fare da Madonna Atalanta Baglioni a Perugia, rimane a Perugia e poi va

a finire nella Galleria Borghese perchè sottratto da Scipione Borghese. Sono due opere quasi

contemporanee: torsione di Maria nel Tondo Doni viene rievocata dalla torsione di una giovinetta; il

Tondo Doni rappresenta una sacra famiglia, degli ignudi e a destra San Giovannino (lo capisco dagli

attributi iconografici: vestiva di pelli di cammello), non è la classica sacra famiglia; in più per come è

dipinta non è classica: posizione di Maria, del bambino e di Giuseppe → interesse di Michelangelo

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per la posizione più complicata che muta, per la figura serpentinata (che poi eredita il manierismo); in

più la Sacra Famiglia si pone come figura centrale ma ci sono tre piani di lettura: mondo pagano è

sullo sfondo di un mondo introdotto dalla figura di San Giovanni, che trionfa nella parola di Cristo.

Data del Tondo Doni: 1506-08: non ci sono documenti diretti (cfr come sarebbe un contratto tra

Agnolo Doni e Michelangelo) per datare questo dipinto, per cui tendeva ad essere datato nei primi

anni del '500, quando Michelangelo era molto impegnato a Firenze; c'è un documento indiretto: la

lettera di un viaggiatore in visita a Firenze che ha visto il quadro in produzione. In ultimo comunque è

l'opera che ci dà informazioni sulla datazione dell'opera: sullo sfondo di questo dipinto c'è una figura

che rievoca la statua del Laocoonte (I sec. a.C., ritrovata integra ne 1506 = termine post quem), cfr

seconda figura dopo San Giovanni: questa opera non può essere fatta prima del 1506. Apollo del

Belvedere (metà IV sec. a.C.): è rievocato nella prima figura a sinistra partendo dalla Vergine → non

ci dà informazioni per le date (perchè fu trovato tempo prima), ma ci mostra gli interessi per l'antico di

Michelangelo. Cornice del Tondo Doni presenta cinque volti: Cristo e gli Evangelisti → cita gli oculi

della porta del paradiso di Ghiberti (dall'epoca romana).

Madonna dei fusi della scuola di Leonardo (1501, Edimburgo ) e Madonna dei fusi della scuola

di Leonardo (1501, New York ) : prototipo del bambino sgusciante → stessa tipologia che troviamo in

Michelangelo e Raffaello.

La città che sale di Umberto Boccioni (1910-11, MOMA); Lampada ad arco di Giacomo Balla

(1909); L'enigma dell'ora di Giorgio De Chirico (1911-12) : sono artisti che stanno facendo ricerche

diverse tra loro. In Boccioni c'è un preciso uso del colore fuori del disegno, invece in De Chirico

prevale il disegno ed è essenziale. Boccioni e Balla sono gli esponenti più importanti del futurismo →

cfr Manifesto del Futurismo scritto da F. T. Marinetti: rifiutava l'idea di una bellezza classica a favore

di un mondo tecnologico, della velocità e del dinamismo. Dipinto di Balla: osservazione e studio di

tutte le possibilità di diffusione della luce. Dipinto di Boccioni: idea del cambiamento; uomini travolti

dalla forza della novità; ci sono dei cavalli (quello al centro si sta trasformando), sullo sfondo a destra

delle ciminiere o il piroscafo → disegno che si decompone completamente sotto l'azione di questa

foga coloristica che è l'unica a comporre questo dipinto e così mette in primo piano l'emozione e il

sentimento. De Chirico compone per via di disegno e usa il disegno in maniera precisa e puntuale: il

risultato è realistico? Si rifa allo Spedale degli Innocenti di Brunelleschi; ma la realtà qui va oltre se

stessa → quando la realtà è troppo precisa, perfetta e disegnata si va in un campo che non è

verisimile. Solo dagli anni '20 si inizierà a parlare dell'arte metafisica che delinea qualcosa che va

oltre la realtà stessa, ma in questi anni De Chirico sta sperimentando e le sue opere porteranno un

contributo decisivo alla nascita del Surrealismo. +emozione = colore; -emozione = disegno →

tematica che percorre tutta l'arte.

Rapporto graffiti-colore: graffiti rupestri nelle grotte di Altamira del 18000 a.C. ca.; graffiti

rupestri della Val Camonica del I millennio a.C. . Alla base del linguaggio espressivo dell'uomo c'è

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l'enfasi del colore per la rappresentazione della paura e delle loro emozioni, c'è anche una certa

verisimiglianza (cfr Altamira). In Valcamonica viene usato il disegno: rappresenta l'idea di quello che

avviene, è la loro mente che abbozza quello che è la battaglia. Disegno = ragione e colore =

emozione → sono le prime basilari possibilità di lettura delle opere d'arte.

Orinatoio di M. Duchamp, 1917: snodo molto forte. La maggior parte degli artisti del '900 segue

Duchamp. 1917: ancora l'arte era molto accademica (soggetti storici, donne che svengono,...) → per

capire l'opera è molto importante il rapporto con il contesto. Non è più possibile fare un'opera d'arte

nel '900 senza passare attraverso l'idea della provocazione, il tema dell'arte concettuale, e questo

concetto pone nuovi problemi.

La pittura si fa materia

La stessa idea del dipinto, del manufatto artistico viene rivoluzionata nell'arte contemporanea → con

“contemporaneo” si intende il periodo che inizia dal periodo neoclassico e napoleonico oppure dal

romanticismo; tradizionalmente arte contemporanea: dalla seconda metà del '800 ai giorni nostri, ma

ad oggi si tendono a escludere gli artisti che hanno una forte storicizzazione, come Picasso, P. Klee .

Nell'arte contemporanea l'artista si fa critico e filosofo: la fine dei valori riconosciuti che riuniva la

comunità provoca ciò → nuova figura dell'artista demiurgo, creatore e inventore di un mondo

migliore. Azione critica e teorica degli artisti. Ciò nasce dal Romanticismo: il primo grande

movimento in cui gli artisti provano un senso di insoddisfazione ed elaborano la scissione

nell'individuo di due realtà opposte e in difficile equilibrio: la ragione e il sentimento , il conscio e

l'inconscio. [prima l'artista si faceva portavoce dei movimenti intellettuali] Anche le tecniche e i

materiali fanno parte di questa innovazione: l'opera è materia e l'atto stesso in cui uso una certa

tecnica è il momento in cui dico qualcosa di me. L'idea stessa di cosa sia l'opera d'arte parte da

una situazione di crisi.

La tela è uno dei materiali più persistenti, dalla fine del '400 ca. → la tela diventa il simbolo stesso del

dipinto intendendo anche la sua sperimentazione tra '500 e '600; nel corso del '800 la tela si sviluppa

ancora di più quando la pittura ad affresco diminuisce (le case cambiano con la società borghese e

nasce il nuovo concetto di “domesticity” → nuovi spazi affettivi nelle case, matrimonio per amore,...) e

il quadro diventa il simbolo di questi interni nuovi.

Questa tela verrà ancora di più distrutta e annullata. Cfr Alberto Burri (opera “Bianco” del 1949):

l'iconografia è la materia stessa, la tela su cui questo colore diventa il soggetto stesso del quadro.

L'iconografia è la sperimentazione tecnica che unisce diverse tipologie di interventi (colori ad olio

mescolati con terre). Ricerca di questo artista → lavora sul tema della materia: come si può dipingere

anche su materiali tradizionali; senso della sperimentazione che si fa opera finita (opera del 1975

“Cretto”). Nel passato l'idea della sperimentazione era importantissima per ogni artista → una

ricerca progressiva per arrivare a un'opera compiuta e finita. Tema dell'opera finita o non finita: tema

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romantico che dà tanta importanza anche alla componente non-finita. In passato l'opera d'arte

doveva essere compiuta, l'idea del lavoro artistico va verso un risultato finale e finito. Cfr componente

non finita delle opere di Michelangelo: tema modernissimo, ma si pone dentro un'inquietudine

profonda per cui quel non finito esiste solo in un dialogo teso e complesso con il finito (non ha lo

stesso valore del non finito post romantico). Altrimenti, in altri casi, le opere non finite lo saranno solo

per motivi contingenti → non bisogna applicare concetti moderni alle opere del passato. Nel corso del

'700: sperimentazione sulle macchie (per es. foglie, nuvole,...; già Leonardo ma per lui è solo una

sperimentazione in vista di) in particolare in Inghilterra (dal '700 l'Italia perde la sua centralità

nell'arte) → ma è pura sperimentazione, nessuno ne avrebbe mai fatto un quadro. Tema del Grand

Tour: gli artisti venivano tutti in Italia e facevano dei quadri, ma sono solo sperimentali, non erano

opere compiute. L'opera diventa una sperimentazione, addirittura idea di fare dei materiali il soggetto

del quadro. In questa opera Burri cerca di riprodurre un terreno arido. Sperimentazione che si fa

opera nell'arte contemporanea. “ Sacco ”: gioco sulla tela, in particolare la juta . Tematica

dell'oggetto trovato (da Duchamp) che si fa oggetto artistico. Annulla tutto un sistema delle arti

che passava attraverso la formazione degli artisti. L'abilità non è più un argomento che garantisce.

L'artista sfida se stesso → rivoluzione dell'idea stessa dell'opera d'arte: viene annullata l'aura

dell'opera d'arte. È un artista umbro di Città di Castello: rapporto con la juta tramite un'idea

francescana, mistica e di povertà. È la materia che si fa soggetto. Burri è un artista in cui il senso

della casualità, della sperimentazione, e questa forza evocativa coloristica, la sensibilizzazione

emozionale e coloristica (anche il bianco) prevalgono.

“ Concetto spaziale ” di Fontana : componente intellettualistica e razionale, idea del disegno più

prevalenti rispetto a Burri. Fontana è il padre della performance a livello artistico. Il gesto è l'opera

d'arte, il gesto con cui decide una certa posizione e mutamento nell'ambiente se non nella tela.

Aveva affrontato la guerra e per lui la tela è ciò su cui deve lavorare ma è anche un suo limite: la tela

ha una bidimensionalità → il mio gesto di fronte a questa tela è un taglio che ha un aspetto tragico ,

è una forma di illusionismo che comporta un simbolo puro → sfondamento della tela.

“ Olio su tela ” di M. Rothko (1953): ormai il soggetto del quadro è la materia stessa . Anche qui lo stile

è ben definibile. Disposizione più coloristica e disegnativa.

Gesto e materia

Secondo dopo guerra : protagonisti sono Jackson Pollock : movimento Informale (Action Painting)

e Andy Warhol : componente razionalistica e surreale . “Number 3: Tiger”, 1949: Pollock si lega così

strettamente al mondo storico in cui vive → uscire dalla seconda guerra mondiale: consapevolezza

dell'irrazionale nel mondo. Colava i colori sulle tele in modo casuale e il dipingere non è un gesto, ma

un'azione cui tutto il corpo partecipa (action painting e tecnica del dripping) → si crea una grande

indistinzione: caos che governa il mondo. La tecnica e la materia si fanno protagoniste.

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Tecnica del collage : inserire elementi estranei al quadro → la tecnica già alla fine dell'arte gotica

(inserimento di ori), ma adesso si inseriscono elementi estranei. Oppenheim usa molto la pelliccia, il

pelo e crea l'effetto dello straniamento , cfr “ Déieneure en forroure ” .

La nuova oggettività : corrente espressionista negli anni del nazismo in Germania.

Artista: Dix. Olio su tavola che evoca l'idea del trittico, ci porta a una tragedia dal punto di vista

iconografico.

Dalla nascita della fotografia e del cinema c'è una messa in discussione dell'arte. Cinema:

composizione finale di un tema spinoso: le arti figurative nascono con un complesso di inferiorità

rispetto alla letteratura per cui la pittura doveva seguire la poesia, doveva esserne una riproposizione

per immagini. Verso la metà del '700: poemetto di Lessing nel 1766 “Laocoonte” → nuova idea

autonoma delle arti figurative. Arti figurative: arti dello spazio; opere letterarie: arte del tempo. Il

cinema mette insieme queste due cose: già la fotografia (limite dell'assenza del movimento), ma il

cinema mette insieme la narrazione e l'immagine. Problema di stile nel cinema: si sceglie se

preferire l'immagine o la narrazione. L'arte di fronte al cinema si trova in difficoltà → riproduzione

della camera ottica, cfr Graham.

“Balcan Baroque” di M. Abramovich (1997): è un'artista performer → grande novità: l'opera non è

più solo la tela, non solo l'opera non può fare a meno della fotografia, ma l'opera è anche una

action: l'artista interagisce con e nell'opera e l'opera mette insieme tanti elementi. L'artista fa una

performance: lui interagisce in una situazione che avviene e si crea. L'artista fa una sorta di film di ciò

che avviene. Già nel romanticismo l'idea dell'opera completa , della fusione tra architettura, pittura e

scultura (cfr Wagner con l'opera assoluta) c'era, e nell'arte contemporanea viene ripresa (cfr opere

accompagnate da musica). Artista che lavora molto sul tema del corpo, cfr titolo dell'opera: l'artista ha

la consapevolezza di essere un ultimo anello di quel movimento nato dal barocco: per la

partecipazione emotiva e l'elemento realistico e brutale. L'artista è una performer innovativa e si

richiama a cose che già sono state dette e fatte.

“Orlan”, Mireille Suzanne Francette Porte : lavora sul tema del protagonismo dell'artista, del gesto,

dell'azione di cui l'artista diventa il soggetto. Anche l'artista stesso può diventare la sperimentazione e

l'opera stessa → body art. Se l'artista non può avere un ruolo sociale diventa l'opera. Si faceva

fare degli interventi chirurgici e si faceva riprendere. L'arte può esistere solo se provoca? Dove inizia

l'opera e dove finisce la provocazione fine se stessa?

Land Art

Fra le varie iconografie ci sono dei generi iconografici, delle sotto categorie che hanno uno sviluppo

particolare all'interno della storia dell'arte. Nel corso del '700 ritratto e paesaggio hanno avuto quel

successo borghese che diventeranno le iconografie leader nello sviluppo della storia dell'arte. Se può

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diventare soggetto il corpo, lo può diventare anche il paesaggio. Installazione : nuovo modo di

chiamare le opere e che a volte si lega alla performance; è un qualcosa di non permanente,

intervento dell'artista su un qualcosa → ci fa vedere quella cosa in un modo diverso → si

inserisce nel tema realtà-finzione e attira il nostro pensiero. Cfr installazione sul lago di Iseo.

Artista Christo.

Arte concettuale

Arte che ha avuto grandi diramazioni (cfr arte povera italiana negli anni '70). L'artista ricostruisce

un mondo, elimina tutto ciò che spiega troppo e punta sull'essenzialità.

Anni '70: trans avanguardia italiana (l a transavanguardia teorizzava un ritorno alla manualità, alla

gioia ed ai colori della pittura dopo alcuni anni di dominazione dell' arte concettuale ) d

i cui facevano

parte le cosiddette tre C: Cucchi, Clemente e Chia (definizione del critico Achille Bonito Oliva → è

un critico militante: l'arte nel '900 è legata alla critica perchè essa sa vendere l'opera dell'artista e

incanalarlo nel mercato) → sono tre artisti che ritrovano il valore della pittura e della figurazione

anche in senso più tradizionale. Cfr Kosuth: per lui l'arte è un'estroflessione della sua mente.

Stile

Stile: insieme dei caratteri che distinguono dalle altre una determinata forma espressiva

(Abbagnano, 1984). Tema dei materiali, tecniche, iconografie e stile: ha senso di fronte a un'opera

di questo genere quale quella di Duchamp? Sì; materiale: ceramica, tecnica: industriale; iconografia:

riconoscibile ma che si pone come poblema di descrizione delle opere in un modo che è straniante e

contraddittorio; stile: oggetto trovato, provocazione casuale dell'object trouvè è una forma di stile

(non scegliere e opporsi a una lunga tradizione di argomenti, soggetti, tecniche è uno stile e parte

sua fondamentale è la provocazione che è la risposta di un artista). Piero Manzoni: inserisce nel

tema della provocazione un ulteriore spunto che va a mettere in discussione la figura dell'artista.

L'artista si pone in una posizione nuova di intellettuale nel Rinascimento annullando l'aspetto

materiale di lavorazione manuale, ma tutto questo finisce, viene azzerato sia per la critica rispetto

al ruolo intellettuale dell'artista e recupero del fatto che l'opera d'arte ha un suo valore

materico sia per il tema della posizione drammatica dell'artista in una società contemporanea .

Opera di Burri: altra sperimentazione: quello che era prima un percorso preciso che dal disegno

portava all'opera finita ed eventualmente anche all'incisione, cioè riproduzione a stampa → al centro

la sperimentazione: non più il disegno e utlizzo di materiali nuovi (cfr plastica). Tema della

sperimentazione come si svolge? Alcuni aspetti che sono proprio quelli che l'arte del passato aveva

cercato di annullare, perchè le opere dovevano essere maestre di educazione e dovevano contenere

messaggi comprensibili, c'era un sistema di valori vincolato alle opere; adesso la sperimentazione ha

accanto a sé la casualità e l'occasionalità che nel passato era stato eliminata (ora uno dei grandi temi

della sperimentazione contemporanea). L'iconografia stessa è sperimentazione, la casualità,

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l'effimero e la nuova centralità dei materiali. Altro lavoro di Burri sul sacco di juta con

un'accentuazione nella macchia di colore (=intervento dell'artista) e al lato opposto della

sperimentazione occasionale di Burri c'è la ferita nella tela di Fontana → tema di tradizione e

innovazione: dal punto di vista dei materiali: qui tela uno dei materiali vincenti dal '500 in poi, la tela

era il simbolo della tradizione per il pittore, il punto di riferimento materiale (altra tecnica era l'affresco

con cui sono stati realizzati i grandi programmi/cicli iconografici: cfr Vita di San Francesco della quale

la morte cosittuisce un episodio); il concetto spaziale: quali sono le possibilità del modello

tradizionale iconografico nel 1955? Cosa posso fare su questa tela che non sia già stato fatto? Quale

stile posso esprimere? Forse niente; tema della provocazione c'è: è quasi una ferita nella tela, un

gesto di disperazione → una tecnica e uno stile ci sono → stesura di colore bianco = ricerca di

essenzialità e ferita, taglio. C'è tradizione, ma soprattutto tanta innovazione. Rapporto degli artisti con

lo spazio: resa dello spazio, bidimensionalità, tridimensionalità, tema del rifiuto dello spazio, spazio

trascendente → tema della lotta con questa superficie bidimensionale è alla base della storia

pittorica; in particolare riguarda una tematica ben precisa, quella della pittura illusionistica . Cfr pittura

parietale romana. Un pittore che si pone il problema di un primo piano, di un secondo piano, è un

pittore che si pone dei problemi naturalistici, verosimili. Per rendere tutto questo su una superficie

bidimensionale io mi devo porre il problema di illudere. Cfr De Chirico: una volta che abbiamo pittori

interessati alla realtà, c'è la sperimentazione che porta al superamento della realtà → più entriamo

nella realtà più troviamo il suo contrario. Dipingere uno spazio tridimensionale su uno spazio

bidimensionale: ogni opera d'arte è finzione, illusione e quindi anche quando mi porta a riflette sulla

realtà è profondamente diversa dalla realtà e quindi connotata da una serie di valori, simboli,

problemi,... che mi portano oltre la realtà e che mi pongono il problema bidimensionale. La scultura

tuttavia pone problemi diversi. I movimenti che recuperano i temi della verisimiglianza e il realismo

sono sempre preceduti dalla scultura, perchè essa è materia e si tocca con mano. Questo

naturalismo che porta sempre con sé il suo contrario, l'idea dell'illusionismo ha una lunga storia

iconografica, quello della pittura antica che trova un rilancio nella fase rinascimentale in cui l'antico

viene recuperato. Cielo che si apre su un muro: cielo aperto dove non è possibile aprire niente

perchè è una superficie piana. Cfr camera degli sposi di Andrea Mantegna a Mantova: pittura

illusionistica attorniata da un ciclo iconografico storico o celebrativo. Cfr cicli farnesiani a Caprarola

ad opera degli Zucccari che dipingono le ascendenze della famiglia Farnese. Fontana è l'ultimo

anello di una catena di pittura illusionistica, della tematica della tela della bidimensionalità in

cui è possibile aprire un infinito spazio: Fontana vuole aprire questa tela. Fontana: siamo di fronte

ad un'opera d'arte “tradizionale” anche nel titolo (concetto spaziale: si pone il problema

dell'illusionismo spaziale). Fontana attualmente è molto quotato; Burri meno. Piace forse per il tema

minimalista, per l'assenza della decorazione. Tutti i fenomeni culturali vanno capiti, dai grandi progetti

artistici ma anche nella quotidianità delle cose che ci circondano. Il quotidiano e l'eccelso sono

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sempre collegati. Questo gusto di Fontana minimalista è un gusto che corrisponde a quelli di adesso

(anche se dieci anni fa non era famoso).

Andy Warhol ha sostituito all'iconografia tradizionale qualcosa di nuovo? Icona = prodotto che

viene comprato; ambiguo dialogare con l'opera d'arte tradizionale. Innovazioni forti nel rapporto

tradizione e innovazione e anche nell'iconografia. Immagine riprodotta, che viene svuotata del suo

significato storico e tribale. Marcel Duchamp: è il grande inventore della maggior parte dei temi e dei

problemi che poi si porranno gli artisti ognuno nella sua risposta di stile negli anni a venire. Nel 1919

Duchamp faceva questo gesto irriverente → tradizione: il loro bersaglio ineludibile → Duchamp fa il

gesto quotidiano, del bambino, i baffi alla Gioconda. Tema del gesto e delle provocazione, anche

nel tema dell'opera d'arte. Nascita di Venere: pregnante per il tema del gesto.

Problema dello stile: lo stile che è alla fine l'individuazione di un linguaggio, un'espressione che mi

porta dentro il mondo di un certo artista, ma anche di un certo modo di fare, che può essere quello di

una scuola. Storia dell'arte tradizionale e del '900 fatta di protagonisti e di movimenti. Come

individuo un certo movimento dal punto di vista stilistico? Alcuni artisti protagonisti della pop-art: Tom

Wesselmann, Andy Warhol, Roy Lichtenstein fanno parte di un certo movimento, la pop-art, e

sono accomunati da alcune caratteristiche, ma hanno anche qualcosa che li differenzia. Utilizzo di

colori molto particolari, innaturali, molto caricati, acrilici che danno risultati molto contrastanti e acidi.

Nel modo di dipingere, queste opere sono piatte, c'è una bidimensionalità abbastanza ostentata;

colori giustapposti come campi uniformi che danno forti contrasti (ma questo avviene su un unico

piano). Aspetto artificioso, astratto dell'immagine è molto forte. Caratteristiche comuni di ognuno →

Warhol ha la predilezione per immagini conosciute, è la scelta di un'immagine icona che ha la sua

forza rivoluzionaria, è un mondo trasversale dove la grande immagine è protagonista (ha compreso

quello che sarebbe accaduto). Altro artista in cui richiamo alla nascita di Venere e intorno c'è una

sorta di manifestazione guidata da Mao Tze Tung → protesta che ha a che fare con la Cina, sono dei

contadini cinesi, artista che ha interessi verso movimenti politici contemporanei → scelta diversa da

Warhol eppure nello stile sono simile. Roy Lichstein sceglie in questo mondo di nuovi soggetti sceglie

il mondo del fumetto, la maggior parte delle sue opere sono ispirate a fumetti: brano di un fumetto di

cui si coglie un momento effimero → comunicazione frammentaria e slegata ormai. Tom

Wesselmann, americano, rappresenta con la giustapposizione di colori la volontà di rendere un primo

piano (con collage = elementi esterni) e secondo piano, e c'è l'immagine di una donna; è un artista

che ha una serie di modelli che rilebora in modo ironico all'interno di un mondo borghese: questa

donna è senza volto. Altro dipinto di Wesselmann: troviamo le stesse caratteristiche; all'interno di

questo sistema della pop art con modelli che sono anche quelli della tradizione ogni artista ha le sue

caratteristiche; c'è una donna di colore senza occhi (no modello della Venere come negli altri) → si

chiama “Richiamo dell'odalisca di Matisse” che richiama il dipinto di Matisse: Wesselmann dichiara

che pur essendo dentro questo modello così moderno il tema dei modelli è importante ancora e poi

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sceglie come modello un artista caposcuola di una delle grandi avanguardie, quella della pittura dei

Fauves (= selvaggi): artisti che puntavano tutta la forza espressiva delle immagini nella espressione

del colore, colori lanciati con foga e con possibilità diverse, ma sempre con una fortissima

componente tridimensionale → anche la pop art dichiara i suoi temi che hanno reso possibile il loro

stesso linguaggio. Senso esperienziale che ha ragione in riferimento a questi metodi.

“Odalisca con le magnolie” di Henry Matisse, 1924: caratteristiche comuni e caratterizzanti nello

stile di un artista. L'iconografia non è un elemento di confronto. “San Sebastiano” di Perugino, “San

Sebastiano” di Mantegna e “San Sebastiano” Antonello da Messina → l'iconografia è la stessa in

contesti diversi. Due iconografie simili possono portarci dentro due orizzonti culturali diversi. Area di

Perugino: centro-italiana che ha Firenze come punto nodale; Antonello da Messina è un artista

girovago molto influenzato dall'arte fiamminga; Mantegna è un artista innamorato della riscoperta

dell'antico nel suo stile che è nervoso e spezzato. Stesso contesto culturale: diffondersi dei temi del

Rinascimento → attenzione alla prospettiva, figura umana centrale. Mantegna: dalla maggiore

monumentalità al maggior senso drammatico, forza angosciosa. L'iconografia è al servizio dello

stile. Non si possono fare dei confronti basandosi sull'iconografia, perchè ogni artista la

interpreta a modo suo.

Il tema dello stile anche all'interno della carriera di uno stesso artista: cfr Michelangelo . Cappella

Sistina: decorazione della volta della cappella e delle parti laterali superiori a quelle sottostanti.

Michelangelo lavora dal 1508 al 1512 alla Cappella Sistina . 1509: Zaccaria e 1511: Giona. Stile

uguale? 1511: Isaia di Raffaello presso San Sebastiano in Campo Marzio. Profeti dipinti con finta

cornice marmorea attorno e putti. Episodi della Genesi: 1508-9. Scene dipinte tra 1511 e 1512

sempre ispirate a temi della Genesi. Cambiamento nella pittura di Michelangelo: corpi

maggiormente in torsione dal 1511-12 . Michelangelo era figlio di Firenze e raccoglieva l'eredità di

Giotto e Masaccio: Zaccaria = grande volume disposto di profilo e contenuto nel seggio di marmo.

Giona = grande sperimentazione nella rappresentazione del corpo in torsione; pesce che sta per

mangiare Giona; movimento scelto nella sua posizione meno attesa e meno consueta e porta questa

figura ad essere completamente fuori dalla cornice marmorea, sembra quasi in bilico rispetto alla

situazione che conteneva la figura di Zaccaria. Questa sperimentazione è piaciuta molto a Raffaello.

Episodi della Genesi: la posizione orizzontale è una disposizione di racconto più usuale, la staticità

è sicura, e tutto è raccontato con un ritmo orizzontale ed equilibrato. Figure, panneggi sono molto

ben calibrati nel loro plasticismo e nella loro dimensione di saldezza. Altri episodi della Bibbia:

Michelangelo ha bisogno di un diverso ritmo narrativo dato da motivi vorticosi (figure di spalle e

scattanti, e riprese in momenti di forte impatto). La torsione è inquietudine, tematica spirituale

particolarmente avvertita rispetto alla ricerca di anni precedenti.

Rilievo della Centauromachia a casa Buonarroti: quello che interessa a Michelangelo è il

corpo umano e il suo porsi nello spazio. Invece nel Mosè procede nella ricerca di un

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movimento: chiasmo nella posizione delle gambe e testa di profilo. Interesse fortissimo in

Michelangelo per l'antico, per l'idea stessa della riproduzione della figura umana. Cfr Vasari: racconta

del rapporto di Michelangelo con l'arte antica e di come realizzò un Cupido dormiente che sembrava

addirittura antico (scoperto pochissimi anni fa da Francesco Caliotti).

Lo stile è qualcosa di vitale, il riflesso della personalità della carriera di un artista e può avere

dei piccoli cambiamenti, ma anche dei grandi cambiamenti. Si può parlare dello stile di un'epoca,

di un movimento; cfr tardogotico, rinascimento, barocco → ciò non significa che gli artisti dello stesso

movimento sono tutti uguali. ogni artista declina come vuole il suo linguaggio artistico.

Opera della seconda metà del '800, “La comunione” di Picasso: cfr abbigliamento dei due

personaggi e scena rappresentata (iconografia borghese: rappresentazione di avvenimenti intimi e

familiari, è una comunione). Sicuramente appartiene all'Europa. Stile accademico. Dal punto di vista

della qualità: bianco molto luminescente della veste della bambina → contrasta con lo stile

accademico del quadro e dimostra la bravura dell'artista: è di Picasso.

Opera di fine '800-inizio '900, “Il moulin de la Galette” di Picasso: dipinta da un artista che

conosce il modello di Toulouse Lautrec ma c'è anche qualcosa di diverso dal suo modello: è un

interno di un caffè e tutti i visi hanno una sorta di ghigno, una qualche deformazione. L'opera è

sempre di Picasso (del 1900). Ricorda “Le Mouline de la Galette” di T. Lautrec. Picasso = esempio

del cambiamento dello stile, del linguaggio di un artista. Questo artista cresce e si forma in un

contesto accademico, poi siamo nella Spagna molto cattolica. Poi va a Parigi e scopre T. Lautrec:

l'opera non è isolata, quando la guardiamo capiamo in che momento fosse l'artista. Arriverà a una

scomposizione della figura umana, ispirandosi all'arte africana. Cfr P. Cezanne.

Il linguaggio formale, le scelte espressive sono dei sistemi espressivi che ritroviamo in tutto ciò che ci

circonda. Cfr due pubblicità di Dolce e Gabbana = molto enfatico ed emozionale e Prada =

minimalismo totale e assoluto. La lettura dello stile è qualcosa di fondamentale = metodologia.

Il falso

Il falso può essere anche una falsificazione che nel corso del tempo è stata una scelta religiosa,

culturale. “Il Raffaello di Capitan Cook” , cosiddetto così da Federico Zeri , fu acquistato dalla

galleria di Palazzo Ducale come un originale di Raffaello nei primi anni '70 ; è un'opera che evoca

delle invenzioni di Raffaello. La Madonna della palma è una sotto-iconografia della Sacra Famiglia ,

ripresa nell'episodio della fuga in Egitto. La fuga in Egitto è rappresentata durante un momento di

riposo e la palma lo ricorda. I Della Rovere, si dice negli archivi, che avessero una Madonna della

Palma di Raffaello. In più Urbino ricercava opere di Raffaello, visto che rappresenta la sua città

natale ma non ha sue opere. Cose che non funzionano: la palma ha un fusto alto, questa invece

no: è la cicas revoluta (piante portate in Europa 250 anni dopo la morte di Raffaello). “Diario

marchigiano”: testi dedicati alle Marche da F. Zeri; e “Dietro l'immagine”: dice come si guardano le

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opere e capitolo dedicato al tema del falso.

Il falso è più un problema che ha a che fare di più con il nostro modo di vedere le cose. “ Giove e

Ganimede ” di Raphael Mengs a Palazzo Barberini . Era un autore tedesco che viene a Roma con

Winckelmann nella metà del '700 per ispirarsi all'antico e recuperarlo. Mengs fa uno scherzo

all'amico: dipinge un affresco sul modello delle raffigurazioni pompeiane con Giove e Ganimede, lo

porta a Winckelmann dicendogli di aver trovato a Pompei un affresco e W. ci credette. Eppure è stato

uno dei maggiori conoscitori dell'arte antica: fu ingannato perchè il suo desiderio di trovare qualcosa

di antico era troppo forte e travalicava l'esigenza di essere filologici.

Due opere che hanno come modello un certo tipo di ritratto, il ritratto del Rinascimento fiorentino a

metà '400. Il falsario è stato piuttosto bravo infatti si vede poca differenza. Opera in bianco e nero:

quella falsa → collo troppo lungo rispetto ai canoni di proporzione del Rinascimento (cfr “Ritratto di

principessa Estense” di Pisanello). Grandissimo modello per i ritratti è Piero della Francesca nel

Dittico dei Duchi. Un quadro è di Pollaiolo, l'altro è di un falsario del primo '900 che ha come

modello Modigliani.

Il “Falsario in calcinaccio”: non esisteva la penna appoggiata sulla bocca, l'iconografia di un triangolo

amoroso, affreschi rovinati solo ai lati e nel centro no. I falsari operarono molto nel primo '900.

“Tre figure alla finestra” di un falsario '800esco acquistato dalla National Gallery.

”Dama con liocorno” di Raffaello : nella foto in bianco e nero era stata trasformata in una santa →

coperta con un panneggio, nascosto l'animale fantastico simbolo di purezza, le mettono in mano un

rametto di palma (simbolo del martirio) e nell'altra la ruota dentata → attributo di Santa Caterina

d'Alessandria. Trasformazione avvenuta per rendere l'opera più ortodossa, risente di un clima quale

quello della Controriforma. Tolti gli attributi e ripristinata l'opera originale di Raffaello (come

comportarsi in questi casi?): anni '30 del '900 → restauro operato con la soda caustica che pulisce

benissimo ma viene assorbita dalla pittura e continua a corrodere nel tempo (infatti è più rovinata nei

punti dove hanno agito i restauratori).

I materiali e le tecniche

Lo stile è la spiegazione finale di un'opera: lo stile è ciò in cui si ricollega la comprensione di

un'opera. Il libro fa alcuni esempi a volte maggiori rispetto alle slides; a volte minori. Molte immagini

del paesaggio, ritratto e natura morta perchè sono dei generi importanti per l'idea degli sviluppi di

certi generi; uomini illustri: categoria importante dal Medioevo al Rinascimento (cfr Palazzo Ducale);

tema delle fonti storiche letterarie delle iconografie: fonti imprescindibili sono i testi dell'Antico e

Nuovo Testamento (ma di molte iconografie ancora non conosciamo le fonti), i grandi testi latini,

Naturalis Historia, Eneide e produzione poetica di Virgilio (Georgiche), cfr palazzo dei Mesi ispirato a

Manilio scrittore di un testo di astrologia molto noto e apprezzato alla corte di Ferrara. Ogni opera ci

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pone una serie di problemi → dati interni dell'opera: comprensione di essa come manufatto e

stile: risultato di tutti questi elementi e linguaggio attraverso cui possiamo capire quello che

abbiamo davanti. Programma iconografico: all'interno di questo problema metodologico di

comprensione e lettura che ogni opera pone, esistono dei temi più complessi che fanno parte di un

programma.

Ritratto di El-Faiyum: Egitto, II secolo d.C. → è una tempera su tavola e sembra molto moderno

come ritratto (addirittura del '600-'800); ha un impatto naturalistico molto forte che poi si perde per

secoli. L'opera d'arte è sempre una finzione ma si pone in un rapporto significativo con la realtà. Uso

delle tavola → uno di quei materiali (distinzione difficile tra tecnica e materiale) che attraversa la

storia. Stessa tecnica e stile dà vita ad opere molte diverse. “Il bacio” di G. Klimt : olio su tela che

ricorda il tardogotico. Dalla tempera si passa all'olio su tavola nel mondo fiammingo che dà più

lucentezza. La tavola a un certo punto soccombe a questo materiale, la tela (noce: tavola più

nordica; pioppo: materiale del centro Italia; tela renza di origine veneta). Federico Zeri diceva che la

professione che somiglia di più allo storico dell'arte è quella del detective. Nel tema tradizione-

innovazione: dal primo '500 uso maggiore della tela; ma la tavola non scompare del tutto → nel corso

del '700 con il Neoclassicismo molti artisti, soprattutto stranieri, usano la tavola per questo gusto

neo-rinascimentale. Quando parliamo di alcune tecniche che sono fra le più note non dobbiamo

dimenticare che esistono alcune tecniche di nicchia: cfr dipinto su pietra o sul cristallo → facevano

parte del collezionismo di '400 e '600. La velata di Raffaello è una tela così come le Damoiselles

d'Avignon di Picasso. Un altro materiale che attraversa il tempo senza conoscere momenti di crisi è il

marmo, il Doriforo di Policleto, che è una copia romana di un originale greco di un'opera di Policleto,

della metà del V secolo. Era un modello di epoca classica greca → il marmo ha un uso molto lungo

nel tempo. Un altro materiale molto persistente nella scultura è il bronzo , usato per i monumenti

celebrativi o per i bronzetti rinascimentali. L'uso del pastello è un tipo di materiale che avrà un

grande successo nel '700, ha un'accensione infatti di forte naturalismo.

Graffito : particolare tipologia di pittura su pietra, ma si pone all'interno dell'inizio della pittura stessa .

Affresco : tecnica che attraversa i secoli e che ha una particolarità → tecnica dell'affresco ha una

lavorazione (spolvero: disegno in carbone nero prima dell'affresco → uno dei vari momenti di

evoluzione di questa tecnica). La tecnica dell'affresco si legava a un'idea del lavoro artistico

artigianale (si lavorava a giornate e c'era un grande lavoro di équipe) e aveva un'esigenza tecnica

fondamentale che imponeva di andare molto veloci, perchè bisognava lavorare l'intonaco prima che

si asciugasse.

Due casi: mentre Raffaello nelle Stanze Vaticane porta in un difficile programma iconografico la sua

personalità di grande imprenditore tranquillo e che sapeva anche essere attore principale;

Michelangelo era un misantropo e faticava a lavorare in gruppo. Le fonti per l'arte antica e anche per

l'arte contemporanea sono molto importanti: solo che spesso le fonti sono davanti a noi e non ce ne

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Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze umanistiche,discipline artistiche filosofiche e letterarie
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher P!X di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie della storia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Ambrosini Massari Anna Maria.

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