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Procedere scientificamente: scoprire le grammatiche comportamentali

Procedere scientificamente è scoprire le grammatiche comportamentali che è sinonimo di ricerca: ogni volta che si va nella direzione di scoprire una grammatica comportamentale si produce conoscenza scientifica. Ciò presuppone un’impostazione osservativa dei fenomeni. Ognuno di noi, se interrogato, esprime più quello che dice dispensare rispetto a ciò che si pensa “dentro” le circostanze. I fenomeni vanno studiati sul piano della qualità per poi estenderli alla quantità. Il compito della ricerca scientifica non è produrre dati, ma realizzare una comprensione dei fenomeni. L’osservazione è lo strumento fondamentale della scienza moderna. La finalità di questo libro è la capacità di attrezzare concettualmente coloro che avranno occasione di fare osservazione in svariati ambiti.

Parte prima: possibili percorsi per una cultura dell'osservazione

I pedagogisti e gli unicorni

La pedagogia è stata a lungo definita una chiacchiera perché basata su riflessioni di fenomeni educativi non sorretti da osservazioni dei luoghi di educazione. Una pedagogia scientista si è mossa nella direzione di raccogliere dati oggettivi della realtà, ma raccogliendoli con strumenti di indagine che deformano la realtà. Lo stesso per i sociologi: raccolta dei dati dalla realtà sociale senza osservazione accurata dei fenomeni di quella realtà.

Le ricerche a scatola nera sulla scuola privilegiano gli aspetti macro relazionandoli con risultati educativi (segna il passaggio dalla scuola élite a quella di massa), ma la vita scolastica è fatta di rapporti e sono questi che danno i risultati. Ma sappiamo poco sui processi che li producono. L’Italia è tra gli ultimi posti a livello di rendimento scolastico e la preparazione docenti è inferiore rispetto alla media europea. Manca l’analisi del processo per poter spiegare ciò e questo scatena l’immaginario scolastico dove si rischia di ragionare su presunte realtà educative. Bisogna considerare attentamente l’adeguatezza degli strumenti in relazione al problema da studiare.

Se si vuole avere la pretesa di dire qualcosa sulla scuola bisogna entrare e osservare per poterne vedere i processi dei risultati. Attraverso lo studio dei processi educativi possiamo tentare di trovare tracce del “costume della scuola” che determina fatti e risultati educativi più generali. La chiarezza è rigore per cui non si può saltare la fase dell’osservazione diretta dei fenomeni, ma è impervia di trappole (pregiudizi, proiezioni, aspettative, punti di vista…).

Attrezzarsi sul piano concettuale: gli strumenti mentali dell'osservazione

Osservare significa fare i conti con almeno 5 tipi di trappole:

  • Pregiudizi, determinano distorsioni della realtà indagata.
  • Superficialità; porre attenzione alle cose che sembrano.
  • Proiezioni, ciò che crediamo di vedere quando analizziamo una situazione a noi estranea. Il nostro bagaglio culturale condiziona il nostro modo di vedere le cose; distorcono la realtà perché attribuiamo a contesti culturalmente diversi dei significati che appartengono al nostro paradigma culturale.
  • Aspettative.
  • Punto di vista dell’osservatore che determina una visione a seconda del ruolo, delle conoscenze…

C’è da considerare che non in tutti i contesti le cose hanno lo stesso significato. Bateson, saper osservare con occhi differenti, riconoscendo l’inesistenza di un unico punto di vista oggettivo e veritiero. Galileo ricorda anche che è importante come si osserva che dipende dal nostro atteggiamento mentale. L’osservatore deve assumere atteggiamento da esploratore/investigatore facendo diventare l’osservazione un’avventura.

"Dopo attente e meticolose osservazioni…" Moebius, Tissot, Le Bon: i campioni del pregiudizio

Moebius. La donna: la deficiente mentale

Nel '700, dall’osservazione dello scheletro di una donna, gli scienziati si concentrarono sul rapporto tra cranio e bacino: bacino largo per naturale propensione alla maternità, cranio piccolo per inferiorità intellettuale. Ciò giustificava la loro esclusione politica. Gli scienziati del XIX secolo sostenevano una teoria che il bacino si sarebbe ristretto se avessero dedicato tempo ad attività intellettuali, ma visto che loro dovevano procreare andavano tenute lontane dallo studio. Numerose furono le osservazioni per andare a confermare ciò decretando l’inferiorità intellettuale della donna rispetto all’uomo come assunto. Nelle opere dello scienziato tedesco Moebius si nota questa cultura diffusa e questo modo di pensare. In realtà non c’è una relazione biologica. L’attitudine di fare o meno una cosa è data da una precisa stimolazione dell’ambiente che costituiscono una vera eredità.

Tissot. Chi si masturba muore

1760 esce libro di Tissot sulle malattie prodotte dalla masturbazione, ma nessuno aveva il coraggio di mettere in dubbio le sue opinioni. Egli fornisce un percorso storico dei mal prodotti, osservazioni “scientifiche” e risvolti culturali delle malattie. Si nota molta confusione e molti pregiudizi: raccolti molti pareri di medici a lui contemporanei facendo una lista di malattie osservate. Tutti erano convinti che le malattie legate alla vista erano causate dall’onanismo (quale relazione tra i testicoli e gli occhi?). Poi Tissot sintetizza tutti i pregiudizi riguardanti la masturbazione come un evento catastrofico. In questo modo si andarono ad associare a questo atto tutte le malattie che avessero a che fare con la pazzia, idiozia, imbecillità, memoria, intelligenza… costruendo una montagna di pregiudizi. Stall, un secolo dopo, riprese queste teorie dicendo che le conseguenze della masturbazione sarebbero ricadute anche sui figli. I dati della ricerca di Tissot derivavano da “meticolose osservazioni” e da intrecci con la medicina sperimentale. I problemi nascono quando ci si accorge che quelle vedute erano viziate in partenza dal pregiudizio. Vi è un modo di indagare le malattie in modo pregiudizievole.

Vi è un sottile meccanismo tra il dato oggettivo e il pregiudizio culturale: la tenacia delle influenze inconsce e la malleabilità dei dati oggettivi quantitativi nell’interesse di un’idea preconcetta. Si ha questo con: la craniometria, la storia del marchio criminale (XYY), la superiorità dei bianchi sui neri, la superiorità dell’uomo sulla donna, l’uso dei test di intelligenza (quando si suppone che è cosa innata, ereditaria e misurabile). Furono i pregiudizi cultuali a influenzare gli scienziati che credevano di rincorrere la verità (Gould). Noi vediamo solo ciò che siamo in grado di ri-conoscere, nessuno è immune ai pregiudizi perché se li è costruiti nell’arco di una vita, cioè formulare giudizi per interpretare la realtà. I nostri giudizi si trasformano in pregiudizi se non siamo disposti a cambiare idea nemmeno davanti a un’argomentazione più forte della nostra.

L’attività osservativa è in qualche modo condizionata da tutto ciò, ciascuno tende a vedere ciò che gli è più familiare. Gli strumenti di osservazione sono perlopiù mentali, le tecniche di osservazione sono tentativi di ovviare le interferenze soggettive, es. Le griglie di osservazione non sfuggono alle proprie rappresentazioni mentali. Il significato lo può fornire solo il processo (vedi es. bambino matita - studioso buco pigiama). Molte tecniche di osservazione sistematica corrono il rischio di vedere solo alberi non accorgendosi di essere in un bosco (Beveridge).

"Elementare, Watson". L'investigazione educativa

Sherlock Holmes è un positivista puro, capibile dalla sua considerazione delle donne e la questione dell’intelligenza. Il suo metodo di investigazione si basa su un’osservazione attenta e meticolosa che cerca di eliminare ogni pregiudizio per arrivare a una comprensione oggettiva dei fatti. L’investigazione educativa dovrebbe seguire lo stesso principio, evitando le trappole del pregiudizio e utilizzando strumenti di osservazione che permettano una visione chiara e completa dei fenomeni educativi da analizzare.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/04 Pedagogia sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Diana Artemide di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca pedagogica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Zaninelli Francesca Linda.
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