Metodologia
È importante che tutti gli operatori sanitari lavorino sulle evidenze scientifiche, ossia alla base delle scelte ci devono essere delle basi scientifiche. Non è sufficiente che ci sia una teoria sull’efficacia di un farmaco, ma è fondamentale che ci siano le evidenze scientifiche, per essere veramente efficace. Ad esempio, nel '56 un pediatra diffonde l’informazione dicendo che ci sono dei svantaggi a far dormire il bambino sulla schiena, perché in caso di vomito viene soffocato. Quindi dal punto di vista teorico sembra convincente. Inoltre afferma che i bambini tendono a mantenere la testa sempre su un lato, e quindi è meglio farlo dormire sulla pancia perché almeno evita lo schiacciamento della testa su un lato. In questo modo nella pratica clinica inizia questa pratica. Anche in Italia si diffonde la pratica di “far dormire il bambino sulla pancia”, ma negli anni '80 emersero prove dannose per il bambino, addirittura la morte. Quindi, come detto prima, una teoria non è efficace senza evidenze scientifiche.
Il riposo a letto
Altro concetto è il riposo a letto. È un trattamento di prima linea. Non è un trattamento sempre giusto e adatto. Si ritiene ancora che faccia bene per trattare le malattie oppure come riposo preventivo dopo procedure mediche o chirurgiche. Questo trattamento può provocare complicanze trombo-emboliche, piaghe da decubito, sindrome da allettamento. Non bisogna quindi eccedere nel riposo a letto, ma eseguire una giusta logica.
Ricerca infermieristica
Esiste una ricerca scientifica che può avere focus di attenzioni diverse (ad esempio un focus farmacologico che viene trattato dai farmacisti, oppure focus medico che viene trattata una ricerca legata alla competenza medica, oppure un focus sull’assistenza dove viene trattata una ricerca infermieristica). La metodologia della ricerca è uguale qualsiasi sia il focus. La metodologia della ricerca ha un metodo scientifico che può basarsi su differenti focus.
La ricerca è un'indagine sistematica che può utilizzare un approccio quantitativo e qualitativo. Sono due approcci differenti, dove alcuni quesiti di ricerca trovano risposte con l’approccio qualitativo e altri con l’approccio quantitativo, quindi non agiscono su livelli diversi. È un'indagine sistematica, perché utilizza un metodo sistemico, cioè basato sulle stesse fasi.
Definizione
La ricerca infermieristica ha l’obbligo di sviluppare le conoscenze nell’assistenza alla persona sana o ammalata. È volta alla comprensione dei meccanismi, genetici, fisiologici o sociali, comportamentali ed ambientali che influiscono sulla capacità della persona... del 1987.
La ricerca è un'attività di indagine sistematica che ha lo scopo di sviluppare delle conoscenze riguardo a dei problemi di infermieristica. Ci possono essere anche degli studi da parte degli infermieri, dove il focus di attenzione non è l’assistenza infermieristica. Secondo il Codice Deontologico fare ricerca è indispensabile, necessario per rinnovare le proprie conoscenze, e devono partecipare a studi di ricerca. La ricerca nasce con Florence Nightingale, la quale svolge una ricerca sulle morti dei soldati.
Perché fare ricerca oggi?
Per migliorare l’assistenza, per lo sviluppo della professione, per la propria carriera, attività didattica (utilizzare la ricerca per passare le informazioni in linea in quel momento, quindi in costante aggiornamento. Affiancatore-studente).
- I requisiti per fare una ricerca:
- Cultura di ricerca
- Programmi educativi per formare i ricercatori
- Una solida infrastruttura dedicata alla ricerca
- Sistemi di finanziamento per supportare la ricerca
Gli operatori sanitari si possono collocare su due focus:
- Utilizzatori di ricerca, dove tutti gli operatori sono in grado di utilizzare la ricerca. Andare a recuperare la ricerca di altre persone e dare requisiti clinici.
- Produttori di ricerca, strutturare nuove evidenze scientifiche attraverso la progettazione e partecipazione di studi. Non tutti gli operatori sanitari possono esserlo.
Fare ricerca non è fare problem solving, la differenza è che nel problem solving si utilizzano conoscenze già validate; mentre nel caso della ricerca sono io che devo andare a ricercare i dati. I dati devono essere osservati, verificati e sono raccolti per descrivere, spiegare eventi e provvedere eventi futuri.
- Campi d’azione della ricerca:
- Pratica clinica (al letto del paziente)
- Educazione terapeutica (approccio terapeutico di educazione del paziente, prima di un eventuale sua dimissione dal reparto. Ad esempio educazione terapeutica, alimentare)
- Organizzazione dei servizi
- Progetti miglioramento qualità
- Formazione
Metodo scientifico e processo di ricerca
Il metodo scientifico è diviso in 4 fasi (5 sul libro):
- Selezione e definizione del problema
- Formulazione delle domande di ricerca o delle ipotesi (scelta del metodo di ricerca)
- Raccolta e analisi dei dati (sul libro viene diviso in due “analisi” e “dati”)
- Comunicazione dei dati
Caratteristiche:
- Obbiettività, è la capacità del ricercatore di preservare il più possibile l’indagine scientifica dalle proprie credenze, valori, atteggiamenti;
- L’uso di dati empirici, cioè di dati evidenti, osservabili, verificabili;
- Recapitabilità, che è la capacità di ripetere lo studio.
La ricerca scientifica è un processo circolare (dove il ricercatore può saltare una fase o ritornare indietro quando vuole).
Fase 1: Identificazione del problema e scopo, quindi bisogna individuare e definire un problema su cui fare ricerca. Un problema di ricerca può nascere dalla pratica clinica (io infermiere al letto del malato mi accorgo che forse i malati per alcune tecniche hanno effetti differenti). Si forma così poi la domanda o l’ipotesi di ricerca. Ci si assicura che questa ricerca o meglio problema non sia già stato svolto in modo esaustivo dalla letteratura.
Fase 2: Scegliere il disegno di studio a seconda del quesito scelto. Ogni quesito ha il proprio disegno di studio. Identificare le caratteristiche della popolazione che andrò a studiare, selezionare gli strumenti, definire le procedure per raccogliere i dati (cioè come vado a raccogliere i dati).
Fase 3: Raccolta dati e organizzare i dati raccolti per analisi.
Fase 4: Analizzare i dati attraverso procedure di statistica (basata su due livelli: descrittiva oppure inferenziale), interpretazione dei risultati.
Fase 5: Diffusione dati che può essere fatto attraverso articoli, presentazioni orali, poster, abstract (ha un massimo di 250 parole, usato nei congressi).
L’indagine scientifica viene a volte chiamata ricerca quantitativa, che è in grado di compiere generalizzazioni sulla popolazione partendo da asserzioni obiettive, effettuate su un campione. Mentre la ricerca qualitativa è un approccio che utilizza metodi di indagine che enfatizzano le descrizioni verbali e i significati di un'esperienza per un individuo.
Tipi di ricerca
- Di base, che ha lo scopo principale di ottenere dati empirici che possono essere utilizzati per sviluppare, testare una teoria senza valutare la sua applicazione immediata e diretta nella pratica clinica. È spesso definita ricerca “pura” o “fondamentale” (si utilizza nella ricerca di laboratorio dagli scienziati);
- Ricerca applicata, è condotta per produrre conoscenza utilizzabile nella pratica. Viene svolta in situazioni reali su soggetti rappresentanti il gruppo su cui i risultati verranno applicati. Può essere applicata in tempi reali. Questa ricerca viene applicata dagli infermieri in reparto;
- Sperimentale, si caratterizza dal fatto che il ricercatore va a modificare una variabile e va a vedere cosa succede a questa variabile. Essa utilizza diversi tipi di disegno;
- Non sperimentale (osservazionale), dove il ricercatore non va a manipolare la pratica clinica, ma osserva la pratica, utilizzando studi descrittivi;
- Descrittiva, ha come obbiettivo di descrivere il fenomeno, raccogliere dati già raccolti, in modo da spiegare o prevedere in che modo la situazione o evento possano presentarsi nel futuro o essere modificati;
- Correlazionale, se si vuole verificare se esiste la correlazione tra variabili (esempio se vi è una correlazione tra lesione da pressione e stato nutrizionale).
Classificazione degli studi in base al tempo
- Ricerca prospettica, si raccolgono i dati da adesso in poi, quindi si osserva il paziente da adesso fino a un determinato tempo. Bisogna definire degli outcome, come ad esempio l’occlusione di un catetere venoso. Cioè bisogna definire cosa significa occlusione, se significa occlusione per infusione oppure per occlusione di sangue. Ci possono essere due diverse considerazioni. La definizione di outcome deve derivare dalla letteratura, quindi deve essere universale. Se invece la letteratura non è sufficiente, intervengono gli esperti per definire l’outcome.
- Ricerca retrospettiva, se si raccolgono dati già raccolti anche con diversi metodi dai miei.
- Ricerca trasversale (cross-sectional), è caratterizzata dal fatto che il paziente viene osservato per un tempo breve (ad esempio in studio. Il paziente entra ed esce. Esempio sono gli studi di prevalenza, cioè quanti studenti ci sono in aula con gli occhi azzurri). Viene usata per conoscere il presente senza interessarsi del futuro o passato
- Ricerca longitudinale, è uno studio nel tempo del paziente, durante l’intero ricovero (esempio piaghe da decubito, è uno studio di incidenza).
Problemi etici nella ricerca
Quando si conduce la ricerca si deve avere chiaro che per condurre la ricerca bisogna considerare l’aspetto etico. Il ricercatore deve garantire la protezione dei partecipanti dello studio (il paziente deve avere garanzie e deve essere avvisato dello studio). Infatti, sono state dettate dei codici come:
- Codice di Norimberga 1947 con l’obbiettivo di proteggere i soggetti umani, dove enfatizzano la protezione dei soggetti, il diritto di ritirarsi dalla sperimentazione e l’adeguata preparazione di coloro che conducono la ricerca;
- Dichiarazione di Helsinki 1964, dichiarazione dove i soggetti devono essere informati sui benefici e sui potenziali rischi allo studio, prima di dare il consenso. Quello che viene utilizzato oggi, l’ANA, si fonda su tre diritti:
- Diritto a non subire danni, dove uno degli aspetti principali del ricercatore è quello di non subire danno al soggetto, è un diritto, quindi deve fare un bilanciamento tra i rischi e i benefici.
- Diritto alla privacy e alla dignità, dove i dati sensibili raccolti, devono essere tenuti in riservatezza.
- Diritto all’anonimato e alla riservatezza, quindi i clienti devono rimanere anonimi, senza nome e riservatezza.
Per assicurare la protezione del diritto del soggetto, viene utilizzato il consenso informato (dove vengono informati i pazienti riguardo allo studio, al proprio coinvolgimento volontario. Questo viene firmato dal paziente, il ricercatore e da un testimone. Il consenso può essere ritirato in qualsiasi momento). Un'altra procedura per assicurare la protezione è il protocollo di ricerca, che è quello che riassume il mio studio, il perché, le modalità, gli aspetti organizzativi. Questo deve essere sottoposto ad una valutazione del comitato etico, che ha il compito di valutare se protegge i pazienti o meno, vi partecipano diverse figure professionali e ha il compito di valutare se è etico o meno. Può avere tre diversi svolgimenti:
- Rifiuto del protocollo
- Accettazione dello studio
- Modificazione parti del protocollo da parte del ricercatore
Identificazione e definizione del problema
La prima fase è l’individuazione del problema (problem statement). Definire il perché dello studio e quale contributo nella pratica e nella teoria. Nel problem statement viene giustificata la necessità dello studio sia citando le informazioni esistenti (presi dalla letteratura), sia delineando il contributo di quella ricerca alla pratica o alla teoria o a entrambe. L’idea deve essere raffinata, ridiscussa attraverso un percorso tenendo conto della letteratura internazionale. Il problema deve essere:
- Ricercabile, possibilità di raccogliere i dati per poter andare a risolvere il problema;
- Significativo, in questo caso per l’infermieristica ampliare l’argomento;
- Fattibile, ossia devo poter condurre questo studio (denaro, pazienti disponibili, strategie di collaborazioni, presenza di competenze, deve essere etico).
Il purpose statement è lo scopo dello studio (viene dopo il problem statement, nella sezione “introduzione” o “revisione della letteratura”), viene specificato sotto forma di obbiettivi e indica il tipo di studio che è stato eseguito.
Il problema di ricerca nasce da diverse fonti:
- Dalla pratica infermieristica, sono i problemi più importanti, nascono al letto del malato. Sono molteplici gli interrogativi che ci si pone e da qui possono svolgere studi di ricerca;
- Dalla letteratura, leggendo libri di testo dove vi sono aspetti contrastanti e quindi è bene svolgere degli studi di ricerca successivi;
- Dalla teoria, intesa come desiderio di confermare delle teorie pure che stanno alla base dei meccanismi;
- Replicazione di studi, ossia ho visto uno studio condotto su un determinato argomento e decido di fare uno studio simile a quello letto. Questa replicazione deve essere pensata, cioè deve tenere in considerazione i punti di debolezza dello studio precedente e cercare di svolgere la ricerca.
Raccolta dati
Una volta individuato il problema bisogna andare a vedere in letteratura internazionale, cioè se altri ricercatori hanno detto o scoperto sul mio argomento. L’analisi della letteratura serve a replicare deliberatamente e non inutilmente (cioè fare studi simili ma andando a prendere i limiti della ricerca precedente). Serve anche per approfondire le conoscenze, e capire se è un problema o meno dei pazienti. La letteratura serve anche a comprendere tutte le variabili che ci sono in gioco e che servono per svolgere il mio studio.
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