Metodologia della ricerca sociale
Lezione 1: Scienza e metafisica
Fino al Rinascimento ha prevalso la “spiegazione teleologica”, cioè si pensava che i fenomeni in natura, compreso l’essere umano, avessero una spiegazione intrinseca ma per scoprire questa causa non era necessario osservare questi fenomeni ma cogliere i dogmi religiosi all’interno di questi fenomeni.
Metodo aristotelico
- La conoscenza non si basava sull’osservazione diretta;
- Ogni fenomeno corrisponde a una causa;
- L’esercizio della ragione era sufficiente per conoscere tali cause.
Scolastica medioevale
- Difendere i dogmi religiosi con l’uso della ragione (la logica).
Le critiche
Non si può giungere alle cause (essenza metafisica) degli oggetti presenti in natura se non si osserva direttamente come si comportano. Questo è ciò che possiamo arrivare a conoscere. Non si possono raggiungere le cause se non si guarda direttamente il fenomeno. Questo modo di osservare i fenomeni ha messo in crisi le spiegazioni dell’epoca e a portare a quella che viene definita “l’abiura di Galileo Galilei”, poiché egli proponeva di osservare gli oggetti non basandosi sulla metafisica. La credenza del tempo era la credenza teleologica quindi Galileo ha dovuto abiurare in quanto cristiano poiché non voleva morire come un “eretico”. Quello che serviva per spiegare le cose del mondo era diverso da quello che alcune persone hanno iniziato a pensare riguardo i fenomeni quindi il pensiero ha iniziato a cambiare.
Induttivismo
Filosofi di rilievo:
- Bacone: esperimento, osservazione e induzione come base attendibile per le idee scientifiche;
- Cartesio: la matematica come linguaggio per la formulazione delle leggi.
Scienziato di rilievo:
- Galilei: la scienza deve osservare e misurare i fenomeni fra le caratteristiche degli oggetti; lo scienziato è neutro davanti al mondo fisico che osserva; misurazione matematica delle quantità osservate; esperimento.
Metodo induttivo
L’esperimento è la ripetizione di un fenomeno che si vuole analizzare. Una volta che si osserva un certo numero di volte un fenomeno, si giunge ad una legge che descrive una causa ed un effetto e che sta sotto ad un fenomeno.
Metodo deduttivo
Previsioni e spiegazioni. Una volta che si è fatta una legge, si possono fare delle deduzioni perché si è osservato molte volte un fenomeno. La teoria è il riflesso della realtà.
Positivismo
È una corrente di pensiero filosofica che è erede dell’Illuminismo. Si è diffusa in Inghilterra e in Francia nella prima metà del XIX secolo. La proposta del positivismo è quella della fede nella scienza perché la fede nella ragione ha ancora una spiegazione teleologica mentre la fede nella scienza è quella che si sviluppa nel positivismo. La scienza è un sapere assoluto in quanto il metodo scientifico è unico per tutti i fenomeni naturali e sociali. Le scienze naturali esatte (fisica e matematica) sono un modello metodologico ideale. La spiegazione dei fenomeni avviene attraverso il raggiungimento del principio di causa–effetto.
Neo-positivismo
A partire dal XX secolo il positivismo è passato sotto un processo continuo di revisione. La più importante revisione è quella proposta dal positivismo logico ad opera del movimento chiamato “Circolo di Vienna”. Il ragionamento scientifico si basa su enunciati logici e il suo obiettivo è quello di fondare un linguaggio scientifico unico per ogni disciplina.
Principio di verificabilità: quanto una legge o una teoria ci fa conoscere, è vero se troviamo riscontro empirico (se riusciamo a dimostrarla osservando la realtà). Una volta verificata, la legge è immutabile.
Post-positivismo
Seconda metà del XX secolo. Alcune scoperte scientifiche come la radioattività (Curie), la teoria dei quanti (Planck), la teoria della relatività hanno messo in luce che gli oggetti di indagine non sono omogenei e sempre prevedibili. Alla legge deterministica si passa alla legge probabilistica. I modi per rilevare certi fenomeni possono essere molti e diversi a seconda di come si posiziona l’osservatore, con molteplici teorie per lo stesso fenomeno. Una teoria non è mai definitivamente valida, è sempre esposta ad una possibile falsificazione.
Ragionamento deduttivo: l’osservazione empirica, la percezione della realtà, non è una fotografia immobile e oggettiva, ma dipende dalla realtà, dalla finestra mentale del ricercatore.
Popper: i fondamenti del post-positivismo. Egli critica l’induttivismo poiché il procedimento induttivo non è quello che avviene quando si osserva un fenomeno, in quanto la mente dell’osservatore non è una tabula rasa. L’osservazione di un fenomeno è determinata dagli schemi mentali del ricercatore. Quindi l’osservazione parte dai concetti (teoria) dai quali deduciamo delle ipotesi sulla realtà che devono essere formulate in modo da poter essere controllate empiricamente. La teoria per essere scientifica deve essere suscettibile a controllo a falsificazione (non trovo riscontro). Falsificare una teoria non significa rigettarla per sempre ma in quel momento o contesto non è adeguata, ma in un altro momento o contesto risolto posta a controllo può risultare invece adeguata. La realtà ha una natura teorica.
Kuhn e paradigmi delle scienze
Quale prospettiva teorica orienta l’osservatore? Le prospettive teoriche che guidano l’osservatore hanno un carattere convenzionale legato al contesto storico-sociale in cui si trova lo scienziato. In ogni contesto storico-sociale predominano determinati paradigmi.
Il Paradigma è una prospettiva teorica:
- Condivisa e riconosciuta dagli scienziati di una determinata disciplina;
- Fondata sulle acquisizioni precedenti della disciplina stessa;
- Opera indirizzando la ricerca in termini sia di individuazione e scelta dei fattori rilevanti da studiare, sia di formulazione di ipotesi entro le quali collocare la spiegazione del fenomeno osservato, sia di approntamento delle tecniche di ricerca empirica necessarie.
Lezione 2: Positivismo sociologico: origini
La sociologia nasce nella prima metà del XIX secolo il termine fu coniato dal Auguste Comte, filosofo positivista francese. La Sociologia è una disciplina che si occupa di studiare il mutamento e l’evoluzione delle forme di convivenza sociale. Comte la definì prima “fisica sociale” (essa doveva studiare gli esseri umani in relazioni tra di loro e le problematiche che potevano nascere) e poi “sociologia”, in quanto la vita sociale degli uomini è il risultato di una convergenza di forze interagenti in modo tale da produrre una particolare sequenza di comportamento. Prima il vivere in comunità era un modo per contenere le disuguaglianze nella società quindi Auguste Comte inizia a pensare ad una disciplina a doc che studia l’essere umano in relazione agli altri.
La sociologia nasce quindi con il positivismo e ne sposa inizialmente:
- Il monismo metodologico: metodo di osservazione induttivo indipendentemente dall’oggetto di studio;
- Esiste una realtà oggettiva che l’osservatore arriva a conoscere in maniera oggettiva tramite il metodo delle scienze naturali;
- La società evolve verso forme più complesse influenza Darwiniana – 1859: egli ha esposto sistematicamente (oggettivamente) l’idea che il genere umano è irrevocabilmente parte della natura e soggetto alle medesime leggi di sviluppo, evoluzione e soluzione.
Positivismo sociologico: la "pratica" di Emile Durkheim
Egli era un giurista allievo di Comte che inizia a pensare alla necessità di come sviluppare la sociologia come disciplina autonoma infatti ne fondò la pratica empirica. La sociologia è una disciplina autonoma da psicologia ed economia perché queste non tengono abbastanza conto dell’influenza della collettività. Il pensiero, la percezione, l’azione sono il frutto di rappresentazioni collettive: la società è una realtà che esiste.
Durkheim inizia a fondare la sociologia in termini di metodo e dice che le scienze naturali studiano “cose” presenti nella realtà esterne al soggetto. Le “cose” della sociologia sono i fatti sociali, cioè modi di agire, di pensare, di sentire, che presentano la proprietà di essere al di fuori delle coscienze individuali (es. il ruolo di fratello, la lingua italiana, le leggi, ecc.). I Fatti Sociali hanno le stesse proprietà delle “cose” nel mondo naturale:
- Non dipendono dalla volontà dell’uomo;
- Offrono resistenza al suo intervento;
- Lo condizionano e lo limitano;
- Seguono proprie regole che la ricerca scientifica può scoprire;
La conoscenza della società avviene tramite l’osservazione induttiva dei fatti sociali e quindi la ricerca di relazioni di causa-effetto. Un fatto sociale può essere spiegato solo da altri fatti sociali. In sociologia è difficile fare esperimenti per stabilire le cause di un fenomeno quindi bisogna ricorrere al metodo comparativo (variazioni concomitanti o correlazioni): movimento parallelo di una serie di valori presentati da due fenomeni (la concomitanza di due fattori è sufficiente a stabilire una legge).
Metodo induttivo per la sociologia secondo Durkheim
- Definizione scientifica del fatto che voglio studiare: raggruppare i fatti in base al loro carattere esteriore comune e oggettivo;
- Osservazione tramite la variazione concomitante di fatti sociali;
- Scoperta della legge.
Esempio:
- Indagine di un fenomeno: suicidio;
- Definizione scientifica: è un atto commesso consapevolmente ed è un fatto sociale perché le sue cause sono sociali e lo dimostra tramite il metodo delle variazioni concomitanti:
- Osserva le statistiche ufficiali: il numero dei suicidi è come se fossero osservazioni del fenomeno, manifestazioni oggettive;
- Vede che non c’è una correlazione tra le varie popolazioni e certi stati psicopatologici (es. il numero di malati mentali è superiore nelle donne, ma gli uomini si suicidano più delle donne);
- Vede invece che c’è una correlazione tra alcuni fattori sociali (l’appartenenza religiosa, lo stato civile, la presenza di figli, lo stato di crisi economica) e il numero di suicidi.
- Legge (o teoria): la causa è il grado di integrazione sociale; l’effetto è che se il grado di integrazione è basso, aumenta il numero di suicidi.
Interpretativismo (origini)
Si sviluppa in Germania come reazione al positivismo all’inizio del XX secolo. Esso dice che non è possibile studiare gli esseri umani in una società utilizzando lo stesso metodo delle scienze naturali. Dilthey critica Comte e l’idealismo Hegeliano (no alla storia come progresso di fasi necessarie); distingue tra scienze della natura e scienze dello spirito (umane): nelle prime la realtà studiata è esterna all’uomo mentre nelle seconde l’uomo è parte della realtà studiata; la conoscenza nelle scienze dello spirito può avvenire solo tramite la comprensione (empatia).
Windelband:
- Scienze nomotetiche: finalizzate ad individuare leggi generali;
- Scienze idiografiche: orientate a cogliere l’individualità dei fenomeni la loro unicità e irripetibilità.
Lezione 3: Interpretativismo. Il metodo di Max Weber.
Le scienze sociali hanno come oggetto fenomeni per i quali non è possibile arrivare ad un significato assoluto e astratto (o trascendente) infatti egli considera la realtà come inesauribilmente molteplice. Non è sempre possibile trovare delle leggi per spiegare i comportamenti degli umani. Questo comporta che:
- La conoscenza di un fenomeno è una sezione finita dell’infinità:
- I fenomeni hanno peculiarità storico-sociali;
- Sono unici e non seguono regolarità necessarie;
- Sono azioni sociali: la società è costantemente costruita giorno dopo giorno quindi l’unità fondamentale per capire gli esseri umani sono le azioni e non i fatti. Le azioni implicano una forte attività di chi è all’interno della società, quindi le azioni di una persona sono sempre in relazione con le persone che le stanno intorno (agire sociale).
- Gli oggetti di studio vengono scelti dall’osservatore in rapporto al suo modo di vedere il mondo (all’opposto del positivismo):
- Il rapporto ai valori si ferma all’inizio dell’analisi: si studia qualcosa che si ritiene rilevante sulla base dei valori posseduti (società, usi, costumi);
- NO ai giudizi di valore nell’interpretazione (netta distinzione tra conoscere e valutare): Avalutatività.
Esercizio sull’Avalutatività:
Studio i fenomeni migratori, osservo che i musulmani in Italia rispettano il Ramadan anche durante l’orario di lavoro. Interpretazione:
- È un comportamento irrazionale perché non gli permette di essere efficienti;
- I soggetti anche quando cambiano contesto culturale tendono ad essere condizionati dalle loro usanze anche se in conflitto con le usanze del luogo.
In quale delle due opzioni trovo giudizi di valore? Perché? Nella seconda perché la prima è un comportamento influenzato dai propri schemi mentali mentre la seconda dai giudizi di valore quindi si dà una spiegazione meno razionale.
- Interpretazione dei fenomeni imputazione causale:
- Procedimento contro fattuale: considerare gli elementi antecedenti di un fenomeno e chiedersi cosa sarebbe accaduto se uno o più elementi non si fossero manifestati o si fossero manifestati in maniera diversa.
- Enunciato di possibilità oggettiva: ci sono delle condizioni specifiche senza le quali il fenomeno non si sarebbe potuto verificare (non leggi ma connessioni causali).
- Costruzione di Tipi Ideali: forme di agire sociale che si riscontrano in maniera ricorrente costituite attraverso un processo di astrazione che isolando alcuni elementi crea un quadro concettuale.
- Tipi ideali riferiti alle strutture sociali: es. Capitalismo;
- Tipi ideali riferiti alle istituzioni: es. burocrazia, forme di potere;
- Tipi ideali riferiti al comportamento dell’individuo: es. azione razionale.
Esercizio:
- Azione sociale: studente oggi del corso di metodologia LAM;
- Procedimento contro fattuale:
- Elementi antecedenti:
- Iscrizione a LAM
- Diploma
- Pagamento della rata
- Aver fatto esami prima
- Scegliere di continuare gli studi
- Frequentare il corso
- Elementi antecedenti:
Quindi le scienze sociali devono comprendere le azioni sociali non tramite empatia, ma tramite ragionamento controfattuale e le comparazioni con i “tipi ideali”. I tipi ideali non si riscontrano direttamente nella realtà, ma servono come mezzo comparativo. La validità delle leggi nelle scienze naturali è data dal loro livello di generalità (spiegare universalmente un fenomeno). La validità dei tipi ideali nelle scienze sociali è data dal loro grado di prossimità con la realtà (comprendere nella sua specificità un fenomeno).
Neo-positivismo sociologico
Verifica delle teorie tramite la trasformazione della realtà sociale in linguaggio matematico. Lazarsfeld è un sociologo del dopoguerra e dice che il linguaggio della sociologia deve essere un linguaggio matematico. Ogni oggetto sociale a cominciare dall’individuo analiticamente definito sulla base di una serie di attributi e proprietà: le variabili.
Post-positivismo sociologico
L’osservazione empirica dipende dal quadro teorico in cui ci si pone. I modi per rilevare certi fenomeni possono essere molti e diversi a seconda di come si posiziona l’osservatore, con molteplici teorie per lo stesso fenomeno. Il post-positivismo della ricerca sociale ridefinisce:
- I presupposti iniziali: deduzione e corroborazione di ipotesi tratte dal quadro teorico;
- Gli obiettivi: non più leggi deterministiche ma probabilità (cautela nelle generalizzazioni).
Le procedure di ricerca però erano basate ancora su logiche positiviste (o meglio neo-positiviste):
- Misurazione quantitativa dei fenomeni;
- Elaborazione statistica dei dati.
Gli sviluppi recenti dell’Interpretativismo
- Scuola americana degli anni 1960: interazionismo simbolico, etnometodologia;
- Riprendono la concezione di Weber di azione sociale: ne sviluppano gli aspetti micro (enfatizzazione dell’empatia);
- Al centro di ogni fenomeno sociale c’è l’azione individuale dotata di senso;
- La società è edificata dalle interpretazioni degli individui e dalle loro interazioni;
- Oggetto primario della ricerca è la dimensione soggettiva situata non percepibile con gli strumenti di misura quantitativi.
Lezione 4: Metodi diversi per analizzare la realtà, gli esseri umani e le relazioni tra di loro
Ricerca quantitativa
Il post-positivismo regola l’analisi della società in termini quantitativi e si basa su una forte relazione tra la teoria e la ricerca. Questa relazione è strutturata (corroborazione di ipotesi tratte dalla teoria) e pone concetti resi misurabili, cioè si devono trasformare in un’entità misurabile i miei concetti. Il rapporto con l’oggetto studiato è di distanza perché non interagisco direttamente con l’oggetto; è passivo quindi non c’è un’interazione che mette in discussione la domanda posta sul questionario; è un’analisi di campioni statisticamente rappresentativi (numero di casi di studio); l’obiettivo dell’
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