Metodologia della ricerca storico-artistica
Critica d'arte
Non è una critica univoca, ci sono stati dei filoni critici preminenti ma non si ha mai avuto un mainstream critico.
Compito e significato della critica
Nella cultura moderna l’arte è oggetto di studio da parte di una disciplina autonoma e specialista, la critica d'arte, che opera secondo proprie metodologie. Ha come fine l'interpretazione e la valutazione delle opere artistiche e, nel suo sviluppo, ha dato luogo al formarsi non soltanto di terminologie appropriate, ma di un vero e proprio "linguaggio speciale", che ricorre con frequenza abnorme a una data sezione del lessico e, relativamente all'uso corrente, è ricco di termini tecnici derivanti da diverse nomenclature tecniche e scientifiche.
Che cos'è l'oggetto della storia dell'arte?
Se sappiamo rispondere a questa domanda comprendiamo anche cos'è la storia dell'arte. L'oggetto è l'opera, risponderebbero i storici dell'arte. Prima avrebbero risposto gli artisti. Per secoli è stata una storia biografica di artisti. Il primo storico dell'arte viene considerato Vasari. Questa disciplina una volta era biografica. È importante verificare storicamente come è mutata nel corso degli ultimi due secoli. Nel XVIII secolo la letteratura sull'arte si è configurata come disciplina critica, sviluppandosi in diversi livelli: filosofico, letterario…
Saper vedere, Prof. Spranzi-Baxandall, Parole per immagini
La critica d’arte si trovava ad operare in situazioni per le quali il giudizio di valore possedeva un’urgenza molto più concreta (rispetto alla critica letteraria). Stabilire se Petrarca fosse o meno migliore di Dante non significava doversi privare dell’opera di uno dei due, ma concludere che Ghiberti era meglio di Brunelleschi, o Botticelli di Filippino Lippi, poteva talvolta implicare che un’opera dell’uno o dell’altro non avrebbe mai visto la luce.
Accostamento della moda ai musei e alle opere d'arte
L'arte non è un brand. Aspetto della riproducibilità delle opere.
Prima della Scuola di Vienna
- Il dibattito museografico alla fine del XVIII secolo.
Prima della storia della critica c’è una storia dell’arte. Storia dell’arte fondata sulla biografia degli artisti. Luigi Lanzi nel 1700 inizia a ragionare per scuole pittoriche. La successiva musealizzazione avrà un portato importante.
La critica militante
Come processo interpretativo e valutativo e come tipo di letteratura artistica, la critica d’arte ha le sue origini nel Cinquecento, e precisamente nelle testimonianze letterarie delle reazioni emozionali suscitate dalle opere d’arte in soggetti particolarmente sensibili. I suoi primi atti riguardano la pittura veneziana (P. Aretino, P. Pino, L. Dolce) e la sua indipendenza dai principi teorici e normativi dell'arte toscana e romana. Finché l'arte è concepita come diretta da una teoria attraverso un insieme di precetti, la sola valutazione possibile dell'opera d'arte è la verifica della conformità della prassi alla teoria; se non si ammette il principio teorico, l'arte è soprattutto un fare, benché diverso dal comune fare perché suscitato e sollecitato da un furor interno, cioè dal sentimento, da uno stato di concitazione emozionale o affettiva. (Argan)
Dal 1700 nascono una serie di concezioni espositive molto differenti. Fino a quel momento le esposizioni erano antologiche e basati su criteri di bilanciamento simmetrico, forte connessioni con le Accademie; sintesi stilistica. Alla fine del 1700 allinearono le opere su una base cronologica accomunando le scuole pittoriche; musei come depositi per la storia dell’arte.
Tommaso Puccini inventa il cartellino con inciso il nome dell’autore con data di nascita/decesso. (1792, disegni per i cartellini degli Uffizi). T.P. direttore della Galleria degli Uffizi; i cartellini avrebbero potuto rispondere alla crescente domanda del pubblico.
Tommaso Puccini al Granduca di Toscana: “Le opere d’arte non dovrebbero essere apprezzate, che per la loro squisitezza. Eppure, l’esperienza ci insegna che il nome dell’autore alimenta loro il peggio nella opinione pubblica, perché molti giudicano delle arti da ciò che ne hanno udito, o letto, pochi dalla perfetta cognizione di ciò che le fa belle…”
Prima della scuola di Vienna
- Le istituzioni a tutela del Cultural Heritage e la dissoluzione napoleonica del sistema dell’arte di ancien régime.
Spogliazione delle opere durante la rivoluzione francese, gli stati conquistati da Napoleone venivano minati in ordinamenti secolari che porta lo spostamento delle opere d’arte; opere decontestualizzate. A seguito della caduta di Napoleone ci sono vari momenti con la necessità di far ritornare le opere nei propri paesi, inserendole però in contesti differenti che provoca all’Europa un ripensamento che induce a creare una legislazione di tutela per loro. Le nazioni prendono coscienza del valore patrimoniale e documentale delle opere d’arte → esigenza di fondare delle istituzioni per la tutela. L’Italia è tardiva ad elaborare una legislazione per la tutela.
Lo Stato della Chiesa emanò nel 1820 l’Edito Pacca in cui affrontò vari punti sulla tutela dei beni:
- Si estendeva tipologicamente il numero e il novero dei beni da proteggere
- Vincolava a precise norme gli scavi archeologici, proteggendo dai furti
- Metteva forti limitazioni alle esportazioni
- Auspicava la necessità di catalogare un gran numero di monumenti e opere d’arte
Regno delle due Sicilie
- Progetto di legge destinato ai patri monumenti, gli oggetti di arte e di antichità.
La commissione austriaca
- Era avanzata per i tempi, aveva un carattere ufficiale e posta sotto la protezione dell’Imperatore. L’attività era meritoria nei confronti della patria. L’intento era di rilevare i monumenti e creare un inventario, catalogo dei monumenti. Importanza cruciale. I commissari avevano a disposizione risorse per ricerche e viaggi. I risultati dovevano essere comunicati sia nella rivista che nell’annuario. Forma di tutela in quanto catalogato; fondamenta strutturali e amministrativa su cui nacque la scuola di Vienna.
Scuola di Vienna
- Die Wienere Schule der Kunstgeschichte, nel 1934 in un lungo saggio intitolato pubblicato sugli annali dell’istituto austriaco da Joseph Daniel Bohm; storico dell’arte, artista (medaglista, cesellatore). Dopo i viaggi in Italia torna a Vienna e diventa direttore della zecca austriaca. A Roma iniziò a fondare una collezione di cammei, medaglie e questa sua collezione diventò un nucleo fondante per i musei minori austriaci. A casa sua si riuniva un circolo in cui si discuteva di storia dell’arte. Bohm si pone in antagonismo con l’arte che si insegnava nella Accademia (forte classicismo).
Schlosser fa un quadro del sistema di critica della storia dell’arte in Europa. Riconosce l’autorità che vigeva della storia dell’arte in Italia. Schlosser descrive la definizione della Scuola di Vienna in 3 punti:
- Un’esperienza accademica di studio condotta nell’Università di Vienna, a partire dal 1852
- Una densa galleria di studiosi, persone che hanno dedicato la loro vita allo studio della storia dell’arte
- Un approccio allo studio della storia dell’arte che non sarà l’unico, e forse neppure il prevalente ma che ha mutato in modo radicale, profondo, autentico strumenti, criteri, standard della storia dell’arte.
Rudolf Eitelberger si specializza in giurisprudenza e insegna filologia a Vienna (importante metodo esportato per la storia dell’arte). Frequentatore del salotto di Bohm. Organizzatore di una mostra di dipinti basate su una sequenza cronologica (anziché stilistica). Nel 1852 ottiene la cattedra di storia dell’arte e archeologia a Vienna. Le pratiche museali e le pratiche delle conservazioni sono legate con l’ambito accademico.
Theodor Von Sickel; storico importante perché il fondatore della moderna diplomatica (studio di archivi). Si forma a Parigi e lavora a Roma presso gli archivi vaticani. Fu un punto di riferimento per i primi esponenti della scuola di Vienna perché dopo l’attenzione al documento primario, ovvero l’opera, porta anche l’attenzione al documento secondario, ovvero le ricerche e le fonti. Crea un metodo per consultare le fonti.
Moritz Thausing; professore ordinario nel 1879. Proviene da studi differenti a Praga e si trasferisce a Vienna dedicandosi alla storia dell’arte. Cerca di separare la storia dell’arte dall’estetica. Il compito di uno storico era l’accertamento dei fatti su un lavoro, opera, monumento e non su un giudizio estetico; metodo per dare una sua autonomia e scientificità a questa nuova disciplina. Collaborazione con Sickel. Thausing fu il direttore dell’Albertina (museo dei disegni) con forte vocazione di catalogo e caratteristiche della Scuola di Vienna. Insisteva sulla posizione della storia dell’arte come scienza e non come filosofia.
Concetto della pura visibilità
La scuola di Vienna si allontana dall’aspetto biografico ma va ad analizzare opere attraverso lo sguardo positivista. Konrad Fiedler; l’uomo percepisce la realtà attraverso i sensi; la vista è il senso più completo. In sostanza libera il campo dalle teorie non pertinenti all’arte e dice che la vista è il senso principale e l’arte deve essere una disciplina visiva, la base è l’atto di vedere e la visione viene svincolata dagli schemi del linguaggio del pensiero e la vista in sé ha la sua autonomia di giudizio. Le forme sono interpretabili solo con la percezione visiva.
Adolf Hildebrand; problemi della forma, distingue due tipi di visione:
- Ravvicinata, tattile
- Distanza, ottica che consente all’occhio di catturare l’oggetto nell’insieme e nella sua articolazione formale
Formalismo assoluto basato sulla vista fu aspetto molto importante e fondante perché diversa dal tatto, si ha la capacità di percepire direttamente in maniera non mediata.
Robert Vischer; estetica formalista. Atteggiamento estetico che induce una sorta di empatia, emozione su queste forme (oggetto) → partecipazione emotiva. Attività partecipativa umana nei confronti della storia dell’arte.
Franz Wickhof; primo fondatore della Scuola di Vienna. Allievo di Von Sickel, si forma nella nuova disciplina con tratti caratteristici della scuola. 1879-85 ispettore al museo di tessuti. Teoria della pura visibilità e dell’einfurung come importantissime questioni per la scuola di Vienna. Puro visibilità: traduzione fornita da Benedetto Croce nel 1911, primato del senso della vista che fa percepire il mondo all’uomo attraverso i sensi, in special modo tramite la visione.
La scuola di Vienna avvia analisi di opere come oggetti, è formalista e intende le opere in quanto forme; il senso della vita è un canale di conoscenza puro e diretto, non mediato e non ha la necessità di ricorrere al pensiero. Si voleva individuare un metodo che svincolasse la storia dell’arte in quanto tale, dall’estetica; si trova nel primato della vista un appoggio molto forte ovvero la risposta in quanto tale. Cos’è l’arte per il puro visibilista? È una creazione ex novo, la percezione visiva. L’arte è un’attività conoscitiva e non è un passaggio del tutto meccanico, c’è anche un passaggio che riguarda anche un’attività di tipo spirituale.
→ da qui deriva anche il formalismo, pilastro per la scuola di Vienna. Si libera quindi il campo da tutte le teorie non inerenti all’arte, il contenuto è la forma e le basi sono relative al vedere; le forme generate sono interpretabili solo tramite l’attività visiva. Adolf Von Hildebrand, il ruolo dell’occhio e della vita diventa centrale; il focus diventa quindi quello della forma. L’arte è una sorta di contemplazione produttiva e la storia dell’arte diventa una storia della conoscenza delle forme. -la natura non è mai l’oggetto della produzione artistica, l’arte produce forme e dalla forma allo stile il passo sarà poi breve.
L’altra teoria connessa (passaggio spirituale) è l’empatia e il sentimento che di fronte all’opera o alla forma ciascuno prova. L’empatia esiste per me, nell’oggetto percepito da me. → questo ci fa capire in che modo la svolta della scuola di Vienna sia avvenuta in senso formalista (abbiamo a che fare con oggetti e forme, si voleva creare una teoria con fondamento scientifico); fase in cui la storia dell’arte diventa disciplina autonoma.
Franz Wickhof: lui si fa un po’ erede e sintetizzatore di questa serie di esperienze museali, diplomatiche ecc di area Tedesca. Si avvia per la prima volta una formazione che può sfruttare un solco accademico anche per la storia dell’arte ed è allievo di Von Sickel. Anche Luisa esperienza museale per 16 anni, è ispettore della sezione tessuti del museo di Vienna; l’esperienza museale è un banco di prova costante. A lui è riconosciuto il primato di essere il fondatore della cattedra di Storia dell’arte della scuola di Vienna in un senso compiuto. In sé sintetizza alcuni aspetti che nei predecessori si erano manifestati non tutti insieme, raccolta di documenti e aspetti purovisibilisti che lo porteranno a rivendicare un’autonomia della disciplina.
La sua opera più importante è la “Genesi di Vienna”, opera che imprima una svolta cruciale agli studi dell’arte della tarda antichità e del Medioevo; è un’edizione critica di un manoscritto miniato. Scrive quest’opera in collaborazione con Von Hartel; W. studia le miniature e si occupa di raccontare come avvenivano gli eventi biblici, osserva in questa arte tardo antica l’iconografia proveniente dall’età classica. → decide di fare una contestualizzazione considerando tutto il corso dell’arte Romana.
Il contesto è quello in cui l’autorialità nel campo era Winckelmann che riteneva che l’arte romana fosse un’imitazione dell’arte romana ellenistica, pregiudizio durato a lungo che su base filologica Wickhoff riesce a rompere; lui dice che è la sua peculiarità e non un’imitazione. W. studiando gli aspetti dell’attività tardo romana dice che era diversa da quella greca, ne individua una matrice anche etrusca e in un qualche modo dice che l’arte tardo romana acquisisce quello status che ancora oggi le viene attribuita. Ha il suo ellenismo e ha la sua rilevanza derivante da aspetti formali. → tardo antico abbandonato in uno stato di decadenza continua e ripetitiva rispetto alla grande stagione greca.
Le caratteristiche che individua sono: un valore pittorico coloristico, un valore illusionistico e spaziale della rappresentazione. Individua anche un’invenzione propria della civiltà romana e la capacità realistica nel ritratto che lui individua nel substrato etrusco. Si occupa poi anche di Medioevo e scrive nel 1889 un articolo individuando Maestà di Guido da Siena; numerose ridipingere nella → va anche a capire che parti delle iscrizioni sono apocrife ma SBAGLIA TUTTO. Quello che resta di questa esperienza è un approccio metodologico del tutto nuovo, forma e oggettualità delle forme.
Vienna costituiva un interessarsi e il centro di alcune manifestazioni importanti (come l’esposizione universale) e in stretto collegamento con la cattedra della scuola di Vienna avviene l’inaugurazione del museo industriale di Vienna. Si comincia ad allargare lo sguardo e ad includere nell’ambito degli espositivi artistici opere che sono industriali in quanto repliche, aspetti antichi dell’ornamentazione. Nello stesso momento in Italia a Roma nasce il museo artistico industriale che raccoglie manufatti. → viene eletto nei primi del ‘900 come direttore Giulio Ferrari che inizia a pubblicare libri particolari (ferro, bronzo, tomba, tutto nell’arte italiana), che guarda ad aspetti ornamentali.
Mentre nasce la scuola di Vienna trova origine anche la secessione Viennese, che diede molta importanza alle arti applicate; Vienna come cento di assoluta innovazione. Associazione di 19 artisti che formano un gruppo autonomo con anche propria sede con l’ideale dell’opera d’arte totale: fare di tutti gli aspetti a cui si può dedicare l’attività umana come opere d’arte. Le opere che questi artisti progettano sono vetrate, porte, maniglie… Tutti gli ambienti rappresentano un arte totale, anche in arte con Klimt vediamo che ci si basa su una sorta di pattern, modelli grafici ricorrenti (anche Otto Wagner che attua aspetti decorativi salienti, con ceramiche e anche lavorazioni del ferro). I fratelli Thonet cominciano a fare opere incredibili e cominciano a vedersi forme tipiche e classiche.
Un altro importante risultato che ottiene Wickhoff è quello di concepire una rottura definit
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Continuo lezione del 1-10 di Metodologia della ricerca storico-artistica