Metodologia della ricerca sociale
Lezione 1. Introduzione
Le scienze sociali trovano la loro caratterizzazione nella capacità di fare e essere scienza dunque di formulare le proprie asserzioni sulla realtà che ci circonda, le “questioni interessanti” che riguardano i fenomeni sociali, politici ed economici, seguendo un metodo scientifico.
La parola metodologia viene dal greco “méthodos” che significa “strada con lui e “logos” che significa “discorso”, quindi la metodologia è un discorso sul metodo, una riflessione sulle regole che sono alla base della ricerca scientifica in un determinato ambito disciplinare.
La ricerca sociale e l’investigazione
La ricerca sociale parte da una o più domande che riguardano un aspetto della realtà sociale, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza su un certo fenomeno e a sua volta utilizzarla per fornire indicazioni su come intervenire sulla realtà con l’intento di migliorarla. Molte definizioni di ricerca sociale insistono sulla caratteristica di tale ricerca di essere un processo che ha inizio con alcune domande: secondo Cardano, in base ad una precedente definizione di Ricolfi del 1997, la ricerca sociale designa un particolare tipo di agire strategico con il quale il ricercatore si apre ad un’esperienza con l’intento di dare una risposta ad una domanda relativa a un dato fenomeno sociale.
Le risposte vanno documentate, quindi occorre che il ricercatore motivi le sue conclusioni con delle prove (evidenze empiriche) raccolte nel corso della ricerca e che siano in grado di sostenere le argomentazioni conclusive delle indagini. I dati possono avere sia forma numerica che forma testuale. Le prove non vengono alla luce naturalmente: il ricercatore deve avere degli indizi. Gli indizi non sono altro che domande che richiederanno una serie di decisioni nel corso della ricerca e che avranno una risposta al termine della ricerca.
Nella ricerca sociale vigono delle regole metodologiche; esse riguardano le scelte di tipo tecnico operativo ed altre la correttezza del comportamento del ricercatore (es. garantire l’anonimato delle persone intervistate).
Esistono molti modi per effettuare delle ricerche scientifiche: si potrebbero collezionare centinaia di questionari che danno vita alla matrice dei dati (ovvero una tabella organizzata per righe e colonne in cui le risposte degli intervistati vengono codificate al fine di effettuare analisi statistiche); un’ulteriore opzione è puntare su pochi casi e raccogliere i dati in una conversazione libera. In questo caso verranno raccolte testimonianze orali che non raccontano solo i fatti ma anche sensazioni e stati d’animo.
Riassumendo, questi due metodi si differenziano in:
- Indagine quantitativa o standard: si raccolgono i dati su un numero elevato di casi che ha conseguenze in termine di tempi e risorse necessarie alla ricerca sul campo. Il livello dei dati non è profondo e le prove devono essere uguali in vista di una comparazione e di una generalizzazione dei risultati.
- Indagine qualitativa o non standard: si restringe il numero dei casi in modo che i dati raccolti siano individualizzati e profondi.
Le fasi della ricerca empirica
La ricerca empirica si configura come un itinerario che parte dal progetto ideato dal ricercatore e termina con la restituzione dei risultati al committente/comunità scientifica/gli addetti ai lavori. L’inizio e la fine di questo percorso vedono un lavoro “a tavolino” del ricercatore che verrà abbandonato tra la stesura dei progetto e la comunicazione dei risultati che vedrà invece un lavoro “sul campo”, una fase del lavoro in cui deve esserci un contatto con l’oggetto della ricerca. Questa fase di lavoro può avere degli effetti sul piano dell'organizzazione, sui tempi e sulle risorse economiche necessarie, rispetto a quanto previsto dal progetto iniziale. Lo scenario cambia a seconda del coinvolgimento di ricercatori junior o quando avviene un'osservazione etnografica (cioè il coinvolgimento in prima persona dello stesso ricercatore). Solitamente le ricerche di questo tipo sono state realizzate in tempi misurabili in anni.
L’itinerario, dunque, generalmente prevede:
- La progettazione: in questa fase il ricercatore disegna la ricerca prendendo le decisioni che lo condurranno a trovare le risposte alle domande di partenza. Il disegno è solo una prefigurazione di quello che accadrà realmente in quanto la ricerca è soggetta a variazioni e aggiustamenti. Le decisioni variano a seconda del tipo di ricerca che intendiamo svolgere:
- In una logica quantitativa sarà necessario stabilire la numerosità campionaria, costruire strumenti per la raccolta della documentazione empirica e prefigurare l’analisi dei dati.
- In una logica qualitativa, verranno identificati i casi stabiliti in modo da entrare in contatto con essi, prefigurando l’analisi del materiale raccolto.
- La costruzione della documentazione empirica: si passa a tale fase una volta avuto il via dalla commissione e acquisito fondi necessari. Questa fase prevede la discesa sul campo e la messa in opera di strumenti confezionati e l’avvio della procedura di acquisizione di dati che serviranno a fornire le prove empiriche su cui si baseranno le conclusioni della ricerca. A seconda del tipo di ricerca progettata si otterranno una raccolta di dati numerici in forma di matrice o una raccolta di testi, filmati, fotografie.
- L’analisi della documentazione empirica: tale fase risente della natura dei dati a disposizione. Come già detto i dati in matrice sono generalmente sottoposti ad analisi statistica a seconda che si studi una variabile o una relazione tra variabili. I dati in forma di testo, invece, possono essere analizzati attraverso tecniche artigianali di lettura e interpretazione, o che si avvalgono dell’utilizzo di specifici software.
- La comunicazione dei risultati: prevede la restituzione della ricerca al committente/finanziatore. In questa fase andrebbe ricostruito l’intero percorso incluse eventuali difficoltà e le motivazioni di tale cambiamento. Lo stile comunicativo adottato, così come la scelta del prodotto finale, va adattato agli obiettivi comunicativi e al pubblico cui si intende parlare.
Lezione 2. 04/10
Qual è il metodo giusto per studiare i fenomeni sociali?
(vita individuale e collettiva dell’uomo)
Il riferimento primo è rappresentato dal metodo scientifico come viene sviluppato dal 500 al 600, di cui Galileo Galilei era una delle figure di spicco. Il tratto distintivo è che la scienza è un sapere che mira a rispondere a dei quesiti. La pratica della scienza non va distinta dal coraggio, perché è il sapere è prodotto del dubbio. Dall'input dato da G. Galilei partono le prime definizioni del metodo scientifico.
Prima di Galileo, la visione del mondo era plasmata dal sapere della filosofia e della metafisica, data da personaggi di spicco per cui la scienza è conoscenza:
- Per Platone il sapere è concettuale: procede attraverso l’astrazione, senza la necessità di un rilievo empirico. Il sapere è immutabile e perfetto.
- Per Aristotele è una forma di conoscenza che indaga sul perché ultimo delle cose. A differenza di Galileo non si chiede il come di determinati eventi, ma il perché.
La visione del mondo era garantita dalla massima autorità dell’epoca: la chiesa. In qualche modo la chiesa ha contribuito nel tempo a rafforzare la visione del mondo che altro non era che quella aristotelica-tolemaica: l’universo era caratterizzato dalla suddivisione della sfera celeste (terra di Dio) e della sfera terrestre (regno del movimento e dell’imperfezione). L'universo non era che un mondo sferico e finito con al centro la terra con il sole e il resto dei pianeti, che si muovevano lungo traiettorie concentriche attorno alla terra.
Dal 500 in poi, con il rinascimento, avvenne la Rivoluzione scientifica (dal 1543 con la pubblicazione del primo libro di Copernico sul moto dei corpi celesti e con la pubblicazione del 1687 di Newton sui principi matematici di filosofia naturale) che vede le società europee oggetto di un forte mutamento sociale:
- Complesso di fattori politici, economici, sociali che cambiano profondamente il modo con cui l’uomo pensa a sé stesso e l’universo che lo circonda;
- 1492: scoperta dell’America: Colombo cerca una nuova rotta commerciale e, senza averne l'intenzione, si imbatte in un nuovo Continente. Così la cartografia mondiale viene ridisegnata e si induce a studiare diversamente il modo di vedere gli astri;
- Riforma luterana e controriforma: tra le tesi proposte da Lutero, c’è l’idea che non si ha bisogno dell'intermediazione di un prete per leggere la parola divina. Ciascun uomo può leggere i testi sacri (che vengono tradotti anche in volgare) quindi ognuno può farsi le proprie idee e coltivare un rapporto diretto con Dio.
- La stampa a caratteri mobili di Gutenberg rende possibile la pubblicazione di scritti che prima erano accessibili solo ad alcune classi sociali. A tal proposito nasce una nuova classe sociale: la borghesia. Questa classe ha la possibilità di leggere e informarsi, cambia così l’approccio nei confronti del sapere;
- Viene creato il tribunale dell'inquisizione, che doveva segnalare la diffusione delle eresie e scovare gli eretici. Questi venivano perquisiti, interrogati, processati e indotti a rinnegare il proprio peccato (in caso contrario li si condannava);
- Vengono creati nuovi strumenti di osservazione, i telescopi. In questo modo si mette da un lato, in crisi la chiesa e in dubbio la centralità dell’uomo.
Nel 1543 viene pubblicata la tesi di Copernico, che sfida la visione aristotelica del mondo: la terra non è al centro dell’universo. Copernico basa la sua teoria sulla base dell’osservazione del moto dei pianeti: i dati che potevano essere ricavati dall’osservazione del moto degli astri, grazie ai nuovi strumenti di osservazione del cielo, non erano coerenti con la visione del mondo accettata fino ad allora. Avviene così una rivoluzione nel modo di intendere l’universo, e nel modo di percepire il rapporto tra l’individuo e il mondo che lo circonda.
Cambia il modo di produrre conoscenza: si afferma che la scienza non è un sottogruppo della filosofia, ma una nuova forma di sapere, il cui scopo è studiare come si verificano i fenomeni, scovando delle leggi di causa effetto. Il “libro della natura” deve essere scritto in linguaggio matematico: deve essere possibile osservare il mondo, trovare delle regolarità degli eventi, che si ripetono in maniera uniforme e costante. Fare scienza significa formulare, controllare e de
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