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Metodologia della Ricerca

Archeologica

Carlo Beltrame

Giulia Cester

DEFINIZIONE DELLA DISCIPLINA

 La sua idea di archeologia è di provenienza anglosassone

 E’ il passato storico dell’antropologia culturale

 Gli antropologi studiano le società contemporanee

 L’archeologo studia le civiltà passate, basandosi su ritrovamenti materiali (anche spazzatura = archeologo

detto spazzino)

 Raro che s’imbatta in materiali dimenticati o abbandonati o in depositi

 Ricostruisce il modo di vivere di chi produsse i materiali ritrovati

 Cerca di spiegare i cambiamenti e le trasformazioni culturali (passaggi da uno stato all’altro)

 Archeologia dei processi culturali

 Disciplina umanistica, con pretesa di scienza

 Procede per quesiti

 Bisogna arrivare alle risposte

 Perché si studia archeologia?

 Perché i contesti del passato ci appartengono come esseri umani, e come tali abbiamo bisogno di nutrirci non

solo di cibo ma anche di concetti, memoria, conoscenza

 Archeologia è ricerca delle proprie origini, del perché delle trasformazioni della società, dell’ambiente e della

razza umana

 Perché il presente sia migliore è importante conoscere le nostre radici (errori…)

 Il deposito archeologico è una risorsa non rinnovabile

 E’ fondamentale conservarla e tutelarla, nell’ottica di consegnarla ai posteri

 Non potendo salvare tutto, c’è un’accesa discussione su cosa è più importante salvare

 Percezione diversa a seconda del luogo e della generazione

 Diverso valore conferito dalla società e dagli archeologi

 Es. politica

 Il ricercatore dà importanza e vita ai reperti

 Soggettività

 Rapporti con la storia

 Studio delle fonti scritte

 Bisogna valutare in maniera critica i documenti (alcuni sono ufficiali, dello stato e risentono della loro

provenienza)

 Alcuni sono solamente delle dichiarazioni di intenti (magari non effettivi)

 Alcuni parlano di relazioni politiche, religiose…appannaggio dell’elitè che ne ha il controllo

 Studiando solo le fonti scritte si perde una buona parte di storia

 Limiti cronologici

 3 milioni di anni fa

 Prima fino alla fine dell’impero romano, poi al periodo medievale, alcuni percepiscono anche fino alle guerre

mondiali

 PREISTORIA

 Periodo della storia senza le fonti scritte

 Il paletnologo ha solo fonti materiali, resti umani, ambiente

 PROTOSTORIA

 Periodo storico in cui si conosce la scrittura ma si hanno poche testimonianze (per lo più epigrafiche)

 Es. cultura paleoveneta, etruschi

 STORICA O POSTMEDIEVALE

 Dalla scoperta dell’America

 Fonti scritte abbondanti

 Nasce sulla spinta dell’archeologia urbana

 Strati più superficiali molto recenti

 Scarso interesse per questa branca

 Mancanza di consapevolezza dei limiti delle fonti scritte, mancanza di oggettività dei materiale e di

rivolgere la ricerca verso una nuova metodologia

 Recentemente si stanno affermando altri ambiti

 Archeologia della prima guerra mondiale (anche per l’avvento del centenario)

 Interesse di Inghilterra e Francia

 Taglio tematico, che prescinde dai limiti cronologici

 Es. archeologia della produzione, marittima…

STORIA DEGLI STUDI

 L’interesse per l’antichità nasce durante il Rinascimento

 Testimonianza di un passato da riprendere anche sotto un piano etico (canoni estetici, ordine e simmetrica,

moralità)

 Riscoperta dell’antico come modello per il presente

 Periodo greco romano

 Aspetto monumentale, statuaria (bronzistica e di marmo), monete, gemme e altri oggetti, iscrizioni

 Tradizione antiquaria (personaggi religiosi e famiglie abbienti)

 Intento collezionistico, spinto spesso dall’interesse all’ostentazione

 Primi interessi eruditi (Leon Battista Alberti)

 Primi recuperi (per lo più maldestri)

 ‘500 Serenissima

 Statuario della Biblioteca Marciana

 Interesse al singolo oggetto, non al contesto

 ‘700  Dalla semplice raccolta per collezioni (recuperi casuali o mirati) a vere ricerche attraverso scavi

 Sempre ricerca di oggetti

 1736 ERCOLANO

 10 m di lava che hanno congelato il momento della fine, anche gli oggetti in legno (disidratati)

 1748 POMPEI

 Deposito di lapilli

 Scavi sotto Carlo Borbone

 1860 scavo più sistematico

 Sagome delle persone

 Giuseppe Fiorelli fa iniezioni di gesso dentro la cavità

lasciata dal corpo umano

 Prime piante topografiche della città

 Fine del ‘700 spedizione di Napoleone

 Stele di Rosetta (greco, demotico, geroglifico)

 ‘900  Amedeo Maiuri (1924 – 1961)

 Nel nord Europa l’archeologia prende una strada diversa

 Più vicino alle scienze naturali

 Geologia

 Neals Steansen

 Studio su sovrapposizione di strati geologici diversi

 1669

 Spiega l’origine dei fossili

 Charles Lyell

 Spiega i principi della stratificazione geologica

 Prima metà del’800

 Pitt Rivers

 Introduce il concetto di TIPOLOGIA

 Ordinamento dei manufatti in sequenze cronologiche

 Concetto affinato da Oscar Monteius

 Militare

 Alta qualità della documentazione dei suoi siti archeologici

 Prime piante e sezioni, registrazione attenta dei dati

 Es. scavo in Inghilterra in una sua tenuta

 Jefferson 1850

 Primo scavo scientifico

 Sezione stratigrafica di un tumulo appartenente ai moicani, riconoscendo vari livelli di

frequentazione e varie fasi

 Christian J. Thomsen

 Propone di dividere la collezione del museo di Danimarca in TRE ETA’ (pietra, bronzo, ferro)

 Charles Darwin

 Sulla origine delle specie 1859

 Origine dell’uomo 1871

 Sopravvivenza del più adatto, selezione naturale

Altre personalità importanti per le loro scoperte

 Shliemann

 Scopre Micene e Troia

 Anni ’70 dell’800

 Età del bronzo, che si lega alle saghe omeriche

 Hawar Carter

 1922, scoperta la tomba di Tutankhamon

 Arthur Evans

 Inizi ‘900

 Scavi a Creta

 Civiltà minoica (1700 – 1450 a.C.)

 Leonard Wolley

 Scavi di Ur (1922)

 Mesopotamia

 Williams Flinders Petrie

 Inizi del ‘900

 Egittologo inglese che scrisse nel 1904 Methods of Archeology

 CROSS – DATING

 Datazione incrociata della ceramica egizia (con alcune lontane dalla zona d’origine)

 Gordon Childe

 Prima metà del ‘900

 Ridimensionamento della teoria diffusionista

 Ci possono essere delle radici indigene anche nel centro Europa

 Preistoria europea

 Teoria sull’agricoltura nel Neolotico

 Teoria sulla rivoluzione urbana (fine IV millennio)

 Mortimer Wheeler

 Storia della tecnica degli scavi

 Militare inglese

 Metà del ‘900

 Scavi in India (Arappa), anche di tipo didattico

 Padre del moderno scavo archeologico

 TECNICA DEI QUADRANTI con testimoni (muretti di

terra)

 1959 “Archaeology from the earth”

 Frank Libby

 Scienziato californiano che inventa la datazione al carbonio (1949)

 Lewis Binford

 Anni ’60 del ‘900

 Inizio della New Archeology, o archeologia processualista

 Lui ne è un pioniere

 Articolo Archeology as Antropology

 Critica all’archeologia tradizionale, troppo descrittiva e troppo legata alla storia e alle fonti letterarie

 Approccio più ottimistico

 Riconosce grandi potenzialità per studi sociali e socio – economici

 Aspirazione alla scientificità della disciplina

 Sostiene che il ragionamento dell’archeologo debba essere esplicito, con formulazione di ipotesi che

devono essere poi verificate

 Vuole spiegare i processi storici del passato

 Si tende sempre di più a porre domande e a costruire modelli da verificare

 Inaugura l’ETNOARCHEOLOGIA

 Attenzione ai processi formativi dei resti archeologici

 Fiducia nella capacità dei reperti

 Teorie testate su un gruppo di eschimesi

 “Nunamiut Ethnoarchaeology”

 Serve a capire i comportamenti dell’uomo nelle popolazioni viventi e a trasferirli a popoli ormai

scomparsi

 Esponenti italiani: Alessandro Guidi, Massimo Vidale

 Critica: eccessiva fiducia in questa disciplina (la tesi vale più per il mondo naturale, come quello

geologico, perché l’uomo è frutto di un’evoluzione continua)

 Forte impulso alla collaborazione con le scienze esatte

 Invenzione del radio carbonio

 1963 nasce Science and Archaeology, una rivista

 Journal of Archaeological Science (esce 4 volte l’anno)

 Necessità di domandarsi come si è formato il sito archeologico

 David Clarke

 1968 Analitical Archeology e Models in Archeology e Special Archeology

 Largo uso di dati quantitativi

 Gestiti con elaboratori elettronici

 Si attingono idee e concetti da altre discipline, come geografia e statistica

 Contestato dai colleghi perché piuttosto rigido

 Buon seguito tra gli studenti di Cambridge

 Studente Muckelroy, pioniere dell’archeologia marittima

 Forte interesse per i processi culturali

 Passaggi nei momenti storici ed economici della società

 Importanza della relazione uomo – ambiente

 Es. cambiamenti climatici, risorse…

 Manufatti archeologici e naturali (floristici e faunistici)

 Interesse per l’ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE

 Archeologia che ricostruisce i manufatti

 Carl Marx

 Filone dell’archeologia che si ispira ai suoi precetti

 Portata avanti da Gordon Childe

 Poi ripresa dall’archeologia post – processualista

 Lettura nell’ottica della lotta di classe

 Condiziona la lettura storica di alcuni archeologi

 Anni ‘70

 Pubblicazioni

 Barker, “Techniques of Archaeological Excavation”

 Basser  Giovane ricercatore che si occupa di un contesto miceneo in Turchia

 Archeologia dei relitti

 Primo archeologo che scende sott’acqua per dirigere i lavori di scavo

 Nascita dell’ARCHEOLOGIA URBANA

 Fioritura di scavi urbani per la nascita di centri abitati, con l’intento di indagare ciò che c’era prima

 ARCHEOLOGIA INTERPRETATIVA

 Post – processuale

 Critica alla new archaeology, per l’eccessivo peso che dà al mondo materiale

 E’ necessario dare più peso alle ideologie e alle credenze (anche analizzando i manufatti)

 Ian Hodder (inglese)

 Quando interpretiamo dobbiamo pensare a chi ha prodotto l’oggetto (un oggetto può servire

a niente, essere stato creato senza motivo)

 Mondo costruito secondo una diversità culturale

 Es. l’ambiente non è solo fonte di materie prima ma anche di sentimenti

 Non si possono sempre testare i modelli archeologici

 Mark Leone (americano)

 Michael Schiffer

 Esponente della Behavioral Archaeology (ha scritto anche un manuale)

 Mette in discussione l’archeologia processualista

 Il deposito archeologico è frutto di vari processi formativi complessi (quali riuso e

rioccupazione del sito), non è un fossile trasparente

 Studi analitici

 Anni ‘80

 Sintesi delle correnti di pensiero

 SINTESI COGNITIVO PROCESSUALE

 Autocritica dei processualisti

 Colin Renfrew

 Matthew Johnson

 L’interpretazione archeologica è assolutamente soggettiva, e non oggettiva come ritenuto dai

processualisti

 Il dibattito verso i processualisti è un falso problema secondo lui, perché vede nelle loro teorie cmq

una componente del pensiero idealistico

CONTESTO ARCHEOLOGICO

 STRUTTURE

 Edifici (pubblici, militari…), abitazioni

 Materiali deperibili o litici o monumentali

 Tombe (cenotaffi, monumentali…)

 ECOFATTI

 Umani

 Botanici

 MANUFATTI

 Possibilità di datare il sito di provenienza

 Luogo di provenienza e/o produzione

 Tecniche di produzione

 Uso funzionale, contenuto

 Importanza del contesto di ritrovamento

 MACROREGIONALI, REGIONALI…

 Fino ad es. ad una necropoli, ad un luogo di produzione, all’interno di una capanna o di una tomba

 Tomba  Da capire se è primaria o secondaria

 Valido anche per gli oggetti

 Insediamento, grotta

 Santuario, necropoli

 Sito produttivo, sito difensivo

 Aree di attività

 Contesto di ritrovamento dell’oggetto

 CULTURALE

 DEPOSIZIONALE

 Acquisizione della materia prima (legno nei boschi, pietra nelle cave…)

 Manifattura (troviamo gli scarti)

 Alcune volte sono in prossimità del luogo di acquisizione

 Es. selci, ceramica e vetro cotti male

 Fase di uso

 Comporta una consunzione più o meno evidente e riconoscibile

 Anche segni volontari, identificativi

 Scarto (discarica)

 Rottura accidentale (ceramica o vetro)

 Perdita

 Naufragi (perdita accidentale)

 Ex voto, offerta rituale (oggetti usati o riproduzioni apposite)

 Seppellimento deliberato (tesoretti di monete)

 Sepolture (incinerazione e inumazione)

 Abbandono

 De facto refuse (ancora utilizzabili)

 Es. Pompei e Ercolano, fuga per guerre…

 Curate behaviour (trasporto di oggetti ancora utilizzabili)

 RECLAMATION PROCESSIS

 Fenomeni di riuso (uso secondario)

 Motivo pratico

 Motivo simbolico (Es. Arco di Costantino)

 Per scarsità di materie prime

 Es. una nave non più utilizzabile viene consegnata ai monaci per fare contenimenti

contro fenomeni erosivi della costa della loro isola

 Vetro (riutilizzato nel mondo romano)

 Es. relitto di Grado “Julia Felix” (botte piena di frammenti per riutilizzo)

 Fenomeni post posizionali

 Collezionismo

 Es. raccolta di coccia nella laguna veneziana

 Tombaroli, cacciatori di tesori

 Comportamento di selezione

 Non portano via materiali difficili da trasportare o con poco valore

 Traslocazione oggetti senza recupero

 Es. aratura del campo e spostamento reperti senza raccoglimento

 Es. pesca a strascico

 Costruzione in contesto urbano

 Entra in gioco l’Archeologia preventiva (per indirizzare i costruttori)

 Ritorno in luoghi abbandonati

 NATURALE

 L’oggetto è condizionato e condiziona l’ambiente in cui si trova

 E’ condizionato anche dagli oggetti che gli stanno vicino (es. metalli in acqua, presenza di materiali

organici)

 Conservazione

 Materiali organici possono sopravvivere in condizioni particolari

 Restauro

 Indagine sui processi conservativi (es. in acqua)

 Agenti fisici, chimici, biologici

 Effetti di alterazione sui materiali (più o meno rapidi)

 Gli effetti possono arrivare ad un equilibrio (come quando troviamo l’oggetto scavando, e

facciamo ripartire le condizioni di degrado)

 Interventi di conservazione mediati

 PIETRA E MARMI

 Sale, acqua, funghi, batteri

 CERAMICA E ARGILLA

 Cambiano colore per reazione chimica, abrasione (per acqua)

 Il fuoco conserva l’argilla cruda (tavolette cuneiformi, mattoni crudi)

 VETRO

 Sfoliazione

 MATERIALE ORGANICO

 Terenia, batteri, funghi, animali, insetti, ossidazione

 Si conserva all’interno di una matrice di sedimenti che garantisce condizioni

anaerobiche (sedimenti subacquei o sotto la linea di falda, clima arido)

 METALLO

 Corrosione, ossidazione

 Bisogna affidarsi a specialisti

 Sito  Turbamento faunistico (talpe, ratti)

 Turbamento floristico (radici)

 Acqua (erosione, trasporto, deposito)

 Processi idrogeologici (masse di detriti che si spostano,

colluvio, alluvione, erosione)

 Vento (erosione, trasporto, deposito)

 Catastrofi (eruzioni, incendi, tempeste, tsunami)

 PROCESSI FORMATIVI

 Primari o che intaccano il posizionamento originario

dell’oggetto

 Le US sono formate da AZIONI

 Naturali o antropiche

 Di asporto

 Evidenze negative

 Di apporto

 Evidenze positive

 Di trasformazione

 Evidenze positive (neutre)

 Importanza di Shiffer

 L’archeologo deve prevenire i processi di

deterioramento (tutela e conservazione)

DATAZIONE

 RELATIVA

 Sequenza tipologica o seriazione, che si basa su due principi

 Manufatti prodotti in uno stesso luogo e periodo hanno caratteristiche comuni e sono lo specchio

della società che li ha prodotti

 I cambiamenti in ogni stile sono graduali, cioè evolutivi

 Specialmente nella ceramica, variano con frequenze che permettono una datazione di

un’approssimazione di circa 20 anni (romana)

 Per quella comune la variazione è più lenta e l’approssimazione è più ampia

 Più la ceramica è decorata più è facile datarla (varia più la decorazione della forma)

 Oggetti che cambiano più velocemente

 Oggetti in metallo, spilloni, armi

 Ceramica

 Diffusione graduale

 Molto comune e poi di nuovo rara (istogramma battleship)

 C14  Datazione assoluta di ogni deposito stratigrafico

 Stabilisce solo la successione temporale degli oggetti

 Stratigrafia

 Legge della SOVRAPPOSIZIONE: ciò che si trova sopra è pi&

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/10 Metodologie della ricerca archeologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.b.cester di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca archeologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Beltrame Carlo.
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