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Lezioni di: Metodologia della Ricerca Antropologica- Prof.ssa Luisa Faldini – anno 2012-2013

01/10/2012

Nasce nella seconda metà dell’800 scienza per “ studiare l’uomo nelle sue manifestazioni”, cioè

studiare le società umane, sotto la spinta degli studi di Darwin e del suo libro- L’Origine della

specie-. Storia dell’uomo, disciplina evoluzionista dal semplice al complesso, catalogo delle

popolazioni del mondo. Allora si dava per scontato che la società migliore fosse quella occidentale,

e le istituzioni europee, vi era, cioè, una gerarchia delle popolazioni. Dopo il 1917 e la nascita

dell’URSS, nei paesi appartenenti a questo blocco si seguì soltanto l’evoluzionismo, ed i paesi e le

varie popolazioni furono incasellati sulla base delle evoluzioni tecniche.

I popoli studiati vennero classificati in tre stadi: Selvaggio, Barbaro, Civile, fu raccolta un’enorme

massa di dati e documentazioni. H.L. Morgan scrisse uno dei libri più importanti del tempo:

Ancient Society, studiò il popolo degli Irochesi (nativi americani) e visse in mezzo a loro, fece parte

dell’”Ufficio degli affari indiani” e il suo libro era molto ben documentato, a differenza di altri

scritti da persone che non avevano mai messo piede nei territori di cui parlavano e si basavano su

vecchi testi spesso più di fantasia che verificati.

Gli evoluzionisti non furono razzisti ed inventarono il lessico dell’antropologia, si iniziò a vedere

connessioni fra popolazioni anche lontane. Nei primi anni del ‘900 vi furono parecchie spedizioni

finanziate dai governi, principalmente inglese e francese, questo fatto,ovviamente, era condizionato

dal colonialismo. L’esistenza delle colonie faceva sì che fosse necessario conoscere gli abitanti e le

abitudini dei paesi assoggettati, al fine di governarli più facilmente.

In Italia poca ricerca nei primi anni del secolo scorso,confusione fra etnologia e antropologia, i

primi ricerche su popolazioni senza scrittura (i popoli “selvaggi più arretrati).

La “ricerca di campo” nasce a partire dal 1912 quando Malinowski, polacco, va in Gran Bretagna a

studiare antropologia dove intraprende una ricerca sui sistemi australiani di parentela, parte per

l’Australia per fare delle ricerche e, mentre è in viaggio, scoppia la guerra, lui è polacco e viene

internato in Melanesia, per fortuna non in un vero e proprio campo di prigionia ma con una

sistemazione nell’isola Trobiad. Questo soggiorno gli permette di intraprendere uno studio sul

commercio Kula, basato sullo scambio di conchiglie di diverso colore. Nasce il metodo di ricerca

della “osservazione partecipativa”, scrive il libro:”Argonauti del Pacifico Occidentale”, crea il

funzionalismo:ogni elemento della società ha una sua funzione, soddisfa certi bisogni dell’uomo

(primari o secondari). Malinowski visse insieme agli indigeni e ne condivise i problemi per poterli

studiare a fondo. 1

02/10/2012

In Italia, negli anni ’70 del secolo scorso, si studiava l’antropologia in modo molto tradizionale, non

era molto che questa disciplina era stata introdotta nelle nostre facoltà ed era ancora molto legata al

colonialismo. Si studiava tutto in modo assai minuzioso ma non si spiegavano le connessioni, si

parlava di “manifestazioni” dell’uomo in termini materiali o astratti. Conoscere il contesto è

importante ma non sufficiente, sono necessarie: 1) la localizzazione geografica; 2) l’economia;

3)l’organizzazione sociale e familiare; 4) religione e magia (i sistemi di credenze); 5) l’arte e le sue

diverse manifestazioni.

L’economia: raccolta, caccia, pesca, allevamento e agricoltura, ognuna di queste veniva considerata

come un’evoluzione e l’agricoltura veniva considerato lo stato di civiltà più progredito e complesso.

In realtà non esistono divisioni nette, come del resto nell’organizzazione sociale e politica dei

gruppi, la divisione in caste, classi o gruppi militari, il sistema di parentele ecc. Esistono

popolazioni che possono apparire molto arretrate per certe cose, ma avere poi sistemi articolati e

complessi in altri ambiti, ad esempio i polinesiani, che hanno un sistema sociale molto complesso,

se giudicati in base alle evoluzioni tecniche vengono posti, erroneamente, più in basso di altri paesi.

Per quanto riguarda la religione e la magia viene considerata in forma gerarchica: la più bassa,

l’animismo ( per Taylor che era evoluzionista) o animatismo per Marett, la più alta il monoteismo.

Il fenomeno della magia fu rivalutato dagli antropologi nel sistema di credenze- vedi Frazer: “ Il

ramo d’oro”.

Cultura della diversità- metodo comparativo; oggi si studiano i “processi culturali”.

La ricerca di campo , fino agli anni ’60 la metodologia risentiva del colonialismo, durante gli anni

’70 si aprì un dibattito sui principi deontologici e sui metodi . Nei primi tempi la ricerca si faceva in

equipe, un gruppo di ricercatori con un progetto, vi erano esperti di statistiche, si usava il metodo

quantitativo e quello qualitativo (antropologico), si cercava di comporre il gruppo dal punto di vista

del carattere, donne e uomini scelti ad hoc- neri in comunità di neri- giovani e vecchi ecc. Gli

“informatori”, sempre indispensabili nelle ricerche di campo, non venivano mai nominati.

Primo periodo: Interpretativo, oggi periodo Decostruttivo (Geertz), etnografia, scrittura.

J.Clifford e C.Marcus, periodo post- moderno, 1986 pubblicano: “Writing Culture; Seminario a

Santa Fé, quando lo scrivere di determinate popolazioni “crea” queste popolazioni.

Si dice- con la decostruzione- che le leggi generali non possono esistere, si tratta di uomini, occorre

guardare le differenze e comprenderle. Oggi nessuno studio può prescindere dalla modernizzazione

e dalla globalizzazione. 2

04/10/2012 Prof. Bruno Barba

Le qualità necessarie ad un antropologo, il professore dialoga con gli studenti chiedendo a loro cosa

serve ad una persona che desidera diventare antropologo, viene fuori questo elenco: Curiosità,

coraggio, buona salute, adattabilità, capacità di instaurare rapporti ed ispirare fiducia, perseveranza,

non arrendersi davanti alle difficoltà degli inizi, non avere pregiudizi, appianare i

conflitti,interazione, “serendipity”

Il professore si recò in Brasile per preparare la sua tesi quadriennale sul gioco del calcio, incontrò

delle difficoltà nelle sue ricerche su questo argomento ed allora andò in un villaggio di pescatori

San Sebastiao e fece una ricerca sul Candomblé, le offerte e i riti, all’inizio ebbe difficoltà a farsi

accettare ma riuscì a fare la sua tesi.

08/10/2012 Prof. Faldini

L’antropologia è una scienza scomoda, nel libro indicato per la preparazione all’esame: Fare

Antropologia, autore: Pavanello, editore: Zanichelli, la prima parte è dedicata agli studiosi che

indicano come si fa una ricerca antropologica. Per studiare l’organizzazione umana è meglio

l’etnografia- altro libro per l’esame: Vivere l’Etnografia, a cura di Francesca Cappelletto, ediz.

SEID.

Il ricercatore è parte dell’indagine. La nozione di diversità sempre presente attraverso i secoli, lo

scopo dell’antropologia è produrre la conoscenza dell’”altro”, diversità è un concetto costruito da

ogni cultura, ma è sbagliato considerarla in modo negativo ( nel passato si vedeva l’Europa come il

centro della cultura e gli altri popoli come barbari) . Dopo la rivoluzione francese la corrente

evoluzionista nell’antropologia : classificazione, creare alcuni livelli di comprensione fra le

popolazioni, stabilire dei “ponti”, educazione interculturale, multicultura. Gli antropologi si sono

smarcati fuori dall’intercultura. Cos’è un mediatore culturale? Si addestrano una serie di persone,

che siano madrelingua delle persone che devono aiutare nei problemi quotidiani dei paesi nei quali

sono arrivati, spesso, purtroppo, questi mediatori sono persone non bene preparate e incapaci a

fornire un valido aiuto. Seguiamo il libro, si parla di Lévi Strass- metodo strutturalista- i suoi studi

ebbero grande importanza, struttura delle parentele, analisi dei miti, studia gli indigeni del Mato

Grosso, molto importante il suo libro: Tristi Tropici (vale la pena di leggerlo!). Altro libro

interessante, scritto da Ruth Benedict :Patterns of Culture, dove si fa un’analisi di tipo psicologico

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09/10/2012

Dall’osservazione e la comparazione alla ricerca sul campo del xx secolo. Il contatto con la

popolazione, che prima non c’era o era minimo, la permanenza sul territorio ; Cuscing vive nei

pueblos, studia gli Zuni, ma si fa coinvolgere troppo, non è consigliabile per un antropologo, la

permanenza non deve essere troppo lunga e l’osservatore deve mantenere sempre un certo distacco.

Arnold Vangedden scrive un testo fondamentale su pratiche e rituali, teoria dei riti di passaggio, in

tre fasi: 1) separazione; 2) marginale; 3) reincorporazione. Simbolismo di morte e resurrezione.

La ricerca deva avere obiettivi scientifici e deve esserci una buona preparazione, si devono

esplicitare le fonti, come sono state date le informazioni, metodo nella raccolta dei dati.

Critica dell’osservazione partecipante, il difetto è la posizione asimmetrica del ricercatore .

All’inizio degli anni ’90 la ricerca antropologica si inizia a ragionare ed osservare sé stessi e gli altri

che ti osservano, ad instaurare un dialogo con l’altro, si negoziano dei significati e si crea un

“mondo terzo”, a metà fra intervistato e l’intervistatore. Saggio di Barbara Tedlock (1991).

Qual è il valore scientifico dell’osservazione? Come deve essere l’atteggiamento dell’intervistatore?

Ognuno vede le cose a suo modo, l’osservazione deve essere allenata, un buon osservatore vede di

più. Cosa “restituire” alla popolazione che ci ha dato le informazioni.

11/10/2012

Tentativo di interpretare la “produzione di senso”, anni ’70( Bourdieu; Geertz), in Italia poco

recepito, sempre antropologia di nicchia (anche a causa del fatto che si scriveva in italiano), si inizia

a recepire questi input a partire dalla fine degli anni ’80. Interpretazione delle strutture e dei fatti,

scrittura etnografica, il ricercatore “spariva”e non si nominavano gli “informatori”. Furono scritti

libri contro le pretese di “oggettivazione”, i fatti non sono cose precise da incasellare e pretendere di

fare “leggi generali”. Altre critiche: i contesti culturali non sono omogenei perché costituiti da da

individui, il carattere solistico lo dobbiamo dimenticare perché il contesto è discontinuo.

Sui manuali processi dinamici e statici, fra questi ultimi c’è la tradizione- come patrimonio

culturale- si diceva fosse statico ma, attraverso il tempo la cultura cambia, “deriva culturale”, i

cambiamenti avvengono attraverso processi interni, scoperte o invenzioni. Le interazioni fra anziani

e giovani, come si trasmettono le tradizioni, gli interessi degli individui, co

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara87ardito-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca antropologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Faldini Luisa.
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