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sonori concepiti dagli uomini (sirene, clacson, ecc.). Non solo il richiamo è

una caratteristica saliente che contraddistingue un volatile, ma anche il

rumore prodotto dal battito delle sue ali..

Gli insetti

La salute di una comunità di insetti si denota dal suono regolare o

irregolare del brusio delle ali o del brulichio delle zampe. Le cavalette e i

grilli sono un componente determinante dei paesaggi sonori mediterranei e

caldi. Il suono degli insetti, per la sua complessità armonica che comprende

talvolta anche componenti ultrasoniche, crea illusioni uditive di vario

genere.

I suoni delle creature dell’acqua

I pesci, pur non avendo la capacità di emettere suoni, li producono in alcuni

casi col loro corpo: battendo i denti come il pesce-luna o espellendo bolle

d’aria dall’ano come il Misgurnus.

Un discorso a parte va fatto per i mammiferi marini che emettono fischi

molto intensi, come le balene, in cui sono stati ritrovati temi comuni

ripetuti ed echi multipli.

Anche i crostacei emettono suoni, strusciando chele e antenne.

Gli animali acquatici che somigliano alle cicale sono le rane e i rospi.

Suoni di animali

Sono i suoni più complessi e simili a quelli dell’uomo per la loro

particolarità: gli animali della savana così anche come cani e gatti

producono suoni che nella loro particolarità diventano indimenticabili e

inconfondibili. Le fusa le fanno solo alcuni felini mentre alcuni cuccioli

fanno versi simili al pianto di un bambino; i lupi sono caratteristici per la

loro comunicazione di sensazione di isolamento. Le scimmie sono

interessante per la potenza e la varietà dei suoni, il gorilla tambureggiando

coi pugni sul torace fa uso della risonanza.

Linguaggio e musica: l’uomo imita il paesaggio sonoro

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Riguardo al linguaggio parlato degli uomini preistorici viene teorizzato che

esso fosse più vicino al canto imitativo dei suoni della natura che al nostro

parlato odierno. Ai giorni nostri il linguaggio continua a relazionarsi col

paesaggio sonoro, soprattutto con le onomatopee

3. IL PAESAGGIO SONORO RURALE

Il paesaggio sonoro HI-FI

Per paesaggio sonoro HI-FI si intende un paesaggio sonoro dove il rumore

ambientale è basso e permette di udire con chiarezza i singoli suoni. Il

nostro p.s. è LO-FI, è ricco di disturbi che impediscono una corretta

percezione dello spazio sonoro che risulta perennemente disturbato con una

conseguente perdita di informazione data da tutti quei suoni deboli ma pur

sempre vitali.

I suoni del pascolo

Dagli Idilli di Teocrito e dalle Bucoliche di Virgilio apprendiamo che i

Pastori cantavano e fischiavano nel silenzio e nella solitudine di un pascolo

mettendosi in strettissima relazione col p.s.. Lo strumento a fiato connota

per eccellenza la forma musicale della pastorale, in cui troviamo anche

strumenti come la zampogna, o il millenario flauto, strumenti che fanno in

modo che si istauri un dialogo sublime tra il pastore e il paesaggio sonoro

che lo circonda.

I suoni della caccia

I toni eroici e bellicosi attraversano l’oscura solitudine della foresta. La

tonica dei suoni della caccia è l’ottone che rappresenta il suono squillante e

penetrante del corno da caccia. Il corno è dotato di grande ricchezza

semantica e veniva usato per segnalare non solo le fasi della caccia ma

anche il tipo di animale cacciato.

Il corno della posta

Usato fino agli inizi del secolo inviava segnali sonori nelle città per

segnalare il tipo di posta che veniva portata. Diversamente dal corno da

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caccia no immergeva l’uomo nel paesaggio sonoro ma veicolava

informazioni che suscitavano una varietà di sentimenti.

I suoni della fattoria

Anche qui si ricordano i riferimenti letterari Virgiliani delle Georgiche. Il

paesaggio sonoro è quello di un fervore di attivitàdi uomini e animali. Sono

suoni molto particolari che lasciano un’impronta sonora a chi li ascolta

nella sua giovinezza e vanno dalla produzione di alimenti, al falciare

dell’erba, all’aratura e altri, suoni che provocano sinestesie molto forti col

gusto e con l’olfatto.

Il rumore nel paesaggio sonoro rurale

Sono i rumori delle battaglie, che lungamente nei secoli sono mutati, ma

alla guerra viene sempre associato un crogiolo di rumori terrificanti in cui

l’uomo cerca di evocare l’apocalisse, non solo col suono delle armi ma

anche con quello dei tamburi e delle urla. Interessante la correlazione

semantica tra il latino bellum e il tedesco e inglese antico belle (=rumore)

poi diventato bell (=campana), suono della cristianità. Il rumore della

guerra può essere collegato sinestesicamente coi sentimenti religiosi.

I rumori della religione sono correlati col bisogno di clamore per farsi

ascoltare dal divino (campane, organo a canne, ma anche tamburi, danze e

canti nelle altre religioni)

4. DALLE CITTA’ ALLE METROPOLI

Nelle città dell’epoca preindustriale il suono della campana era il più

caratteristico e ricco, poiché oltre che essere evocativo aveva anche una

funzione centripeta, poiché faceva si che la gente si radunasse in chiesa con

i suoi vari segni (campane a festa, ecc.).

Il suono del tempo

Insieme campana e orologio meccanico divennero il segnale più inesorabile

del paesaggio sonoro. Il tempo veniva scandito in modo quasi militaresco

in tutte le direzioni, a differenza di tutti gli altri orologi che sono pressoché

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silenziosi, creando talvolta un’impronta sonora della città (il Big Ben di

Londra o le campane pentafoniche del Cremino). Nel cuoro della notte

l’orologio ricorda all’uomo il suo essere mortale.

Altri punti focali comunitari

Oltre alle campane era molto caratteristico anche il cigolio multiforme del

mulino, ma il rumore più forte delle città preindustriali era sicuramente il

martellare del fabbro o del ramaio dei paesi arabi che costruiva i gong per

l’esercito imperiale.

Toniche

Si dicono toniche quei suoni prodotti dai materiali che costituiscono la

maggior parte della città: nelle città storiche europee la tonica dominante è

la pietra e il suono degli strumenti per levigarla, nelle città del Nord

America e del Canada è invece il legno (Vancouver aveva all’inizio anche i

marciapiedi e le strade in legno e ogni tavola aveva una sua tonica

particolare.

Molto più delicate sono le toniche della luce. Nei paesi nordici la luce è

quella debole delle candele, e ciò si collega perfettamente al fatto che le

creature mitologiche nordiche erano creature della notte. La notte con le

sue luci fioche è anche una tonica del romanticismo (la forma musicale del

notturno). Le lampade ad olio scoppiettavano leggermente e ci riportano

allo sfarzo ottocentesco di Mosca e Pietroburgo. Chi è abituato a vivere in

luoghi con poca luce la visione della luce della città è “assordante”.

I suoni del giorno e della notte

Nelle città con la notte scattava il coprifuoco, il crepuscolo veniva quindi

annunciato in vari modi: dalle campane di Londra, dalle grida delle guardie

ai tamburi e trombe della Persia. I rumori dell’alba infece erano frenetici e

violenti, molti venivano svegliati di soprassalto dal passaggio dei carri.

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Le toniche dei carri e dei cavalli

Un rumore che infastidiva molto, specialmente gli intellettuali era quello

della frusta, che infatti in alcuni luoghi fu vietata. Il rumore ritmico degli

zoccoli dei cavalli era rilassante se si viaggiava per le campagne e

diventava frenetico, irregolare quando si entrava in città, diventava un

crepitio che praticamente annunciava l’inizio della città.

Cominciano a cambiare i ritmi del lavoro

Prima delle macchine canto e lavoro erano spesso uniti perché il ritmo del

lavoro era interamente umano e poteva quindi essere accompagnato dal

canto. Con l’avvento delle macchine il canto al lavoro cessò (la fabbrica

uccide il canto) perché il ritmo di lavoro viene scandito dalle macchine. Al

canto a volte si sostituisce timidamente e marginalmente la radio.

Le grida per le strade

Oltre alle tipiche figure dei mendicanti e dei banditori che erano gli autori

del chiasso quotidiano tipico della strada bisogna notare una grande

differenza tra popolazioni del Nord e del Sud Europa, poiché le strade del

Sud Europa sono più chiassose in quanto il clima permette alla gente di

vivere maggiormente nelle strade.

Il rumore nella città

Grandi controversie si aprirono in Europa riguardo ai musicisti di strada,

sempre più disprezzati anche quando crebbe il ceto borghese. Furono in

alcuni casi fatte anche delle leggi per vietare questa pratica.

La lotta selettiva contro il rumore: chi grida nelle strade è costretto ad

andarsene

Nel corso dei secoli le leggi contro il rumore sono cambiate radicalmente in

quanto una volta erano rivolte contro le urla umane, oggi invece sono

rivolte contro le macchine, elemento che ha fatto scomparire tutti quei

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piccoli rumori locali come i banditori e i suonatori di strada soverchiandoli;

l’unico suono che rimane in soverchiabile e intoccabile dalla legge è il

suono della campana.

II. IL PAESAGGIO SONORO POST-INDUSTRIALE

(circa 1760 – 1840)

5. LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Il paesaggio sonoro LO-FI della rivoluzione industriale

Nasce dalla congestiono sonora dell’industrializzazione che ha portato

suoni nuovi, molti dei quali soverchianti e disastrosi. C’è una

sovrabbondanza di suoni, una sovrainformazione che rende chiari solo

pochi suoni. Il primo settore che risentì di questi cambiamenti fu quello

tessile.

Il contadino divenne sempre più un operaio, peggiorando notevolmente il

suo tenore di vita. Il bisogno di cantare bloccato dalla fabbrica ritornò con

la fondazioni di società corali, soprattutto nelle città industriali del nord. Le

ferrovie e le trebbiatrici cambiarono radicalmente anche il paesaggio

sonoro delle campagne.

I suoni della tecnologia dilagano per città e campagne

L’uomo del XX secolo accetta ormai i suoni della tecnologia considerati

ormai inevitabili, talvolta li esalta come nel caso di Artur Honegger in

Pacific 231 dove viene descritta musicalmente una locomotiva, o come il

manifesto di Russolo sull’Arte dei rumori, dove viene esaltata la fame dei

rumori che trova la sua massima espressione nella guerra meccanizzata.

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Rumore = potere

I danni all’udito erano stati ricollegati al rumore solo nell’800, e furono

circoscritti come più dannosi quei rumori prodotti dalla lavorazione dei

metalli. Solo a cavallo tra ‘800 e ‘900 si arriverà a misurare il suono in

maniera quantitativa (il DeciBel devenne standard nel 1928). Il rumore

viene associato al potere solo quando è consacrato come quello delle chiese

o quando rappresenta una conquista, come lo sferragliare di un treno in

mezzo ai campi.

Imperialismo sonoro

Un uomo con un altoparlante è più imperialistico di uno che ne è privo

poiché occupa uno spazio acustico maggiore, e così anche un uomo che usa

un martello pneumatico domina lo spazio acustico circostante (rende

impossibile parlare e ascoltare tutto il resto che è in quello spazio e si trova

circa sotto i 118dB. Il rumore è stato un catalizzatore dell’attenzione sulla

crescita dell’industrializzazione dell’occidente che ha soffocato con esso

molte culture locali (si pensi agli aeroporti e alle autostrade).

La linea retta in acustica

Le macchine producono spesso un suono che non esiste in natura se non in

alcuni insetti: la linea retta, ovvero un profilo sonoro a bassa informazione

ed alta ridondanza che ha spesso un effetto narcotico (in oriente l’om serve

ad aumentare la concentrazione). Questa linea retta può diversificarsi da

una sega circolare a una tessitrice come timbro ma resta sempre una linea

retta e l’unica variazione che può avvenire è il glissando con l’aumentare o

il diminuire dei giri della macchina.

L’effetto Doppler fu scoperto dall’omonimo scienziato grazie alla linea

retta sonora della ferrovia, se il mondo non fosse stato “vittima”

dell’industrializzazione sul piano sonoro forse lo avrebbe scoperto dal

semplice volo di un’ape.

Il fascino magico del treno

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La prima linea ferroviaria d’Europa fu la Stockton Darlington, in

Inghilterra, costruita nel 1825.

A partire dagli sbuffanti treni a vapore fino ai primi treni elettrici degli anni

Venti fino ai giorni nostri il treno ha lasciato in molti di noi un’impronta

sonora di viaggio ed è uno dei rari rumori industriali che ha trovato poche

opposizioni, anzi, fu esaltato da molti artisti. Il fischio del treno diventa una

tonica caratteristica di una regione e ha un suo carattere: i treni inglesi

hanno un fischio ascendente e ottimista, i treni americani enormi hanno un

fischio basso e penetrante, i treni canadesi un suono cupo di triade minore.

Il motore a combustione interna

È per eccellenza la tonica dell’uomo moderno, il suono che accompagna le

vite di tutti coloro che prendono un mezzo di trasporto. Balza all’occhio

come un europeo sia più ordinato in mezzo al traffico rispetto a un asiatico

per esempio che ha subito diversamente e in ritardo la rivoluzione

industriale che guida la macchina come se fosse una bestia da soma.

Un elemento chiave del rumore del motore interno e la sua esibizione di

potenza sonora attraverso l’aumento di cilindrata, anche se il rumore

organico che si avvicina di più a quello del motore interno è quello della

correggia.

La crescita dei suoni “muscolosi”

Un esempio calzante è senz’altro il Canada, che prima

dell’industrializzazione possedeva un paesaggio sonoro bellissimo: gli

indiani della Columbia Britannica insegnavano ai loro figli ad ascoltare le

voci degli alberi e il silenzio dell’inverno, per questo avevano difficoltà a

tagliare alberi per noi occidentali. La motosega e il gatto delle nevi sono

stati i distruttori del paesaggio sonoro canadese, essi sono la forza

dell’”uomo bianco”.

Il cielo: la grande cloaca dei suoni

Il suono dell’aereo ha pian piano smesso di attirare la gente, l’aereo a

reazione ha aumentato di molto l’area coinvolta nel suo frastuono. Peggio

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hanno fatto gli aerei supersonici che producevano un bang sonoro che

poteva arrecare danni anche a vetri e soffitti oltre che far trasalire migliaia

di persone se sorvolava un centro abitato. Molti paesi vietano il volo

supersonico sopra i loro territori.

L’orecchio sordo dell’aviatore

Il rumore degli aerei viene preso in considerazione dalle compagnie solo se

riguarda i passeggeri degli aerei, ma non tiene assolutamente conto degli

spazi su cui sorvola, siano anch’essi luoghi sacri come l’acropoli di Atene.

Una controrivoluzione

La domanda che resta da porsi è perché solo ora le legislazioni cominciano

a promuovere campagne contro il rumore?

6. LA RIVOLUZIONE ELETTRICA

L’era della rivoluzione elettrica è l’era della schizofonia in cui il potere di

conservare e portare fuori dal contesto un suono, sognato per millenni dagli

uomini che desideravano parlare con le divinità, è l’era del telefoni e della

radio. Il telefono interrompe con il suo squillare i pensieri e le attività,

portando a una frammentazione del linguaggio parlato e scritto. All’inizio

fu difficile abituarsi all’intimità via cavo del telefono, ai giorni nostri la

schizofonia è una cosa normale, basti pensare all’invenzione degli impianti

HI-FI e dei vinili e poi dei CD.

La schizofonia

Un tempo il suono era indissolubilmente legato al meccanismo che lo

produceva. Oggi, nell’era LO-FI della schizofonia lo spazio sonoro è

diventato portatile e permutabile, il suono naturale è diventato una rarità in

mezzo ai suoni sintetici e “contraffatti” che lo sostituiscono. La Seconda

Guerra Mondiale è stata avviata prima con gli altoparlanti, una forma

evidente di imperialismo sonoro.

La radio: l’estensione dello spazio acustico

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La radio è stato un esempio di schizofonia non ben accolto da parecchi

intellettuali e presto è diventata anche lei un meccanismo imperialistico,

diventando pian piano sempre più invasiva.

Le caratteristiche della trasmissione radiofonica

I palinsesti radiofonici col tempo, superando gli anni Cinquanta, hanno

cominciato a occupare tutte le 24 ore, diminuendo sempre più le

interruzioni fino alle radio moderne, i cui contenuti, spesso contraddittori e

fatti di giustapposizioni ironiche, sono lo specchio della vita moderna che

entra in collisione con l’unità di sistemi dei valori e delle culture. Oggi la

radio è sempre più invasiva e piena di intrattenimento a sfondo

pubblicitario.

Mura sonore

Oggi sempre più gente cerca l’”audioanalgesia”, ovvero cerca di cacciar via

fonti di distrazione utilizzando il suono. Il suono e anche il rumore sono

forme di autoaffermazione nel mondo moderno e vengono quindi percepiti

come mura di protezione.

Moozak

Nel 1969 l’UNESCO porta all’attenzione il problema dell’invasività della

radio portato da Moozak, considerandolo un abuso contro il diritto al

silenzio. Moozak prevede una programmazione radio volta ad un ascolto

passivo di tappezzeria, degrada l’arte stessa della musica, facendola

arrivare nei supermercati e nelle stazioni con la funzione di muro sonoro

che nasconda sotto la finzione il paesaggio sonoro autentico.

Unità prima o centro tonale

Nella musica occidentale essa è la tonica. È interessante scoprire come nei

ronzii elettrici di città silenziose sia possibile trovare dei collegamenti

armonici che costruiscano degli accordi.

Per arrivare alla determinazione di un centro tonale internazionale bisogna

attendere l’era elettronica. Negli anni Sessanta la musica indiana ebbe

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notevole successo fra i giovani degli stati uniti, che iniziarono a meditare

sul termine “vibrazione”, un suono cosmico rappresentante l’unità primaria

che nella musica indiana veniva rappresentato con la tonica, suono con cui

ognuna delle altre note aveva una relazione particolare.

INTERLUDIO

7. LA MUSICA, IL PAESAGGIO SONORO E I MUTAMENTI

NELLE ABITUDINI PERCETTIVE

La musica si divide in due macrocategorie: musica assoluta e musica a

programma. La musica assoluta è un paesaggio sonoro ce vive nella mente

dell’autore, mentre la musica a programma è un imitazione dell’ambiente

che ha luogo in spazi chiusi, lontano dal pandemonio urbano.

La sala da concerto: un sostituto della vita all’aria aperta

Sterminati sono gli esempi che si possono fare in cui la musica dall’alba dei

tempi sino ad oggi imita il paesaggio naturale, e questo continua ad essere

imitato anche con l’urbanizzazione, che diviene anch’essa una fonte di

ispirazione.

La musica, il canto degli uccelli e i campi di battaglia

Il canto degli uccelli è spesso semanticamente opposto al male, come

nell’Anello del Nibelungo di Wagner: richiama alla quiete, al giardino

medievale, all’amore. Il cannone offre invece una semantica di battaglia ed

eroismo e all’inizio ebbe effetto comico nella musica, poi fu impiegato

come “percussione evocativa” fino ai giorni nostri (dalla Vittoria di

Wellington di Beethoven a 1812 di Tchaikovsky).

Il corno da caccia abbatte le mura della sala da concerto e vi riporta in

campagna

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L’effetto di squillante emersione del corno da caccia nelle foreste ha lo

stesso ruolo in tutte quelle innumerevoli composizioni che rimandano alla

caccia; le interpretazioni del suono del corno sono state però molteplici: dal

corno imperioso delle sinfonie di Brahms e Bruckner allo squillo di libertà

in altri compositori come Gustav Mahler.

L’orchestra e la fabbrica

Col crescere delle città e la nascita delle fabbriche è cresciuta anche

l’orchestra, anche in termini di pura intensità sonora, data anche dalla

costruzione di strumenti con nuove tecniche volte a renderli più “potenti”.

L’orchestra moderna è cresciuta, i lavori si sono sempre più divisi come

nelle fabbriche: l’orchestra è una fabbrica perfetta dove il tempo e i suoni

sono sincronizzati e comandati a bacchetta dal direttore d’orchestra che

nell’800 è diventata una figura d’obbligo, era l’imprenditore della fabbrica

che seguiva le direttive del compositore, che era l’architetto.

L’incontro tra la musica e l’ambiente

Col crescere delle orchestre, con Berlioz e Wagner, vennero introdotte

anche nuove percussioni. Andando verso il ‘900 queste percussioni erano

sempre più ad altezza indeterminata, l’elemento bruitistico quindi cresceva,

fino ad arrivare a Russolo col suo intonarumori, alla musica concreta e alla

musica elettronica. La caratteristica principale della musica del XX secolo

è proprio la non distinzione tra musica e rumore, ma la situazione si fa più

spinosa perché molti non hanno una corretta istruzione per interpretare il

paesaggio sonoro.

Le reazioni

La gente si è accorta dell’esistenza del paesaggio sonoro proprio quando la

società moderna lo stava distruggendo: così molti compositori diversi tra di

loro trovarono un obiettivo comune da valorizzare, da Bartòk che si accorse

che il microfono registrava tutti i suoni che ci sfuggivano ai diversissimi

Respighi e Messiaen che furonono influenzati dal canto degli uccelli fino

ad Ives e la sua incompiuta Universe Symphony da eseguire all’aperto.

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Interazioni

Senza dubbio i compositori di tutte le epoche sono stati influenzati dal p.s.

che li circondava, dal basso albertino nel ‘700 influenzato dallo zoccolare

dei cavalli ai ritmi e ai glissati del blues influenzati dalla ferrovia fino ad

altri tantissimi esempi moderni come iThreni per le vittime di Hiroshima di

Penderecki.

Il Rumore Consacrato alla ricerca di un nuovo guardiano

L’amplificatore, a partire dagli anni ’60, prese il posto dell’orchestra,

superando con poca fatica i picchi in dB che essa era in grado di produrre:

mentre nelle fabbriche cominciavano a comparire le limitazioni a 80dB per

il rumore, i complessi rock raggiungevano tranquillamente la soglia del

dolore, provocando danni irreparabili a soggetti giovani che magari

avevano la fortuna di non doversi sottoporre al rumore delle fabbriche.

Alle frontiere dello spazio uditivo

Col passare dei secoli la musica si è anche estesa in frequenza, andando a

riempire il campo dell’udibilità dell’uomo. I giovani di oggi prediligono le

basse frequenze perché con un impianto hi-fi è possibile riempire lo spazio

uditivo (virtuale) in maniera omogenea, dando l’impressione di essere

immersi nella sorgente sonora che con le basse frequenze è meno

localizzabile.

L’aumento delle basse frequenze nella musica e nel paesaggio sonoro

Le musiche che fanno uso di “bassi potenti” hanno un pubblico disattento

che tende a farsi avvolgere dalla musica, mentre nelle sale da concerto il

pubblico è attendo e direzionato verso la sorgente sonora chiara e distaccata

dal pubblico.

Il ritorno alla casa sottomarina

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Oggi non c’è la ricerca di uno spazio sonoro come all’epoca del canto

gregoriano, oggi ci si lascia inondare dalla musica senza distinzione di

classe alla ricerca di unità ed integrazione.

Verso la pienezza dello stato interiore

L’ascolto in cuffia ha delle analogie con il Nada Yoga orientale perché

porta all’illusione della presenza sonora nella scatola cranica. Lo Yoga però

lo porta come vibrazione divina, le cuffie con la nostra musica invece

affaticano notevolmente il sistema nervoso.

III. ANALISI

8. NOTAZIONE

Le immagini sonore

Ci sono tre sistemi grafici di notazione:

- sistema acustico: proprietà meccaniche dei suoni

- sistema fonetico: proiezione del linguaggio umano

- notazione musicale

I primi due sono descrittivi, la notazione musicale è prescrittivi perché

riguarda suoni non ancora prodotti.

La notazione musicale è il primo esempio di scrittura di suoni diversi dal

linguaggio, introducendo l’elemento dell’altezza, dell’intensità e del tempo,

prendendo in prestito termini propri delle arti visive.

Oggi la notazione musicale è in crisi per l’espansione delle possibilità

espressive della musica moderna.

I problemi di un’immagine acustica tridimensionale

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Gli spettrogrammi consentono una durata breve del fenomeno acustico,

sono quindi adatti per la rappresentazione di oggetti sonori isolati come il

canto degli uccelli.

Gli esperti di acustica, i migliori “lettori a prima vista” del mondo

Più ai nostri giorni diventano perfetti i sistemi per rappresentare

visivamente il suono, più la nostra sensibilità uditiva cala a favore della

vista: gli schemi e i grafici degli esperti acustici sono una lettura dei

fenomeni del paesaggio sonoro, inevitabilmente oggi la gente dice

ostinatamente vado a vedere un concerto.

Oggetti sonori, eventi sonori, paesaggi sonori

Secondo gli studi di Schaeffer la parte caratterizzante di un suono è

l’attacco, poiché se esso viene tagliato il suono può non essere più

intelligibile. Anche se è possibile sezionare un oggetto sonoro è importante

considerarlo nella sua integrità, senza confonderlo col corpo che lo ha

prodotto. Il paesaggio sonoro non è altro che un miscuglio di oggetti sonori

e anch’esso va considerato nella sua integrità poiché gli oggetti sonori

entrano in relazione tra di loro e si modificano creando un evento sonoro

unico.

La sonografia aerea

L’invenzione della proiezione aerea in campo cartografico ha avuto

applicazioni anche in campo sonoro per descrivere la distribuzione dei

suoni, tuttavia nessuna proiezione silenziosa di un paesaggio sonoro può

essere precisa.

9. CLASSIFICAZIONE

Noi classifichiamo per migliorare la nostra percezione.

I suoni possono essere classificati secondo varie discipline: acustica,

psicoacustica, semiotica ed estetica.

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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia dell'educazione musicale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Ricciardi Sveva.

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