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Metodo montessoriano, Maria Montessori Appunti scolastici Premium

Appunti di Pedagogia sul metodo montessoriano di Maria Montessori basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Mincu dell'Università degli Studi di Torino - Unito, Facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Pedagogia docente Prof. M. Mincu

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ESTRATTO DOCUMENTO

TRAVASI

In questi esercizi si travasano sia liquidi (acqua), che grani solidi, di diverse dimensioni e

consistenza. I contenitori sono assortiti in modo molto vario, da un esercizio all’altro, ma

tutti in materiali frangibili: vetro, porcellana… Nei classici travasi di acqua si può versare

da una brocca all’altra, da una brocca in un bicchiere, da una brocca in tre bicchieri, con

o senza imbuto… E’ un esercizio che comporta l’autocorrezione (con una spugnetta il

bambino asciuga quando serve) e quindi non richiede alcun intervento da parte

dell’insegnante o del genitore; provando e riprovando il bambino acquista sempre

maggiore confidenza e si vede migliorare progressivamente.

In questi esercizi, si usano cucchiai di diverso materiale e capienza per trasferire da una

scodella all’altra, o da una ciotola in diverse ciotoline più piccole, dei grani di sabbia,

delle perle, del riso, dei fagioli, delle lenticchie…

LAVAGGIO DELLE MANI

Questo esercizio rientra fra quelli della cura della persona e risulta molto gradito in

quanto legato all’acqua che appassiona moltissimo anche i bimbi più piccoli (dai 20

mesi). Lavorare con l’acqua ha un immediato effetto calmante e imparano a concentrarsi

a lungo su un’attività. Essendo un esercizio che si compone di diverse fasi, il bambino

impara anche a lavorare su una successione di eventi in previsione di un determinato

risultato finale. ESERCIZI VARI PER LA PULIZIA

Dalla pulizia delle scarpe, a quella di diversi materiali, quali il legno, il rame, uno

specchio… I bambini indossano un grembiulino e maneggiano spazzole di diversa

misura e foggia, panni, boccettini di soluzione pulente, trovando grande soddisfazione

nell’ammirare il risultato finale! Imparano così a prendersi direttamente cura degli oggetti

che li circondano.

2) L’EDUCAZIONE DEI SENSI

l’educazione e il raffinamento dei sensi

Il fine

 lo sviluppo dell’intelligenza

“Per mezzo del contatto e dell’esplorazione

dell’ambiente l’intelligenza innalza quel

patrimonio di idee operanti, senza le quali

il suo funzionamento astratto mancherebbe

di fondamento e di precisione, di esattezza

e di ispirazione”. (pp. 109, 110)

“Generalità” dell’educazione sensoriale

 1) Ha un interesse per l’indagine psicologica e per

la pratica educativa

2) Si inserisce nell’educazione generale

3) Permette di scoprire e correggere eventuali

difetti dello sviluppo

4) E’ alla base del progresso dell’umanità

5) Prepara alla formazione professionale, alle arti e

ai mestieri

6) Permette di utilizzare l’ambiente

7) Prepara all’educazione estetica e morale

Il materiale sensoriale

Permette di dare ordine Permette di correggere

e chiarezza all’enorme alcuni difetti nelle funzioni

quantità di impressioni che dei sensi, in un periodo

il bambino ha “assorbito” dai in cui è possibile ancora

0 anni ai 2 anni e mezzo “porvi rimedio”.

Principi generali del materiale I sensi che sollecitano sono

Oggetti raggruppati in dunque isolati: “una

Ogni gruppo di oggetti

base ad una qualità impressione tattile è più

rappresenta la stessa

fisica dei corpi (colore, chiara se si tratta di un

qualità, ma secondo

forma, dimensione, oggetto che non conduce

variazioni diverse, stabilite

suono, peso, stato di il calore, cioè che non dia…

matematicamente e

ruvidezza, temperatura). impressioni di temperatura”.

evidenti per contrasto. (p. 112)

Il materiale sensoriale

TAVOLETTE DEL LISCIO E DEL RUVIDO

Serie n. 1 = tavolette liscio/ruvido: una delle tavolette è per metà liscia e per metà

ruvida, una presenta una sequenza alternata di strisce ruvide e lisce, l’ultima invece

una sequenza di strisce ruvide disposte secondo la diversa gradazione di grana.

Serie n. 2 = tavolette del ruvido in gradazione: cinque o sei paia di tavolette di legno

a superficie smerigliata con diverso grado di ruvidità a seconda della grana.

Serie n. 3 = tavolette del liscio in gradazione: come sopra, ma con superficie liscia.

SPOLETTE DEI COLORI

Il set basilare è composto da tre diversi tipi di scatole; alcuni produttori ne offrono

anche una quarta versione incentrata sulle sfumature. In dettaglio si hanno:

scatola n. 1: 6 tavolette => 3 paia di colori primari: rosso, giallo e blu

scatola n. 2: 22 tavolette => 3 coppie di colori primari (rosso, giallo e blu) + 3 coppie

di colori secondari (verde, arancio, viola) + rosa, marrone, bianco, nero, grigio

scatola n. 3 => 63 tavolette => 9 colori (rosso, giallo, blu, verde, arancio, viola,

marrone, rosa, grigio) in 7 sfumature ciascuno

scatola n. 4 => 64 tavolette => 32 coppie in 4 tonalità di rosso, giallo, blu, verde,

viola, marrone, rosa e grigio INCASTRI SOLIDI

E’ costituito da quattro blocchi di legno, in ciascuno dei quali si incastrano 10 cilindri

in diversa progressione, secondo questo schema:

serie n. 1: altezza decrescente e diametro decrescente;

serie n. 2: altezza uguale e diametro decrescente;

serie n. 3: altezza crescente e diametro decrescente;

serie n. 4: altezza decrescente e diametro uguale.

Il controllo dell’errore risiede nel materiale stesso, in quanto i cilindri calzano bene

per ogni foro solo se sono della giusta altezza e diametro. L’esercizio può essere

svolto in diversi modi, con tante varianti (ad occhi bendati ecc.)

FIGURE GEOMETRICHE PIANE

Consiste in un cofanetto di legno a sei cassetti, con 35 incastri geometrici muniti di

pomolo di presa. Il fondo, una volta rimosso l’incastro, è dello stesso colore blu

della figura geometrica asportata.

1 cassetto: 6 cerchi in progressivo aumento di diametro, da 5 a 10 cm;

2 cassetto: 1 quadrato e 5 rettangoli (stessa altezza, base variante da 10 a 5 cm);

3 cassetto: 6 triangoli (equilatero, isoscele acutangolo, isoscele rettangolo, isoscele

ottusangolo, scaleno rettangolo, scaleno ottusangolo);

4 cassetto: 6 poligoni regolari (pentagono, esagono, ettagono, ottagono, ennagono,

decagono);

5 cassetto: 4 quadrilateri (rombo, parallelogramma, trapezio rettangolo, trapezio

isoscele) e 1 triangolo acutangolo scaleno;

6 cassetto: 4 figure curve (triangolo curvilineo, ellisse, ovale, quadrifoglio).

SERIE DI CAMPANELLI

Il materiale delle campanelle viene utilizzato nella classi Montessori per educare la

sensibilità e l’attitudine musicale naturalmente presenti nei bambini. Consiste in 26

campanelli di bronzo, mobili, che vanno a formare due scale di do maggiore; 13

sono montati su sostegni di legno naturale, gli altri 13 (di diametro decrescente) su

sostegni bianchi o neri, come la tastiera del pianoforte. I campanelli vengono fatti

vibrare per mezzo di due appositi martelletti di legno; le vibrazioni vengono poi

smorzate con l’impiego di un silenziatore. Ascoltando i suoni prodotti dagli altri

bambini al lavoro o da se stesso, il bambino assorbe ed interiorizza il concetto di

tonalità musicale

Caratteri comuni al materiale (1):

Astrazioni materializzate: ogni concetto (grande-

 piccolo; pesante-leggero…) è comprensibile grazie

all’isolamento della qualità.

Gradualità: ogni gruppo di oggetti rappresenta la

 medesima qualità con gradazioni matematicamente

stabilite tra un oggetto e l’altro.

Contrasti: ogni gruppo di oggetti ha agli estremi il

 massimo e il minimo della serie.

L’estetica degli oggetti (attraenti) e dell’ambiente (“è

 un invito alle cose”).

Caratteri comuni al materiale (2):

Consentono sempre un’attività: l’oggetto stimola

 interesse ma anche l’attività motrice: riconoscere,

appaiare, graduare, fare combinazioni

Il controllo dell’errore: conduce il bambino ad

 accompagnare i suoi esercizi con la critica, con il

ragionamento

I limiti: materiale limitato in quantità e chiaro nella

 sua comprensione

La precisione del vocabolario: “lezione dei tre tempi”

 IN SINTESI, LE CARATTERISTICHE DELLE SCUOLE

FONDATE DA M. MONTESSORI SI POSSONO COSÌ

RIASSUMERE

) ambiente: si tratta di un ambiente “chiuso”, “appartato”, che permette ai

1

bambini di raggiungere la concentrazione.

2) oggetti: in questo ambiente hanno un ruolo fondamentale gli oggetti.

L’importanza dell’ambiente non è data tanto dalla grandezza o dalla

struttura dell’edificio, ma dagli oggetti, “poiché senza oggetti il bambino

non si può concentrare. Questi (…) furono determinati sulla esperienza

con i bambini stessi” (p. 221).

Gli oggetti, rispondendo a un interesse del bambino, facilitano innanzitutto

la concentrazione e l’esercizio individuale. Ma il loro utilizzo permette

anche la costruzione della vita sociale, di cui è parte lo sviluppo di

determinate qualità del carattere, come la pazienza nell’ aspettare il

proprio turno (in ogni classe c’è un solo esemplare di oggetto).

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3) Vita sociale. A questo proposito la Montessori,

rispondendo a una critica che spesso le viene rivolta,

sottolinea l’importanza della necessità che una realtà

educativa diventi una “comunità lavoratrice”, in cui sia

possibile “risolvere problemi, comportarsi bene e

progettare piani che da tutti siano accettabili” (p. 223).

4) Formazione delle classi: le classi devono essere

numerose perché solo così “si rivelano meglio le differenze

di carattere” e diventano “più facili (…) le varie esperienze”

(p. 223); in esse i bambini non devono inoltre essere

classificati in funzione dell’età. Si tratterebbe di una

forzatura e di un “isolamento artificiale”, che non ha alcuna

corrispondenza nella società.

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Il vantaggio principale della compresenza di età diverse è

rappresentato dall’aiuto reciproco tra i bambini, anche

questo nato spontaneamente.

Nelle scuole in cui questo principio non viene rispettato, e

cioè la maggioranza, “l’unico modo per elevare il livello della

classe è l’emulazione, ma purtroppo questa si svolge in

invidia, odio e umiliazione, sentimenti (…) anti-sociali” (p.

225).

Le classi nelle scuole Montessori sono di due tipi:

- classi composte da bambini dai tre ai sei anni;

- classi composte da bambini dai sette ai nove anni.

Tra una classe e l’altra non ci sono vere e proprie pareti, ma

“mezze pareti”, per consentire ai bambini di fare liberamente

delle “passeggiate intellettuali” (p. 226).

5) Integrazione e conseguente coesione sociale:

secondo la Montessori “la società non dipende solo dalla

organizzazione, ma anche dalla coesione (…). Buone leggi

e un buon governo non possono tenere insieme le masse e

farle agire, se gli individui stessi non sono orientati verso

qualcosa che li tiene compatti e fa di essi un gruppo” (p.

236).

E’ necessario che l’integrazione sociale (la Montessori

mutua questo concetto e i presupposti teorici dal pensiero di

Washburne) venga coltivata all’interno delle scuole e quindi

durante l’infanzia.

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DETTAGLI
Esame: Pedagogia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico - 4 anni)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiapanero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Mincu Monica.

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