Metodo di lavoro dell'economista
Lo studio dei fenomeni economici
Lo studio dell’economia avviene non solo attraverso la lettura dei libri, ma anche mediante l’uso di strumenti particolari, come grafici, tabelle, dati economici. È infatti sufficiente ascoltare un qualsiasi telegiornale per sentire affermazioni come “l’economia italiana è in crescita” oppure “i prezzi sono aumentati”. Tutto ciò è solitamente accompagnato da dati che confermano queste affermazioni e spesso da grafici, utilizzati per illustrare visivamente tali dati. In questa lezione e in quella successiva impareremo ad avere maggiore confidenza con questi strumenti, che ci accompagneranno nello studio dell’economia e ci serviranno per comprendere meglio le informazioni trasmesse dai mezzi di comunicazione.
Il metodo di lavoro dell'economista
Iniziamo cercando innanzitutto di capire come lavora un economista. Egli si può avvalere di due metodi fondamentali per formulare le proprie affermazioni: il metodo deduttivo e il metodo induttivo.
Il metodo deduttivo viene utilizzato quando, partendo da un principio generale, si intende riscontrarne la validità con riferimento a situazioni particolari.
Il metodo induttivo, viceversa, si usa quando si parte dall’analisi di un caso particolare, lo si confronta con altri, per poi formulare un principio generale riferibile, cioè applicabile, a una serie di situazioni concrete.
L’economista ricorre perciò al metodo deduttivo quando, partendo dall’osservazione di un fenomeno generale, come la disoccupazione della popolazione in Europa, ne individua cause e caratteristiche generali, cioè comuni a tutti i Paesi europei, per poi verificare se le stesse cause e caratteristiche possono essere riscontrate (e con quali differenze) anche nella disoccupazione in uno Stato in particolare, come l’Italia, o addirittura in una singola città, come Roma o Milano.
Al contrario, usa il metodo induttivo quando analizza il comportamento di un singolo consumatore in occasione, per esempio, di un’offerta speciale che comporti un prezzo più basso per un determinato bene, lo confronta con il comportamento di altri consumatori e giunge poi alla formulazione della regola generale, in base alla quale se il prezzo di un bene diminuisce, la maggior parte dei consumatori tende ad acquistarne quantità più elevate.
In ogni caso l’economista osserva che questo è un comportamento generalizzato, ma non universale, cioè non tenuto da tutti, poiché...