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<<Lo sviluppo di comunità indica un programma

di approcci, metodologie e tecniche che

coniugano l’assistenza dall’esterno con lo sforzo

e l’autodeterminazione localmente organizzati.

Coinvolge i cittadini come persone e come

gruppi, le istituzioni, gli attori leader politici e

burocratici. Ricorre alla partecipazione della

gente e all’iniziativa delle collettività come

strumento principale per il cambiamento>>

Lavanco e Novara 2002, pag. 37

20 Prof. Pietro Berti

Le strategie di cambiamento nella

comunità

Strategie focalizzate sulle condizioni (nuove

 leggi, nuove strutture, nuovi servizi,…)

Strategie focalizzate sui soggetti (interventi di

 sostegno, corsi di formazione,…)

Strategie basate sullo sviluppo di comunità:

 fornire ai soggetti interessati occasioni e

strumenti per cambiare le condizioni nelle quali

vivono e nella direzione che loro stessi decidono

21 Prof. Pietro Berti

I prerequisiti dello sviluppo di comunità

Le persone devono:

Sentirsi responsabili e motivati rispetto al

 problema

Avere un effettivo potere da utilizzare

 Possedere le competenze adeguate

 Sentirsi parte di una comunità

 Non sempre quello che si desidera è socialmente accettabile, o

dentro la legge… devono esserci quindi confini precisi: quale il

possibile contributo dello psicologo?

22 Prof. Pietro Berti

Il processo di sviluppo di comunità

In generale, lo SC si concretizza in:

Facilitazione processi di

 responsabilizzazione collettiva

Attivazione e sostegno a processi di

 collaborazione

Facilitazione percorsi di partecipazione

 Sviluppo di relazioni fra persone e/o gruppi

 Sviluppo di competenze

23 Prof. Pietro Berti

Criteri guida nel lavoro di comunità

Responsabilità personale anche per problemi

 sociali

La partecipazione è un diritto e un dovere

 La corresponsabilità fra Istituzioni e cittadini

24 Prof. Pietro Berti

Esercitazione

Immaginiamo di dover pianificare il percorso dei

Piani di Zona (L. 328/00) nella nostra comunità:

Individuiamo le aree problematiche della

 comunità

Individuiamo, per ogni area, le persone e i

 gruppi da contattare

Impostiamo un percorso per costruire i PdZ:

 tempi, modalità, strumenti…..

25 Prof. Pietro Berti

I metodi di ricerca

26 Prof. Pietro Berti

Lo psicologo di comunità

Partecipant conceptualizer (“teorico

 partecipante” alla vita della comunità)

Con un approccio multidisciplinare, attraverso

 il quale ricerca il contatto con altre

professionalità

Predilige la ricerca applicata (es.: la ricerca –

 azione)

27 Prof. Pietro Berti

Due metodi a confronto

Empirico – induttivo

Ipotetico – deduttivo Osservazione sul

Formulazione di una campo

teoria

Ipotesi teorica da Rilevazione di dati

verificare Formulazione di un

Rilevazione dei dati nesso

Scoperta di leggi Scoperta di leggi

universali da applicare particolari da ricondurre

al particolare al generale

28 Prof. Pietro Berti

Gli strumenti di ricerca quantitativi e

qualitativi

29 Prof. Pietro Berti

I disegni di ricerca

Disegni sperimentali: si misura la manipolazione di

 determinate variabili in un gruppo di intervento (gruppo

sperimentale), e si paragonano i risultati rispetto ad un

gruppo di controllo, che non subisce alcuna

manipolazione

Disegni quasi – sperimentali: l’assegnazione delle

 persone al gruppo sperimentale e di controllo non è

casuale, oppure i due gruppi non sono equivalenti

Disegni non sperimentali: non vi è alcun gruppo di

 controllo

30 Prof. Pietro Berti

STRUMENTI DI RICERCA

QUANTITATIVI QUALITATIVI

QUESTIONARI, OSSERVAZIONI,

SONDAGGI… INTERVISTE…

Nella ricerca, è sempre auspicabile

l’integrazione dei due metodi

31 Prof. Pietro Berti

I METODI QUANTITATIVI

I metodi quantitativi vengono utilizzati per

lo più per verificare ipotesi e/o teorie,

rifacendosi al paradigma positivista

32 Prof. Pietro Berti

I metodi quantitativi hanno come presupposto:

 la trasformazione delle variabili osservate

 in numeri

Il pensare che le variabili possano essere

 isolate e controllate (metodo sperimentale

e di laboratorio)

Il trattamento statistico delle variabili, per

 capire se gli effetti osservati siano dovuti al

caso o all’effettiva covariazione delle

variabili

33 Prof. Pietro Berti

I Questionari

Domande da evitare:

La domanda di un

 • Troppo lunghe

questionario deve • Troppo complicate

essere il più • che indagano più aspetti

possibile: • troppo dirette

Focalizzata su un

 • che esprimono giudizi o

argomento pensieri

Breve

 • pensate per mettere in

Chiara imbarazzo

(Lavanco e Novara, pag. 151) • che contengano negazioni o

doppie negazioni

34 Prof. Pietro Berti

Le scale di atteggiamenti

Indagano l’atteggiamento di una persona nei

 confronti di un determinato oggetto sociale

L’atteggiamento è composto da 3 componenti:

 Affettiva

 Scale Likert

Cognitiva

 Scale Thurnstone

Comportamentale

 Scale Guttman

 Differenziale semantico

35 Prof. Pietro Berti

I METODI QUALITATIVI

I metodi qualitativi vengono utilizzati per

generare nuove ipotesi, o per scoprire

nuove possibilità interpretative. Si rifanno

al paradigma costruttivista

36 Prof. Pietro Berti

I metodi qualitativi nascono dall’insoddisfazione

verso i metodi quantitativi, che talvolta riducono

eccessivamente la complessità degli

avvenimenti, eliminando o attenuando l’effetto di

molte variabili

I metodi qualitativi studiano inoltre argomenti che

non si potrebbero studiare con l’adozione di

metodi quantitativi (es.: lo studio dei casi)

37 Prof. Pietro Berti

L’oggetto di studio nella ricerca qualitativa

È visto nella sua particolarità e unicità,

 partendo dallo studio dei casi singoli

È visto nella sua globalità e complessità,

 non escludendo a priori variabili ritenute

irrilevanti

È studiato nel suo contesto naturale, e non

 in una situazione artificiale

Assume il significato che gli danno i

 partecipanti alla ricerca

38 Prof. Pietro Berti

Le interviste

Sono classificate in base alla strutturazione

 predefinita dell’intervista

Richiede che l’intervistatore sia preparato e

 adeguatamente formato

Vi sono diversi tipi di interviste (vedi Patton 1991 in:

 Dallago, Santinello, Vieno 2004, pag. 89)

39 Prof. Pietro Berti

I Focus group

Il Focus group è una intervista – discussione di

 gruppo, che mira ad indagare le opinioni

personali rispetto ad un determinato oggetto,

stimolare la discussione rispetto ad esso,

condividere una visione di gruppo e proporre

(eventualmente) soluzioni ad un problema, o

visioni alternative

Da non confondersi con le interviste di gruppo, o con la tecnica dei

gruppi nominali o la tecnica Delphi

(vedi Dallago, Santinello, Vieno 2004, pag. 91)

40 Prof. Pietro Berti

La ricerca – azione

(o ricerca – intervento)

(o action research)

41 Prof. Pietro Berti

Si sviluppano grazie a:

Prerequisiti:

Senso di responsabilità

Competenza

Potere Partecipazione

Coinvolgimento

Connessione fra attori sociali

Si sviluppano grazie a:

42 Prof. Pietro Berti

La ricerca – azione di Kurt Lewin

Teoria e pratica sono strettamente

collegate, in un rapporto di circolarità a

livelli di complessità sempre maggiori.

Nasce dall’esigenza di conoscere e trasformare la

realtà (Lewin 1946)

43 Prof. Pietro Berti

La ricerca – azione si chiama così perché dopo

 la fase di ricerca c’è necessariamente una

fase di azione, di intervento per cercare di

cambiare le cose.

Insita nella natura della ricerca-azione c’è quindi

la volontà di applicare subito le conoscenze

acquisite, per evitare che i report di ricerca

“ammuffiscano in un cassetto”

44 Prof. Pietro Berti

Le fasi della ricerca - azione DIAGNOSI

Definizione del problema,

NUOVO CICLO delle ipotesi e degli

obiettivi

FASE CONOSCITIVA

FASE VALUTATIVA Raccolta dati prima

Raccolta dati dopo dell’intervento

l’intervento FASE DELL’INTERVENTO

Fonte: Zani, Palmonari 1996

45 Prof. Pietro Berti

Elementi di novità della ricerca - azione

I dati di ricerca vanno ad impattare sulla teoria,

 indirizzando lavori successivi (ottica

costruttivista)

In ogni fase del processo, si auspica la

 partecipazione più ampia possibile di tutti i

soggetti interessati, anche se non sono tecnici o

esperti della materia

46 Prof. Pietro Berti

In sintesi, la ricerca – azione:

Obiettivi e funzioni:

Conoscenza (fase di ricerca)

Apprendimento (processo)

Cambiamento (fase di azione)

Tutti interdipendenti l’uno dall’altro

Integra Ricerca, Formazione, Intervento in

una serie di azioni finalizzate al

cambiamento

47 Prof. Pietro Berti

Interrogativi da farsi per capire una

ricerca - azione

Da chi è stata concepita

 Se, ad esempio, le

Chi prende le decisioni

 risposte a queste

A chi rendono conto i ricercatori del lavoro

 domande

svolto riconducono ad

Chi impara nel processo

 Se è un processo trasparente una stessa

 Come è distribuito il potere fra i vari attori persona (o ente),

 Chi ha deciso l’oggetto della ricerca

 è evidente che

Chi utilizza i risultati

 NON si tratta di

Chi ne trae beneficio

 ricerca - azione

Coerenza fra aspetti teorici e pratici

 Chi esercita il controllo sul processo

48 Prof. Pietro Berti

L’errore più comune in una ricerca -

azione

Affermare che si vuole fare una ricerca – azione,

 e poi definire a priori nel dettaglio tutte le fasi.

Essendo una forma partecipata e circolare, si

possono impostare le linee guida generali, ma

non prevedere con esattezza quali saranno i

passi futuri da compiere

49 Prof. Pietro Berti

Esercitazione

Analizziamo una ricerca – azione: il progetto

 ESC (Educatori alla salute nella Comunità)

Proviamo a costruirne una……

 … aiutandoci con gli schemi a pag. 135-136 di Martini e Torti (2003)

50 Prof. Pietro Berti

I Profili di comunità

51 Prof. Pietro Berti

Profilo territoriale

 Profilo demografico

 Profilo economico

 Profilo dei servizi

 Profilo istituzionale

 Profilo psicosociale

 Profilo antropologico

 (di recente introduzione) Profilo del futuro

52 Prof. Pietro Berti

Profilo Territoriale

Vengono esaminati i dati relativi all’aspetto fisico-geografico di una data zona:

AMBIENTE NATURALE:

 confini

 clima

 risorse naturali

INFLUENZANO LO SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

AMBIENTE COSTRUITO DALL’UOMO

 infrastrutture

 reti di comunicazione

 strutture residenziali

 urbanizzazione

 livelli di degrado ambientale

CONSENTONO DI RILEVARE LE SITUAZIONI PROBLEMATICHE LEGATE

ALLA STRUTTURA URBANA ( ES. INQUINAMENTO, SOVRAFFOLLAMENTO

ECC.)

RAPPORTO AMBIENTE NATURALE /AMBIENTE COSTRUITO DALL’UOMO

53 Prof. Pietro Berti

Profilo Demografico

L’attenzione è focalizzata sulle caratteristiche della popolazione

Rilevazioni di stato Rilevazioni di movimento

POPOLAZIONE TRASFORMAZIONI NEL

TEMPO

DENSITA’ E AFFOLLAMENTO MOVIMENTI MIGRATORI

DISTRIBUZIONE

INVECCHIAMENTO Mobilita sociale

Stratificazione sociale

54 Prof. Pietro Berti

Profilo Economico

è relativo alla condizione lavorativa e professionale

dei vari membri della comunità

CAMBIAMENTI NEL SISTEMA PRODUTTIVO NAZIONALE

INTERNAZIONALE;

DISTRIBUZIONE DELL’OCCUPAZIONE NEI DIVERSI

SETTORI DI ATTIVITA’ ECONOMICA;

MODIFICAZIONE NELLA TIPOLOGIA DI OCCUPAZIONE;

DISOCCUPAZIONE;

LAVORO SOMMERSO

55 Prof. Pietro Berti

Profilo dei servizi

Si raccolgono dati relativamente alla presenza alla distribuzione dei servizi (socio

sanitari, educativi, di solidarietà sociale) all’interno della comunità.

SERVIZI EDUCATIVI

 SCUOLE

 ATTIVITA’ PARROCCHIALI

 ASSOCIAZIONISMO

SERVIZI SOCIOSANITARI

 DI BASE

 SPECIALISTICI

 DOMICILIARI

 VOLONTARIATO ORGANIZZATO

 COOPERATIVE SOCIALI

SERVIZI RICREATIVO CULTURALI (PUBBLICI PRIVATI)

 ATTREZZATURE SPORTIVE

 LUOGHI DI RITROVO

 DISCOTECHE

 TEATRI

 CINEMA

 BIBLIOTECHE

56 Prof. Pietro Berti

Profilo Istituzionale

Organizzazioni specifiche che hanno aspetti normativi

e morali

Istituzioni statali (comune, AUSL)

 istituzioni economiche (imprese, banche)

 Istituzioni politiche (partiti, club)

 Istituzioni religiose

 Forze dell’ordine

L’analisi delle caratteristiche strutturali del contesto deve

essere affiancata dall’analisi del modo in cui le persone

lo vivono.

57 Prof. Pietro Berti

Profilo antropologico

Attraverso la definizione del PROFILO

 ANTROPOLOGICO E CULTURALE è possibile

conoscere storia, tradizioni e cultura di una comunità,

ma anche i valori che orientano i comportamenti della

persone che la compongono (atteggiamenti nei confronti

di particolari problemi della comunità, ad esempio verso

la tossicodipendenza, gli anziani, l’immigrazione).

Secondo Martini e Torti (1988), la cultura è rappresentata

da <<tutti quei suggerimenti radicati nell’intimo e regolati

da norme implicite che spingono gli individui a fare

scelte di vita in una maniera che a loro sembra la più

banale, la più ovvia, la più scontata e che invece è

legata al loro sistema di valori>> (p. 34)

58 Prof. Pietro Berti

Profilo psicosociale

Analisi dei legami sociali (vincoli affettivi, Interessi comuni)

che caratterizzano la comunità.

GRADO DI INTERAZIONE/INTEGRAZIONE TRA

 GRUPPI FORMALI E INFORMALI

COLLABORAZIONE E CONFLITTO

 MAPPATURA DEI SOGGETTI

 COMPORTAMENTI COLLETTIVI [MOTIVAZIONI ED

 ESITI]

GRADO DI APERTURA VERSO L’ESTERNO

 PROCESSI DI CREAZIONE DEL CONSENSO E

 DELL’EMARGINAZIONE

SENSO DI COMUNITA’

59 Prof. Pietro Berti

Profilo del futuro

Rappresenta il modo in cui una comunità si

immagina il futuro, in relazione a tutti gli altri

profili

ad esempio, come sarà il futuro della comunità

XYZ dopo la chiusura delle industrie più grosse?

Quale l’impatto sulle aspettative di qualità della

vita?

60 Prof. Pietro Berti

La progettazione e la valutazione di

interventi sociali

61 Prof. Pietro Berti

Cos’è un progetto?

Etimologia della parola progetto dal latino

proìcere “gettare avanti”

Progetto indica un’azione (progettare) complessa

e variamente articolata, un piano di azione

organico per rispondere a uno o più bisogni

della realtà in cui si opera

62 Prof. Pietro Berti

Bisogno Valutazione “di struttura”

Progetti, azioni per soddisfare il bisogno Valutazione di processo

Obiettivi Outputs Valutazione di efficacia e

di efficienza

Risultati Outcomes

63 Prof. Pietro Berti

Una premessa

Oggigiorno, gran parte delle attività sociali – anche quelle

istituzionali degli enti pubblici! – sono finanziate sulla

base di progetti d’intervento. Il finanziamento “a

pioggia” non è quasi più previsto.

(es.: i fondi ex-40% per la ricerca scientifica; la concessione di

contributi di enti pubblici e/o privati; i fondi europei; ecc.)

Saper progettare è diventata quindi una competenza

indispensabile per poter reperire risorse

64 Prof. Pietro Berti

Le tappe logiche della progettazione

Ideazione

1) Attivazione (creazione di alleanze)

2) Progettazione (stesura):

3) Premessa

1) Finalità e obiettivi

2) Target

3) Metodologie e attività

4) Tempi di realizzazione

5) Budget

6)

Realizzazione

4) Valutazione

5)

65 Prof. Pietro Berti

Nello scrivere un progetto, attenzione a:

Finalità (o scopi, o obiettivi generali): sono

 astratte, generiche e indicano l’ideale a cui si

vuole tendere

Es.: sensibilizzare la comunità all’accettazione della diversità e alla

integrazione delle persone disabili

Obiettivi (o obiettivi specifici): sono concreti,

 pratici

Es: eliminare le barriere architettoniche per persone in carrozzina

nella sede municipale, in modo che possano accedere agli uffici

senza disagi

66 Prof. Pietro Berti

Gli obiettivi devono essere sempre realistici,

 realizzabili in un tempo ragionevole

Il linguaggio deve essere semplice, diretto,

 senza giri di parole o troppe parafrasi

Le affermazioni fatte devono essere sempre

 dimostrabili, soprattutto per quel che riguarda i

bisogni di partenza.

Se si citano dei dati (es.: il 30% dei decessi in Italia è

dovuto a malattie cardiocircolatorie) bisogna citare la

fonte

67 Prof. Pietro Berti

Project Cycle Management: le fasi

Programmazione

strategia operativa Ideazione

Valutazione

Realizzazione Formulazione

azioni Finanziamento

reperimento risorse

68 Prof. Pietro Berti

Model l o PRECEDE/ PROCEED (L.W.Green) PRECEDE

III FASE

V FASE IV FASE II FASE I FASE

DIAGNOSI DEI

DIAGNOSI DIAGNOSI EDUCATIVA DIAGNOSI DIAGNOSI

COMPORTAMENTI E

AMMINISTRATIVA E ORGANIZZATIVA EPIDEMIOLOGICA SOCIALE

DELL’AMBIENTE

E POLITICA Fattori

PROMOZIONE predisponenti Comportamenti

DELLA SALUTE e stili

di vita

Educazione

alla salute Fattori Qualità

rinforzanti Salute della

vita

Definizione Ambiente

del

piano e delle Fattori

politiche

di intervento abilitanti

VI FASE VII FASE VIII FASE IX FASE

IMPLEMENTAZIONE VALUTAZIONE VALUTAZIONE VALUTAZIONE

DELL’INTERVENTO DI PROCESSO DI IMPATTO DI RISULTATO

PROCEED

69 Prof. Pietro Berti

La Valutazione

70 Prof. Pietro Berti

“Verifica” e “Valutazione”

VERIFICARE: controllare, certificare l’esattezza

 e/o la regolarità di qualcosa

VALUTARE: confrontare, “giudicare con

 apprezzamento”

”la valutazione è un processo dinamico attraverso il quale

 un soggetto (CHI) esprime giudizi di valore, qualitativi e/o

quantitativi, nei confronti di un oggetto (COSA) in base a

criteri determinati, facendo riferimento a standard e

utilizzando metodi e strumenti appropriati (COME).”

71 Prof. Pietro Berti

La valutazione deve essere:

Utile

 Fattibile

 Accurata

 Appropriata

72 Prof. Pietro Berti

Le 3 tipologie essenziali di valutazione

Valutazione ex ante

 Riguarda la valutazione fatta preliminarmente alla stesura di un

progetto d’intervento; comprende la valutazione di contesto e di

struttura

Valutazione in itinere

 Anche detta monitoraggio, valuta se il progetto si sta svolgendo

come programmato

Valutazione ex post

 E’ la valutazione dei risultati; comprende la valutazione di efficacia,

efficienza, output e outcome

73 Prof. Pietro Berti

Ex ante: valutazione di contesto

Tramite la valutazione di contesto si viene a conoscere la

realtà sociale, politica ed economica all’interno della

quale è inserito il progetto. In questo tipo di analisi,

ricoprono particolare importanza le risorse e le carenze

della comunità che potrebbero facilitare (o ostacolare) il

progetto stesso, oltre che i bisogni del territorio. È utile

pertanto identificare i servizi, le istituzioni, le associazioni

che potrebbero essere interessate allo sviluppo

dell’intervento, prendere contatto con i leader di

comunità (formali e informali) e prevedere momenti di

incontro.

74 Prof. Pietro Berti

Da valutare anche la legittimità dell’intervento,

 ovvero:

il progetto si sovrappone a qualche altra

 realtà già esistente?

Se si, come sono i rapporti con essa, e come

 si prevede possano cambiare?

Ci sono istituzioni pubbliche pronte a

 riconoscere l’intervento?

75 Prof. Pietro Berti

Molti progetti falliscono perché….

Non è stata fatta la valutazione di contesto o è stata fatta

 male, pertanto:

Si è pianificato un intervento dove non ce n’era

 bisogno

Non si è tenuto conto di alcuni fattori collegati (es.: un

 consultorio aperto in orari non comodi)

Non si è creata a priori una rete di collaborazione

 Non si è indagato a priori le risorse già esistenti, e si

 è duplicato un intervento già presente

76 Prof. Pietro Berti

Ragioniamo sulla valutazione di

contesto..

Aprireste (e se si, dove) una gelateria nella vostra città/

1) paese?

Aprireste (e se si, dove) uno studio di psicoterapia?

2) Doveste programmare un intervento per ridurre la

3) disoccupazione nel vostro territorio, quali informazioni

andreste a ricercare?

Quali sono le condizioni favorenti e ostacolanti per un

4) programma a favore della promozione della

domiciliarietà di una persona anziana?

77 Prof. Pietro Berti


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Frau81

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Metodi e tecniche d’intervento in Psicologia di comunità per l'esame del professor Berti sui seguenti argomenti: Comunità,psicologia comunità, approcci teorici, contributo Kurt Lewin,prospettiva ecologica, criteri guida d'intervento, strategie cambiamento, metodi di ricerca, glistrumenti quantitativi e qualitativi, ricerca – azione, profili di comunità, progettazione, valutazione, rete sociale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Frau81 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e tecniche d’intervento in Psicologia di comunità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Berti Pietro.

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