METODI E GESTIONE DEL PROCESSO EDILIZIO: TEMI E ARGOMENTI TRATTATI
Federico De Carolis
NASCITA DEL MANAGEMENT
- Origine del termine “project management”
Il termine “progetto”/”project” deriva dal latino “pro-iacere” cioè proiettare, lanciare in avanti mentre “manager”
deriva probabilmente dalla locuzione latina “manu agere” che significa “condurre con mano i cavalli”.
Il Project Management Institute (PMI) definisce il project management come l’applicazione di conoscenze,
attitudini, strumenti e tecniche alle attività di un progetto al fine di conseguirne gli obiettivi.
- Dove e perché: origini del termine, concezione moderna e utilizzo negli USA
Il PM, benchè già utilizzato da civiltà antiche come in Egitto e nell’antica Roma per la gestione della costruzione
delle grandi opere monumentali e poi nel Rinascimento, nasce con la Rivoluzione Industriale nel campo
manifatturiero della produzione industriale in fabbrica. Nei primi anni del ‘900 Henry Gantt (inventore del
diagramma lineare delle attività/ “cronoprogramma”). Intorno al 1950/60 negli Stati Uniti d’America il termine
“project management” viene introdotto per i progetti nei settori speciali dell’aeronautica – sempre in America
nasceranno i primi diagrammi reticolari di tipo PERT e CPM.
Successivamente, tra 1970 e 1980 il termine sarà diffuso in moltissimi settori, soprattutto tra gli anglosassoni, e
poi ampliato in metodologia e tecnica grazie all’avvento dell’informatica. Il PM è tutt’ora in via di svilluppo.
- Differenza cantiere / fabbrica (unicità del manufatto e delle operazioni)
Il cantiere si differenzia dalla fabbrica per l’unicità delle operazioni e l’unicità del manufatto finale, nonché per le
condizioni mutevoli in cui si svolgono le attività e gli innumerevoli rischi.
- Concetto di trasferimento tecnologico (innovazioni tecnologiche di processo o di prodotto traslate nel
settore dell’edilizia, ma sviluppate in altri settori)
Anche il PM come molte altre tecniche/teorie/pratiche o innovazioni tecnologiche è nato in un settore, quello
industriale/manifatturiero per poi essere traslato nel settore dell’edilizia e in molti altri settori. Il traferimento
tecnologico consiste nel guadagnare conoscenze e metodi e poi applicarli in settori diversi da quello originale.
- Il riconoscimento internazionale, prima la ISO10006 e poi la ISO21500
La disciplina del project management è riconosciuta a livello internazionale con la pubblicazione della norma
ISO10006 “Sistemi di gestione per la qualità”, poi attualizzata nel 2012 con la ISO21500 “Guidance on project
management”, tradotta e recepita in italia nel 2013 come UNI ISO “Guida alla gestione dei progetti (project
management)” e rappresenta un insieme di metodi, tecniche e di “best-practices” cioè buone pratiche di
comportamento che, se seguite, dovrebbero portare alla buona riuscita di un progetto.
GANTT
Il diagramma di Gantt è uno strumento di supporto alla gestione dei progetti ideato nel 1917 dall’ing. Henry Gantt
Il diagramma di Gantt,
chiamato anche
diagramma a barre
schedulato, è uno
strumento che serve a
pianificare un insieme di
attività che,
generalmente, fanno
parte di un unico
progetto più complesso:
- Programmazione e scomposizione del lavoro sul piano cartesiano: sull’asse orizzontale si trova l’arco
temporale, con unità di misura dipende dal calendario del progetto (giorni, settimane, mesi) mentre
sull’asse verticale troviamo l’elenco delle varie attività.
- Scomposizione in attività elementari (“WP” work packages)
- Programmazione dei tempi: ogni attività è rappresentata da una barra colorata che va dalla data di inizio
a quella di fine. Emerge in modo chiaro e diretto la relazione tra le attività (contemporanee/sequenziali).
Inserite tutte le attività, si ha uno schema visivo di come è strutturato il progetto, di quali task vengono
prima, quali si accavallano e quali avvengono successivamente.
- Distribuzione e individuazione delle risorse impiegate nelle attività: l’utilizzo del Gantt come strumento di
pianificazione del progetto consente di avere una panoramica della timeline del progetto in modo da
poter vedere facilmente dove e quando viene utilizzata una determinata risorsa.
Con una struttura grafica così costruita è semplice capire, sin dalla prima occhiata se i processi si stanno
svolgendo nei tempi previsti e se l’andamento del progetto è in linea con la deadline.
PERT Program Evaluation and Review Tecnique
PERT sta per “Program Evaluation Review Technique” (metodologia sviluppata dalla Marina Militare nel 1957 per
gestire il programma di missili sottomarini Polaris), è un metodo di rappresentazione/analisi delle attività di un
progetto incentrato sulle date e scadenze importanti di un progetto, note come pietre miliari (“milestones”) e
porta verso il traguardo della scadenza finale (“deadline”).
Nel diagramma di PERT, il progetto viene tracciato su un diagramma di flusso in cui i nodi sono scadenze o punti
cardine e le frecce rappresentano attività dipendenti (sono esplicitate sia l’ordine che le dipendenze tra attività).
Le dipendenze sono rappresentate dai percorsi collegati che si spostano da sinistra a destra. Un’analisi
tradizionale PERT prevede in media tre scadenze diverse: la più breve, cioè la stima ottimale (stima
minima/anticipo); la più realistica, cioè la stima probabile; la stima pessimistica (ritardo massimo). Per questo
motivo il PERT viene anche detto “stima a tre valori”.
CPM Critical Path Method
Il CPM o “Critical Path Method”è un metodo per la determinazione della durata minima di un progetto
individuando le attività critiche che lo caratterizzano (la sequenza delle attività critiche determinano appunto il
percorso critico, dall'inizio alla fine del progetto). Nell'analisi del percorso critico risulta comoda una
rappresentazione delle attività di progetto in forma grafica (diagramma reticolare) dove vengono rappresentati i
vincoli di precedenza fra le attività stesse.
HARD SKILLS/SOFT SKILLS
Multidisciplinarietà del project manager: Il PM deve avere conoscenze che spaziano nei campi più disparati per
poter colloquiare con tutti gli stakeholders inclusi nel processo, oltre che capacità comunicative, di mediazione, di
team building, di guida e indirizzo, di organizzazione e razionalizzazione.
Le “hard skills” sono competenze che si possono insegnare e che possono essere valutate rapidamente,
basate su conoscenze teorico/tecniche
Le “soft skills” sono capacità/abilità legate alla personalità e alla propria attitudine che si possono
acquisire nel tempo e grazie all’esperienza personale/relazionale: comunicazione efficace, attitudine al
team-work, problem solving, leadership, gestione dello stress, capacità organizzative, precisione e
attenzione al dettaglio, intraprendenza, comunicatività
NORMATIVE PROJECT MANAGMENT
La normativa serve per omologare la terminologia tecnica, consentendo la comunicazione tra i vari operatori del
processo; serve a limitare le competenze degli operatori nelle singole fasi del processo
UNI ISO 21500:2013 Guida alla Gestione Progetti
La UNI21500 rappresenta il nuovo standard riconosciuto a livello internazionale della disciplina. La Norma
fornisce: i concetti di gestione progetti e il lessico per tutti gli stakeholder del settore; l’inquadramento
organizzativo, funzionale e di business dei progetti, stakeholder, vincoli, opportunità e ambiente; la struttura dei
processi di gestione progetti, che comprende cinque gruppi di processi (avvio, pianificazione, esecuzione,
controllo, chiusura) e dieci gruppi di aree tematiche.
Viene inoltre descritta la struttura dei processi e illustrata in particolare l’area di integrazione (project charter,
project management plan, direzione di progetto, controllo delle modifiche e chiusura). Vengono infine introdotte
le competenze di project management del personale, comprensive di: competenze metodologiche, competenze
di contesto e competenze comportamentali.
UNI ISO 10006:2018 Sistemi di gestione per la qualità; Linee guida gestione per la qualità nei progetti
La norma ISO10006:2018 fornisce linee guida per l’applicazione della gestione per la qualità nei progetti. Essa si
applica ad organizzazioni che operano su progetti di varia complessità, piccola o grande, di breve o lunga durata,
da un progetto singolo a parte di un programma o di un insieme strutturato (portfolio) di progetti, in differenti
ambiti, e a prescindere dal genere di prodotto/servizio o processo coinvolti, con il fine di soddisfare le parti
interessate al progetto mediante l’introduzione della gestione per la qualità nei progetti stessi.
UNI 10723:1998 Processo edilizio: Classificazione e definizione delle fasi processuali interventi edilizi
La norma definisce e classifica le fasi del processo edilizio e si applica agli interventi di nuova costruzione per
qualsiasi destinazione d'uso dell'edificio.
ENTI PER LA STANDARDIZZAZIONE E NORMATIVE
ISO: “International Organization for Standardization” – L'Organizzazione internazionale per la normazione è la
più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche. Sviluppa e pubblica
standard internazionali, cioè documenti che forniscono requisiti , specifiche, linee guida o caratteristiche che
possono essere utilizzate per garantire che materiali, prodotti, processi e servizi siano adatti al loro scopo.
CEN: “Comitato europeo di normazione” – è un ente normativo che ha lo scopo di armonizzare e produrre norme
tecniche “EN” in Europa, in collaborazione con enti normativi nazionali e sovranazionali come l’ISO. È il comitato
europeo responsabile della normalizzazione in tutti i settori eccetto quello elettronico e quello delle
telecomunicazioni. Gli standard europei prodotti dal CEN sono normalmente armonizzati e adattati dai singoli
paesi che li accolgono come per esempio l'UNI in Italia.
UNI: “Ente nazionale italiano di unificazione” è un'associazione privata senza scopo di lucro che svolge attività di
normazione tecnica. L’UNI si occupa di elaborare nuove norme in collaborazione con tutte le parti interessate;
rappresentare l'Italia nelle attività di normazione a livello mondiale (ISO) ed europeo (CEN) allo scopo di
promuovere l'armonizzazione delle norme, recepire norme EN o EN ISO occupandosi di tradurre; pubblicare e
diffondere le norme tecniche ed i prodotti editoriali ad esse correlati.
UNI 10723:1998 PROCESSO EDILIZIO
La UNI10723 definisce il processo edilizio in 3 sotto processi: decisionale, esecutivo e gestionale. Al processo
decisionale corrispondono le fasi di programmazione (detta anche di “meta-progettazione”) e progettazione; al
processo esecutivo la fase di realizzazione; al processo gestionale la fase di gestione dell’edificio.
- PROCESSO DECISIONALE: in fase di programmazione agli obiettivi da raggiungere si correlano i mezzi a
disposizione e i vincoli presenti a cui si deve far fronte; in fase di progettazione si individuano gli
interventi necessari per garantire la massima qualità dell’intervento – prescinde dalla fase precedente di
programmazione e configura quella successiva di realizzazione
- PROCESSO ESECUTIVO: consiste nella produzione del manufatto (in loco) e prefabbricazione (fuori opera)
- PROCESSO GESTIONALE: Il processo gestionale consiste di gestione corrente (cioè manutenzione
ordinaria), esercizio impianti e manutenzione (straordinaria).
DECRETO LEGISLATIVO D.Lgs 18 aprile 2016, n. 50
Il codice dei contratti pubblici è una fonte normativa vigente della Repubblica Italiana emanata con decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che regola la materia degli appalti pubblici di lavori, forniture, servizi e
concessioni, e dei relativi contratti pubblici [alla sua entrata in vigore, ha abrogato il precedente codice dei
contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163]. È stato modificato con il D.Lgs.56/2017 ed è
stato ulteriormente aggiornato con la Legge n. 55 del 14 giugno 2019 (conversione in legge del Decreto "Sblocca
cantieri").
Regola il processo edilizio in materia di contratti pubblici in attuazione delle direttive europee 2014/23-24-25 UE.
Il “codice degli appalti” è volto a garantire:
- Qualità delle prestazioni
- Rispetto dei principi di economia (sempre subordinato alle esigenze sociali e alla tutela di salute e
ambiente), efficacia, tempestività e correttezza
- Rispetto dei principi generali di libera concorrenza, parità di trattamento, indiscriminazione,
trasparenza, proporzionalità e pubblicità
APPALTO PUBBLICO
Un appalto pubblico è un contratto a titolo oneroso stipulato per iscritto tra una o più amministrazioni
aggiudicatrici (committenti/stazioni appaltanti) e uno o più operatori economici (appaltatori) avente per oggetto:
l'esecuzione di lavori, l’esecuzione oppure la progettazione esecutiva e l’esecuzione di un’opera, la fornitura di
prodotti (oggetto l’acquisto, la locazione finanziaria, la locazione o l’acquisto a riscatto, con o senza opzione per
l’acquisto, di prodotti) o la prestazione di servizi (con oggetto la prestazione di servizi diversi) ai sensi del D.Lgs.
18 aprile 2016, n. 50.
I lavori sono attività necessarie per la realizzazione di opere (i manufatti edilizi finali), che sono quindi il risultato
di una serie di lavori.
CODICE CPV
Il CPV (“common procedure vocabulary”) è un sistema di classificazione unico per gli appalti pubblici volto a
unificare i riferimenti utilizzati dalle amministrazioni e dagli enti appaltanti per la descrizione dell'oggetto degli
appalti voce per voce. Il vocabolario principale poggia su una struttura ad albero di codici che possono avere fino
a 9 cifre (un codice di 8 cifre più una di controllo), ai quali corrisponde una denominazione che descrive le
forniture, i lavori o servizi, oggetto del mercato.
LIVELLI DI PROGETTAZIONE
PROGETTO DI FATTIBILITÀ TECNICO/ECONOMICA
Individua tra più soluzioni quella con il miglior rapporto costi/benefici, con maggiori vantaggi per la
comunità e che meglio è in grado di soddisfare le esigenze della comunità. È basato su un’analisi dei costi
che si estende non solo ai costi di costruzione ma al numero di risorse, future entrate, costi di gestione e
manutenzione futuri. Il progetto di fattibilità tecnico/economica prefigura l’attività programmatoria
futura e sceglie la soluzione migliore da portare avanti (in base a collocazione spaziale, collegamenti,
tecniche, tempi). Sono documenti del progetto di fattibilità:
- la relazione generale
- la relazione tecnica
- le indagini e ricerche preliminari
- la planimetria generale ed elaborati grafici
- le prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani della sicurezza
- il calcolo sommario della spesa
- il quadro economico di progetto
- il crono programma dell'intervento
- il documento di fattibilità delle alternative progettuali, a esclusione dei casi di lavori che non
comportano nuove costruzioni
- lo studio preliminare ambientale, a esclusione dei casi di lavori che non comportano nuove
costruzioni o installazioni o impiantistica
PROGETTO DEFINITIVO
Individua tutti gli elementi necessari al rilascio delle autorizzazioni, è redatto sulla base delle indicazioni
del progetto di fattibilità tecnico/economica approvato e di quanto emerso in sede di eventuale
conferenza di servizi; inoltre sviluppa gli elaborati grafici nonché i calcoli ad un livello di definizione tale
che nella successiva progettazione esecutiva non si abbiano significative differenze tecniche e di costo.
Il progetto definitivo prevede i seguenti elaborati:
- relazione generale
- relazioni tecniche e relazioni specialistiche (geologica, geotecnica, idrogeologica, archeologica)
- rilievi plano-altimetrici e studio dettagliato di inserimento urbanistico
- elaborati grafici in scala 1:100 (almeno)
- studio di impatto ambientale se previsto da normative/studio di fattibilità ambientale
- calcoli preliminari delle strutture e degli impianti
- disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici
- censimento e progetto di risoluzione delle interferenze
- piano particellare di esproprio (solo se necessario)
- elenco dei prezzi unitari ed eventuali analisi
- computo metrico estimativo
- aggiornamento delle prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza
- quadro economico con l'indicazione dei costi della sicurezza
Se il progetto è posto a base di gara, invece del disciplinare descrittivo e prestazionale è presente un
capitolato speciale d'appalto ed uno schema di contratto, in cui è anche indicata la sede e i tempi di
redazione del progetto esecutivo; c’è inoltre un PSC – piano di sicurezza e coordinamento - (che il
coordinatore per la progettazione, su incarico del committente, deve redigere prima della fase esecutiva
in cantiere, ai sensi dell'art.100 del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro)
PROGETTO ESECUTIVO
Terza ed ultima fase di un progetto, redatto sulla base delle direttive fornite dal progetto definitivo,
rappresenta l'ingegnerizzazione di tutti gli interventi previsti nelle precedenti fasi di progettazione in ogni
particolare, rappresenta la fase più definita tecnicamente dell'intera progettazione.
Riporta in dettaglio ogni lavoro da realizzare, i relativi costi e il cronoprogramma da seguire.
Si compone di:
- relazione generale
- relazioni specialis
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-
Metodi visuali
-
Domande esame Metodi Numerici
-
Domande esame Metodi Numerici
-
Strumenti e metodi del progetto