1. SISTEMI DI POSIZIONAMENTO:
1.SISTEMA LORAN C (Long Range Aid to Navigation):
È un sistema di radionavigazione terrestre tramite onde radio LF (a bassa frequenza) che
sfrutta l'intervallo di tempo tra i segnali ricevuti da tre o più stazioni per determinare la
posizione di una nave o di un aereo.
Radiolocalizzazione iperbolico tramite ricezione contemporanea dei segnali emessi da
due stazioni (master e slave) per il calcolo del LOP (Line Of Position ramo di iperbole:).
L'intersezione di 2 LOP fornisce la posizione dell'imbarcazione.
Si misura la misura la differenza di fase tra il segnale della Master (Catanzaro) e una delle
tre Slave. Il luogo dei punti con uguale differenza di fase è un ramo di iperbole. Da due
rami di iperbole ottengo il punto nave.
La frequenza di lavoro è attorno ai 100 kHz. Ad ogni master, 4 slave Distanza entro 1000
miglia di distanza dal master Errore di 200 m o più.
2. G.P.S. (Global Positioning System):
Sistema satellitare che trasmette un segnale elettromagnetico su due frequenze portanti
L1 e L2 ad un segmento di controllo e al ricevente. I segnali provenienti da almeno 4
satelliti forniscono la localizzazione.
Lo Space Segment è composto da: 24 satelliti, posti su 6 diverse orbite inclinate di 55°
rispetto all'equatore ed equispaziate di 60° tra di loro, a circa 20000 km di quota, con un
periodo di rivoluzione di 12 ore; in ogni orbita si trovano 4 satelliti spaziati di 90 gradi.
Con tale disposizione in ogni punto della terra ed in qualsiasi istante sono visibili
contemporaneamente tra i 5 e gli 8 satelliti.
Il Control Segment è costituito da varie sezioni
• Master Control Station ed una di riserva top secret a Colorado Springs
• Alcune serie di stazioni con le antenne di trasmissione
• Alcune stazioni di monitoraggio disposte (circa) intorno all’equatore.
Lo User Segment prevede varie e differenti applicazioni, alcune di queste sono presentate
nell’immagine.
Errore di posizionamento:
Prima del 2000 codice militare (preciso) e civile errore di 100 (in modalità Attualmente
hanno tolto la limitazione per uso civile e la precisione media è di circa 5-20 metri. Per
migliorare la precisione posso usare una correzione differenziale (DGPS). una tecnica nella
quale si usano due o più ricevitori: uno su di un vertice di riferimento A (stazione base o
master) di posizione nota ed uno su B (stazione rover), solitamente in movimento che
occupa i punti di nuova determinazione. La stazione base calcola le correzioni e le loro
variazioni nel tempo, trasmettendole al ricevitore remoto (montato sull’imbarcazione). La
procedura può essere eseguita in tempo reale realizzando un collegamento tra le due
stazioni via radio modem o modem GSM. Il posizionamento differenziale può essere
applicato al range del codice (DGPS) oppure alla fase (RTK). Quest’ultimo differisce dal
metodo standard perché il dato fornito non necessita di elaborazione (e correzione
differenziale) in “postprocessing”, ma è disponibile e fruibile in tempo reale. Problema
RTK è che le due antenne si devono vedere per comunicare (quindi quando imbarcazione
perde contatto con antenna, la correzione si perde). Tale problema è stato risolto con PPK,
dove tramite correzioni in fase di post-processing riusciamo ad avere il dato RTK anche
quando le due antenne non comunicavano tra loro.
Accuratezza, precisone e risoluzione: 1
PRECISIONE Indica il grado di uniformità e riproducibilità di una misura, cioè
l’accordo tra una singola misura e una serie di misure dello stesso parametro
ACCURATEZZA è una misura dell’affidabilità, cioè della differenza tra il valore vero
e il valore più probabile tra quelli misurati
RISOLUZIONE è il più piccolo intervallo misurabile da uno strumento
2
. SISMICA A RIFLESIONE E RIFRAZIONE
La rifrazione e la riflessione dell'energia elastica sono fenomeni che si verificano
quando un pacchetto d'onde sismiche incontra una superficie di discontinuità
(stratigrafica, tettonica o, nell'ambito dello stesso litotipo, per variazioni di
compattazione, fratturazione, ecc.) tra due mezzi diversi. Le indagini di sismica a
rifrazione e/o riflessione consentono di definire lungo un profilo indagato, tramite
la velocità di propagazione delle onde di compressione e di taglio, le unità
litologiche presenti, la loro geometria (spessori e superfici di contatto) ed inoltre
consentono di stimare i valori dei moduli elastici dei terreni investigati.
La sismica a rifrazione è un metodo di indagine del sottosuolo che utilizza,
come la sismica a riflessione, le onde acustiche prodotte da una sorgente
opportunamente tarata, ma che hanno subito un fenomeno di rifrazione lungo le
superfici di discontinuità fisica e/o meccanica dei mezzi attraversati. Tale
metodologia si basa sull’analisi dei tempi di arrivo delle onde rifratte (first breaks)
che, elaborati tramite sistemi talvolta molto complessi (es. algoritmi di inversione
tomografica), permetteranno di individuare in profondità strati con caratteristiche
meccaniche migliori e di risalire ai moduli elastici dinamici dei terreni investigati.
La prospezione, molto utilizzata soprattutto in campo ingegneristico, prevede uno
stendimento di geofoni in superficie (generalmente in numero di 12 o 24) e
diversi punti di energizzazione. All' atto di trasmissione dell'impulso elastico al
terreno viene avviato un registratore che permette di misurare il tempo
impiegato dalla perturbazione sismica indotta nel terreno a percorrere la distanza
tra la sorgente e i geofoni, disposti in punti equispaziati lungo il profilo (Fig. 3).
L'elaborazione di opportuni diagrammi spazio-tempo (dromocrone) condurrà alla
ricostruzione di un profilo del sottosuolo (in termini di disposizione geometrica e
di caratteristiche meccanico-elastiche dei litotipi presenti al di sotto della zona di
indagine) in grado di evidenziare le velocità di trasmissione delle onde elastiche
per i diversi corpi attraversati. A differenza del profilo sismico a riflessione,
quindi, il prodotto finale non sarà una riproduzione (più o meno fedele!) delle
geometrie, delle strutture e delle successioni stratigrafiche presenti nel
sottosuolo indagato; sebbene conterrà dettagliate informazioni circa i parametri
geomeccanici e geotecnici (utili ad es. nella valutazione della risposta sismica di
un sito, o nella ricostruzione dei limiti stratigrafici), fornirà informazioni circa la
velocità e la profondità delle superfici sismiche, ma la geometria e la disposizione
spaziale dei riflettori non sarà di chiara ed immediata interpretazione.
La sismica a riflessione analizza i tempi che intercorrono tra l'istante di
generazione di un impulso elastico e l'istante di ricezione in superficie, dopo una
o più riflessioni da parte di altrettante superfici riflettenti. Tale metodologia
sfrutta le proprietà elastiche del terreno: ogni superficie che marca un passaggio
litologico, sia essa di carattere stratigrafico o tettonico, rappresenta una
discontinuità in grado di riflettere parte dell'energia sismica indotta nel
sottosuolo. I raggi sismici generati dalla sorgente (S), si rifletteranno sulle
interfacce che separano i diversi corpi presenti nel sottosuolo (caratterizzati da
differenti litologie, differenti proprietà fisiche, etc..); i segnali riflessi, registrati in
superficie da appositi ricevitori (geofoni o idrofoni, a seconda che si stia
conducendo un’indagine delle aree emerse o di quelle sommerse) ed
opportunamente elaborati, permetteranno di produrre delle sezioni sismiche in
grado di mettere in evidenza l'esistenza di orizzonti caratterizzati da diversa
impedenza acustica, di determinarne la profondità, di studiarne la geometria e di
trarre elementi di giudizio sulle caratteristiche strutturali dell'area indagata. 3
La sismica a riflessione può essere eseguita con la metodologia MONOCANALE o
MULTICANALE. La differenza fra questi due tipi di indagine risiede nel numero di
volte che ogni singolo punto del sottosuolo risulta indagato.
Con la riflessione monocanale, si ottiene la copertura singola che consiste
nell’indagare ogni punto una sola volta nel corso del rilievo.
Con la riflessione multicanale lo stesso punto viene indagato più volte ottendo
così una ritondanza di dati che sono utili per indagare più profondamente e in
dettaglio la zona interessata permettendo di eliminare l’eventuale rumore dovuto
all’acquisizione dei dati.
(essendo randomici possono essere ridotti con una sovrapposizione di più
immagini sismiche). In questa possiamo individuare un CDM
flow-chart per l’elaborazione sismica multicanale.: I passi fondamentali
nell’elaborazione sismica multicanale sono:
1) Sorting (riorganizzazione delle tracce da shot a CDP o punto di riflessione
comune);
2) Gaining (applicazione di un guadagno d’ampiezza per controbilanciare l’effetto
dell’attenuazione dell’onda nel suo percorso);
3) Analisi di velocità per poter correggere l’effetto del differente tempo di arrivo
delle riflessioni nel CDP (punto 4);
4) Correzione di NMO (riporto delle tracce a offset 0);
5) Stack (somma delle tracce per lo stesso CDP);
6) Migrazione 4
è possibile raggruppare le tracce sismiche in famiglie= GHATER che prenderanno
il nome di
SHOT GAHTER: se provengono da una stessa sorgente acustica;
COMMON OFF SET: se comprendono lo stesso of set di dati;
CDP GHATER : che sono riferite a stessi punti sulla superficie.
Abbiamo una relazione che permette di correlate TEMPO / DISTANZA
1. se x(distanza tra sorgente e idrofono) <<< H il tempo di arrivo sarà
pochissimo quindi veloce. t=(2Hi)/vi 2. se x >>> H il tempo di arrivo sarà
tanto quindi lento.t=x/vi
3. se x = H il tempo di arrivo sarà
definit dall’equazione di un’ iperbole:
t=x^2/v^2 +(4Hi^2)/(vi^2 ) . i dati
verrano plottati ungo un ramo di
iperbole che mostrerà il fold=
copertura del dato, ossia quante volte
viene investigato uno stesso punto.
linea sismica è l’insieme di più
tracce sismiche che sono le più veloci tra le onde genrate da un terremoto
e dunque le prime che vengono avvertite da una dtazione sismica posta in
superficie(ONDE P).
QUESTO CI SERVE PER POTER EFFETTUARE UN LINE DROWING INTREPRETATIVO
PER EPLORARE LE GEOMETRIE DEL SOTTOSUOLO:
Un profilo sismico è costituito da tracce senza offset cioè che abbiano sorgente e
ricevitori nella stessa posizione.
• La riflessione (evento) ha un tempo doppio (andata e ritorno del segnale)e
un’ampiezza
• Ogni riflessione (evento) è rappresentato come un’ondina
All’interfaccia tra due strati possiamo scomporre l energia cdell’onda che li
attraversa. Dobbiamo considerare l’impedenza del materiale che è
direttamente correlata con il coefficente di riflessione
L’IMPEDENZA ACUSTICA= capacità di un materiale di resistere al passaggio di
un onda acustica. Questa si calcola come Z (impedenza acustica) = V (densità x
velocit 5
Coefficiente di Riflessione R= ampiezza dell’onda riflessa/ampiezza dell’onda
incidente
Vedi coefficiente di trasmissione 6
2.1 :DISTURBI E ANOMALIE DEI SEGNALI SISMICI:
1)Riflessioni multiple
Si tratta di riflessioni generate da onde sismiche rimbalzate più
volte tra due superfici riflettenti presenti nel sottosuolo. Tale
fenomeno si verifica quando le onde sismiche attraversano
corpi geologici caratterizzati da una grande variazione
dell’impedenza acustica, quindi limitati da interfacce da un alto
coefficiente di riflessione.
Nell’esempio di Fig. 20 si ipotizzi un impulso acustico generato
da Pn, che subisce in R una riflessione sull’interfaccia A; dopo
un certo tempo t1 l’onda, che avrà effettuato il percorso Pn R
Gn, verrà registrata in Gn rivelando la presenza del riflettore A.
Dopo un tempo t2, il ricevitore Gn registrerà la riflessione
dell’onda che, subita in N la riflessione, avrà effettuato il
percorso Pn N Gn ed il cui tempo di arrivo ci segnalerà la
presenza dell’interfaccia B. Nel caso in cui la prima interfaccia
attraversata (A) sia caratterizzata da un alto coefficiente di
riflessione (si consideri, ad esempio, che il primo mezzo
attraversato sia una colonna d’acqua e A il fondo del mare) può
accadere che l’onda prodotta rimanga “intrappolata” nel primo
mezzo subendo riflessioni successive in R1, R2 ed R3, per
essere finalmente registrata in Gn, dopo aver effettuato il
percorso Pn R1 R2 R3 Gn. Poiché il tempo impiegato dall’onda per effettuare tale percorso è lo
stesso che avrebbe avuto effettuando il percorso percorso Pn Rm Gn ed il ricevitore Gn è in
grado di registrare il solo tempo di arrivo dell’onda, indipendentemente dal percorso effettuato,
il verificarsi di tale fenomeno può generare un orizzonte (Am) che, di fatto, non esiste ma che è
stato prodotto da una riflessione multipla.
Caratteristiche di una riflessione multipla :
• La riflessione è regolarmente localizzata ad
una profondità doppia rispetto al primo riflettore
(solitamente il fondo del mare, poiché è nei profili
sismici acquisiti a mare che si il fenomeno di
verifica con maggiore evidenza);
• Il falso riflettore ricalca la morfologia del fondo
mare , ma ne amplifica le pendenze;
“si sovrappone”
• L’orizzonte ai segnali reali
sottostanti;
• Si osservano segnali continui e ben evidenti anche
a profondità elevate;
• Se il contrasto di impedenza acustica è molto
elevato (es. fondo mare), la riflessione multiplo
può ripetersi più volte sempre ad intervalli
regolari (nell’esempio di Fig. 21 si osservano ben 2 riflessioni multiple
Il processing di deconvoluzione può eliminarle ma verrà eliminato in parte anche il dato reale.
Possiamo avere varie tipologie di riflessione multipla:
- multipla “normale” se una delle due interfacce è la superficie libera e l’altra è il fondo mare;
- peg-leg riflessioni all’interno del sottofondo (in genere sempre con il fondo mare;
7
- ghost effetto a metà tra il ringning e la multipla: ? vedi inter
2) iperboli di diffrazione
La diffrazione è un fenomeno che si verifica quando un’onda sismica colpisce un punto di
discontinuità di un orizzonte, ad esempio il bordo di una faglia (Fig. 22); in accordo con il
principio di Huygens questo si comporterà come una sorgente puntiforme di onde sferiche
secondarie che si propagheranno all’interno del mezzo dando origine ad una serie di falsi
segnali, chiamati iperboli di diffrazione, che si
sovrapporranno alle riflessioni reali (Fig. 23).
Caratteristiche di un’iperbole di diffrazione :
• Forma tipicamente iperbolica;
“si sovrappone” “si incrocia”
• E’ un segnale che e con
i segnali reali sottostanti;
• Il vertice dell’iperbole si trova in corrispondenza del
punto che l’ha generata;
• Si genera frequentemente in corrispondenza di
faglie;
• Unendo i vertici di una serie di iperboli si può
ricostruire idealmente il piano di faglia che le ha
generate.
3) Esagerazione verticale:
caratterizza generalmente le registrazioni di sismica monocanale ad alta risoluzione; per
discriminare anche le più piccole discontinuità stratigrafiche e strutturali, si effettua un’elevata
esagerazione verticale della sezione sismica, che mostrerà l’asse delle ordinate più espanso di
quello delle ascisse. Tale artificio genererà pendenze apparenti enormemente più grandi di
quelle reali, effetto di cui si dovrà tener conto in
fase di interpretazione.
4) Ringing:
è un disturbo causato dall’assorbimento e dalla
risonanza dell’impulso acustico emesso dalla fonte
energizzante. Frequentemente riconosciuto nei
profili sismici acquisiti a mare, dà luogo ad una
serie di superfici riflettenti che si ripetono con
regolare spaziatura sul fondo del mare (Fig. 24). Il
ringing è più forte per i maggiori salti di impedenza
acustica; dato che il primo picco è il più energetico,
in profondità (al diminuire dell’energia), il segnale
tende a pulirs 8
Geometrie apparenti e geometrie reali: quando le onde sismiche intercettano particolari
geometrie come le pieghe, siano esse antiformi che sinformi, il segnale registrato può riprodurr
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