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METABOLISMI TESSUTO SPECIFICI

Cascata di rilascio di ormoni in seguito all’arrivo di un segnale del Sistema Nervoso Centrale all’Ipotalamo. Il

SNC è sottoposto a stimoli (dolore, paura, ipoglicemia, infezioni, emorragia)

 In ogni tessuto endocrino lungo la via, uno stimolo prodotto a livello superiore viene ricevuto e

amplificato, e produce il rilascio dell’ormone successivo nella cascata.

 La cascata è sensibile alla regolazione a diversi livelli mediante una regolazione a feed-back operata

dall’ormone finale (in questo caso il cortisolo, definito anche ormone dello stress, la cui

concentrazione va dai ng ai mg).

 Il prodotto controlla quindi la sua stessa produzione, analogamente a quanto accade nella

inibizione delle vie biosintetiche all’interno di una singola cellula.

FEGATO

EPATOCITA

Il NADPH è anche un cofattore essenziale nella detossificazione e nell’eliminazione di molti farmaci e di altri

xenobiotici metabolizzati dal fegato. Inoltre viene utilizzato anche nella sintesi di alcuni prodotti.

Di norma gli epatociti usano come fonte energetica di preferenza gli acidi grassi.

Durante il digiuno prolungato, il cuore ricava fino ad un terzo dell’energia di cui ha bisogno dai corpi

chetonici, mentre il cervello può ottenere dai corpi chetonici fino al 60-70% del suo fabbisogno energetico.

IL FEGATO SI COMPORTA COME UN CENTRO DI DISTRIBUZIONE IN TUTTO IL CORPO

 Esporta sostanze nutritive nella corretta misura ad altri organi.

 Annulla le fluttuazioni nel metabolismo determinate dalla intermittente assunzione del cibo e

trasforma i gruppi amminici in eccesso in urea ed altri prodotti che vengono eliminati dai reni.

 Nel fegato vengono anche conservati alcuni nutrienti come la vitamina A e il ferro.

 Il fegato partecipa anche alla detossificazione di composti organici estranei all’organismo, come

farmaci, additivi alimentari, conservanti ed altri possibili agenti dannosi privi di valore alimentare.

 La detossificazione comporta spesso l’ossidrilazione di questi composti organici relativamente

insolubili mediante processi che dipendono dal cit. P-450.

 L’ossidrilazione è necessaria per rendere questi composti solubili in acqua, in modo che possano

essere ulteriormente modificati ed escreti.

 Sintesi di proteine plasmatiche (tranne immunoglobuline).

TESSUTO ADIPOSO

 Nel tessuto adiposo bruno ( grasso bruno ) il disaccoppiamento della fosforilazione ossidativa

genera calore.

 I mitocondri del grasso bruno contengono un canale per i protoni conosciuto con il nome di

proteina disaccoppiante, (prodotto del gene UNC1) la Termogenina responsabile della

termogenesi di questo tessuto.

 Il flusso di protoni porta alla dissipazione del gradiente protonico presente attraverso la membrana

mitocondriale interna.

 Questo processo consente all’ossidazione del substrato di procedere e di generare calore senza

sintesi di ATP.

DISTRIBUZIONE DEL TESSUTO ADIPOSO BRUNO IN UN NEONATO

 Nel feto umano il differenziamento dei fibroblasti “pre-adipociti” in tessuto adiposo bruno inizia

alla ventesima settimana di gestazione e al momento della nascita costituisce l’1% del peso

corporeo.

 I depositi di grasso bruno sono localizzati dove il calore generato dalla termogenesi può assicurare

che i tessuti vitali come i vasi sanguigni che portano sangue al cervello, i principali vasi addominali e

i visceri, tra cui il pancreas, le ghiandole surrenali e i reni- non si raffreddino al momento in cui il

neonato entra in contatto con un ambiente più freddo.

 Subito dopo la nascita ha inizio lo sviluppo del tessuto adiposo bianco mentre quello bruno

comincia a scomparire.

TESSUTO MUSCOLARE

I MUSCOLI UTILIZZANO ATP PER COMPIERE UN LAVORO MECCANICO

 Il metabolismo che avviene nelle cellule del muscolo scheletrico, i miociti, è specializzato a

produrre ATP come fonte di energia immediatamente disponibile per la contrazione muscolare.

 Il tessuto muscolare può essere suddiviso in due classi che si differenziano in diversi modi in cui

utilizzano l’energia e per differenti ruoli fisiologici.

 Le fibre muscolari lente (o rosse) capaci di produrre tensioni muscolari relativamente basse, ma

sono molto resistenti alla fatica. Producono ATP attraverso la fosforilazione ossidativa e sono molto

ricche in mitocondri.

 Le fibre muscolari veloci (o bianche) che possiedono un numero minore di mitocondri, ma sono in

grado di produrre tensioni muscolari elevate in tempi molto brevi. Utilizzano rapidamente ATP e

non riescono a rigenerarlo in maniera altrettanto veloce.

La fosfocreatina costituisce una riserva ad alta energia per la formazione di ATP

Fosfocreatina = “tampone” dell’ATP in cellule che contengono creatina chinasi

Il segnale dell’ATP cambia poco durante l’e

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Scienze biologiche BIO/10 Biochimica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rityanel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biochimica e biologia molecolare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Spina Vittoria.
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