Meningite meningococcica
I meningococchi patogeni sono parassiti obbligati dell’uomo e possono causare vari tipi di infezione: limitata al solo nasofaringe, con sintomi locali o asintomatica; invasiva, con setticemia che frequentemente si accompagna alla comparsa di un esantema maculo-papulare a carattere emorragico; meningea.
Contagio e sintomi
La meningite meningococcica è la forma più grave delle infezioni meningococciche. Il meningococco si può contrarre per contagio semidiretto aereo, in genere nelle collettività (scuole, caserme ecc.), respirando goccioline di saliva infette emesse da un soggetto malato o portatore. Il germe si localizza dapprima nel nasofaringe per poi raggiungere le meningi per diffusione ematica o per via linfatica.
A livello meningeo, il meningococco determina con l’endotossina lipopolisaccaridica un’azione dermonecrotica e sviluppa invasività grazie all’azione antifagocitaria degli apteni polisaccaridici. La meningite meningococcica (o meningite cerebrospinale epidemica) insorge bruscamente con febbre, cefalea intensa, nausea e a volte vomito, rigidità nucale e spesso esantema (rash petecchiale).
Possono seguire spesso delirio e coma, ma si verificano anche casi fulminanti; la letalità in storia naturale è di circa il 50% e scende al disotto del 10% in presenza di idonea terapia. Esiste un vaccino costituito dal polisaccaride dei gruppi A e C.
Diagnosi e trattamento
Nella meningite meningococcica e nella blenorragia viene di norma effettuato l’esame microscopico diretto sul liquor o altro materiale purulento per repertare diplococchi Gram-negativi. Ma la certezza diagnostica si ha con reazioni di immunofluorescenza e innanzitutto con l’esame colturale mediante semina del materiale infetto in agar-cioccolato e successiva identificazione.
Sono disponibili sonde DNA per l’individuazione diretta del microrganismo nel materiale patologico. I chemioantibiotici usati per il trattamento sia della meningite epidemica sia della chemioprofilassi della blenorragia sono le penicilline, le cefalosporine di terza generazione (ceftriaxone, cefotaxima) e la spectinomicina nei pazienti allergici ai beta-lattamici.
Un vaccino contenente polisaccaridi capsulari purificati di meningococchi dei gruppi A, C, Y e W-135 è consigliato in gruppi a rischio di contagio o in periodi epidemici.
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