Medicina nucleare
La medicina nucleare è una branca della medicina che si avvale di radionuclidi (isotopi radioattivi) a scopo diagnostico, terapeutico ed anche per la ricerca. È una metodica di tipo funzionale, e permette un'indagine in vivo di processi biologici, fisiologici e patologici (infatti non può essere utilizzata nei tessuti morti), a differenza di una radiografia o di una TC.
Radionuclidi e radiofarmaci
I radionuclidi utilizzati sono molecole intelligenti, definiti anche radiofarmaci e costituiti da due parti:
- Un isotopo radioattivo in grado di rilasciare il segnale che può essere facilmente rilevato;
- Un farmaco per un target specifico (ecco perché è “intelligente”). È semplicemente un carrier dell’isotopo radioattivo.
Se il paziente non ha un circolo attivo, il farmaco non può essere portato nella sede di interesse (ecco perché deve necessariamente esserci vita).
Principi della medicina nucleare
A differenza della radiologia convenzionale, la medicina nucleare non ha tubo radiogeno ma le radiazioni vengono iniettate in circolo, veicolate dal farmaco ed emesse dall’interno del corpo, per poi essere rilevate dall’esterno. Si utilizza comunque il principio della tomografia, ovvero permette di creare una serie di sezioni e di ricostruire le varie fettine sui tre piani dello spazio (assiale, coronale, sagittale).
Inoltre, la radiologia si avvale di radiazioni X, mentre nella medicina nucleare si utilizzano radiazioni gamma. I vari tipi di radiazioni utilizzati in diagnostica e trattamento sono:
- Radiazioni X, che provengono dall’eccitazione di elettroni nei vari orbitali.
- Radiazioni nucleari:
- Alpha: pesanti, derivano dall’atomo di He e non riescono ad attraversare un foglio di carta. Inizialmente non erano utilizzate, ma oggi possono essere adibite in alcune forme di carcinoma prostatico in stadio avanzato resistente alla castrazione farmacologica;
- Beta: hanno una penetranza di pochi cm. Vengono utilizzate a scopo terapeutico (il radioiodio ne è un esempio);
- Gamma.
Vantaggi e sicurezza
La TC ha un limite di risoluzione dimensionale, per cui una lesione si vede solo quando è morfologicamente rilevabile. Con la medicina nucleare, invece, si può riconoscere un’alterazione funzionale prima ancora che appaia quella anatomica.
I radiofarmaci sono assolutamente sicuri e privi di reazioni avverse perché il farmaco è un carrier e non ha effetti terapeutici. Non si possono avere nemmeno reazioni allergiche ai radioisotopi. Ragion per cui non è giustificata nemmeno una valutazione renale. Si somministrano quasi tutti per via endovenosa, tranne lo iodio-131 (per os). Sono metodiche dannose, ma hanno lo stesso rischio delle radiazioni cosmiche alle quali siamo continuamente esposti, quindi vanno usate solo quando sono necessarie (come tutte le indagini diagnostiche).
Tipi di macchine utilizzate
Per sommi capi, si usano due tipi di macchine:
- SPECT (Single Photon Emission Computer Tomography), cioè una scintigrafia acquisita con una TC;
- PET (Positron Emission Tomography).