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Pallore e anemia

Per produrre i globuli rossi, alcune sostanze presenti nel midollo osseo (prodotte dai macrofagi, altre cellule endoteliali del midollo osseo o altre cellule come le cellule dello stroma, del sistema che tiene insieme il midollo osseo) producono degli ormoni, delle sostanze che servono a far maturare le cellule del sangue. Dalla cellula staminale pian pianino queste cellule si duplicano, maturano e diventano cellule mature del sangue.

Il ruolo dell'eritropoietina

Tra queste sostanze che stimolano la proliferazione ma anche la maturazione, cioè la differenziazione delle cellule del sangue, c’è una sostanza particolarmente interessante che anziché essere prodotta all’interno del midollo è prodotta dal rene. Si tratta di una sostanza che si chiama Eritropoietina. Il nome stesso sta a significare che agisce sulla eritropoiesi, che è quel fenomeno che determina la maturazione e anche l’incremento del numero delle cellule che maturando diventeranno globuli rossi.

Ci sono diversi stadi di maturazione: prima che diventino globuli rossi, devono sottostare a modificazioni incredibili. Una di queste è il fatto che queste cellule man mano che maturano, oltre a produrre emoglobina, perdono il nucleo. Quindi i nostri globuli rossi sono delle cellule senza nucleo, non sono più in grado di fare niente, hanno perso il DNA e praticamente si sono trasformati in piccoli sacchetti che contengono emoglobina. Il 90% del contenuto dell’eritrocita è l’emoglobina, quindi sono devoluti solo per quello, per il trasporto dell’emoglobina.

Cosa fa questa eritropoietina? Innanzitutto viene prodotta dal rene: ci sono delle cellule nella corticale del rene che risentono della pressione di ossigeno nel sangue e se questa pressione di ossigeno è cronicamente bassa c’è uno stimolo di produrre eritropoietina. E questa eritropoietina prodotta, va in circolo, entra anche nel midollo osseo e stimola la produzione di globuli rossi.

È ovvio che non è soltanto in condizione di diminuzione della tensione di ossigeno che viene prodotta eritropoietina: diciamo che ce n’è una quantità minima che viene prodotta costantemente, che serve a mantenere i livelli di emoglobina stabile. Per esempio, nel maschio ci sono circa 14 grammi di emoglobina; un po’ meno nella donna. Questo perché alla donna serve ciclicamente una certa quantità di globuli rossi e li deve ripristinare e questa perdita ciclica fa sì che nelle donne ci sia un grammo in meno di emoglobina.

Quindi il rene costantemente produce piccole quantità di eritropoietina a seconda appunto della quantità di ossigeno e anche della quantità di ossigenazione che arriva al rene e cerca di mantenere i livelli di eritropoietina.

Pallore e anemia

Se io ho una bassa emoglobina, il mio sangue sarà poco colorato, per cui determinerà un colore meno intenso della cute e delle mucose. Il pallore è appunto il colore chiaro della cute e delle mucose ed è dovuto ad un insufficiente irrorazione sanguigna, o meglio, è dovuto ad un insufficiente quantità di sangue che arriva oppure la quantità di sangue che arriva è normale, ma questo sangue contiene meno emoglobina. Quindi questo è dovuto ad una diminuzione dell’emoglobina oppure per una diminuzione del flusso sanguigno, per esempio vasocostrizione. Quindi quando si vede un paziente pallido non si deve dire “quello è anemico”, perché potrebbe essere un pallore dovuto a vasocostrizione.

L’anemia è una condizione in cui la quantità assoluta di emoglobina di un soggetto è diminuita. La diminuzione dell’emoglobina determina pallore cutaneo e delle mucose. Esempio: arriva un signore che ha avuto un incidente stradale, si è ferito e ha perso sangue. Viene ricoverato con una fasciatura, gli misurano la pressione ed è bassa: il medico dirà di fare subito un emocromo e vediamo che ha un valore di emoglobina. Dato che ha perso tanto sangue potrebbe essersi anemizzato.

Voi prendete l’accesso venoso, eseguite un prelievo e mandate l’emocromo al laboratorio analisi. Arriva il risultato, 14 grammi di emoglobina. Allora pensate “non si è anemizzato”, invece no. Quello è un risultato relativo non assoluto. Lui ha 14 grammi di emoglobina ogni decilitro di sangue. Il suo sangue in realtà non è 5 litri come dovrebbe essere, ma se ha perso 1-1,5 litri avrà 3,5 litri. Ma la concentrazione di emoglobina è sempre la stessa, quindi il valore relativo dell’emoglobina è lo stesso, ma in realtà se noi potessimo calcolare la quantità totale di emoglobina, cioè quella assoluta, trovereste che è diminuita, quindi il paziente sarebbe anemico.

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Scienze mediche MED/09 Medicina interna

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