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La mano giusta

Matilde e Lorenzo: alla bambina cade un sasso in una intercapedine e lei, con la sua mano cicciotta, non riesce a recuperarla. Allora valuta la situazione e chiede aiuto a Lorenzo, un suo compagno più piccolo. Il bimbo, alla fine, riesce nell'impresa.

N.B: i bambini sanno leggere e interpretare i problemi posti dal contesto, fare ipotesi, previsioni e organizzazioni per risolvere i problemi. In generale, il bambino precocemente non solo misura i rapporti tra le cose, ma manifesta anche la capacità di costruire relazioni significative con i coetanei.

Nidi e scuole come luoghi di cultura

La scuola è luogo educativo, di educazione, luogo dove si educa e ci si educa, di trasmissione di valori e saperi ma soprattutto luogo di costruzione di valori e saperi. È luogo culturale, dove si elabora cultura personale e collettiva. La scuola è per noi un luogo dove innanzitutto si trasmettono, si dibattono, si creano valori. Il termine educazione è dunque fortemente correlato al termine valore, dove educare è anche per alcuni aspetti educare i valori intrinseci ad ogni individuo e ad ogni cultura, per renderli estrinseci, visibili, consapevoli.

Cos'è un valore?

Una possibile definizione: "i valori sono gli ideali a cui aspira l’uomo nella sua vita"; i valori definiscono e sono tra i fondamenti delle società, sono dunque relativi e correlati alla cultura di appartenenza, la determinano e ne sono determinati.

Soggettività come interezza e integrità (valore olistico): il soggetto è una costruzione che si definisce in un contesto e in una cultura, il soggetto è unico e irripetibile; il rapporto tra soggettività e intersoggettività, tra il sé e l’altro, è una questione chiave per i nostri futuri.

Differenza: perché siamo individui e tutti diversi, la differenza può diventare un valore se riusciamo a creare un contesto, una cultura, una scuola delle differenza; a volte è dolorosa e scomoda, siamo più attratti dall’uguaglianza, l’unica prospettiva che può fare della differenza un valore è quella dell’integrazione, vuol dire entrare con delicatezza nella storia di ciascuno, ascoltarla.

Partecipazione: il sentirsi parte e partecipi, è un valore e una qualità della scuola, deve prevedere spazi, linguaggi, più organizzazioni e strategie che la rendono possibile, la partecipazione chiede che le finalità educative e pedagogiche vengano dichiarate ma nel contempo ha bisogno di indefinitezza e di spazi di possibilità.

Democrazia: il rapporto tra il soggetto e la comunità in cui esso vive può essere regolato e orientato in modo da esaltare i protagonismi o le deleghe, la scuola è correlata alla società in cui vive.

Apprendimento: è e può essere un valore se si coglie che l’apprendimento è un "luogo di relazione" che fa riflettere sull’educazione e fa cercare vie nuove nell’educazione e nella formazione, vuol dire orientarsi ad accogliere la complessità e l’imprevedibilità dell’apprendimento umano.

Gioco, divertimento, emozioni, sentimenti: riconosciuti come elementi essenziali per ogni autentico processo conoscitivo ed educativo; la conoscenza diviene allora valore per la sua forza di portare a una sintesi l’individuo e il suo contesto.

Cos'è formazione per le insegnanti?

È apprendere perché fanno le insegnanti, una formazione capace di pensare e agire con riferimento al divenire, al cambiamento.

Il prezzo giusto

Silvia, Riccardo e Alessandro: la prima ha difficoltà con i numeri, il secondo anche, mentre Riccardo usa bene i numeri. Riccardo per esplicare ai compagni quanto devono pagare utilizza questa tecnica: batte sull'oggetto il dito tante volte quanto indica il prezzo e poi conta ad alta voce. All'inizio Silvia ha difficoltà a pagare, ma poi servendosi della tecnica dell'amico riesce. Continua poi a giocare con una compagna e le spiega la tecnica usata.

Sulla natura dell’organizzazione

L’organizzazione è sempre pensata come una parte strutturante l’identità della scuola, che appartiene ai valori e alle scelte del progetto educativo. La scuola ha dedicato le sue energie ai programmi e alle tecniche d’insegnamento, trascurando la vasta rete di relazioni e comunicazioni che sono parte integrante dei processi di crescita e di apprendimento; l’organizzazione è stata relegata a ruoli secondari, con scarso riconoscimento della sua valenza dinamica, etica ed educativa. L’organizzazione, che decide condizioni di lavoro, tempi, spazi, compiti, processi decisionali, definisce le possibilità e le realtà di una scuola. La stretta alleanza tra l’impianto teorico e quello pratico-organizzativo consiste nella capacità di vivere questa alleanza come un rapporto dinamico in cui si influenzano, privilegiando un’intelligenza creativa. L’organizzazione è vista come la progettazione delle relazioni tra le sue parti, si valorizzano quindi i rapporti di interdipendenza, circolarità e scambio. Quando gli operatori sono chiamati a intervenire nella costruzione del progetto educativo, la pluralità e diversità dei punti di vista esistenti nel gruppo possono divenire risorse per influenzare la “realtà”, sono le nostre azioni che fanno la differenza (costruttori dell’esperienza).

La cultura organizzativa deve sostenere dinamiche comunicative che portino a sperimentare l’esistenza di costruire “mondi possibili”, cioè nuovi significati. I significati, i saperi si costruiscono, e il bambino è attore della propria vita. Quanto più la riflessione diventa un’operazione collegiale (grazie anche alla gestione dell’orario di lavoro) maggiori diventano le possibilità di approcci di lettura più dialogici che consentono di apprezzare le intenzionalità, i valori, i significati presenti nell’organizzazione. Per completare il discorso sull’organizzazione (pensata come progettazione di relazioni) bisogna menzionare anche: l’ambiente, la scelta di sostenere il lavoro a piccolo gruppo (compresenza), un orario di lavoro (inclusi tempi per la formazione), il calendario scolastico.

Una giornata a scuola, una quotidianità straordinaria

Il contesto viene considerato parte integrante dell’apprendimento e della conoscenza di ciascuno; a scuola il contesto scolastico e gli individui che lo abitano contribuiscono insieme a dare significato all’esperienza, così situazioni come attendere la mattina un amico, gli scambi comunicativi, i suoni, i profumi diventano espressioni di quella relazione tra individui e contesto che contribuisce a rendere significativa la propria relazione con il mondo. Malaguzzi incoraggiava a “fare una scuola amabile dove stiano bene i bambini, insegnanti e famiglie, è il nostro approdo”. Per le autrici ogni piccola parte del sistema educativo dovrebbe contenere i germi che rendono possibile il benessere dell’intero organismo-sistema (dentro a ogni parte c’è sempre rappresentato il tutto). Elemento fondamentale è la quotidianità, di solito ci si concentra sui prodotti dei bambini e meno sulle procedure.

Documentazione

Vengono fotografati bambini di 5 anni di mattina (prima dell’assemblea dove si decide cosa fare durante la giornata), anche in quel tempo diamo visibilità e spessore a concetti importanti come il ruolo dell’ambiente, l’immagine del bambino, il rapporto con le famiglie; leggere le immagini come una situazione di complessità morbida (è un ecosistema diversificato, dove il bambino è all’interno della collettività ma ha la sua privacy, un luogo sereno e amabile). Viene documentata l’entrata dei bambini, importanza all’aspetto della scuola, all’accoglienza come termine che sottintende ascolto, disponibilità, il saluto bambino genitore, la compresenza di insegnanti, i bambini si possono spostare da un’aula all’altra, “è importante non annoiarsi, la scuola non è una preparazione alla vita ma un pezzo di vita” (Bruner).

Documentazione e valutazione: quale relazione?

Il concetto di documentazione come raccolta di documenti è legato a un certo periodo storico e culturale; in ambito scolastico la documentazione viene elaborata nella sua valenza rievocativa, cioè come possibilità riflessiva. Il percorso educativo si rende visibile attraverso un’attenta documentazione dei dati relativi alle attività; i materiali vengono raccolti durante l’esperienza, ma la loro lettura e interpretazione avviene alla fine del percorso, quindi i documenti vengono utilizzati dopo, non durante il processo. Invece nella scuola reggiana la documentazione è parte integrante delle procedure.

La documentazione è parte sostanziale della ricerca di senso: sia per l’adulto che per il bambino capire significa riuscire ad elaborare una teoria interpretativa che dia senso alle cose del mondo. Qualsiasi teorizzazione ha bisogno di essere ascoltata, ed è in questo che si riconoscono i valori della pedagogia dell’ascolto. Come possiamo definire il termine “ascolto”? Come sensibilità a ciò che ci connette all’altro; ascolto delle emozioni come metafora della disponibilità, come sensibilità delle differenze; ascolto come verbo attivo all’ascoltare e ad essere ascolto che costruisce.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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