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Riassunto esame Media: Storia e teoria, prof. Ortoleva, libro consigliato Mediastoria, Ortoleva Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Media: Storia e teoria del professor Ortoleva, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente: "Mediastoria", Ortoleva . Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: medium: strumento destinato a emettere,trasmettere,preservare o ricevere un messaggio che può essere formato da parole, immagini, suoni, scrittura o da impulsi elettrici... Vedi di più

Esame di Media: Storia e teoria docente Prof. P. Ortoleva

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- Le reti sono indifferenti al contenuto trasmesso( analoghe alle

reti di trasporti)

3. Il broadcasting, le reti televisive

- Le reti radiotelevisive ottengono dallo stato il diritto a emettere

in una certa frequenza sulla quale inviano messaggi

- Le reti televisive, fino alla recente privatizzazione, sono state

soggette a regime di monopolio. In questi casi l’utenza paga il

canone,un incrocio fra una tassa e un abbonamento. Nel

sistema americano non è richiesto alcun pagamento agli

spettatori, ma le reti si finanziano attraverso le tariffe praticate

ai pubblicitari, vendendo così il pubblico degli spettatori.

Questo sistema può essere ampliato considerando anche l’area dell’hardware,

che è il più globale dei settori del mercato dell’ informazione.

La collocazione dei diversi media in queste aree si è venuta definendo

attraverso un processo storico,dipendendo solo in parte dalla loro natura

tecnica. Alla nascita di un nuovo medium corrisposto uno sforzo legislativo

volto a definirne la natura, che si è orientato ad estendere al nuovo medium le

regole elaborate per un medium preesistente. - Es. le reti televisive via cavo

sono un incrocio tra l’emittenza televisiva e la rete telefonica. Dovevano essere

trattate come vettori o come emittenti? Venne deciso di trattarle come

emittenti sperando di favorire un più rapido sviluppo del medium.

Lo schema di Pool mostra che il sistema dei media è attraversato da tensioni e

conflitti fra le aziende in concorrenza, ma più in generale tra i diversi settori

economici e istituzionali che lo compongono.

Cap.2, Fasi e cicli nella storia della comunicazione contemporanea

Il XIX e il XX secolo hanno assistito ad un processo di industrializzazione della

cultura di massa: le diverse forme di comunicazione sono state tecnicizzate e

sono divenute oggetto di procedure produttive di tipo industriale, attraverso un

processo contraddittorio e segmentato.

La storia dei media è segnata da periodi “esplosivi”, in cui le innovazioni

appaiono addensarsi e sovrapporsi l’una all’altra, e periodi “riflessivi”,nei quali

si hanno sporadiche innovazioni di rilievo.

1. 1830-1840: telegrafo,francobollo,macchina fotografica,tecniche di

tipografia rapida.

2. 1875-1895 ca.: linotype, macchina da scrivere, Kodak,

fonografo,grammofono, telegrafo, cinematografo, radiotelegrafia.

3. 1920-1935: stampa a rotocalco, telefotografia,fotocopiatrice, prime

sperimentazioni di televisione,cinema sonoro, cinema a colori.

4. 1975- ………

Affianco alle innovazioni tecnologiche in ogni periodo appaiono novità

organizzative e commerciali: sport da stadio, nuovi generi narrativi, agenzie

di pubblicità,libro tascabile, ma anche novità istituzionali: privatizzazione di

reti televisive, diffusione di sistemi televisivi via cavo, e anche nuovi prodotti

commerciali come le grandi industrie specializzate in

divertimento( videogame,theme parks).

Se si analizza in maniera approfondita le grandi ondate di cambiamento si

possono notare profonde relazioni fra i vari mezzi di comunicazione. D. Bell ha

definito le caratteristiche unificanti della nuova fase della tecnologia dei nostri

anni: - Digitalizzazione generalizzata,linguaggio unitario(bit

informatici)

- Tendenza alla miniaturizzazione, che consente di moltiplicare la

memoria e fornire apparecchiature leggere e mobili

- Moltiplicazione degli strumenti di riproduzione diretta

>Il cambiamento continuo della comunicazione moderna cela una dinamica di

cambiamenti ciclici,alla formazione delle fasi esplosive vengono date risposte

provvisorie: 1. L’evoluzione

complessiva dell’economia è un primo aspetto da considerare.

- Il periodo 1875/1895 corrisponde al fenomeno noto come

“grande depressione”, che colpì l’economia internazionale per

poi trasformarsi nella “seconda rivoluzione industriale

- Il periodo tra le due guerre si sovrappone alla fase di boom e

poi di contrazione in seguito alla crisi del ’29.

- La terza ondata si è aperta in corrispondenza della crisi

petrolifera.

Sono questi tre momenti di ristrutturazione generale dell’economia nel suo

insieme.

James Beninger attribuisce l’ondata di fine secolo al bisogno di ristabilire un

equilibrio: lo sviluppo dei mezzi di comunicazione servì da un lato a permettere

una riorganizzazione delle imprese,dall’altro a favorire lo sviluppo dei consumi

di massa. La crescita del giornalismo popolare,le riviste femminili,sono state

l’effetto delle pressioni della pubblicità,nuova forza motrice dell’economia.

Il periodo 1875/1895 vide lo sviluppo di nuovi mezzi quali il cinematografo e il

giornalismo popolare grazie al tempo libero che veniva creandosi con il nuovo

mercato. Questa fase è figlia dell’urbanizzazione, che portò gli immigrati a

vedere i mezzi di comunicazione come rimedio all’indebolirsi delle radici

culturali e strumento di divertimento. La fase attuale di rinnovamento ha visto

da un lato la riorganizzazione economica che ha portato le industrie della

comunicazione ad essere vere protagoniste, dall’ altro una crescita dei legami

tra le diverse economie del pianeta, che ha favorito lo sviluppo di forme di

comunicazione che tengono in contatto aree lontane.

2. Un secondo aspetto è il fatto che ognuna delle svolte significative è stata “di

sistema”, ha colpito ogni settore dei media. Ad esempio, lo sviluppo del libro

tascabile negli anni ’30 sarebbe stato impossibile senza lo sviluppo della radio

e del cinema. Ciascuna importante

innovazione rimette in discussione abitudini, equilibri e mercati,come una

reazione a catena.

>Anche l’approdo alle fasi riflessive ha una sua dinamica:

1. Se si guarda alla serie di innovazioni tecnologiche ci si rende conto che in

ogni fase si ha avuto uno scontro tra diversi procedimenti che miravano allo

stesso risultato. L’innovazione tecnologica è altamente selettiva,ogni nuova

tecnologia determina la scomparsa di tecniche che precedentemente

rispondevano agli stessi bisogni, e il mancato sviluppo di innovazioni

potenzialmente valide.

2. Dal punto di vista del consumatore, la pressione posta dalla rapidità

dell’innovazione tecnologica può diventare economicamente e

psicologicamente gravosa, e generare una reazione di chiusura.

3. L’innovazione incontra anche la resistenza delle stesse imprese. Dopo anni

di intensa innovazione le aziende avvertono il bisogno di sfruttare le novità che

hanno imposto,cercando di consolidare pienamente i risultati ottenuti con un

processo di lungo periodo. Infatti è in queste fasi che le innovazioni si sono

effettivamente affermate nell’uso ed hanno conquistato il pubblico. Inoltre le

fasi riflessive sono anche fasi di riorganizzazione istituzionale e legislativa del

sistema dei media: la definizione legislativa della “natura” dei media può

condizionare il futuro della tecnologia impiegata.

Cap. 3, Logica del ciclo:innovazione tecnologica,istituzioni

economiche e trasformazioni nel sistema dei media

Il concetto di ciclicità delle trasformazioni storiche dei media si scontra con dei

luoghi comuni:

a. Il determinismo tecnologico, la convinzione secondo la quale lo sviluppo

tecnico sarebbe la forza capace di guidare il mutamento sociale. La

tecnologia è vista come chiave di lettura della società, mentre nella

società non si ha nulla che spieghi l’innovazione tecnologica.

- Non si può sostenere che l’avvento di una società delle

informazioni sia la conseguenza degli sviluppi tecnologici in

corso,così come non si può affermare che un processo di

trasformazione sociale come lo sviluppo della domanda e della

circolazione delle informazioni si traduce n una domanda di

innovazione tecnologica.

b. Il secondo presupposto è che lo sviluppo tecnologico-scientifico sia

lineare ed ininterrotto,che ci sia una perfetta continuità tra la scienza e la

tecnica – “la scienza inventa,l’industria applica, l’uomo si

conforma”,motto dell’Expo di Chicago –

- In realtà il rinnovamento tecnologico ha carattere discontinuo:

nell’età contemporanea vi sono fasi di innovazione più intensa,

altre di stagnazione, e altre ancora di affermazione di

tecnologie introdotte in precedenza, così come l’economia

capitalistica è caratterizzata da cicli economici,che sono

elementi di discontinuità.

La mortalità delle tecnologie

Questa è una prima spiegazione della dinamica che porta alla conclusione delle

fasi di innovazione. Infatti il processo di innovazione è altamente

selettivo,ogni nuova tecnologia che si afferma determina il mancato sviluppo di

altre innovazioni potenzialmente valide, e la scomparsa di tecniche che in

precedenza rispondevano a bisogni analoghi.

Si può parlare innanzitutto di “mortalità infantile” delle tecnologie, ovvero le

tecnologie che non riescono ad affermarsi per la concorrenza di altre tecnologie

nuove, ed anche di”mortalità per sostituzione”,ovvero le tecnologie vecchie

che vengono rimpiazzate da altre nuove. Questo fenomeno

presenta grandi vantaggi per la salute dell’economia, in quanto è uno

strumento per rilanciare la domanda di beni di consumo.

a. Le tecnologie sconfitte hanno un costo di ricerca e sperimentazione, ancora

maggiore se è già stata tentato il lancio del prodotto sul mercato- costo di

promozione e distribuzione- Il cumularsi di questo

genere di sconfitte- è il caso della Philips negli ultimi anni- porta l’azienda

alla crisi e la porta a maggiore prudenza nel campo dell’innovazione. Inoltre

man mano che si moltiplicano le innovazioni in competizione cresce il

numero di consumatori danneggiati,colpendo così tutto il sistema, e

determinando quindi anche la caduta della fiducia sociale nell’innovazione.

Finora questi fenomeni hanno riguardato soprattutto le aziende del settore

dell’hardware, che però grazie all’ aver seguito con imprudenza le tecniche

di lancio ha accelerato i tempi dell’innovazione.

Quando muoiono tecnologie già radicate, nasce il problema della

b. disponibilità alla sostituzione e dei costi connessi. Tendenzialmente più

radicale è un rinnovamento tecnologico, più probabile è che chi lo effettua

vi rimanga fedele ed abbia un atteggiamento conservatore. Infatti maggiori

sono i costi determinati dall’adozione di un’innovazione, maggiore sarà la

tendenza a difenderne la validità e sfruttarla fino in fondo.

Ad esempio nel campo dei consumi personali alcune innovazioni hanno

carattere cumulativo -walkman, Tv Hd-, carattere sistemico- lettore Cd, in

quanto determina successive operazioni di acquisizione e sostituzione nel

campo dell’hardware e del software- carattere sostitutivo e carattere

puntuale.

Una volta elaborate ed introdotte sul mercato,le tecnologie vanno rese

pervasive e distribuite in modo efficace,favorendo soggetti capaci di gestire e

normalizzare l’innovazione, mentre in fasi innovative sono favoriti nuovi

soggetti. La Kodak,ad esempio,inventata da G. Eastman, è stata rivoluzionaria

alla sua nascita – 1888-, e in seguito ad essersi trasformata in una duratura

struttura industriale ha assunto il ruolo di fissatore degli standard in campo di

materiale fotografico, lasciando ad atre aziende il compito di introdurre

innovazioni. Le strutture e le logiche

organizzative delle grandi aziende sono in contraddizione con la

sperimentazione innovativa; le grandi aziende assumono una posizione di

freno e normalizzazione una volta che si è assestata la fase di innovazione.

Il governo dell’innovazione inoltre ha il problema di dover riuscire a prevedere i

reali sbocchi sociali di un’ innovazione. La radio,ad esempio,venne inventata

come strumento privato di comunicazione tra due punti e si trasformò in uno

dei mezzi più importanti di comunicazione pubblica,cos’ come il cinema

nacque come macchina di documentazione più veritiera della fotografia. Il

problema è che le tecnologie non agiscono sul mondo inanimato ma tra le

persone,e quindi devono sapersi adeguare alle reti dei rapporti sociali e

divenirne strumento,dando stabilità e sicurezza.

Cap.4 Le comunicazioni di massa dei paesi industrializzati

,

Maggiori momenti di trasformazione nel ventesimo secolo:

1875-1914: dal 1875 iniziò realmente il processo di industrializzazione della

1. cultura di massa, che coincide con la seconda rivoluzione industriale, che

però non procedette in modo omogeneo in tutti i settori della

comunicazione- la Kodak costruì un impero, il cinema nasceva artigianale-

Un fattore da tenere in considerazione è economico. Negli Usa ci fu una

rapida crescita dei bilanci pubblicitari, che fornì ai giornali di massa una

potenzialità di reddito più elevata. La nascita di un mercato degli apparecchi

di ricezione fece si che alcune industrie fecero ingenti investimenti nel

campo della comunicazione – Siemens -.

Molti dei media nati in questo periodo erano strumenti destinati alla

comunicazione non verbale(grammofono, fonografo, cinema muto,

fumetto),dove l’immagine mirava ad integrare o sostituire la parola, e così

facendo han determinato la fine di un’epoca: infatti nei quattro secoli

precedenti la sola forma di comunicazione era la stampa.

I nuovi media sembravano rispondere alle domande di un nuovo tipo di

pubblico, urbano semiletterato capace di orientarsi meglio con delle

immagini, capace più a seguire un film che un’opera teatrale per difficoltà

linguistiche. Ciò nonostante questo nuovo sistema era caratterizzato dalla

tendenza a sottolineare le differenze tra i ceti.

Ad esempio il cinema, nonostante fosse alla portata di tutti, i suoi fruitori

non si sentivano parte di uno stesso pubblico,al punto da frequentare luoghi

differenti( grandi sale,luoghi più economici, nickelodeon).

I nuovi media,secondo Mc Luhan, costituivano una “protesi dei sensi”, in

quanto permettevano di sentire suoni lontani nel tempo e nello spazio e di

vedere luoghi lontani come se fossero in loro presenza. Mezzi come il

cinema ed il telefono resero evidente quanto la vita quotidiana fosse

impregnata di tecnologia,così come anche il boom della luce elettrica.

2. 1914-1945: con la 1GM le innovazioni introdotte in precedenza conobbero

un cambiamento di segno, in quanto la generazione che si trovò a vivere la

guerra avvertì la necessità di nuove forme di espressione e aggregazione.

In questo periodo il controllo dei media venne centralizzato dall’autorità

politica,ponendo fine al carattere anarchico dei diversi settori: l’unificazione

e la centralizzazione non serviva solo a diffondere alcuni messaggi

propagandistici,ma soprattutto ad indicare che la nazione parlava con una

voce sola- lo sviluppo della radiofonia negli anni ’20 appare incomprensibile

senza l’esperienza della guerra-.

L a guerra determinò sia un’intensificazione quantitativa, in quanto il

sistema dei media divenne universale in Europa, sia qualitativa, il fatto cioè

che i mutamenti indotti dalla novità si presentarono come violenti e

traumatici.

Le caratteristiche principali del nuovo sistema sono:

a. L’unificazione del pubblico

b. Il ritorno dell’oralità

c. La razionalizzazione del controllo sui media

a. In Europa si verificò uno sforzo massiccio volto a negare i segni di

stratificazione sociale e ad omogeneizzare l’intera popolazione: la

politica delle comunicazioni di massa ebbe come fine principale la

produzione della massa,cioè l’unificazione della società. Il pubblico

subì una progressiva omogeneizzazione,come dimostra il fatto che si

cominciò a parlare di comunicazioni di massa. La novità più

caratteristica di questa rivoluzione è quella rappresentata dai mezzi

che si rivolgono a milioni di individui,ciascuno all’interno delle proprie

pareti domestiche,luogo privilegiato per la fruizione di spettacoli e

informazione.

b. L’emissione di messaggi verbali che raggiungessero in simultanea da

un’intera nazione era qualcosa di inconcepibile fino a pochi anni

prima. Le nuove tecnologie si concentrarono sulla parola parlata –

cinema sonoro, radio,magnetofono,microfono-. Questo permise al

poter forme di controllo sul contenuto dei media e diede la possibilità

di inviare messaggi verbali capaci di creare un’impressione di

presenza. Quest’oralità era capace di produrre e manipolare testi, di

creare un legame con un pubblico astratto.

c. In Europa si imposero ovunque ordinamenti monopolistici,retti dallo

Stato o da economie autonome rigidamente controllate dallo stato.

Intorno ai media nacquero così apparati dotati di grandi risorse e

capaci di coordinare il lavoro di migliaia di persone; diventò un vero e

proprio settore economico.

Pubblicità e propaganda hanno occupato un ruolo essenziale nello sviluppo dei

mezzi di comunicazione,raggiungendo piena maturità negli anni ’30. In seguito

alla 1GM l’apparato propagandistico si istituzionalizzò, divenendo parte

integrante della macchina statale: lo stato post-bellico riconosceva come parte

delle proprie funzioni quella di orientare il pensiero del paese. La funzione

principale della propaganda era la riorganizzazione globale e coordinata di

tutti gli strumenti di comunicazione, sia per impedire la circolazione di

messaggi difformi da quelli voluti, sia per consentire la massima rapidità nella

diffusione e della correzione delle linee elaborate. In seguito alla 2GM le

tecniche della propaganda politica si estesero a molti paesi di recente

colonizzazione, mentre in Europa e negli Usa le attività propagandistiche

avvertite come manipolatorie avrebbero conosciuto un progressivo declino,e la

propaganda sarebbe stata assorbita dal linguaggio della pubblicità

commerciale. La pubblicità

commerciale nella storia del capitalismo si è affermata come il principale

motore del sistema delle comunicazioni, nonché come tessuto connettivo del

sistema dei media.

3. 2GM - 1970: la guerra può avere diversi effetti sull’innovazione tecnologica:

un effetto di accelerazione,un effetto di freno. Lo stesso avvenne per la

televisione: a metà degli anni ’30 aveva raggiunto un livello relativamente

sofisticato, ma fu bloccata sul nascere,visti gli ingenti investimenti che

richiedeva nel settore elettronico. Riapparve solo dopo la guerra, dando uno

sbocco all’industria elettronica.

La Tv è stata un’ invenzione annunciata fin dalle origini della

radiodiffusione. Venne infatti progettata per fornire un prodotto audiovisivo,

omologo al cinema, e con le stesse potenzialità mostrate dalla radio. La

continuità tra Tv e radio è evidenziata da due elementi:

a. le stesse strutture organizzative che controllavano la radiofonia hanno

gestito l’introduzione e lo sviluppo della Tv;

b. il palinsesto televisivo si è presentato per decenni come la diretta

continuazione del palinsesto radiofonico.

Conseguenze dell’avvento della Tv

a. L’avvento della Tv produsse modificazioni nette sulla radio,grazie alla

sua capacità di raccogliere le intere famiglie intorno a sé riuscì a

soppiantarla in questo ruolo. La radio da medium universalistico si

fece,in pochi anni,medium specializzato,rivolto a gruppi sociali specifici:

divenne un medium che poteva accompagnare l’intera

giornata,rinunciando a produrre spettacoli per produrre ambiente.

b. La Tv permise agli Usa, paese-guida della cultura di massa occidentale,

di creare per i propri prodotti televisivi un mercato globale. L’età della Tv

è anche l’età della multinazionalizzazione dell’industria

culturale.

c. La Tv è riuscita superare le sue caratteristiche di sintesi tra radio e

cinema per porsi come la centrifuga del sistema dei media,capace di

inglobare forme di comunicazione di ogni genere.

d. La novità più importante è il superamento del carattere carismatico e

personalistico della leadership radiofonica,cinematografica, e l’affermarsi

di una retorica dell’oggettività.

Il sorgere di una cultura giovanile si presenta nel 1956, l’anno del dilagare

del rock ‘n’roll negli Usa, dove nel 1947 è stato fissato l’inizio del concetto

di Tv di massa. Si manifestò quindi una frattura netta nel continuum delle

generazioni per appartenenza di età. La generazione che per prima

manifesto l’esigenza di una cultura propria è la stessa che per prima si era

formata con la televisione.

Questo fenomeno è più facilmente comprensibile se si ricorda che la Tv

pratica un universalismo del consumo:si indirizza al’’intero corpo sociale,

trattando tutti alla pari,come potenziali consumatori. Questa generazione è

pertanto formata all’idea di un’ autonomia individuale nel consumo,che è un

diritto di tutti e che è indipendente dalla capacità produttiva e dal reddito

dell’individuo stesso. Va ricordato anche che la Tv ha creato uno spazio

specifico per forme di comunicazione specializzate,dando così vita a partire

dagli anni ’50 a linee di produzione rivolte a pubblici selezionati(adolescenti,

diversità etniche, localismi, confessioni religiose). Si sviluppò la ricerca dei

target sui quali risultava più conveniente investire.

I movimenti studenteschi del ’68 furono uno sbocco politico alle contraddizioni

che erano maturate nei dieci anni precedenti. Questi movimenti toccarono

anche il sistema dei media: sono stati il terreno di formazione di molti degli

intellettuali e dei professionisti che avrebbero guidato le sperimentazioni dei

nuovi media, e tentarono una propria politica della comunicazione che ha

lasciato tracce negli sviluppi successivi del sistema.

Un primo carattere di questa politica della comunicazione è la creazione di sedi

di comunicazione orale proprie del movimento studentesco in risposta

all’esigenza di una radicale democratizzazione della libertà di parola.

Un altro tratto distintivo è la volontà di rompere tutte le gerarchie proprie del

sistema dei media dominante. Questa esigenza si manifestò nel rifiuto di

accettare le forme di distinzioni fra forme di espressione alta e forme di

espressione popolare. Alla stessa esigenza è collegata la rottura dei tabù

linguistici.

Una terza esigenza è la diversificazione del pubblico: infatti la sostituzione del

pubblico di massa in istanze differenziate ma collettive, sembrava garantire

una comunicazione dotata di un volto.

Cap.5, La fase attuale del sistema dei media

4. 1975- ____ :questa fase di trasformazione può essere vista come una fase

di riassetto globale del sistema che tocca tutte le diverse forme di

comunicazione.

Novità tecnologico-organizzative:

A. La tendenza all’ibridazione fra diversi media, che è una tendenza globale

del mercato dell’informazione.

Un rapporto del Censis evidenzia altre forme di ibridazione oltre a quella

puramente tecnologica:

- ibridazione distributiva, un unico canale distributivo viene utilizzato per

forme di comunicazione diverse;

- ibridazione merceologica,diverse forme di comunicazione

vengono incorporate in un unico prodotto oggetto di un’unica

proposta d’acquisto.

- delocalizzazione,uno stesso prodotto culturale può circolare

attraverso i canali più diversi.

B. Con il diffondersi dell’elaborazione informatica il concetto di testo viene

messo in discussione. La possibilità di recuperare qualsiasi tipo di

informazione consente di trattare l’intero universo dei prodotti culturali

come un archivio che permette di connettere dati,suoni,immagini di

diversa provenienza. Inoltre ogni prodotto può essere trattato come una

stesura provvisoria di un lavoro continuamente modificabile.

C. La moltiplicazione e distribuzione di apparecchiature di riproduzione.

Tutti i prodotti del settore editoriale sono riproducibili al di fuori del

controllo delle aziende produttrici,minacciando così il copyright che è uno

strumento economico fondamentale per l’editoria.

Si sono anche modificati gli usi sociali dei mezzi di comunicazione. La massa

del pubblico appare più segmentata che in passato, e questa si traduce in

una trasformazione dei modi d’uso dei media. La frammentazione dell’uso

dei media e l’esigenza di mobilità personale han fatto sì che le varie forme

di comunicazione abbiano come vero referente il singolo individuo.

Cap.6, Sulla storia sociale dei media:il caso italiano

Nello studio della storia e dell’evoluzione dei media ciò che risulta più difficile è

chiarire le corrispondenze e i legami causa-effetto tra i media e la società. Negli

ultimi anni si sta facendo strada l’idea che vede nelle tecnologie della

comunicazione il vero motore delle trasformazioni storiche. Su questo tema si

confrontano due diversi modelli interpretativi:

1. I media si presentano come la vera variabile indipendente

della vita sociale,la macchina capace di indurre ai consumi,

di condizionare i comportamenti e di imporre i modi di

pensare, secondo una relazione lineare di causa ed effetto

tra i media e il mutamento sociale. I media vengono intesi

come modello di educazione, influenza,persuasione, per cui

la relazione tra media e società è comunque di potere: la

funzione delle comunicazioni di massa è sia pedagogica, sia

manipolatrice.

2. I media si presentano come espressione della società

civile,un luogo nel quale le istanze esistenti nel corpo

sociale trovino espressione. L’intervento pubblico si presenta

in quest’ottica come violenza sulle esigenze degli individui.

Due diverse concezioni della televisione,ad esempio:

1. Da un lato la tv è vista come strumento di un potere che attraverso di

essa plasmerebbe il corpo sociale, nonostante i suoi effetti siano

controversi,indiretti e difficili da misurare;

2. Dall’altro è vista come un mezzo che non ha bisogno né di controlli né di

legittimazione dall’esterno,ma si legittima nell’adesione stessa del

pubblico. Questa concezione spontaneistica nasce con lo sviluppo della

Tv commerciale: in questa si riconoscono gli ambienti politico-economici

vicini alla Tv commerciale e gli intellettuali convinti della fragilità della

tesi manipolatrice. Questi però,affermando che la Tv non fa che

esprimere i punti di vista già esistenti, negano le sue capacità di

manipolare le opinioni politiche: suppongo oche sia priva di effetti

quando si parla di politica,mentre sarebbe efficace nel caso dei consumi.

Nello studio della storia sociale in Italia è diffusa l’interpretazione secondo cui

fin dal dopoguerra il nostro paese sarebbe stato predestinato ad una crescita

dei consumi, ad un’omogeneizzazione dei comportamenti, all’abbandono delle

istituzioni sociali e religiose tradizionali in favore di un sistema di

comunicazione moderno, vedendo come motore di sviluppo la modernità. In

questa chiave, storia sociale e storia dei media diventano due aspetti

complementari della storia dello sviluppo. Questo periodo in Italia può essere

suddiviso in tre momenti:

a. Protostoria della comunicazione di massa, 1945(dopoguerra) - 1957(anno

in cui aumentano vistosamente gli abbonamenti televisivi):

il periodo è caratterizzato da forti resistenze al processo di

massificazione da parte dei cattolici e della sinistra. La massificazione si

presenta come rimedio al divario nord-sud nonché come preludio a

fenomeni caratteristici della modernità: la caduta della coesione

familiare, il materialismo,la scristianizzazione,

l’individualismo,l’appiattimento culturale. La radio ebbe una forte

crescita prima d cedere il passo alla Tv, mentre il cinema è considerato il

medium più popolare.

b. Massificazione, 1958 – 1973: in questo periodo di radicale mutamento

prese avvio il dominio della Tv,che si presenta come uno strumento di

unificazione culturale( nel 1960 era presente in oltre la metà delle case

italiane), e coincide con il boom economico degli anni ’58-’63.

Emergono nuovi modelli di consumo,incarnati dallo sviluppo dei

supermercati, ed il vero punto di riferimento simbolico è l’industria.

La divisione culturale fra le generazioni assume un’importanza pari

rispetto a quella tra le classi, e ogni forma di resistenza e tabù vengono

travolti. In questi anni l’esplodere

del broadcasting commerciale svela l’esistenza di un ricco mercato e di

una vasta domanda di divertimenti.

c. Gli anni rosa, 1974(anno in cui terminano i miracoli economici in

Europa)-1994: in questa fase si ha uno sviluppo meno intenso rispetto


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Riassunto per l'esame di Media: Storia e teoria del professor Ortoleva, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente: "Mediastoria", Ortoleva . Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: medium: strumento destinato a emettere,trasmettere,preservare o ricevere un messaggio che può essere formato da parole, immagini, suoni, scrittura o da impulsi elettrici codificati. Un medium è l’evoluzione di una soluzione tecnica a un problema di comunicazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fabio.dipi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Media: Storia e teoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Ortoleva Peppino.

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