Capitolo 1 – Le vie dello spazio
La comunicazione sulla lunga durata
Siamo arrivati a una terza fase della ricerca su Internet:
- Primo periodo dominato dall’entusiasmo per il nuovo e dalla febbre dell’utopia;
- Una seconda fase iniziata alla fine degli anni ’90 in cui ci si poteva accontentare di misurare la diffusione della rete;
- Nella terza fase il Web ha invaso il quotidiano e obbliga ad un’analisi profonda del mezzo, passando dalla descrizione del fenomeno alla spiegazione di esso.
È scorretto studiare Internet in sé o in opposizione ai vecchi media; è necessario diluire la storia del Web in un orizzonte culturale più lungo con radici più profonde. L’apertura alla lunga durata restituisce in modo più chiaro le costanti della comunicazione a distanza. Costante di fondo: comune insistenza sui modelli di spiegazione spaziali. Ogni diagramma spaziale ci mette all’ombra del potere che l’ha modellata. I modelli spaziali comunque non dicono tutto sulle reti di comunicazione, ma permettono la visione di essi in un punto di vista diverso, completo nel suo interno, anche se parziale nel complesso.
Le vie dello spazio
Le reti esistevano anche in passato anche se sono state soffocate da altre strutture verticali come le religioni, la scuola e le burocrazie. Esse sono sempre esistite e hanno permesso il processo di differenziazione, di apertura delle distanze e di condivisione delle risorse. Collegamento radiotelefonico di Londra del 1937 evidenzia una rete a grappolo; l’economia-mondo possiede sempre un polo urbano, una città al centro della logistica degli affari dove convergono merci, capitali, uomini, ecc.
Il modello che più di tutti ha cercato di spiegare la struttura a lunga durata è quello di Harold Innis, che ricerca sui media attraverso la storia dell’economia e il concetto di staple, cioè materia prima. Importanza delle materie prime e delle loro traiettorie per lo sfruttamento commerciale; ricostruire il ruolo delle infrastrutture di trasporto fino ad individuare nei vettori di spostamento gli elementi decisivi per il progredire di una civilizzazione. L’unificazione del Canada è avvenuta grazie allo spostamento alla ricerca delle materie prime; visione materialista. Sistemi di comunicazione come anch’essi materie prime del sistema.
Se una società si fonda sulla gestione dello spazio e del tempo, il suo equilibrio dipenderà in modo vitale dai media che assicurano il controllo di queste due dimensioni fondamentali. Due categorie di media:
- Leggeri: supporti facilmente trasportabili ma fragili e deperibili; prevalenza dello spazio, attraversano facilmente le distanze ma non resistono a lungo nel tempo. Specializzazione della burocrazia e emancipazione del mondo politico con formazione di una struttura imperiale ampia, di grande efficacia amministrativa ma di poca coesione spirituale;
- Pesanti: resistenti al tempo ma molto ingombranti; prevalenza del tempo, resistono per le generazioni future ma in modo ristretto perché non adatti a muoversi nello spazio. Poteri religiosi e continuità culturale, con formazione di civiltà ristrette dalla spiritualità più densa, stabile e condivisa.
La tendenza di un medium di essere leggero o pesante è decisivo per l’equilibrio della civiltà. Le reti scrivono solo metà della storia, l’altra metà è completata dalla volontà di potenza degli individui destinati ad appropriarsene; Innis parla di monopolio del sapere capace di stringere il nesso tra gestione del potere e comunicazione che è stata nella storia umana una costante.
Tempo: manipolazione del consenso e controllo della percezione soggettiva di passato e presente;
Spazio: rete di comando sul territorio e prolungamento delle funzioni amministrative.
Conflitto tra media orientati al tempo e media orientati allo spazio, alternanza tra accentramento e decentramento:
- Civiltà egizia: in bilico tra la grande portabilità del papiro e l’importanza religiosa e politica della pietra e dei geroglifici;
- Imperi di Babilonia: lacerati dall’uso della creta e l’importanza della pergamena;
- Civiltà greca: in crisi tra l’importanza dell’oralità e l’avvento devastante dell’alfabeto fonetico;
- Impero romano: grandissima estensione grazie al papiro che era però molto deperibile e quindi interesse verso la pergamena più duratura ma che si prestava a una circolazione limitata;
- Medioevo: in bilico tra la pergamena e l’avvento della carta molto più maneggevole ma anche meno duratura;
- Età moderna: dalla carta e la stampa alla radio, un mezzo orientato al tempo e non allo spazio come la carta.
Per Innis, Internet è un mezzo orientato allo spazio per via di un’azione di decentralizzazione del sapere analoga a quella svolta dalla carta. Modello orientato a sistemi puramente meccanici. Correzione del modello di Innis da parte di Peter Hugill: aggiornamento in media ad alto e a basso costo:
- Alto costo, accesso limitato = media pesanti;
- Basso costo, accesso partecipativo di più individui = media leggeri.
Limiti della visione di Innis:
- Schematizzazione della storia per fasi ideal tipiche, di passaggio brusco da un’età ad un’altra;
- Rischio connaturato al suo stesso modo di leggere la storia di modernizzare le epoche passate: esistevano i network ma nel quotidiano essi rimasero a lungo impenetrabili. Semplice cerniera amministrativa, ai margini del sistema.
Problema della lentezza degli spostamenti e del passaggio di informazioni; informazione rimane ostaggio delle distanze. Concetto di economia-mondo: per Braudel è un’unità organica in cui le reti di comunicazione sono fondamentali. Innis dice che ogni grande civiltà crea la propria economia-mondo che partendo da un centro si insinua fino a controllare la periferia del sistema.
L'accelerazione moderna
Storia dei media fatta di strappi e di salti in avanti nel tempo. Tre grandi momenti di accelerazione nell’esplorazione delle vie dello spazio:
- XVII secolo: telegrafo meccanico;
- Tra ‘800 e ‘900: tempo della trasmissione istantanea dovuta alla compressione elettrica, con il telegrafo elettrico e il telefono;
- Prende corpo con l’avvento di Internet.
Tutti e tre rispondono a una crisi di controllo: comune desiderio di dominare la realtà, addomesticarla, sottrarla agli arbitri della natura e renderla più prevedibile. Disincanto del mondo; spietato progetto di razionalizzazione dispiegato all’intero ventaglio delle esperienze a cui però corrisponde, nell’ambito della comunicazione a distanza, una pochezza di mezzi tecnici disponibili.
Campo dei media molto arretrato fino al XIX secolo. Limitato fino a tutto il XVIII secolo al telegrafo meccanico, sistema molto rudimentale con tempi di trasmissione molto lunghi, tecnologicamente povero e tuttavia fondamentale per il concetto di separazione dell’informazione dal trasporto materiale. La notizia diventa più veloce della materia, come diceva McLuhan: il messaggio poteva viaggiare più in fretta del messaggero.
Diffusione della telegrafia meccanica in Francia dimostra due aspetti fondamentali:
- Le diramazioni della rete si spingono prevalentemente verso le zone di confine: interesse non di seminare contenuti all’interno dei territori nazionali quanto di fluidificare la catena di comando e il governo delle province.
- Dipendenza della rete dal centro che ne ha animato la storia: logica dello sviluppo delle reti che caratterizzerà anche Internet.
Forza di inerzia del telegrafo meccanico: anche se era pronta la tecnologia elettrica ci fu un ritardo nella sua introduzione e si usò ancora il telegrafo meccanico; una rete di comunicazione può rallentare l’avvento di una tecnologia migliore: la storia non prosegue lungo sentieri lineari bensì su vie accidentali e casuali. Non vi fu nemmeno una grande diffusione del telegrafo meccanico perché vi era una grande arretratezza della tecnica rispetto alla complessità delle funzioni cui era investita: idea forte ma tecnologia debole.
La corrispondenza piena tra tecnica e funzione è un’eccezione alla regola. Metafora del bricoleur di Jacob: la selezione naturale non opera come un ingegnere ma come un bricoleur il quale non sa esattamente cosa produrrà ma recupera tutto quello che trova in giro. Nella storia dei media si vive quindi a due velocità differenti: una è quella dell’innovazione tecnica e l’altra è quella dell’investimento della funzione sociale a quella tecnica che però non vanno di pari passo.
L’interciclo elettrico
L’uscita dalla preistoria delle comunicazione avviene per l’intrecciarsi di tre innovazioni proprie dell’800:
- La rete elettrica
- La rete telegrafica
- La rete telefonica
Tre tecnologie nate con parto gemellare dalla seconda rivoluzione industriale. Invenzioni che hanno dato all’uomo il dono dell’istantaneità e del trasporto di informazione in tempo reale e allo stesso tempo il trauma di un ampio cambiamento dell’esperienza del presente; completamento del processo di separazione tra la velocità di informazione e viaggio umano.
Ribaltamento di senso nella relazione tra società e tecnologia: la prima ora deve stare al passo con la seconda. Tecnologia simile al mostro di Frankenstein: si ribella al suo stesso creatore. Assunta la consapevolezza di come inventare, l’uomo si è dimenticato del perché: l’innovazione sta per diventare un valore in sé, e le reti tecnologiche si fanno protagoniste del mutamento. (Neil Postman)
Ogni rete ormai non è solo una fitta ragnatela di intrecci tecnici ma anche un sistema di intrecci di regolamentazione, in genere di tipo gerarchico, un aggregato di potere. (Nacci\Ortoleva)
Thomas Hughes metafora del momentum: l’inizio del momentum è determinato da un insieme di produttori che investono massicciamente per una nuova tecnologia; in seguito le istituzioni educative divulgano la teoria e la pratica delle nuove tecnologie, quindi vengono creati dei gruppi di ricerca per risolvere i problemi della tecnologia; uomini e istituzioni sviluppano le caratteristiche adatte a quelle della tecnologia, in un ribaltamento che porta allo sviluppo di un super-sistema socio-tecnico in cui l’esperienza sociale si deve modellare a seconda della tecnologia in quanto questa ha preso a correre a velocità insospettabili.
Un sistema di rete finisce per imprimere una forma al suo contesto storico-sociale; macrosistema socio-tecnico che racchiude non solo le tecnologie ma anche leggi di produzione, piani finanziari e regole di organizzazione. Sistema che si struttura in tre livelli:
- Movimento iniziale di filiere tecnologiche
- Un network che stringe in modo più deciso le connessioni fra le parti
- Una struttura di controllo verticale di tipo gerarchico chiamata a regolare il disordine
Problema dell’illusione di coerenza del movimento di innovazione che rischia di oscurare l’elemento base dello sviluppo delle tecnologie nella storia di disordine e casualità.
Sviluppo delle reti che parte dall’introduzione del telegrafo elettrico da parte di Morse a cui si deve l’introduzione dell’alfabeto punto-linea più che della tecnologia telegrafica. Istituzionalizzazione di una tecnologia come risposta ad una crisi di controllo; telegrafo elettrico rispondeva alla crisi dovuta a nuovi sistemi di produzione dell’800 in particolar modo servì per regolamentare il trasporto ferroviario che in questa prima fase era molto rudimentale. Il telegrafo inaugurò l’età dei network. Comportò:
- Omologazione dei mercati
- Circolazione globale delle notizie e della copertura giornalistica dei grandi eventi dovuta all’esplosione delle agenzie di stampa
- Cambiamenti sul piano istituzionale ponendo agli stati il grande dilemma sulla regolamentazione: vennero gettate le basi dell’intero assetto delle comunicazioni.
Il senso per cui tutti questi fenomeni siano correlati all’avvento del telegrafo non è chiaro. Due ipotesi:
- Vedere la transizione al moderno come un fittissimo intrigo di reciprocità, spinte e controspinte di natura diversa in cui vari fattori si condizionano e di cui è impossibile individuare la scintilla iniziale;
- Infrastruttura come fattore di mutamento, una causa, in cui effetti si sedimentano nel resto dell’insieme sociale. Ciò non vuol dire che il telegrafo fu causa diretta di tutti i fenomeni moderni ma che tutto si propaghi come un’onda in modo del tutto casuale.
Quando l’infrastruttura di rete inizia a innervare le diverse trame del sociale, può prendere corpo il progetto di disincanto del mondo.
Dialettica dei media: il privato e il globale
All’evoluzione del sistema telegrafico si biforcano due linee:
- L’uso privato che traccia il solco della comunicazione telefonica
- L’uso strategico e imperialistico del cavo che scatenerà la tempesta della propaganda globale
Il telefono sembrò in origine un prolungamento del telegrafo o una sua versione più economica. Nei suoi primi anni veniva paragonato al telegrafo e non se ne notavano gli innovativi vantaggi. Ci volle un po’ di tempo affinché i gestori ne comprendessero l’importanza. Il telefono fu poi investito del compito di colmare le distanze e ricostruire la solidità di un insieme sociale frantumato.
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