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Fisica

Corsi di laurea in Biotecnologie

Lezione 1-3 Meccanica, ovvero studio del moto dei corpi e delle forze: introduzione.

La meccanica è una delle branche più antiche della fisica, già sviluppata nell'antichità, e che ha raggiunto la sua maturità con Isaac Newton a metà del 1600.

Il problema è quello di legare il moto dei corpi (per corpo si intende in generale una struttura rigida, con una forma ben definita) alle forze.

Il moto è la variazione della posizione di un corpo nello spazio in funzione del tempo. Questa è una quantità in generale misurabile. Nello spazio ordinario a 3 dimensioni consiste nel misurare 3 quantità (ad esempio 3 lunghezze) in funzione del tempo.

Iniziamo dal problema semplificato di un moto lungo una sola direzione spaziale, il moto unidimensionale. In questo caso il moto avviene lungo un sistema di riferimento del tipo:

Il piano x è definito dalla direzione della retta, dall'origine, e dal verso in cui cresce la coordinata.

Ricavare il moto equivale a misurare la variazione della coordinata x nel tempo in pratica con una serie di misure discrete.

t x t1 x1 t2 x2

Fisica

Corsi di laurea in Biotecnologie

Lezione 1-3 Meccanica, ovvero studio del moto dei corpi e delle forze: introduzione.

La meccanica è una delle branche più antiche della fisica, già sviluppata nell'antichità, e che ha raggiunto la sua maturità con Isaac Newton a metà del 1600.

Il problema è quello di legare il moto dei corpi (per corpo si intende in genere una struttura rigida, con una forma ben definita) alle forze.

Il moto è la variazione della posizione di un corpo nello spazio in funzione del tempo. Questo è un problema in genere misurabile. Nello spazio ordinario a 3 dimensioni consiste nel misurare 3 quantità (ad esempio 3 lunghezze) in funzione del tempo.

Iniziamo dal problema semplificato di un moto lungo una solo direzione spaziale, il moto unidimensionale. In questo caso il moto avviene lungo un sistema di riferimento del tipo:

  • x1, x2, x3
  • t1, t2, t3

Piano x è definito dalla direzione della retta, dall'origine, e dal verso in cui cresce la coordinata.

Risolvere il moto equivale a misurare la variazione della coordinata x nel tempo, in prima approssimazione, con una serie di misure discrete.

txt1x1t2x2

Questa serie di coppie di dati rappresenta in generale una relazione, ed in molti casi rappresenta una funzione x(t). [si ricorda che la funzione è semplicemente una relazione, che per ogni valore della variabile indipendente t, ha un solo valore della variabile dipendente x ].

È possibile disegnare la funzione x(t), che viene detta anche legge oraria, su un diagramma cartesiano.

un corpo fermo ha x(t)=cost

un corpo in movimento ha x(t) che varia nel tempo

Per distinguere i due casi, bisogna introdurre il concetto di velocità, come derivata della posizione nel tempo

formalmente:

v(t)= lim (dx(t)/dt)

dt→0

dove dx e dt rappresentano variazioni infinitesime della posizione e del tempo.

questa definizione corrisponde alla costruzione geometrica

scelto un dt piccolo a sufficienza [in principio dt→0 ma è sufficiente che il tratto corrispondente di curva possa essere approssimato ad una retta], quanto individua dx sulla funzione.

È chiaro che dx / dt misura la pendenza della

funzione in quell'istantte di tempo. Ricordandosi

il formalismo delle rette è possibile vedere che

dx / dt rappresenta il coefficiente angolare della

retta tangente alla funzione x(t).

Per un corpo fermo si ottiene quindi:

v = dx / dt = 0 / dt = 0

mentre un corpo è in movimento se v(t) ≠ 0.

In generale, la velocità può essere definita per ogni

tempo e diventa anch'essa una funzione di cui

possiamo pensare di disegnare un grafico.

  1. corpo fermo: v = 0

t

La scoperta importante è che i tre casi con

v = 0 e v = cost (v ≠ 0) sono sostanzialmente la

stessa cosa dal punto di vista delle forze.

Infatti in entrambi i casi la forza complessiva sul

corpo è nulla. Solo nel terzo caso, in cui v(t)

varia nel tempo, la forza è diversa da zero.

La legge di Newton per il moto unidimensionale

afferma infatti che

F = ma, dove a = lim Δv / Δt = dv / dt

avere quindi una forza diversa da zero risulta in

...azione nel tempo della velocità.

Si mosti della legge F=ma, comprendo

...membe le prime due leggi di Newton: la prime:

"... un corpo non soggetto a forze prosegue nel suo

...tato di quiete o di relativo moto con velocità

...ostanale"

...l emunciato afferma infatti che se F=0 allora

... sta (il caso s=0 e un caso particolare).

...uesto risultato è già contenuto nella seconda legge,

F=ma

...cicurare la terza legge, il cosidetto principio

... di azione e reazione, è necessaria l'inveccia. l'interazione tra

almeno due corpi. Per due corpi isolati, si

...ura allora per similena:

FAB=FBA

...est {sono} le

uniche due

...ibilità: le

forze sono lungo

la congiungenti

confini, ed oppaste

...a legge di ... può servire sia per ricuare

...le forze il m.... come abbiamo .... fatto, che

... per ricucare il moto dalle forze.

Consideriamo il processo inverso

  1. F=0 → a=0 → ds/dt =0

questo implica che v=cost, ovvero che il moto sia

di tipo rettilineo uniforme.

Si noti come l'equazione di Newton non fissi il

valore della velocità né della posizione. Queste

devono infatti essere determinate dalle condizioni

di contorno, o condizioni iniziali.

Ad esempio, se v(t=t0)=0 → v(t)=0 per qualunque

t.

Tutti i tipi di moto con v=cost sono quindi soluzioni

del problema. La soluzione generale è scritta:

v= v0

x= x0 + v0 t

Si noti come la seconda sia la generica legge per

una retta, in accordo con quanto trovato precedentemente.

  1. F≠0 ; F=cost → a=cost≠0

In questo caso si può risolvere l'equazione dv=a

applicando la "funzione inversa della derivata"

ovvero l'integrale.

v= ∫dt a = at+cost = at+v0

x= ∫dt v = 1/2at2 + v0t + x0

La legge che descrive il moto uniformemente accelerato

è quindi una parabola.

(5) Il caso più generale è quello in cuiF=F(t,x)i, ≠0. In questo caso sicuramentesi ha che dxi/dt≠0 e quindi dxi/dt=v(t).

Vedremo in seguito alcuni casi particolari dimoto più complesso di moto uniformementeaccelerato.

Descriviamo ora brevemente le forze fondamentalipresentate in natura. Tutte le forze possono in effettiessere ricondotte a 4 forze fondamentali.

  • Forza gravitazionale l1011cm massa
  • Forza elettromagnetica l1mm carica elettrica
  • Forza nucleare forte l10-12nm carica di colore
  • "debole" " "

Ogni tipo di forza ha una grandezza/proprietà deicorpi che la determina ad una lunghezza caratteristicaalla quale domina sulle altre forze. L'intensitàdelle forze cresce da a d.

La forza gravitazionale domina a grandi distanze,ed è infatti responsabile per la forza peso eil moto dei pianeti nel sistema solare. La forzaelettromagnetica determina la struttura delle materiedelle molecole, degli atomi. La forza nucleare forteè responsabile della struttura dei nuclei atomici.La forza nucleare debole è responsabile di variprocessi di decadimento delle particelle elementari.

Guardiamo più in dettaglio la forza di gravità.

FG = G M1M2 / r2

G = 6,67 × 10-11 Nm2/kg2

costante di gravitazione universale (o di Newton)

Si nota la simmetria nelle masse dei due corpi nel prodotto M1M2, che rende ricorda come la forza sia diversa da zero solo se entrambi i corpi hanno massa.

Il termine 1/r2 descrive la diminuzione della forza con la distanza tra i corpi.

L'esatta dipendenza da r2 può essere ricavata da un principio generale di conservazione del flusso, che stabilisce che il prodotto della forza per una qualunque superficie sferica intorno al corpo sia costante:

F(2) · 4πr2 = cost → F(2) α 1/r2

Questa è una forma molto generale, che ritroviamo anche nella forza elettromagnetica (seconda parte del corso).

Questa forza regola il moto dei pianeti e delle galassie. La nostra esperienza quotidiana è della forza gravitazionale esercitata dalla Terra sui corpi macroscopici.

Lo scenario è il seguente:

Considerando che R = 6000 km e che h = 1-10 km,

per un corpo sulla superficie terrestre, possiamo trascurare

h in confronto del RT. Si trova allora:

Forza peso: P = Fg = G * mT m

dove g = 9.81 m 2

La forza peso è quindi proporzionale alla massa

di corpo:

P = g * m

che si muove allora con accelerazione

m a = m g, a = g

Si nota che la stessa forza è applicata alla Terra, che

si muove però con una accelerazione

mT a = mT g, a = 0

Questo è il tipo di forza più semplice, non solo

la forza è costante, ma è anche proporzionale a m,

è di esempio di accelerazione è la stessa per tutti

i corpi

Esercizio 1: caduta di un corpo da fermo

condizioni iniziali:

  • xo = 0
  • = 0

leggi di Newton:

a = g

eq. del moto:

  • v = gt
  • x = 1/2gt2

Ad esempio, il tempo di caduta per una altezza h è:

h = 1/2 gtc2 = 0 tc = ±√2h/g

Si notino i due tempi simmetrici, che sono le due possibili soluzioni dell’equazione di secondo grado. In modo analogo si trova la velocità finale:

vf = g tf = g√2h/g = ±√2hg

Si noti che una scelta dell’asse x rivolto verso l’alto avrebbe portato a:

a = - g

  • v = -gt
  • x = 1/2gt2

avere accelerazione, e quindi se posizione e velocità cambiano segno. Questo corrisponde in effetti proprio al rovesciamento dell’asse.

Esercizio 2: moto di un corpo inizialmente lanciato verso l'alto.

In questo caso non c'è un vero preferenziale per l'asse delle x.

In ogni caso è importante ricordarsi di assegnare il segno giusto alle varie grandezze.

Con questa scelta:

{0 = 0 0 > 0a = -g

Si trova quindi:

σ(t) = 0 - gt

x(t) = 0t - 1/2 gt2

Il corpo fa un moto parabolico raggiungendo un massimo.

Ricordando la proprietà dei massimi e minimi di una funzione (la derivata prima adessa è zero), si può vedere immediatamente che il massimo si ha quando

σ(t) - d(x(t))/dt = 0 -> tmax = 0/g

xmax = 02/g - 1/2 02/g = 1/2 02/g2

Percé simmetria, il corpo torna alla posizione

di partenza per t=2tmax.

Si può facilmente controllare che i due esercizi

corrispondono a due intervalli particolari di tempo

e spazio dello stesso tipo di moto, ovvero del moto

con accelerazione pari a g.

Si può infatti verificare

che le soluzioni dei due problemi coincidono.

Intermezzo: derivata e integrale

f'(x)= Δfxdfdt= tan α

come già succeduto, la derivata

prima di una funzione f(x) in

un punto rappresenta la pendenza

della funzione in quel punto.

Determinadamente la derivata è

la tangente dell'angolo che la

funzione fa con l'asse delle

ascisse.

L'integrale è la funzione inversa:

nota la pendenza della curva in un punto, si può ricostruire il

valore della funzione in quel punto.

f'(x) = dfdx → df = f'(x) dx

se conosco f(x), allora ∫strokexif(x) dx = f(x)dx + f(x0)

Il senso dell'integrale è che, conosciuto la f(x) in un determinato punto, si può determinare la f(x) in qualunque altro punto:

f(x) = f(x0) + ∫f(x)dx = f(x0) + ∫f(x)dx

Va quindi conosciuta la funzione in un punto (la costante d'integrazione).

Si vede facilmente che ∫f(x)dx corrisponde all'area sotto la curva per f(x)

f'(x)

Queste sono le due funzioni studiate fino ad ora. Vediamo ora altre due tipi di funzioni:

  1. f(x)=ex
  2. f'(x)=ex
  3. ∫f(x)dx=ex

f(x)=sin(x)   f'(x)=cos(x)   ∫f(x)dx=−cos(x)

Studiamo ora il moto (ancora unidimensionale) in presenza di più di una forza.

In questo caso la legge di Newton deve essere generalizzata:

Ftot = F1 + F2 + …… = ma

Il simbolo di vettore ricorda che la somma delle forze deve essere fatta tenendo conto del loro verso individuale, come vedremo nei prossimi esempi.

Caduta di un corpo nell’aria.

Il risultato trovato negli esercizi precedenti non sembra dipendere dalla massa del corpo dato che la forza ha la proprietà particolare di essere lineare nella massa, per cui a=g.

Se però si fa un semplice esperimento in cui si lasciamo cadere da fermo una pallina ed un foglio di carta, si muovono molto completamente diversi.

I corpi con basso rapporto massa/superficie sembrano cadere a velocità più basse.

Questo è l’effetto degli urti contro le molecole dell’aria, che avevamo fino ad ora trascurato.

Gli urti tendono a rallentare la caduta e quindi in media provocano una forza opposta al moto.

Il numero di vett dipenderà da:

  • la superficie del corpo
  • la densità del gas
  • la velocità di caduta del corpo

In generale, si può scrivere una forza di attrito viscoso con la forma:

\[\vec{F}_v = - d\vec{V}\]

d è il coefficiente di attrito, che dipende dalla forma del corpo e del gas/fluidi.

La forza è quindi proporzionale alla velocità del corpo ma ha il verso opposto.Lo schema complessivo delle forze:

  • \[\vec{P} - \vec{F}_v = ma\]

\[a = g - \frac{dV}{m}\]

Come si risolve questa equazione?Ricordandosi la definizione di accelerazione, si trova:

\[\frac{dV}{dt} - \frac{g - \frac{dV}{m}}\]

Questa è un'equazione differenziale, che ammette una funzione \(f(t)\) e la sua derivata prima \(\frac{df}{dt}\).La soluzione in assetto zero costituiti con un'esponenziale, che è la funzione la cui derivata è uguale/proporzionale alla funzione stessa.

Con qualche calcolo si trova:

v(t) = mg g/mg (1 - e- g/m t)

Sostanzialmente, all'inizio v è piccola, per cui anche il termine di attrito è piccolo ed il corpo si muove sotto il solo effetto della forza peso: gt. Il passare del tempo v cresce e la forza di attrito inizia a rallentare il moto. Per tempi molto lunghi, il secondo termine cancella il primo (g - g/mv) e i due forze si compensano ed il moto deve continuare a velocità costante. Il valore della velocità asintotica è v = mg/g.

Come si nota, questo dipende sia da g che dalla massa. La velocità di caduta di una pallina da ping pong e di una pallina di legno devono quindi essere diverse.

si noti che la forza di attrito è di tipo elettromagnetica

Moto di un corpo in presenza di un vincolo:

È noto che la presenza di un corpo può modificare il moto di un secondo corpo. Ad esempio una pallina posta su un piano orizzontale sta ferma, a=0.

Ftot = P-> + N-> = 0   =>   P-> = N->

In questo caso la legge di Neutron da a=0 ci fa capire che Ftot =0, per cui ci deve necessariamente essere una forza opposta della forza peso. Questa forza è detta reazione vincolare ed è normale perpendicolare al piano per cui si indica con il simbolo N-> (normale). La forza vincolare è il risultato delle forze elettrone delle tensioni di tenere insieme gli atomi che formano il piano, e come vedremo è direttamente legata alle forze elastiche.

La forza peso tenderebbe ad allontanare gli atomi del piano tra loro, per fare cadere la pallina. Le forze con tra gli atomi reagiscono creando una forza complessiva N-> che annulla P->.

Nel caso di un piano orizzontale il moto è semplice, ed è in assenza di forze, a meno che non ne vengano applicate altre lungo il piano. Vedremo più tardi esempi di moti lungo un piano. Esistono molti tipi di vincoli:

  • Piano
  • Superficie curva
  • Perno
  • Fune

Attrito radente: tutte le volte che si hanno due corpi solidi in contatto, come nel caso precedente, si ha un'altra forma di forza di attrito, di nuovo di tipo elettromagnetico.

Questa implica che ci sia una forza di attrito all'atto dello spostamento del corpo. Si osserva che per piccole velocità di spostamento la forza di attrito non dipende dalla velocità ma solo dalla forza complessiva che schiaccia i due corpi tra di loro.

FA = μP

μ è il coefficiente di attrito, che dipende dalla forma e dal materiale di cui sono fatti i due corpi, oltre che dalla rugosità delle superfici, ed è adimensionale.

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Scienze fisiche FIS/01 Fisica sperimentale

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