Definizione di macchina e principi
fondamentali
MACCHINE
Si definisce macchina un sistema costituito da più elementi, alcuni dei quali fissi ed
altri mobili, gli elementi mobili si muovono sotto l’azione di forze e producono lavoro.
Gli elementi che costituiscono una macchina sono detti membri o organi, essi si
muovono di moto relativo tra loro.
La macchina è sede di una trasformazione energetica. È possibile classificare le
macchine a seconda della trasformazione che mettono in atto:
Le macchine operatrici sono macchine che trasformano energia chimica o
elettrica in energia meccanica (es. motore termico).
Le macchine generatrici, al contrario trasformano energia meccanica in un’altra
forma di energia (es. alternatore).
Le macchine operatrici assorbono energia meccanica e quest’ultima viene
utilizzata per portare avanti delle lavorazioni (es. turbine).
Una macchina è costituita da parti fisse e mobili. In particolare, l’insieme delle parti
fisse viene denominata incastellatura o telaio e serve a garantire che le parti mobili si
muovano in modo corretto, oltre a dare sostegno strutturale.
MECCANISMO
Un meccanismo è un sistema meccanico che permette la trasmissione del moto tra
due membri di una macchina o tra più macchine. Un meccanismo non trasforma
energia.
Per parlare di meccanismo bisogna introdurre il concetto di gradi di libertà, ovvero, il
numero minimo di coordinate indipendenti in grado di descrivere istante per istante le
posizioni di tutti gli elementi che lo compongono.
RESISTENZE D’ATTRITO P
Una macchina opera una trasformazione di energia, ci sarà quindi una potenza in
i
P
ingresso e una potenza in uscita. Una parte della potenza in ingresso verrà
u
dispersa, soprattutto a causa degli attriti durante la trasmissione del moto.
L’attrito viene distinto in due tipologie differenti:
Attrito radente – se il moto relativo tra due corpi è di strisciamento
Attrito volvente – se il moto relativo tra i due corpi è di rotolamento
ATTRITO RADENTE In assenza di lubrificazione e con superfici a
contatto diretto vale la legge di Coulomb:
R=fN fN è detto angolo di attrito
tan φ= φ
N
ATTRITO VOLVENTE
In caso di corpi rigidi e superfici prive di discontinuità, il rotolamento di un corpo sull’
altro non dovrebbe provocare nessuna perdita di energia. In realtà al rotolamento
relativo si oppone sempre una certa resistenza al rotolamento.
F
La forza , assieme alla reazione vincolare
, costituisce una coppia resistente.
N δ
Il braccio dipende dalle anomalie
elastiche dei materiali.
=Nδ
M r
Può essere utile valutare l’effetto di questa
coppia resistente come se fosse una forza
R '
(Forza fittizia )
Lavorodella coppia=Lavorodella forza fittizia
'
M ω dt=R r ω dt
r
M δ
' r
= =N
R r r In caso di urti contro asperità superficiali di
h
altezza , il centro d’istantanea rotazione
O O
varia e passa da a , di
1 2
conseguenza cambia istantaneamente anche
v v
la velocità di avanzamento, da a .
Si vuole calcolare di nuovo la forza resistente fittizia che si oppone al moto. Fatta
≪r
h α
l’ipotesi che , anche l’angolo , sarà molto piccolo, per cui:
2 2
r α r α
( ) ≅ ≅
h=r 1−cos α essendocos α 1−
2 2
La variazione di velocità, nelle ipotesi che abbiamo posto, si può scrivere come:
√ 2 h
Δ v=vα=v r
Assumendo che il corpo si continui a muovere dopo l’urto, si calcola la variazione di
energia cinetica: 2
1 mv h
2
( ) =
Δ E= m Δ v
2 r R''
Si può infine calcolare :
2
m v h
' '
R s= r
2
m v h
' ' =
R rs
RENDIMENTO MECCANICO
Il rendimento costituisce un elemento fondamentale di giudizio delle qualità funzionali
della macchina. −P
P P P
u m p p
= =1−
η= P P P
m m m
P P
Dove è la potenza utile, è la
u m
P
potenza motrice e è la potenza
p
perduta.
Il rendimento è esprimibile anche in funzione del lavoro:
−L
L L L
u m p p
= =1−
η= L L L
m m m
L L L
Similmente è il lavoro utile, è il lavoro motrice e è il lavoro perduto.
u m p
MECCANISMI IN SERIE E IN PARALLELO
Il movente di un meccanismo è il membro al quale è applicata la forza motrice. Il
cedente, invece, è l’organo al quale è applicata la forza resistente.
Più meccanismi si dicono in serie se il cedente di ogni meccanismo è solidale al
movente del meccanismo successivo.
Più meccanismi si dicono in parallelo se hanno in comune il movente o il
cedente.
RENDIMENTO DEI MECCANISMI IN SERIE
L u ⋅η ⋅η ⋅
=η
η= …⋅ η
1 2 3 n
L m
È facile dimostrare che il rendimento complessivo è il prodotto dei rendimenti. Facendo
riferimento alla figura si nota che:
L L
u u ,2
=
η= L L
m m,1
Ovvero:
L L L η L η L
u u ,2 m ,2 2 u , 1 2 m ,1 ⋅η ⋅η
= = = = =η
η= η 2 1 2
L L L L L
m m ,1 m ,1 m ,1 m ,1 1
RENDIMENTO DEI MECCANISMI IN PARALLELO
+η +η +…+
L η L L L η L
u 1 m ,1 2 m ,2 3 m ,3 n m , n
=
η= + + +…+
L L L L L
m m , 1 m ,2 m ,3 m ,n
η ,
Il rendimento dei meccanismi disposti in parallelo, è pari alla media ponderata dei
η L
rendimenti con pesi i lavori motori .
i m ,i
Anche in questo caso si dimostra facilmente facendo riferimento alla figura:
+ + + +η +η +
L L L L …+ L η L L L …+η L
u u ,1 u , 2 u , 3 u ,n 1 m ,1 2 m ,2 3 m ,3 n m ,n
= =
η= + + + + + +
L L L L …+ L L L L …+ L
m m,1 m , 2 m , 3 m , n m ,1 m ,2 m , 3 m , n
MECCANISMI IRREVERSIBILI
In molti impianti di sollevamento (es. montacarichi, ascensori, cric) è necessario
predisporre dei sistemi di sicurezza che impediscano la discesa libera del carico. In
questo caso, si studia una classe di macchine in cui non vogliamo un buon rendimento
η=0.5
meccanico, con rendimento di soglia Rendimento meccanico per il caso
Rendimento meccanico per il caso inverso:
diretto: L ' L'
L L u p
u p =1−
η '=
=1−
η= L ' L '
L L m m
m m L '
L p
p =
1−η '
1−η= L '
L m
m
'
L L
1−η p m
= '
1 - η ' L L
m p L p
= '
k
k =L
Indicando con la quantità e ricordando che :
L
' m u
L p
1−η 1 k
'
⇒
=k =1+k −
η
η η
'
1- η '
Si vuole essere certi che il rendimento meccanico nel caso inverso sia nullo, , in
=0
η
modo da impedire il moto inverso.
k k
⇒
− =0 =0.5
1+k η=
η 1+k '
≅ ⇒ ≅1
Considerando che si tratta della stessa macchina, L L k
p p
MECCANISMI IRREVERSIBILI (CASO DEL PIANO INCLINATO)
+ =0
F+ P+ N μ N =0
asse x : F cos α−P sin α−μN
−F −P =0
asse y : N sin α cos α
N
Si ricava dalla seconda
equazione, e lo si sostituisce nella prima:
+
N=F sin α P cos α ( )
−μ + =0
F cos α−P sin α F sin α P cos α F
Si ricava il valore minimo della forza motrice che permette l’avanzamento del
corpo sul piano inclinato:
−μ
sin α cos α ( )
ϕ
=P +
F=P tan α
cos α−μ sin α
ϕ
Si ricordi che è l’angolo di attrito già osservato in precedenza.
Si osserva cosa accade in mancanza
F
della forza :
+ =0
F+ P+ N μ N =0
asse x :−P sin α−μN
−P
asse y : N sin α=0
N
Come nel caso precedente si ricava dalla seconda equazione e la si sostituisce
nella prima equazione:
N=P cos α
−P −μ =0
sin α P cos α μ
Si ricava il valore di :
P sin α =cos =tan
μ= α φ
P cos α ϕ
>
α
Questa relazione indica che nel caso in cui ci sarà moto retrogrado e il corpo si
ϕ
<
α
muoverà verso il basso. Nel caso in cui il moto non avverrà e si rientra nella
condizione di irreversibilità.
RENDIMENTO (CASO DEL PIANO INCLINATO)
s
Per uno spostamento lungo il piano, il lavoro motore è dato da:
( )
=F +φ
L s cos α=P tan α s cos α
m
Mentre il lavoro utile è dato da:
=F =P
L s cos α−μN s sin α
u
Il rendimento varrà:
L P s sin α tan α
u = =
η= ( ) ( )
L + +φ
P tan α φ s cos α tan α
m <
α φ
Ricordando che in caso di moto retrogrado :
tan α tan α tanα
< = <0.5
η= ( ) ( ) ( )
+φ +α +α
tan α tan α tan α
Funzionamento di un gruppo di
macchine
Salvo casi particolari, una macchina non funziona mai da sola, ma viene accoppiata a
formare un gruppo di macchine. Una macchina motrice è destinata a far muovere una
macchina utilizzatrice.
CONDIZIONI DI REGIME Nel funzionamento di un gruppo di
macchine si rispetta sempre la legge
di conservazione dell’energia
cinetica. ( )
1 2
( )
−M −M
M dθ=d mI ω
m u p 2
Δ L= Δ E
Il funzionamento di un gruppo di macchine si compone usualmente di tre fasi:
>
M M → Δ L> 0 Momento resistente
1. Transitorio di avviamento in cui m r
=M
M → Δ L=0
2. Funzionamento a regime in cui =M +
M M
m r r u p
<
M M → Δ L< 0
3. Transitorio di arresto in cui m r
Si distinguono due tipi di regime a seconda delle macchine:
Regime assoluto, in cui la velocità angolare del gruppo si mantiene
ω
costante
Regime periodico, in cui la velocità angolare varia nel tempo seguendo
ω
una legge periodica (il suo valor medio rimane costante)
FUNZIONAMENTO A REGIME ASSOLUTO
Il regime si dice assoluto se la velocità angolare rimane costante nel tempo.
Nel caso di gruppi di macchine che funzionano a regime assoluto, la variazione di
lavoro è nulla:
Δ L=0
Affinché si abbia ciò è necessario che tutte le machine del gruppo siano a regime
assoluto, cioè che mantenendosi inalterate le condizioni di funzionamento, sia il valore
M M M M
di che quello di (= + ) risultino indipendenti dal tempo ed
m r u p
uguali tra loro. =M =M +
M M
m r u p
Riprendiamo l’equazione dell’energia cinetica:
M ( )
12 2
¿ m−M
(¿ ) dθ=d I ω
r ¿ ω
Osserviamo che il primo termine è nullo e per =cost si ottiene:
( )
12 12
2 2
= =0
d I ω ω dI
Ovvero: =0 =costante
dI → I
Macchine di questo tipo sono quelle costituite essenzialmente da un rotore e da uno
statore oppure da un insieme di organi rotanti. Esempi di questo tipo sono i motori e i
generatori elettrici, le turbine a gas e vapore, i compressori dinamici e le pompe
centrifughe.
FUNZIONAMENTO A REGIME PERIODICO
Le condizioni di regime periodico si verificano se almeno una delle macchine è a
regime periodico (ad esempio macchine alternative). Queste macchine sono
caratterizzate dalla presenza di organi dotati di moto rotatorio (nell’esempio pistoni e
bielle) e di un momento della coppia motrice o resistente variabile periodicamente. Le
macchine in regime periodico hanno un loro ciclo caratteristico costituito da fasi
diverse che si ripetono periodicamente nel tempo: un motore termico a quattro tempi
ha un ciclo costituito da quattro fasi che si ripetono ogni due giri e soltanto in una di
queste fasi viene erogata coppia motrice sull’albero.
M θ
Il momento della coppia (motrice o resistente) è funzione periodica di così
I
come il momento di inerzia delle masse degli organi mobili.
( ) ( )
M θ I θ
Θ ( )
M θ
È utile osservare che il periodo della funzione deve essere un multiplo
M
Θ ( )
I θ
del periodo della funzione .
I =K
Θ Θ K =1,2…n
M I
Questa relazione spiega che solo se
tutti gli organi mobili della macchina
hanno ripreso le posizioni che avevano
all’inizio del ciclo, può cominciarne uno
nuovo.
Prendiamo il grafico di una macchina a regime periodico; possiamo osservare che
“punto per punto” la macchina non andrà a regime: infatti i punti in cui le grandezze
hanno lo stesso valore sono pochi (punti di intersezione tra le due curve).
Tuttavia, analizzando queste curve nel loro periodo, posso affermare che queste
avranno lo stesso valore medio. Analizziamo nel dettaglio il grafico:
Le zone I e III sono zone in cui la coppia resistente è maggiore, avremo una
variazione di lavoro negativa e per questo la macchina tenderà a rallentare.
Le zone II e IV presentano una coppia motrice maggiore, una variazione di
lavoro positiva e per questo la macchina accelererà.
I punti A, B e C sono invece punti di equilibrio a variazione nulla.
Questa continua fluttuazione delle velocità (anche se relativamente piccola) è
negativa per la macchina ed esiste un organo meccanico predisposto alla limitazione
di queste variazioni. ( ) ( )
Θ Θ M θ M θ ω
Indicati con e i periodi di e , la velocità angolare del
M I m r
gruppo varia con legge periodica con un periodo che risulta dato da
=k
Θ=k Θ Θ
m m r r
k k
con e numeri interi primi tra loro.
m r ω
Questa equazione spiega che, affinché riacquisti gli stessi valori, è necessario
Θ
che il gruppo compia una rotazione ,che comprenda un numero intero di periodi
( )
Θ Θ
M θ
del momento motore ed un numero intero di periodi , del
m r
m
( )
M θ
momento resistente .
r
Ad esempio potrebbe risultare:
Θ k 2
m m
= =
Θ k 1
r r Θ=2 Θ
Risultando m
ω
Il valore medio di è sempre dato da: Θ
1 ∫ ( )
ω= ω θ dθ
Θ 0 Θ
Integrando l’equazione dell’energia cinetica tra 0 e e ricordando che il momento
motore medio ed il momento resistente medio coincidono, otteniamo:
M
¿ m−M
(¿ ) −M )=0
dθ=Θ(M
r m ,med r , med
¿ Δ L= Δ E
Risultando nulla nell’intervallo suddetto la variazione di energia cinetica ( ).
I , ω I , ω I ω
Indicati con e rispettivamente i valori di e assunti all’inizio
1 1 2 2
e alla fine del periodo, avremo: 1 1
2 2
− =0
I ω I ω
1 1 2 2
2 2 =ω
ω
Θ ω( θ)
Essendo il periodo di deve essere e di conseguenza
1 2
=I
I 1 2
GRADO DI IRREGOLARITÁ NEL PERIODO
Il grado di irregolarità mi fornisce informazioni su quanto si distanzia il valore della
velocità angolare rispetto al suo valore medio. A seconda delle finalità d’impiego e
quindi alla maggiore o minore sofisticatezza della macchina utilizzatrice, il grado
cambia (minore per macchine sofisticate) −ω
ω
max min
δ= ω
med
Affinché un gruppo abbia un grado di irregolarità nel periodo non superiore a quello
richiesto dalla macchina utilizzatrice, è spesso necessario dotare la macchina in
regime periodico di un opportuno volano, un organo meccanico costruito in acciaio o
ghisa.
Il volano è costituito da una corona C, un disco D ed un mozzo M. Il volano viene
generalmente calettato sull’albero della macchina a regime periodico dalla parte che
la collega alle altre macchine del gruppo. La sua funzione è quella di “serbatoio di
energia”: quando la macchina tende ad accelerare, per una variazione positiva di
lavoro, il volano assorbirà parte dell’energia in modo da farla ritornare al valore medio;
viceversa quando la macchina tenderà a rallentare, il volano rilascerà energia.
DETERMINAZIONE DEL MOMENTO DI INERZIA DI MASSA DEL VOLANO
Un metodo approssimato per la determinazione del momento di inerzia di massa del
volano è quello di Thomas Tredgold che si basa su due ipotesi:
1. Alla velocità angolare media sostituisco la media aritmetica:
Θ −ω
ω
1 ∫ max min
( )
ω= ω θ dθ ≈
Θ 2
0
2. Nel determinare il lavoro compiuto dalle forze di inerzia delle masse che si
muovono di moto non rotatorio, si suppone costante la velocità angolare del
gruppo. δ
Facendo uso della prima ipotesi possiamo riscrivere il ; moltiplicando e dividendo
ω
per otteniamo:
m 2 2
−ω
ω
max min
δ= 2
2ω med
Concentriamoci ora sulla seconda ipotesi, ri
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Meccanica applicata alle macchine
-
Meccanica applicata alle macchine
-
Meccanica applicata alle macchine
-
Meccanica applicata alle macchine