MECCANICA APPLICATA
Una MACCHINA è un sistema meccanico il cui scopo è la trasformazione di energia. Si ha energia di un certo tipo
entrante e energia uscente.
TIPOLOGIE DI MACCHINE: →
1. Energia meccanica in energia di altro tipo Macchina generatrice
→
2. Energia di altro tipo in energia meccanica Macchia Motrice
→
3. Energia meccanica in energia meccanica Macchina trasformatrice
SISTEMA REALE→MODELLO FISICO→MODELLO MATEMATICO SOLUZIONE:
-Analitica
-Numerica
-Grafica
COMPOSIZIONE DELLE MACCHINE:
Gli organi che compongono la macchina sono detti MEMBRI e sono
composti da più pezzi che dal punto di vista funzionale si comportano come
un unico pezzo.
Si distinguono in: 1. MEMBRO BINARIO (se accoppiato con 2 altri membri)
2. MEMBRO TERNARIO (se connesso con tre altri membri)
Quando due membri di un meccanismo vengono a contatto lo fanno in due porzioni, talvolta molto ampie e talvolta
limitatissime. Queste due porzioni vengono definite ELEMENTI CINEMATICI e l’insieme di due elementi cinematici
forma una COPPIA CINEMATICA. Un membro deve possedere la possibilità di movimento rispetto ai membri
adiacenti e quindi una coppia cinematica deve concedere almeno un grado di libertà. Per vincolare un corpo basta
metterlo a contatto con un appoggio opportunamente disposto e costruito in maniera tale da agire su una superficie
ridottissima (tipo un punteruolo). Per impedire qualsiasi tipo di movimento nello spazio a un corpo rigido bisogna
applicargli 6 vincoli opportunamente disposti.
I vincoli puntiformi vengono utilizzati prevalentemente in officina lavorando con componenti grezzi di forma
irregolare. Molto più spesso invece si utilizzano vincoli con una superficie sufficientemente ampia in modo da poter
avere la pressione sulle zone del componente in valori tollerabili.
pag. 1 Appunti scritti e diffusi da Vito Montano
(coppia prismatica) (coppia elicoidale)
COPPIE CINEMATICHE AD UN GRADO DI LIBERTA’:
La differenza tra queste è il tipo di grado di libertà che mantengono
1. ROTOIDALE (C1): Mantiene solo il grado di libertà di ROTAZIONE
2. PRISMATICA (C1): Mantiene solo il grado di libertà della TRASLAZIONE
3. ELICOIDALE (C1): I gradi di libertà sembrano due ma effettivamente è solo quello di ROTAZIONE poiché
quello di movimento è dipendente dalla rotazione
Le prime due sono coppie piane poiché dei punti appartenenti alla coppia hanno moti descritti da un piano, la terza
invece è una coppia spaziale perché i punti appartenenti ad essa hanno moti descritti nello spazio
COPPIE CINEMATICHE A DUE GRADI DI LIBERTA’:
1. CILINDRICA (C2): Mantiene i gradi di libertà della rotazione e della traslazione
2. PIANO SU PIANO (C2): Mantiene i gradi di libertà di traslazione rispetto 2 direzioni e rotazione
COPPIE CINEMATICHE A TRE GRADI DI LIBERTA’:
1. SFERICA (C3): Ruota rispetto alle 3 direzioni spaziali
Le varie coppie cinematiche si distinguono in:
1. COPPIA ELEMENTARE: RIGIDA E COMBACIANTE (superfice di contatto non nulla)
2. COPPIA SUPERIORE: COMBACIANTE NON RIGIDA (connesse per esempio da una catena)
RIGIDA NON COMBACIANTE (area di contatto descritta da un punto o segmento di retta, ovvero
aera nulla)
Le coppie superiori al contrario di quelle elementari non definiscono il moto relativo dei due membri a contatto in
modo completo e quindi bisogna considerare il meccanismo nelle quali sono inserite.
Oltre alla distinzione tra coppie elementari e coppie superiori vi è la classificazione delle coppie in:
COPPIE PIANE, SFEERICHE, GENERALI.
Si definisce PIANA una coppia in cui pensando fisso un elemento cinematico, l’altro si muove in modo tale che ogni
punto preso su di esso descriva una traiettoria parallela a un piano.
Si definisce SFERICA quando, preso fisso un elemento cinematico, l’altro si muovi in modo che ogni punto preso in
esame descriva traiettorie contenute in sfere concentriche.
Se una coppia non è né sferica né piana allora si dirà GENERALE. In una coppia generale i punti sull’elemento
cinematico in movimento descrivono, nel caso più generale, moti istantanei elicoidali, e infatti la coppia generale più
semplice è quella elicoidale.
pag. 2 Appunti scritti e diffusi da Vito Montano
I meccanismi piani sono formati interamente da coppie piane, e in questi quindi la forma di ogni singolo componente
è interamente definita dalla sua proiezione su di un piano. Allo stesso modo sono definiti i contatti tra due elementi
cinematici, che nel caso di coppie combacianti si avrà che le due proiezioni dei profili combaceranno in un tratto,
invece nel caso di coppie non combacianti le due linee verranno a contatto al massimo in un unico punto tangente a
entrambe. A tali linee si da il nome di profili coniugati.
Si possono avere moti relativi tra i due profili:
1. V =0, Moto relativo di puro rotolamento;
M
2. V ≠0, se il vettore velocità giace sulla tangente t si ha moto di strisciamento
M
3. V ≠0, se il vettore velocità ha componente non nulla lungo la normale alla tangente t
M
si può avere un distacco o compenetrazione, più in generale verranno a contatto
attraverso un urto.
Si parla di meccanismo quando in un sistema meccanico si considera un membro come fisso e lo si definisce TELAIO,
quando non è possibile considerare a priori un membro come fisso allora si parla di CATENA CINEMATICA. Una catena
cinematica diviene un meccanismo non appena un suo membro viene fissato e usato come telaio. Da una catena
cinematica si possono ottenere tanti meccanismi quanti sono i membri che la compongono, ma non tutti saranno
strutturalmente diversi. Contiene solo coppie cinematiche
Si dividono in : elementari (rigide combacianti).
1. Sistemi articolati Possono essere:
2. Altri… 1. A CATENA CHIUSA
2. A CATENA APERTA
La coppia biella manovella del motore è un
sistema articolato, mentre la coppia
pignone corona della bici, collegato
tramite catena, e quindi non rigida, non è
un sistema articolato
Meccanismo a catena aperta con 3 attuatori
pag. 3 Appunti scritti e diffusi da Vito Montano
GRADI DI LIBERTA’
Definiti come: numero di attuatori/motori del sistema.
Un qualsiasi corpo rigido ha in generale 6 gradi di libertà che corrispondono alle 3 coordinate di un generico punto e
i tre angoli di Eulero corrispondenti. Nel piano vi sono 3 GDL che sono : 2 traslazioni e 1 rotazione.
Considerando un sistema composto da n membri, si suppone che uno sia il telaio, quindi senza gradi di libertà, si avrà
quindi: GDL= 6(n-1)
Se ora nel sistema si aggiungono coppie cinetiche rigide si dovranno considerare i numeri di GDL che esse
sopprimono, ad esempio una C1 sopprime 5 GDL, una C2 4 e così via. Si avrà quindi:
GDL= 6(n-1) – 5C – 4C – 3C …etc… [formula di Grubler]
1 2 3
Stessa cosa nel piano, ma invece che partire da 6 gradi di libertà si parte da 3.
Questo meccanismo piano ha 4 membri, uno dei quali fissato, ha 4 coppie C1 e 0
coppie C2, applicando la formula si ottiene:
GDL: 3(4-1) – 2*C1 – 1*C2 = 3(4-1) – 2*4 – 1*0 = 1
Nei meccanismi ad un grado di libertà si hanno di solito un membro movente sul quale viene esercitata dall’esterno
una azione motrice (input), e un membro cedente che trasmette l’azione motrice dall’interno del meccanismo
all’esterno (output). Gli attuatori possono essere costruiti in maniere differenti e possono essere lineari o rotativi.
Questo tipo di meccanismi viene utilizzato frequentemente quando vogliono essere sfruttati più contributi derivanti
da entrate indipendenti o si vuole ripartire l’effetto di quella entrante su più uscite.
Nonostante i meccanismi ad un grado di libertà siano molto comuni, esistono anche meccanismi con più gradi di
libertà ad esempio il braccio meccanico di una escavatrice (2 GDL).
In questo caso si può notare in maniera evidente che il numero di gradi di libertà
coincide con il numero di attuatori/motori montati che rendono possibile il moto.
Questo è formato da 9 membri e 11 coppie C1, e si può ritenere dunque un
meccanismo piano. Applicando l’equazione di Grubler si ottiene:
GDL=3*(9-1)-2*11= 2
Ciò significa che il meccanismo sarà dotato di due ingressi input, ovvero motori.
pag. 4 Appunti scritti e diffusi da Vito Montano
APPLICAZIONI PRATICHE
Essendo le coppie 5 6 e 7
con assi di rotazione tra
di essi ortogonali
possono essere sostituite
con una coppia sferica
così da avere in totale 3
gradi di libertà quanti
sono effettivamente gli
attuatori.
RICHIAMI DI CINEMATICA DEL PUNTO E DEI CORPI RIGIDI
CINEMATICA DEL PUNTO
Posizione di un punto:
In forma cartesiana è espressa da un vettore posizionale nella forma
( ) ( ) ( )̂ ( )̂
= − = +
Velocità di un punto:
E’ la derivata rispetto al tempo dell’equazione del vettore posizionale ed è espressa come:
( )
( ) ( )̂ ( )̂
= = ̇ + ̇ = ̂ + ̂
Accelerazione di un punto:
E’ la derivata temporale della velocità e si indica con
( )
( ) ( )̂ ( )̂
= = ̈ + ̈
pag. 5 Appunti scritti e diffusi da Vito Montano
CINEMATICA DEI CORPI RIGIDI
Teorema di allineamento dei centri di istantanea rotazione, o teorema di Kennedy-Arnold
In questo sistema formato da 3 membri di cui uno fisso, con 2
coppie cinematiche C1, le due coppie coincidono con i centri di
istantanea rotazione di ognuno dei membri mobili, il Teorema di
Kennedy-Arnold afferma che il centro relativo di rotazione tra i
membri mobili appartiene alla retta congiungente i centri assoluti di
rotazione dei membri mobili
Per definizione il centro di istantanea rotazione si trova su
una retta ortogonale alla direzione istantanea della
velocità tangenziale. Considerando per assurdo un punto P
esterno alla retta costruita, si nota che per essere P centro
dei moti di entrambi i membri mobili, le rette che
congiungono i due centri con P devono essere parallele, e
questo si ottiene solo quando P appartiene alla retta
trovata
Posizione, velocità e accelerazione dei punti di un corpo rigido
La posizione di un punto relativamente ad un altro punto in un corpo con
vincolo di rigidità è indicata con un vettore posizionale con punto di
applicazione nel primo punto, ovvero:
̅̅̅̅̅ ̅̅̅̅ ̅̅̅̅
= +
Velocità relativa in un corpo rigido che ruota con velocità
angolare costante
Derivando la formula della posizione si ottiene:
̅̅̅̅̅̅̅̅̅̅
( )
= +
⃗ ∧ − (teorema di rivals)
Accelerazione relativa con velocità angolare costante
derivando l’equazione della velocità si ottiene:
̅̅̅̅̅̅̅̅̅̅ ̅̅̅̅̅̅̅̅̅̅
2
( ) ( )
= = + ̇ ∧ − − −
L’accelerazione di B in particolare ha 2 componenti, una normale e una tangenziale, la cui risultante forma con il
̅̅̅̅
vettore posizionale un angolo definito dalla relazione: ̇
= − 2
ANALISI CINEMATICA DEI MECCANISMI
Un meccanismo è noto una volta creato un modello e definiti con precisione i membri e le coppie utilizzate. Si
analizzeranno prevalentemente sistemi piani e articolati.
QUADRILATERO:
E’ un meccanismo ovviamente piano, con coppie elementari, formato da un membro telaio, il membro opposto al
telaio si definisce biella, le altre due braccia invece semplicemente aste.
pag. 6 Appunti scritti e diffusi da Vito Montano
La manovella è il membro di solito collegato al motore in meccanismi ad un grado di libertà, mentre il bilanciere è
un membro che trasforma il moto rotatorio continuo della manovella in un moto rotatorio alterno.
Si chiami A il lato corto, B il lato lungo, C e D i lati intermedi, la regola di Grashof afferma che:
→
1. Se A+B < C+D E’ un quadrilatero di Grashof
→
2. Se A+B > C+D Non è un quadrilatero di Grashof
→
3. Se A+B = C+D Si è in un caso limite.
In un quadrilatero di Grashof se il lato corto è collegato al telaio allora il meccanismo ha due manovelle. Questo
segue dal fatto che per la regola di Grashof, se un quadrilatero è di Grashof almeno un membro effettua una
rotazione completa.
Vi sono 3 casi limite: parallelogramma, antiparallelogramma, quadrilatero isoscele.
Nel parallelogramma si hanno 2 manovelle e la biella si muove di moto traslatorio.
Un quadrilatero ha 3 membri mobili e 1 telaio, per definire la posizione univoca dei 3 membri mobili serviranno 3
variabili ‘’del moto’’, e quelle indipendenti saranno in numero pari ai gradi di libertà.
PRIMO PASSO, PROBLEMA DELLA POSIZIONE
Analisi posizionale dei membri, immagino di avere il sistema smontato e di doverlo montare, posiziono prima di tutto
il telaio, successivamente le altre aste nella posizione nota a priori. La posizione dell’ultima coppia rotoidale si trova
all’intersezione di due circonferenze, una centrata all’estremo esterno della prima asta mobile, e un’altra centrata
del secondo estremo del telaio. In poche parole la posizione delle ultime 2 aste è dipendente dalla posizione della
prima asta, più precisamente con l’angolo che forma con il telaio. Questo a dimostrare che anche se le incognite
sono 3, il numero di quelle indipendenti è ari ai gradi di libertà del sistema, e quindi in questo caso 1. Questo
problema è risolto una volta note le lunghezze delle aste e la variabile indipendente α.
N.B.: si nota che quando si fanno intersecare due circonferenze si otterranno 2 posizioni, il che significa che il nostro
sistema può essere montato in 2 configurazioni diverse. Se la somma delle lunghezze delle due aste secondarie è
pari alla congiungente tra l’estremo superiore della prima asta mobile e quello esterno del telaio, si è in un caso
singolare, dove si avranno 2 soluzioni coincidenti al problema della posizione.
SECONDO PASSO, ANALISI DELLE VELOCITA’
Si effettua dopo aver risolto il problema della posizione e aver scelto casomai una delle due configurazioni possibili.
Per risolvere il problema delle velocità serve la derivata della variabile indipendente, ovvero la posizione angolare, e
ricavare di conseguenza le altre 2 velocità angolari. ⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗
= ∧
1 1 1
|
⃗⃗⃗⃗⃗ |
⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗
∗
| | = = | |
Per convenzione si ha: , la direzione di V * è ruotata di rispetto Ω in senso opposto. Si ha:
a
1
2
1
̅̅̅̅̅ ̅̅̅̅̅
∗
= ,
1
̅̅̅ ̅̅̅̅̅
̅̅̅̅ ∗ ∗
= +
∗
pag. 7 Appunti scritti e diffusi da Vito Montano
TERZO PASSO, ANALISI DELLE VELOCITA’
Ω̇
Per quest’analisi si introduce , ovvero derivata temporale della velocità angolare, o meglio accelerazione angolare.
Ω̇ = 0
Per motivi di semplicità e praticità si considera poiché di solito i motori utilizzati hanno sempre velocità
angolare costante. ̅̅̅̅̅
12
̅̅̅
= −Ω
L’unica accelerazione rimanente è allora quella centripeta, ovvero 1
METODO ANALITICO:
PROBLEMA POSIZIONALE:
Essendo un sistema ad un gradi di libertà si ha una sola variabile indipendente α da cui si ricavano le due variabili
dipendenti β e tutte corrispondenti alle posizioni angolari dei membri del sistema.
Data la geometria del sistema conosco la lunghezza dei 4 membri. Successivamente conoscendo la variabile α devo
trovare le altre 2 in entrambi i casi di montaggio.
Considerando ogni lato del quadrilatero come un vettore, si nota subito che applicando la somma di vettori, il
risultante di quei 4 vettori è il vettore nullo. Questa è definita equazione di chiusura. Vettorialmente si ha:
̅̅̅̅̅ ̅̅̅̅ ̅̅̅̅̅̅ ̅̅̅̅̅̅̅ 0̅
+ + + =
1 3 3 1
+ + =
{
Analiticamente si ha: + + = 0
.
Sono 2 equazioni scalari in 2 incognite β e
PROBLEMA DELLE VELOCITA’:
Diventa un problema banale una volta risolto il problema delle posizioni poiché basterà derivare l’equazione di
chiusura rispetto al tempo, oppure le sue due proiezioni scalari in modo da avere:
̇
−̇ sin − sin − ̇ sin = 0
a) ̇
̇ cos + cos + ̇ cos = 0
b)
Da cui si otterranno le velocità dei 2 membri dipendenti. []{̇ } {}
=
Per vedere se il problema ha soluzioni si può usare il calcolo matriciale nella forma:
̇
− −
( )( ) = ( ) ̇
̇
−1
{̇ } [] {}
= ↔ det() ≠ 0
La soluzione sarà quindi
det() = 0
Nel caso in cui si ha che non ci sono soluzioni al problema delle velocità, ovvero da quella posizione il
sistema non può uscire. det() = 0 =
Calcolando il determinante si trova che , ovvero quando il sistema è nella POSIZIONE
SINGOLARE.
PROBLEMA DI ACCELERAZIONE:
Rimanend
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