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Materiali ed elementi costruttivi Appunti scolastici Premium

Appunti presi durante le lezioni frontali in aula basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Piferi dell’università degli Studi di Firenze - Unifi, facoltà di Architettura, Corso di laurea magistrale in architettura. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Materiali ed elementi costruttivi docente Prof. C. Piferi

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ESTRATTO DOCUMENTO

superfici

STATICA risposta strutturale DINAMICHE

ipotizzate come azioni che non azioni che mutano rapidamente

variano o variano lentamente (terremoti)

FISSE variazioni nello spazio LIBERE

variazione integrità nel tempo

PERMANENTI VARIABILI (mobili) ECCEZIONA LI

(peso proprio) (terremoto)

CARICO PERMANENTE (Kg) - peso proprio (VOLUME X DENSITA' = m3x(Kg/m3) ) + tutti i pesi che gravano in

modo permanente sulla struttura

CARICO ACCIDENTALE (KN/m2) - somma carichi mobili (persone, animali, veicoli, attrezzature)

es. un solaio deve resistere 2KN/m2 ovvero 200Kg/m2

Densità di alcuni materiali: Kg/m3 KN/m3 (1KN = 0.102Kg)

acciaio 7860 78.6

alluminio 2700 26.0

calcestruzzo 2400 24.0

laterizio 1800 18

legno (abete/castagno) 600 6

VINCOLI: collegamenti specifici che uniscono ogni parte in un sistema. Sono destinati a equilibrare il sistema

delle forze (carichi) attraverso le reazioni vincolari (forze passive).

grado di libertà: quanto possono muoversi

i vincoli determinano una struttura: ipostatica (meno vincoli rispetto alle esigenze delle struttura),

isostatica, iperstatica.

carrello: (appoggio semplice) vincolo singolo - spostamento solo sull'asse X e rotazione

cerniera: vincolo doppio - solo rotazione

incastro: limita tutti e 3 i gradi di libertà

/

SOLLECITAZIONI

azioni esterne possono causare sollecitazioni; per mantenere un equilibrio il materiale deve donare forze

uguali e contrarie.

-compressione : quando le forze esterne producono, lungo l'asse del solido, una contrazione lungo tutta

l'estensione delle sezioni L - deltaL

-trazione: quando le forze esterne producono un allungamento in misura costante lungo tutta l'estensione

delle sezioni L + deltaL

-flessione: quando le forze esterne tendono a far ruotare le sezioni trasversali del solido producendo

allungamento in una e accorciamento nell'altra delle zone in cui il solido è diviso. Ogni sezione subisce una

rotazione rispetto ad un asse. Maggiore è la distanza dell'asse neutro e maggiore è lo scorrimento.

-taglio: deformazione che consiste in uno scorrimento relativo tra le 2 parti nel caso in cui ci siano 2 forze

opposte (compressione e trazione) ortogonali tra loro e agenti a 45° dall'asse.

-torsione: per effetto della deformazione ogni sezione trasversale tende a ruotare intorno al proprio

baricentro.

- carico di punta (in elementi snelli, es. pilastri) :se supero un determinato limite di snellimento , l'oggetto

può subire un incurvamento laterale

* asse neutro: asse del solido che non subisce alcun sollecitamento. più ci si allontana dall'asse neutro più

aumentano le sollecitazioni

*elementi snelli: solidi che hanno dimensioni trasversali ridotte rispetto alla lunghezza.

COMPORTAMENTO AL FUOCO: insieme di trasformazioni fisiche e chimiche conseguenti all'esposizione del

fuoco di un materiale o di un sistema costruttivo. Capacità di non produrre fumi tossici.

esempio: le opere devono rispondere a direttiva europea 89/106CEE: resistenza meccanica e stabilità,

sicurezza in caso di incendio

L'opera deve essere costruita in modo che in caso di incendio:

- la capacità portante dell'edificio possa essere garantita per un determinato t.

- la propagazione del fuoco e del fumo siano limitate (occhio ai materiali)

- la propagazione del fuoco alle opere vicine sia limitata

- gli occupanti possano lasciare l'opera o essere soccorsi

- sia presa in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso

PREVENZIONE: studiare e mettere in atto tutte le misure che possono ridurre i danni in caso di incendio.

REAZIONE AL FUOCO: grado di partecipazione di un materiale combustibile al quale è sottoposto.

dipende dai seguenti parametri:

-infiammabilità: capacità di un materiale di entrare e permanere in stato di combustione con emissione di

fiamme e/o durante l'esposizione ad una sorgente di calore

- velocità di propagazione delle fiamme: velocità con la quale il fronte di fiamma si propaga in un materiale.

- gocciolamento: capacità di un materiale di emettere gocce di materiale fuso dopo e durante l'esposizione

ad una sorgente di calore.

- post-incandescenza: zone incandescenti dopo lo spegnimento della fiamma che potrebbero innescare

nuovamente il fuoco (brace).

-sviluppo di calore nell'unità di tempo: quanto calore viene emesso nell'unità di tempo da un materiale in

stato di combustione.

-produzione di fumo: capacità di un materiale di emettere un insieme visibile di particelle solide o liquide in

sospensione nell'aria risultanti da una combustione incompleta in condizioni definite.

-produzione di sostanze nocive: emettere gas

NORMATIVA EUROPEA UNIEN 13501-1 del 2009 "classificazione al fuoco.."

i materiali vengono classificati secondo EUROCLASSI

materiali inorganici:

CLASSE A1: materiale non combustibile (calcestruzzo, laterizio)

CLASSE A2 : materiale non infiammabile

materiali organici:

CLASSE B: materiale difficilmente infiammabile

CLASSE C: m. mediamente infiammabile

CLASSE D: m. facilmente infiammabile

CLASSE E: m.altamente infiammabile

CLASSE F: reazione del materiale al fuoco non determinata

La classificazione europea prevede anche la classificazione da 0(assente) a 3(elevato) per fumo e

gocciolamento.

Ad esempio: prodotti isolanti installati lungo le vie di esodo potranno essere classe A2, s1, d0 (s=smoke,

d=drops)

Altro esempio: CLASSE DI REAZIONE A1: laterizio. Esso subisce una fase di cottura a 1000°C, perciò non è

infiammabile, gli elementi in laterizio non emettono gas o sostanze pericolose e contengono le probabilità

di danni e le conseguenze al fuoco.

RESISTENZA AL FUOCO: attitudine di un elemento da costruzione a garantire un adeguato livello di

sicurezza della costruzione in condizioni di incendio.

CAPACITA' PORTANTE: ( R ) in caso di incendio attitudine di una struttura a conservare una sufficiente

resistenza meccanica sotto l'azione del fuoco.

CAPACITA' DI COMPARTIMENTAZIONE: (E) ermeticità. Non lasciare passare ne produrre fiamma, vapori o

gas caldi sul lato opposto

ISOLAMENTO TERMICO (I) : attitudine a ridurre la trasmissione di calore.

La dicitura alla resistenza al fuoco può essere REI, RE o R a seconda delle necessità.

La classificazione europea prevede W come emissione di energia. Quindi un elemento può essere

classificato EW, E, EI.

REI: tempo (in min) durante il quale la resistenza la fuoco deve essere garantita.

10 CLASSI STANDARD DI RESISTENZA AL FUOCO: 15,20,30,45,60,90,120,180,240, 360 (6h).

Le prestazioni di resistenza al fuoco possono essere determinati in base a : prove o tabelle.

es.

120 12cm

60 8cm

REI spessore parete

Una muratura portante deve garantire un certo REI, una parete di tamponamento può essere anche

soltanto EI.

In una parete a stratificazione asimmetrica la resistenza al fuoco varia in funzione della direzione del flusso

di calore, infatti lo spessore dello strato o la successione di vuoti modifica la resistenza al fuoco.

REQUISITI DA SODDISFARE - LIVELLO PRESTAZIONALE RICHIESTO

• Livello I : nessun requisito specifico di resistenza al fuoco

• Livello II : requisiti di resistenza sufficiente all'evacuazione

• Livello III

livello IV : limitato danneggiamento

• Livello V : alcun danneggiamento

COMPARTIMENTO ANTINCENDIO

Compartimentazione: suddivisione di un edificio in parti per evitare che un incendio che ha inizio in un

ambiente si propaghi nei compartimenti confinanti. Ogni compartimento deve essere provvisto di vie di

fuga che portino a luoghi sicuri. Ogni tipologia edilizio e sottoposta a specifici controlli dai vigili del fuoco.

PROTEZIONE ACUSTICA

ISOLAMENTO ACUSTICO: capacità che ha una struttura di ridurre l'energia acustica che si propaga per via

aerea dall'ambiente disturbante a quello ricevente. --> POTERE FONOISOLANTE ( R) : differenza tra il livello

di potenza sonora incidente e quello trasmesso.

Coefficiente di trasmissione sonora (t) : rapporto tra en trasmesso e en totale incidente sul corpo. R =

10log/t

Potere fonoisolante di una struttura è definito da: LEGGE DELLA MASSA R = 20log (mf)-44

m = massa per unità di sup (kg/m2)

R = potere fonoisolante (dB)

Hz = freq del suono incidente

In edilizia l'isolamento acustico consente di ostacolare la trasmissione sonora tra 2 ambienti grazie

all'interpolazione di un mezzo fisico di separazione.

L'aumento della massa comporta l'aumento delle difficoltà che un'onda incontra per mettere in oscillazione

la struttura; aumento del potere fonoisolante. l'aumento della frequenza e la diminuzione della lunghezza

d'onda portano all'incremento delle capacità fonoisolante. Ogni raddoppio della massa e della frequenza

del suono comportano un aumento del potere fonoisolante.

Rumore da impatto: emissione sonora di una struttura che avviene per eccitazione meccanica causata da

urti, vibrazioni e strisciamenti. Metodi per isolamento da impatto: rivestimenti resilienti, pavimenti

galleggianti. Il solaio di un edificio abitativo isolato deve avere un emissione sonora massima trasmessa

minore di 62dB. Legge 447/1995

ASSORBIMENTO ACUSTICO

Fonoassorbimento : capacità di assorbire il suono per ridurre il riverbero e il rumore riflesso all'interno degli

ambienti. Esso si distingue in 2 forme

• Assorbimento nel mezzo di propagazione (trascurabile)

• Assorbimento superficiale (espresso attraverso il coefficiente di assorbimento)

Principi secondo cui i materiali assorbono energia:

• Porosità

• Risonanza di cavità

• Risonanza di pannello o membrana

R = indice del potere fonoisolante apparente di elementi di separazione tra ambienti

D = indice di isolamento acustico standardizzato di facciata

L

L

Desolidarizzazione ( staccare parete dal solaio)

ENERGIA

Bilancio energetico di un edificio

Categoria di consumo di calore:

A Basso fabbisogno di lavoro < 30kWh/m2

B <50

C <70

D <90

E <120

F <160

G >160

Oltre la A si va in CASACLIMA ORO, mentre il + denota edifici con criteri ecologici

Trasferimento di calore: energia termica transita per effetto di un gradiente di T.

La trasmissione avviene per conduzione , convenzione e irraggiamento.

Controllo attivo e passivo del benessere termico:

• Passivo: sistema che modifica le azioni degli agenti climatici senza subirne passivamente

• Attivo: impianti meccanici in grado di controllare e determinare le condizioni termo -igrometriche

.

Conducibilità termica (k o lamda)

Rapporto tra il flusso di calore e il gradiente di temperatura che provoca il passaggio di calore. Essa dipende

dalla temperatura , dalla induzione magnetica, dalla porosità.

01 Rame 390 W/mK

07 polistirolo 0.03

TRASMISSIONE TERMICA ( U) (W/m2 K)

Quantità di calore che nell'unità di t attraversa un elemento strutturale della superficie di 1m2 in presenza

di una differenza di T di 1° tra l'interno e l'esterno. Più basso è il valore, maggiore è l'isolamento.

(come distinguo un muro portante da un muro di tamponamento? Bisogna guardare la foratura! Se <45% è

portante)

RESISTENZA TERMICA ( R ) (K/W)

Inverso della trasmittanza termica ovvero la capacità di un materiale di opporsi al passaggio di calore (R=

1/U)

(generalmente chi conduce male l'elettricità conduce male anche il calore)

PONTE TERMICO - dispersione termica localizzata

Conseguenza: condensa superficiale (passaggio fisico da aeriforme a liquido) causa il repentino

abbassamento di T. vi è quindi l'alta possibilità di formazione di muffe.

Dove posso avere ponti termici? In presenza di discontinuità di materia. Quando in una chiusura è presente

un materiale con caratteristiche di continuità tra esterno e interno con elevata conducibilità termica.

Si ha un ponte termico costruttivo spesso in corrispondenza degli elementi strutturali in calcestruzzo

armato che son parte di una struttura .

DISCONTINUITA' GEOMETRICA

Presente quando in una chiusura è presente una discontinuità geometrica che altera la normale

trasmissione dei flussi termici tra esterno e interno. Tale ponte termico si manifesta tipicamente in

corrispondenza degli angoli delle chiusure perimetrali.

Dove c'è un balcone c'è sempre un ponte termico!

INERZIA TERMICA

Attitudine di un materiale di assorbire e accumulare calore che successivamente viene riceduto

all'ambiente.

Lo scopo finale dell'inerzia termica di un materiale è il comfort interno il più possibile elevato.

Il materiale di isolante termico è meglio verso l'esterno della parete in quanto verso l'interno ci sarebbe una

maggior dispersione di calore.

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PASSIVHAUS (soluzioni di abitazioni principalmente presenti in Germania)

Potere di risparmio energetico. Vi è una ricerca nei materiali, nelle componenti edilizie e nelle soluzioni

tecnologiche per ridurre il consumo energetico.

Una casa passiva riesce a sfruttare tutte le caratteristiche degli elementi che la compongono. Attraverso

sistemi passivi e rinnovabili di produzione di energia (sole, aria, corpo umano..)

Esse funzionano se sono involucri chiusi, sigillato perfettamente!

1/3 dell'energia termica necessaria è prodotta da sistemi a guadagno solare passivo.

Necessaria costruzione: disegno più regolare possibile, oggetti utili per raccogliere la luce solare

(importante la tenuta, le caratteristiche e la forma dei materiali). 2 lampadine da75 W possono riscaldare

una stanza da 20 m2.

Sotto i -20°C entra in funzione un impianto ausiliario che riscalda l'aria dell'ambiente. La casa passiva

elimina ogni tipo di ponte termico.

Se i costi di progettazione, costruzione e manutenzione (per circa 30 anni) non supera i costi di sola

costruzione di una casa tradizionale allora è fattibile una casa passiva.

LEGGE 10 del '97:

A alto consumo energetico

B

C

D edificio passivo

E

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MATERIALI ARGILLOSI

Materia prima : ARGILLA

L'argilla è una roccia sedimentaria composta principalmente da silicato idrato di alluminio (caolino) e da

ossido di ferro (quest'ultimo conferisce dopo la cottura il colore ROSSO e la resistenza meccanica).

Caratteristiche principali: materiale facilmente plasmabile e modellabile, sedimenti a grana più fine sulla

superficie terrestre (<2micron). Può quindi assumere diverse forme grazie all'acqua. La proprietà di

plasticità è reversibile entro certi limiti.

Proprietà: PLASTICITA' . L'argilla è infatti in grado di assorbire il 70% del proprio peso.

- MATERIALI CERAMICI

terracotta 800° (maioliche)

Pasta porosa laterizi 800-1150°

(permeabili) facilmente scalfibile refrattari 2000°

ceramiche gres 1000-1250°

Pasta compatta porcellane 1350°

(impermeabili) clinker 1200-1300°

La compattezza della pasta dipende dalla composizione dell'argilla e dalla T di cottura

Cenni storici: primi materiali usati in laterizio risalgono al VIII millennio a.C (in Giordania)

Con l'architrave romana si ha la canonizzazione definitiva della tecnica costruttiva in laterizio. Esso è

utilizzato soprattutto nella muratura tripartita (a sacco), ovvero 2 pareti in laterizio che contengono un

nucleo centrale della muratura in conglomerato cementizio.

La cottura del laterizio (argilla, acqua, paglia e sabbia a 800°C) si ha probabilmente dal I sec a.C (grazie alle

abilità romane).

Processo produttivo del laterizio:

1. ESTRAZIONE DELL'ARGILLA cave a cielo aperto, giacimenti superficiali

2. PREPARAZIONE si ottiene un impasto omogeneo

• Stagionatura - esposizione agli agenti atmosferici per 15gg

• Cernita - eliminazione di eventuali sostanze organiche, SCELTA dell'argilla migliore

• Macinazione - frantumazione del materiale per arrivare alla forma desiderata

• Impasto - formazione della pasta acqua + argilla

Argille magre: prevalenza della parte inerte (minerali allo stato cristallino). Difficilmente lavorabili in quanto

più dure, più secche e cotte a basse T.

Argille grasse: prevalenza parti attive (particelle finissime) . In caso in cui sia troppo grassa in fase di cottura

subisce un ritiro eccessivo (tensioni interne e screpolature superficiali).

Materiali smagranti nell'antichità: paglia e sterco di vacca

Oggi: sabbia

3. MODELLATURA dare forma al prodotto

Può avvenire con

• Blocchiere (per stampaggio)

• Filiere (per estrusione) + economica!! Nata nei Paesi Bassi nel fine '800

4. ESSICAMENTO eliminazione acqua

Passaggio di aria calda e secca tra gli elementi che può avvenire sia naturalmente che

artificialmente (essiccatori statici - continui - rapidi).

L'essicamento serve per evitare che la cottura di un materiale umido produca ritiri e fessurazioni.

5. COTTURA durante la quale l'argilla perde la proprietà di PLASTICITA'.

In:

• Forni Hoffman (fuoco mobile e materiale fisso. A pianta circolare o ellittica)

• Forni a tunnel ( fuoco fisso e materiale mobile disposto su carrelli )

900 < T < 1050 °C per eliminare acqua e stabilizzare il materiale.

<120 °C perdita acqua

120< T <700 perdita acqua di combinazione

>600 °C aumento ritiro. Avvicinamento granuli disidratati . Range di rottura!!

700< T <1200 solidificazione IRREVERSIBILITà PLASTICA (dopo questa fase può assorbire acqua

senza alterazione di stato)

>1200 °C vetrificazione (superficie vetrosa e non porosa! Quindi più impermeabile) e fonditura

dell'impasto

6. STOCCAGGIO E REGGIATURA

Controllo imballaggio e confezionamento in pacchi montati su pallet poi depositati in piazzali.

CLASSIFICAZIONE PRODOTTI IN LATERIZIO

- colore : nei materiali ceramici dipende da:

• Composizione argilla ( ferro (rosso) --> manganese (giallo) )

• Tempo di cottura

• Temperatura di cottura

• % ossigeno

All'uscita dal forno i laterizi si suddividono in:

• ALBASI (poco cotti - gialli - alta porosità - bassa resistenza meccanica)

• MEZZANI O FORTI (ben cotti - rosso mattone - mediamente porosi)

• FERRIOLI ( troppo cotti - colore scuro - pesanti - parzialmente vetrificati - no porosi quindi con

scarsa aderenza alle malte)

L'argilla espansa è utilizzata sotto forma di granuli (LECA) . Alla T di 1100°C si espande in granuli avendo

aggiunto additivi all'argilla.

Argilla espansa: peso specifico molto basso, buona resistenza termica, ottima resistenza al fuoco,

inalterabilità nel tempo. Impieghi più frequenti: - realizzazione di sottofondi e strati termoisolanti di

coperture - blocchi per pareti non portanti - confezionamento calcestruzzi leggeri. l'argilla espansa viene

messa in opera sfusa (si riempiono intercapedini di muratura a cassa vuota oppure si realizzano strati

orizzontali )o impastata con boiacca di cemento.

Riqualificazione delle cave.

Una cava può durare 50 ma anche 10anni! Dipende!

Trasporto

Approvvigionamento distante dalle fornaci può comportare forte impatto ambientale causa il trasporto

delle materie prime. Comunque la maggior parte delle regioni non ha problemi di reperimento di argilla, in

quanto le cave si trovano a meno di 10km dagli stabilimenti.

Riuso e riciclaggio del laterizio

Ovviamente non posso rifondere il laterizio per riportarlo a stato plastico! Quindi si porta il laterizio a

frantumazione per realizzare pietre artificiali o composte per unione di polveri e resine. Oggi sono usate

anche argille frantumate incollate con colle o resine.

n.b centro religioso, lido di lavino , Roma - studio matrella (esempio di riuso laterizio)

Caratteristiche meccaniche

Laterizio (essendo materiale ceramico) ha ottima resistenza a compressione ma scarsa resistenza a trazione

e a flessione. Un elemento pieno in laterizio raggiunge carico di rottura a compressione di 25/35 N/mm2

I materiali cercamici sono fragili: il valore della fragilità è direttamente proporzionale alla T di cottura. Un

materiale fragile non può essere usato per scopi strutturali perché non ha una fase plastica. In un materiale

fragile la rottura si verifica con una separazione netta di strati adiacenti ; un materiale che ha una fase

plastica prima della rottura si verifica uno scorrimento tra strati adiacenti che comporta strozzatura del

materiale.

Caratteristiche tecnologiche

Efflorescenze: depositi biancastri che si presentano nelle murature causa Sali solubili che migrano in

superficie quando l'acqua in essi contenuta evapora. La formazione di efflorescenze deve avvenire in

presenza di Sali solubili, acqua e aria. Viene quindi alterato l'aspetto delle murature facce a vista. Può

comunque essere presente in murature intonacate comportando un espansione causando il distacco

dell'intonaco. Una volta che la presenza dei Sali all'interno termina, il fenomeno cessa.

La presenza di Sali in superficie può essere dovuta a eccesso di solfati alcalini nell'argilla.

Salnitro: nitrato di potassio. Nasce dal cattivo isolamento della struttura dal terreno. Si tratta di una

combinazione di nitrato di potassio, calcio e magnesio presente nel terreno. Essi possono migrare nella

struttura se non correttamente impermeabilizzate.

Gelività: Capacità che ha un materiale di assorbire acqua e mantenere la struttura fisica in caso di cambio di

Temperatura.

Si determina quindi la struttura microporosa del materiale. ( nel caso in cui l'acqua gela, aumentando

quindi di volume, il mattone deve resistere alla rottura).

Un materiale si dice durevole quando la sua vita in servizio efficiente (performance) è equiparabile al t

richiesto all'ecosistema per riassorbire i vari impatti sull'ambiente a esso correlati. Solitamente i materiali

ceramici hanno durata secolare.

LA MURATURA

Disposizione ordinata di elem di dimensioni differenti e uniformi in modo da costituire una costruzione

continua capace di funzionare come struttura resistenza.

Il muro è autoportante quanto più i giunti fra gli elementi sono strutturati in modo da impedire piani di

scorrimento e separazione. Gli elem sovrapposti formano cortina stabile sotto la compressione degli elem

stessi.

Giunti!!!

Primo esempio di struttura in muratura progettata (ovvero ordinata) sono le piramidi. Prima le costruzioni

in muratura portante sono chiamate a cumulo. Ovvero cumulo di materiale dove uomo ha riparo.

Costruzioni indifferenziate : no differenza tra muratura portante, di tamponamento, cupola.. Tea queste

costruzioni riconosciamo le pseudo cupole, esse nascono dal comportamento del materiale. l'equilibrio è

infatti garantito dalla relazione baricentrica tra i corsi superiori e quelli inferiori, le forze si scaricano per

compressione.

Le prime coperture sono realizzate con legname e canne legate col fango. La struttura muraria è in terra

cruda e sorregge la struttura. (oggi la terra cruda è utilizzata per ridurre impatto ambientale, in quanto non

inquina).

Struttura scavata (concetto della necropoli: non costruisco ma scavo): copertura con grandi lastre lapidee.

File ravvicinate di colonne e semicolonne addossate alla muratura.

I greci sono i primi a separare la muratura portante da quella esterna (le colonne sono portare all'esterno).

Le murature portanti sono quasi sempre 2. (diverse dalle murature di controventamento).

Struttura lineare: la muratura portante è una struttura lineare. Essa è caratterizzata da muri portanti (2) , 2

muri di controventamento. La differenza sta nello spessore! In quanto la muratura di controventamento

non ha funzione portante ma di sorreggere un eventuale spostamento della muratura portante. Il solaio,

solitamente monodirezionale ovvero che ha orditura che va a poggiare su murature portanti. I solai

assumono ruolo fondamentale, essi devono lavorare come una scatola! Importante p come vado a

collegare solai alle murature portanti, grazie al cordolo. Importante è che il cordolo resista a compressione,

in quanto a flessione resiste grazie alla presenza dei muri sottostanti. Il problema nasce quando nel muro

portante vi è un'apertura quale una finestra! Qui il cordolo deve compensare la flessione.

Struttura puntiforme: la struttura è portata da pilastri! Non da muri. Anche nelle strutture puntiformi sono

presenti travi principali (muri portanti) e secondarie. Tra pilastri e pilastro posso inserire anche intera

parete in vetro!

Cordolo: elemento in calcestruzzo (armato) collega parete a solaio. Con calcestruzzo armato il cordolo

resiste non solo a compressione ma anche a trazione.

Giunti in una muratura devono essere sfalsati! Perché il giunto è la parte debole della muratura. Il cordolo

deve avere almeno larghezza pari alla muratura sottostante e con rientranza non superiore a 6 cm ( per non

formare ponte termico). l'altezza deve essere pari a quella del solaio che collega o comunque non meno

della metà dello spessore del muro. l'armatura minima consentita è di 4 fi (diametro dei ferri) 16 (mm) con

staffe di 6 mm di diametro ogni 25 cm con funzione di mantenere stabili i ferri.

Vincoli progettuali in una struttura lineare: le costruzioni in muratura devono essere realizzare seguendo

quadro normativo:

DM 14 gennaio 2008

Circolare ministeriale del 3feb 2007 n617

Eurocodice 6

Eurocodice 8

I criteri progettuali generali per edifici in muratura sono :

· Piante il più possibile compatte e simmetriche rispetto a due assi ortogonali

· Murature devono avere continuità in elevazione fino alla fondazione

· Le strutture con Orizzontamenti e coperture non devono essere sporgenti

· Solai devono avere anche funzione di ripartizione delle azioni tra le pareti strutturali , quindi

devono avere il cordolo

· Strutture di fondazione oggi devono essere in calcestruzzo armato, senza interruzioni in

corrispondenza di aperture nelle pareti soprastanti.

Possibilità di diverse murature facendo attenzione alle classi sismiche a seconda della zona sismica: 1(molto

probabile sisma) 2, 3, 4(poco sismica ). Lo spessore minimo della muratura resistenti al sisma deve essere

24cm (in zona 4 20cm). La snellezza (rapporto tra spessore della muratura e lunghezza libera di inflessione)

massima della muratura è 15. in caso di costruzioni semplici, ovvero quando richiama le regole finora

descritte, ciascun muro portante deve essere intersecato da altri muri ad esso perpendicolari ad interasse

non superiore a 7 m (9m nel caso di muratura armata). In corrispondenza di incroci tra murature portanti

perimetrali sono prescritte si entrambi i lati zone di parete muraria di lunghezza non superiore a 1m ,

compreso lo spessore del muro trasversale (per la muratura armata è possibile derogare il requisito).

Mattone

Elementi ceramici a pasta porosa solitamente a forma di parallelepipedo.

Mattone UNI, ha queste precise caratteristiche per impugnare solo con una mano il mattone e stendere la

malta con l'altra.

12x5,5x25

Minore di 5,500 cm3

3kg

Taglio, foglio o piatto lista fascia o coltello

Solo 4 cm di differenza comportano una diversa REI!

Guadagni energetici

Perdite energetiche

Rendimento energetico

Muro romano: maggior spessore di malta in quanto i mattoni non sono regolari. Ci sono perciò molti ponti

termici in corrispondenza del passaggio tra malta e mattone. (giusto)

Negli anni il giusto orizzontale e verticale si è ridotto. La malta è stata poi eliminata per sostituirsi alla colla,

assenza quindi di ponti termici.

Buon lavoro!! Perché all'angolo si è raddoppiato la presenza di materiale isolante

Cotto = simile al laterizio ma cotto a T più alte (pavimentazioni ,vasi)

REVERSIBILITà PLASTICA

Chiave punta o testa

Differenza tra mattoni e blocchi:

l Mattoni: elementi di volume non superiore a 5,500 cm3

l Blocchi : elementi di volume superiore a 5,500cm3

Pieno semipieno y compreso tra forato y maggiore 45%

15 e 45%

Y Minore 15%

y= 100F/A

y:Percentuale di foratura

F: area complessiva dei fori

A: area lorda della faccia

La normativa attuale classifica i mattoni in base alla loro densità:

• LD low density massa volumica asciutta lorda fino a 1000kg\m3

• HD high density massa volumica asciutta lorda superiore a 1000 kg/m3

Multipli e sottomultipli

Di un mattone standard:

Pieno UNI , tre quarti, mezzo , bernardino (1/4) , mezzolungo o tozzetto, doppio UNI.

Muro monolitico: sezione piena continua, può essere semplice (se costituito da un tipo di elem),

misto ( più tipi di elem),. Un muro monolitco è detto monostrato quando una delle dimensioni degli

elementi di cui si compone coincide con lo spessore del muro.

Lo sfalsamento dei giunti verticali non deve essere comunque superiore a 0,4 volte l'altezza

dell'elemento stesso ovvero di 4cm. I giunti verticali devono essere di uno spessore tra 8/15 cm. . Le

piccole dimensioni degli elementi permettono più apparecchiature murarie e tessiture di faccia differenti.

Apparecchiatura muraria

Angolo e incrocio murario

Blocco: caratterizzato da grande varietà morfologica. Può essere a sezione parallelepipeda chiusa

(rettangolare o quadrata) o aperta. Con elem speciali per la realizzazione di particolari costruttivi.

blocco

Dimensioni VARIABILI

Volume maggiore di 5,500cm3

Peso variabile da 1,7 a 12,8kg

Reazione al fuoco classe 0

Resistenza a compressione 75-50N/mm2

Blocco alleggerito in pasta - laterizio alleggerito in pasta

Varia massa volumica 450-800 kg/m3

peso non basso quanto il peso del blocco 6,6-13,5kg

Resistenza a compressione più bassa 75-30N/mm2

Ha prestazioni migliori rispetto a blocco non alleggerito!

Per ottenere blocco alleggerito devo inserire additivi: polistirolo in sfere che bruciando (manifestandosi in

gas) lascia dei vuoti. Questo aumenta notevolmente resistenza termica del blocco! Oltre alla porosità questi

vuoti aumentano la resistenza termica.

per il termine alleggerito si intende che è diminuita la densità. Questi vuoti riducono notevolmente la

resistenza a compressione meccanica.

Il laterizio in pasta è considerato prodotto bio. Occhio!! Il polistirolo non è un prodotto tanto naturale! Per

realizzare un vero laterizio alleggerito in pasta bio si possono usare scarti di cantiere, segature, sansa di

olive esausta. Dopotutto usare scarti di cantiere o queste tecniche bio comporta più fatica! Il polistirolo è

facilmente reperibile e costa meno.

Perlite: roccia vulcanica effusiva con colore variabile tra grigio e rosa. Dal punto di vista chimico-fisico è

classificabile come vetro siliceo. Caratteristica importante: quando viene riscaldata può assumere un

volume fino a 20 volte maggiore rispetto a quello originale. La perlite ha stesso comportamento del

polistirolo all'interno del blocco. Ma utilizzando la perlite posso avere ottime prestazioni termiche e e

meccaniche! Grazie al fatto che la perlite non è composta da vuoti.

In zona sismica 4 sono ammesse murature realizzate con blocchi a giunto verticale ad incastro, blocchi

rettificati, blocchi con giunti orizzontali di malta interrotti. I setti interni devono essere continui e rettilinei

(esclusi i fori di presa).

Laterizio rettificato (Germania anni '70)

La muratura in blocchi rettificati è caratterizzata da posa praticamente a secco che rende più rapida e pulita

l'operazione di costruzione con notevole risparmio di costi per legante. (Blocco con setti molto sottili e

sfalsati! Sfalsati significa che il calore ci mette molto più tempo per percorrere il blocco! Quindi è

maggiormente isolante.) il sistema è composto da elementi in laterizio , compreso gli utili pezzi speciali

come il blocco a pettine..

La rettifica è levigatura di una delle 2 facce del blocco. Quindi ho misure geometriche il più possibile

precise. Lo scarto permesso è di mezzo millimetro. Questo comporta il non utilizzo della malta (la quale

vuole materiale poroso e non liscio) ma di una colla per uno spessore di 4/5 mm eliminando quasi il giunto

orizzontale e completamente quello verticale.

Processo di rettifica si svolge dopo la fase di cottura in modo da non modificare regolarità geometrica.

La posa in opera: nel primo corso i blocchi devo montarli con la malta ( la fondazione non è

geometricamente precisa, la malta mi regolarizza il piano), un rullo passa la colla sul corso di blocchi e

quindi passo al corso superiore con l'inserimento di altri blocchi.

Tecnica della muratura

Muratura monostrato: composta da elementi che hanno uno spessore che coincide con lo spessore della

muratura stessa. I blocchi assolvono contemporaneamente a tutte le funzioni richieste ad una muratura

portante.

Muratura pluristrato: presenza di 2 setti murari distinti, posti parallelamente in aderenza , connessi fra loro.

Generalmente soltanto una delle 2 pareti ha funzione portante ai carichi mentre la seconda ha ruolo di

fodera.

Tipologie:

Muratura cava: variante del muro a doppia parete. La differenza è negli elementi resistenti trasversali che

legano il paramento esterno a quello interno, incrementando la rigidezza trasversale.

La stabilità dei muri a diaframma è data dalla forma: per distribuire in maniera opportuna i carichi sulla

struttura verticale è necessario collegare le 2 pareti con un cordolo continuo.

Muratura rinforzata: presenta degli elementi localizzati di irrigidimento e collegamento trasversale in

prossimità degli incroci murari e delle aperture. Funzione barre metalliche: i blocchi non resistono a

trazione! Quindi inserisco per esempio acciaio che esegue quella funzione! Tipo di muratura che non ha

progetto.

Muratura Armata: (ha un progetto) muratura portante che accoglie al suo interno elementi come barre

metalliche o getti di calcestruzzo armato che svolgo il compito strutturale di resistere a trazione. Presente

sia l'armatura verticale che quella orizzontale.

Muratura armata concentrata: i rinforzi sono concentrate in specifiche zone (incroci, angoli..)

Muratura armata diffusa: ha il particolare di un getto continuo di conglomerato cementizio all'interno del

muro

La muratura armata permette di raggiungere altezze fino a 4 piani.

Muratura a sacco: prevede la tripartizione del muro, 2 pareti rifinite con blocchi di pietra o mattoni solo

all'esterno e dal riempimento del nucleo con una massa non omogenea; tale conglomerato , fatto di terra,

pietra , mattoni frantumati e detriti

Pannelli prefabbricati : i sistemi a pannelli portanti in pannelli prefabbricati in laterizio rientrano nella

categorie delle murature armate. Vantaggioso! Perché in stabilimento ho già assemblato l'armatura! In

cantiere devo solo montarlo. Diminuisce il tempo di messa in opera. Gli svantaggi possono risultare negli

incastri tra i pannelli, infatti l'utilizzo maggiore è in prossimità delle aperture. Per un architetto l'utilizzo di

pannelli prefabbricati è molto "monotona".

La percentuale di foratura (dal 55 al60%) nella muratura di tamponamento è maggiore rispetto ai mattoni

di una muratura portante.

Pareti di tamponamento: chiusura di una specchiatura di una campata strutturale (quindi in edifici a

struttura intelaiata), non hanno funzione portante. Scopo di separare l'ambiente edificato da quello

esterno. Fino a fine 800 le pareti di tamponamento coincidevano con quelle portanti, quindi sia di chiusura

che portante.

Pareti di tamponamento monostrato :senza intercapedine composta da un'unica parte di blocchi o mattoni

che hanno funzione sia di chiusura che isolamento.

Parete pluristrato: parete senza intercapedine composta da tavolati di blocchi paralleli.

Tipologie:

· Parete ventilata

· Parete con isolamento interno : strato esterno autoportante e uno strato di isolamento interno.

prevalentemente usato negli interventi di recupero.

· Parete con isolamento esterno: "cappotto", strato interno autoportante e uno strato di isolante

esterno. Posizionamento del pannello isolante sul lato esterno della parete perimetrale. Il cappotto elimina

ogni ponte termico. Il materiale per isolamento termico deve avere elevata stabilità e bassa densità (per

evitare movimenti di dilatazione), bassa conduttività termica, tenuta all' acqua e all'umidità, traspirabilità,

sup idonea all'aggrappaggio di intonaci.

· Parete a cassa vuota: "muratura a coppia parete" , due pareti parallele poste a distanza ravvicinata

con interposta intercapedine d'aria.

· Parete a cassetta: (…) con interposto isolante termico e in alcuni casi intercapedine d'aria.

Intercapedine chiusa deve avere dimensioni comprese tra 2,0 - 5,0 cm in quanto si ha maggior efficienza di

isolamento.

· Controparete: parete sottile che viene sovrapposta su una struttura con spessore più rilevante. Di

frequente protegge un interposto strato di isolante termico. Perché inerisco controparete?? Per inserire

impianti, pensili di una cucina (forare calcestruzzo? No, ho controparete di blocchi che son già forati).

Deformazioni, fessurazioni e rotture

Resistenza sismica

Resistenza meccanica: carichi e sovraccarichi

Pareti di tamponamento di grandi dimensioni. Pareti di tamponamento prefabbricati

Pareti di divisione e separazione funzione di separare gli spazi interni ad un edificio

Le pareti di separazione dividono tra loro le differenti unità abitative, le pareti divisorie dividono ambienti

appartenenti alla stessa unità abitativa.

l'elemento tecnico viene chiamato tavolato e assito

Pareti di partizione interna verticali funzioni: distribuzione interna, separazione tra unità abitativa,

compartimentazione antincendio , locale umido.

Prodotti tradizionali ed evoluti.

Resistenza meccanica :carichi verticali

Per evitare la fessurazione delle parti divisorie (flessione) in presenza dei solai è necessario che quest'ultimi

siano opportunamente dimensionati.

Il carico esercitato dalle pareti interne sul solaio deve essere compatibile con quello previsto nel

dimensionamento degli orizzontamenti dell'edificio: circolare del '96.

Resistenza meccanica : carichi sospesi.

Requisito di resistenza ai carichi sospesi è definito dalla norma uni8326: attitudine di una parete a non

subire deterioramenti o danni sotto l'azione di carichi, applicato ai dispositivi di sospensione e fissaggio, di

contenitori e di attrezzature di normale uso domestico.

Limiti dimensionali

· Altezza max consentita 6 m

· Spessore minimo parete non inferiore a 5cm

· Pareti ancorate ai perimetri devono presentare una connessione

Pareti sospese

Scaricano il loro peso , grazie ad una loro struttura di supporto, sui muri portanti laterali o

sull'orizzontamento superiore anziché su quello inferiore.

Interventi di recupero in cui possono essere impiegate:

Orizzontamento troppo deformabile

Stratificazione di una parete di separazione a cassetta:

Massa frontale 176 kg/mquadrati

Trasmittanza termica U 0,36

Potere fonoisolante 56db

Reazione al fuoco A1

Resistenza al fuoco EI 120

Integrazione impianti Si

Archi, architravi e piattebande

Realizzando aperture in un edificio a struttura portante lineare si dovrebbero rispettare le seguenti

indicazioni:

Allineare le aperture: in modo da avere porzioni di muratura strutturalmente efficaci

Limitare larghezza aperture

Non aumentare ampiezza aperture da alto verso basso

In zone sismiche posizionare apertura ad almeno 1m dall'angolo del muro portante perimetrale

Per sorreggere la porzione di muratura sovrastante un'apertura si può utilizzare un architrave , una

piattabanda o un arco

Arco e piattabanda : Particolarità di far lavorare muratura sempre in compressione e non a trazione. Modo

più corretto per realizzare apertura in muratura portante.

l'arco valorizza la resistenza a compressione del laterizio e della pietra, consentendo la realizzazione di

aperture senza ricorrere a altri materiali resistenti a trazione. Ciò è dovuto alla forma e dal materiale

compositivo.

Arco radiale: giunti sfalsati

Arco ad anelli: giunti allineati

Centina: Elemento che permette di costruire un arco. Si possono trovare in legno (dove la malta ha meno

presa) , in polistirolo o in parte in acciaio. Centina rampante

Esistono archi a 1,2,3 teste (come nelle murature). Non è detto che a una muratura di 2 teste corrisponda

un arco a 2 teste!

Tipi di archi (forme):

▪ Arco a tutto sesto

▪ Arco acuto

▪ Arco a sesto ribassato

▪ Arco a sesto rialzato

▪ Arco ellittico

▪ Arco policentrico

▪ Arco rampante

▪ Arco zoppo

Es. Chiesa di padre Pio, san Giovanni rotondo (FG) -Renzo Piano

Piattabanda: non ha una forma curvilinea ma si comporta come un arco, ovvero permette a tutte le forze

che gravidano su essa di scaricarsi nei piedritti. Ciò che gli permette di comportarsi come un arco è la

disposizione degli elementi: ovvero elementi inclinati fino al piedritto.

Piattabanda romana

Piattabanda alla francese

La luce di una piattabanda difficilmente supera i 2m e le configurazioni più usuali hanno un rapporto fra

raggio e luce 1 a 2. per la realizzazione non è necessaria una centina ma anche semplicemente un asse di

legno, un appoggio.

(immagini murature e piattebande)

Architrave: è un sistema di travatura rettilineo. compito di resistere al carico superiore, resistere a

flessione.

Perché un architrave in pietra resista, deve avere altezza considerevole rispetto all'apertura.

Capacità di resistere a trazione, quindi non andare in flessione.

l'aspetto più delicato è l'attacco dell'architrave alla muratura.

Architravi metalliche: mi permette di ridurre l'altezza.

Architravi in laterizio armato, gli elementi sono armati con tondini o appositi tralicci in acciaio.

Architrave in laterocemento: in calcestruzzo armato con fondello in laterizio.

Materiali lapidei

Classificazione geologica

Ottenuti da rocce di varie origini .

Rocce effusive (hanno subito processo di raffreddamento) BASALTI

Rocce intrusive (solidificazione lenta) GRANITI

Eruttive, magmatiche, ignee o primarie (raffreddamento e solidificazione) di magmi fluidi.

Rocce metamorfiche (hanno subito trasformazioni) MARMI

Rocce sedimentarie (accumulo di sedimenti) ARENARIE

Classificazione commerciale

Marmi , roccia cristallina compatta e lucidabile , da decorazione e costruzione, composta da minerali di

durezza Mohs compresa tra 3 e 4 (alabastri calcarei, calcari..)

Graniti , roccia a struttura cristallina ben visibile con superficie compatta e lucidabile , da decorazione e

costruzione , su cui spiccano minerali policromi di durezza Mohs tra 6 e 7

Travertino , roccia calcarea di origine chimica e di colore bianco-giallastro tendente al bruno con alcune

varietà lucidabili. Di consistenza tenera il travertino, da costruzione o decorazione, ha una struttura

inconfondibile vacuolare.

Pietra, roccia di composizione mineralogica svariatissima, generalmente non lucidabile (tenere poco

compatte: arenarie, calcari, peperini, tufo; dure e compatte: ardesie, basalti, trachiti).

In Italia:

Liguria: ardesia

Toscana: pietra serena e bianco di Carrara

Puglia: pietra di Apricea e di Trani

Sicilia: pietra lavica

Umbria: pietra sponga

Lazio: travertino, tufo e peperino

Sardegna : granito

Classificazione per massa volumica apparente: rapporto tra massa allo stato secco e il volume delimitato

dalla superficie esterna (vol apparente). Kg/mcubo

Molto leggere fino a 1000kg/mcubi (pomici)

Leggere peso tra 1000 e 1500 (tufi vulcanici e calcarei, sabbie asciutte)

Mediamente pesanti tra 1500 e 2500 (calcarei teneri, arenarie porose)

Pesanti. 2500-3000 (calcarei compatti, graniti, sieniti, porfidi, gneiss, dioriti)

Molto pesanti. Superiore a 3000 (basalti, graniti, serpentini)

Classificazione in base alla durezza (attitudine alla lavorazione). Durezza: attitudine a resistere ad azioni

meccaniche di scalfitura e incisione, abrasione ed usura, taglio e segabilità.

Grado di scalfitura : scala di Mohs, gradua 10 minerali secondo un criterio di scalfitura reciproca.

1. Talco

2. Gesso (teneri - scalfibile con unghia)

3. Calcite

4. Fluorite

5. Apatite (semiduri - scalfibile con punta di acciaio)

6. Ortoclasio

7. Quarzo

8. Topazio

9. Corindone

10. Diamante (no scalfibile con punta di acciaio)

Classificazione in base segabilità: per determinare lavorabilità

1. Calcari

2. Travertini

3. Tufi pietre tenere segabili con seghe dentate

4. Arenarie

5. Calcari pietre semidure

6. Arenarie forti

7. Serpentini pietre dure

8. Basalti

9. Graniti

10. Porfidi durissime segabili con polveri diamantifere industriali o con carburo di

silicio

Classificazione per divisibilità

1. Divisibilità per stratificazione (rocce sedimentarie)

2. Divisibilità per scistosità (metamorfiche)

3. Divisibilità per fessurazione (magmatiche)

4. Divisibilità per fratturazione ( magmatiche e sedimentarie).

Resistenza a compressione e trazione

Resistenza a compressione , per gli impieghi edilizi delle pietre è la proprietà più importante. Per materiali

lapidei da 50N/mm2 (tufi), a 240 N/mm2 (graniti).

Resistenza a trazione: pari a 1/20 -1/50 dei valori si compressione , è trascurata solitamente. Espressa dal

carico unitario medio , in N/mm2 necessario per provocare la rottura di un provino di forma cubica o

cilindrica.

La pietra è anisotropica, ovvero i suoi valori di grandezza fisica, Non sono uguali in tutte le direzioni.

A seconda dell'impiego i materiali lapidei possono essere suddivisi in pietre da costruzione, pietre

ornamentali, pietrischi, aggregati, granulati e polveri.

Dalla conformazione si possono distinguere:

Blocco : elemento di grandi dimensioni , greggio o squadrato, impiegato per murature portanti o di

chiusura

Lastra: spessore sensibilmente inferiore agli altri 2, per rivestimenti, pavimentazioni o manti di copertura

Listello: lunghezza notevolmente maggiore rispetto alle dimensioni in sezione

Massello: non lastriforme, di formazione parallelepipeda, , per pavimentazione esterna

Cordolo: massello a correre utilizzato per cordonature.

Caratteristiche strutture in pietra -

l'aspetto e il colore della pietra dipende dal componente essenziale e dal lavoramento superficiale che

subisce · Sabbiato (pressione)

· Filo di sega (urto)

· Fiammato (termico)

· Rigato

· Rigato a spina

· Bocciardato

· Levigato (rasamento)

· Scalpellato

· Fiammato con trattamento idrorepellente e idrorepellente tonalizzato.

Difetti possibili presenti per cause meccaniche o per inclusioni varie: (fare in modo che in cantiere non

arrivino materiali difettosi!!)

• Pelo (fessura appena percettibile e di notevole lunghezza, orientata in qualsiasi direzione)

• Pelo furbo (fessura di pochi mm di lunghezza , rilevabile solo se si bagna il materiale)

• Pelo cieco (fessura occulta rilevabile soltanto ad avvenuta segagione del blocco

• Tarolo, piccolo foro presente in alcuni marmi

• Punto di ruggine , piccola macchia naturale di idrossido di ferro

• Nodulo, natura selciosa o quarzosa, appare spesso nelle rocce tenere

• Catena inclusione di aspetto e struttura contrastante rispetto al materiale della roccia

• Macchie

• Efflorescenze

CONNESSIONI (vedi imm su quaderno) 25/11

Possibili connessioni d'angolo sono molteplici rappresentano il nodo tecnologico più complesso. Queste

soluzioni assumono valore estetico primario in quanto contribuiscono alla texture della facciata:

· Spigolo dritto con presa di costa

· Spigolo smussato con presa di costa

· Battuta con limbello con mezza presa di costa

· Mitria con limbello

· Spigolo smussato con limbello laterale

· Finto limbello senza presa di costa

· Mitria

· Becco di civetta o di uccello

· Spigolo con modanatura concava

ADERENZA ALLE MALTE azione mutua che si esercita tra materiali di natura diversa per effetto delle loro

forze molecolari, quando sono posti a contatto in determinate posizioni

Affinità compositive e di aderenza dipendono da:

· Fattori fisici , porosità e asperità superficiale dei materiali lapidei che favoriscono penetrazione

delle malte e quindi l'aderenza (arenaria, migliore aderenza fisica).

· Fattori chimici , la partecipazione di minerali a fenomeni di presa e indurimento del legante

(pietre silicee migliore aderenza chimica)

È di regola bagnare la sup del materiale lapideo prima della posa in opera con malta, specialmente rocce

porose, per evitare che ci sia sottrazione di acqua dell'impasto, con soluzioni negative estetiche, sulla presa

e indurimento.

RESISTENZA ALL'USURA E ALL'URTO

Resistenza a usura o abrasione resistenza opposta dal materiale al consumo , per attrito meccanico o

logoramento, delle parti superficiali, importante per pavimentazioni

Caratteristica , di solito proporzionale alla durezza superficiale, viene verificata rilevando la riduzione di

spessore di un campione sottoposto all'azione di attrito oppure all'azione meccanica

Resistenza all'urto si esprime con un coefficiente di rottura , in Joule, in base al lavoro di rottura sll'urto (L):

la misura avviene con la caduta da un'altezza (h), di una sfera di ghisa, dal peso di 10N sulla lastra campione

di 20x20x3 cm

Requisito impo per pavimentazioni

L = h x P

Durevolezza: attitudine di un materiale a durare nel tempo, senza subire alterazioni

Durata nel tempo è condizionata dall'azione contemporanea di due gruppi di fattori:

· Estrinseci, dovuti alle azioni chimiche e fisico-meccaniche degli agenti atmosferici , degli agenti

inquinanti e agenti naturali. (escursioni termiche sono tra le più pericolose)

· Intrinseci, dovuti a composizione mineralogica della roccia da cui proviene la pietra, dalla sua

struttura e dal suo trattamento superficiale. (gelività: tensioni indotte dovute al gelo e disgelo dell'acqua

assorbita)

Coefficiente di imbibizione

Rispetto ai materiali ceramici, i materiali lapidei hanno dimensioni maggiori.

Apparecchiature murarie (quaderno) 25/11

Murature listate: alternanza di materiale lapideo e ceramico. Molte murature antiche sono listate, in

quanto serve a uniformare pietre di conformazione non lineare (facendo strato di mattoni regolarizzo il

piano per posa superiore di materiale lapideo).

Murature a blocchi

Prodotti naturali artificiosi: moderne tecnologie sono in grado di ridurre i blocchi di pietra in spessori sottili

o ibridarli con supporti

Lastricati: uso maggiore materiali lapidei è pavimentazione. Può essere messo in opera o su malta o su

sabbia.

Primi esempi di facciata appesa in pietra _ postparkasse 1904/12 -Vienna Otto Wagner

Rivestimento in ardesia Norvegese

Rivestimento in ardesia del Vermount

Prodotti artificiali ricomposti

RIVESTIMENTI DI FACCIATA A MONTAGGIO MECCANICO

Ricerca della qualità complessiva del sistema di chiusura verticale

Facciata appesa:

Gli elementi dello strato protettivo vengono ancorati alla sottostruttura ad una certa distanza dalla parete

esterna dell'edificio da rivestire

Modalità di ancoraggio

Tradizionale

Montaggio meccanico

Modalità in messa d'opera a montaggio meccanico

l'intercapedine d'aria

Caratteristiche:

• Dimensioni variabili da pochi cm fino altre 20cm

• Ventilazione naturale e/o forzata

• Intercapedine in comunicazione con l'esterno

• Benefici igrometrici

• Comfort termo acustico

Tipologie di lavorazioni

Foro semplice, foro con ribasso, foro a strappo, fresata inclinata, fresata semplici, fresata con ribasso,

fresata continua senza ribasso, fresata continua ribassata.

Gli elementi dello strato protettivo vengono ancorati meccanicamente alla sottostruttura ad una distanza

variabile dalla parete esterna dell'edificio da rivestire , in modo da ottenere un'intercapedine d'aria più o

meno ventilata.

Elementi che compongono il sistema di rivestimento:

Sottostruttura

Strato isolante

Intercapedine d'aria

Sistemi di ancoraggio


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AUTORE

Franci_.

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Franci_. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Materiali ed elementi costruttivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Piferi Claudio.

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