Metodo
Nell’ambito del presente progetto si farà riferimento al metodo concertativo-partecipato: concertativo in quanto realizzato in collaborazione con diverse professionalità competenti nell’intervento su tale problematica; partecipato in quanto valuta la percezione del problema da parte della popolazione interessata e mira a stimolare la sensibilizzazione e la partecipazione attiva dei beneficiari dell’intervento.
Alimentazione
L’alimentazione ha assunto nella società odierna un ruolo fondamentale nella determinazione della qualità della vita. Tuttavia, spesso bambini e adolescenti assumono comportamenti alimentari inappropriati e caotici. Questo è dovuto sia ad una scarsa informazione, sia ad un’errata interpretazione dei propri stimoli corporei. Termini come obesità, bulimia e anoressia fanno ormai parte del linguaggio comune, tuttavia a questo non si lega una buona conoscenza di tali disturbi e dei corretti principi alimentari da rispettare, facendo sì che tali problemi aumentino tra bambini, adolescenti ed adulti.
L’educazione alimentare in età scolare rappresenta uno strumento essenziale per la prevenzione di malattie legate all’alimentazione, contribuisce al mantenimento di uno stato di salute ottimale ed offre diversi spunti di crescita personale e culturale. Informare sulle necessità del proprio corpo e sui rischi di una cattiva alimentazione, insieme alla promozione di comportamenti salutari (attività fisica) e dell’autostima, permette di ridurre sensibilmente la diffusione di disturbi del comportamento alimentare e dell’obesità, aumentando il benessere sociale, psichico e fisico.
Il progetto “Nutri il benessere”, ritenendo che l’educazione alimentare sia un’importante parte del processo pedagogico ed educativo, in grado di influenzare lo stato di salute della persona, decide di accogliere la richiesta della scuola primaria di secondo grado “Leonardo da Vinci” di Roma, creando un percorso condiviso con gli insegnanti che coinvolga sia alunni che genitori. Il ruolo della famiglia è infatti strategico nel migliorare il comportamento alimentare dei giovani, in quanto diversamente si correrebbe il rischio di vanificare le aspettative di prevenzione, benessere ed educazione che il progetto si propone di promuovere.
Bullismo
Il bullismo è un fenomeno sociale caratterizzato dalla messa in atto di comportamenti violenti, intimidatori, prevaricatori, di esclusione sociale e di isolamento, ripetuti sistematicamente nel tempo verso una o più persone, giovani o adulte (insegnanti), generalmente viste come deboli e incapaci di reagire. Le vittime finiscono spesso per attuare vere e proprie condotte di evitamento verso luoghi, persone e situazioni legate a tali esperienze.
Il bullismo può assumere varie forme, non sempre riconosciute da chi dovrebbe vigilare sulla sicurezza dei ragazzi: fisiche (come picchiare o spingere), verbali (come offese e prese in giro) e indirette (come pettegolezzi, ostracismo e rifiuti). Si tratta di azioni che se intense e prolungate possono avere conseguenze significative sul normale sviluppo psicologico delle vittime. Inoltre anche per il bullo è stata osservata la tendenza a sviluppare in età adulta disturbo antisociale.
Il fenomeno del bullismo colpisce un numero significativo di studenti nelle scuole di tutta Italia, sia maschi che femmine, colpendo maggiormente nelle fasce di età preadolescenziali e adolescenziali. Per tali motivi è molto importante intervenire all’interno del contesto scolastico per cercare di prevenire e/o contrastare tali condotte.
Corso pre-parto
La gravidanza segna un cambiamento importante nella vita di una coppia: è necessario ristrutturare il proprio ruolo sia per l’uomo che per la donna, che non è più solo quello di partner, ma anche di genitore. Spesso nascono ansie, paure e sentimenti di inadeguatezza dovuti a scarse conoscenze circa i cambiamenti che si dovranno affrontare.
Il corso di preparazione al parto permette a future mamme e futuri papà di iniziare insieme il percorso che li porterà alla genitorialità. La donna potrà comprendere meglio cosa accade al proprio corpo, al fine di essere meno vulnerabile e tenere più sotto controllo la tensione e lo stress, molto utile durante le fasi del travaglio e del parto. Da un punto di vista psicologico confrontarsi con altre donne permette di ridimensionare la paura del parto e del dolore e di eliminare parte delle insicurezze per vivere con maggiore serenità i mesi della gravidanza.
L’uomo potrà invece acquisire informazioni utili sul momento della nascita del figlio, imparare tecniche di respirazione utili se deciderà di assistere al parto, si sentirà più coinvolto e partecipe all’esperienza della gravidanza e più preparato a sostenere la compagna. Inoltre anche per l’uomo è importante avere l’opportunità di confrontarsi con altri futuri papà per normalizzare le proprie ansie e paure per il futuro.
Il progetto “Insieme verso la genitorialità” si propone di preparare le coppie al momento della nascita del figlio attraverso la trasmissione di conoscenze sulla gravidanza e sul parto, l’insegnamento di tecniche di training autogeno per alleviare la tensione fisica ed emotiva ed il confronto diretto con altre coppie di futuri genitori.
Dislessia
La dislessia, insieme alla discalculia, la disgrafia e la disortografia, fa parte dei disturbi specifici dell’apprendimento, ovvero disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. La dislessia in particolare è un disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo.
La dislessia e gli altri disturbi specifici dell’apprendimento si manifestano primariamente nel contesto scolastico, dopo una prima esposizione alla scolarizzazione. Spesso i bambini con dislessia vengono erroneamente considerati svogliati dagli insegnanti o poco intelligenti dai compagni di classe, per cui tendono ad isolarsi o ad essere isolati, aspetto che si ripercuote notevolmente sul loro adattamento psicosociale.
Riconoscere tempestivamente la presenza di dislessia ed intervenire precocemente è quindi fondamentale per prevenire il disagio psicologico del bambino, facilitare l’apprendimento e favorire l’integrazione con il resto della classe, che può diventare una grande risorsa per il bambino con DSA.
Dispersione scolastica
La dispersione scolastica è un fenomeno che riguarda l’abbandono precoce degli studi, prima del completamento del percorso scolastico. L’età adolescenziale è un’età complessa in cui l’individuo va costruendo la sua identità ed è mosso dalla ricerca di autonomia e dal desiderio di ribellione verso i genitori e le istituzioni in genere, tra cui anche la scuola.
Questi aspetti, se aggravati da un contesto di vita degradato, possono porre le basi per l’abbandono scolastico. In Italia questo fenomeno è infatti tutt’oggi molto diffuso soprattutto in contesti svantaggiati dal punto di vista socio-economico. I giovani che abbandonano precocemente la scuola finiscono per entrare nel giro del lavoro minorile o finiscono per vivere ai margini della società con il rischio di sviluppare forme di devianza giovanile o criminalità. Accanto a questo fenomeno vi è però anche quello della disaffezione scolastica, accompagnata da demotivazione e disinteresse verso l’apprendimento a causa dell’insuccesso scolastico, che si verifica quando gli studenti non riescono ad esprimere il proprio potenziale e quindi a soddisfare i propri bisogni formativi.
In entrambi questi casi è importante intervenire in senso preventivo e considerare gli alunni nella loro globalità, tenendo conto sia del contesto in cui si inseriscono, sia delle risorse e dei limiti personali.
Educare alla legalità
In Italia, nel corso degli ultimi anni, si è assistito alla nascita graduale di una grave crisi della legalità: è venuto meno il sistema dei valori, il senso civico e spesso anche morale. Il disagio giovanile tipico dell’adolescenza e il sempre più diffuso disadattamento famigliare allontanano spesso i giovani dalla via della legalità, spingendoli verso il rischio di devianza e delinquenza.
Spesso la città è vissuta dai giovani stessi come ricca di confini invalicabili a causa di spazi pubblici malfrequentati e di situazioni di vita quotidiana ritenute pericolose a causa di sintomi di disagio sociale, come il bullismo dentro e fuori dalle scuole. La sicurezza diventa quindi un bene comune che va costruito insieme e tutelato, attraverso una partecipazione responsabile alla vita della propria città.
Il progetto “Io rispetto attivamente” nasce dalla consapevolezza che la scuola riveste un ruolo centrale nella promozione della legalità tra i giovani e nella riduzione del disagio sociale.
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