Società
Nella società vige un sistema castale molto antico, risalente al 1000 a.C ca, che prevede disuguaglianze riguardanti la purezza dell'individuo; il massimo dell'impurità è dato dai fuoricasta. Questa disuguaglianza vieta il contatto tra caste più pure e meno pure: nel caso ci sia un contatto si procede con i riti di purificazione. Il cibo è mezzo di impurità e di contaminazione, così come i pozzi: ognuno in passato attingeva l'acqua dal pozzo della propria casta, con conseguenza un numero vasto di pozzi nel territorio. Si pensa che anche nella fase protostorica ci fosse questa concezione.
Religione
Tre religioni classiche indiane
- Buddhismo
- Jainismo
- Induismo
Per queste religioni gli uomini non sono destinati a vivere una sola vita ma passano attraverso un ciclo di esistenze (SAMSARA) ciascuna condizionati dalle azioni compiute in quella precedente. Poiché però la vita sulla terra non è felice, gli uomini dovrebbero cercare di raggiungere la liberazione da questo ciclo di esistenze (NIRVANA). Questo richiede però una grande perfezione spirituale che non tutti possono raggiungere. In tutta la loro storia queste tre religioni sono accompagnate da una grande riflessione filosofica, dove risulta centrale la figura del maestro, del guro come guida spirituale.
Buddhismo (IV secolo a.C.)
Siddharta Gautama che diventerà il Buddha è sicuramente un personaggio storico, nonostante le discrepanze di date relative alla sua vita. Secondo la tradizione era un principe relegato dal padre all'interno del suo palazzo. Egli però un giorno riesce ad uscire ed entra in contatto con la sofferenza della vita umana. Scappa così dal palazzo e inizia un lungo percorso spirituale al culmine del quale raggiungerà l'illuminazione (BODHI). Fonda quindi una comunità monastica e spende il resto della sua vita a predicare la sua dottrina. La regione da cui si sviluppa l'attività del Buddha è Magadha ma la sua legge (DHARMA) si estende ben presto in tutto il territorio indiano e fra tutti. Al buddismo fanno riferimento gli strati sociali (a differenza del brahamanesimo). I primi monumenti artistici dell'India conservati sino a noi, e la biografia del Buddha insieme alle vicende delle sue esistenze precedenti (non di rado in forma animale), sono narrate nella grande letteratura dei Jataka ("nascite").
In contrasto con la coeva religione dei Brahmani, il Buddha si rivolge a tutti, senza limiti di appartenenza sociale, perfino alle donne. Inizialmente come lingua il sanscrito viene rifiutato tanto che il fondamentale canone buddista viene scritto in una lingua medio-indiana chiamata pali. La fase più antica del buddhismo, che prende il nome di Hinayana, cioè del Piccolo veicolo, contempla un ideale di santità raggiungibile soltanto in una dimensione monastica e di sforzo individuale. Intorno ai primi secoli d.C., questo rigore si modifica con la diffusione del cosiddetto Mahayana, il Grande veicolo, nel quale la liberazione si apre a tutti e si assiste alla comparsa di figure di intermediari cui poter rivolgere preghiere e chiedere grazia, oltre che alla moltiplicazione e alla divinizzazione del Buddha. L'evoluzione del buddismo proseguirà con la versione magica e ritualistica che si afferma nella seconda metà del millennio, quella del cosiddetto Vajrayana, il Veicolo di diamante, praticata ancora oggi in Tibet e Nepal. Mentre si diffonde in gran parte dell'Asia, però, il buddismo in India perde via via di importanza.
I conquistatori islamici, intorno al 1200 d.C., distruggono gli ultimi grandi monasteri del Bihar e del Bengala, o ne causano l'abbandono; a questo punto il buddismo scompare dall'India propria, conservandosi soltanto nelle regioni himalayane.
Jainismo (IV secolo a.C.)
Più o meno contemporaneamente al Buddhismo e più o meno nelle stesse regioni si diffonde anche il Jainismo, dal nome del fondatore soprannominato Jina ("il vincitore"). Contrariamente al Buddhismo questa religione non ha mai superato i confini dell'India ed è sempre stata minoritaria ma si conserva fino ad oggi (soprattutto nel Gujarat). I profeti del Jainismo si differenziano dal Buddha soprattutto per la nudità totale, espressione di rinuncia suprema. Anch'essi sono presentati seduti nella postura meditativa, mentre un'altra posizione molto amata dall'iconografia Jaina è quella dell'abbandono del corpo, in cui la figura è in piedi mobili nell'ascesi. Nelle immagini i vari profeti si presentano molto simili tra di loro e per distinguerli viene introdotto un segno di riconoscimento, di solito un piccolo animale o l'oggetto caratteristico di ciascuno, riprodotto sul piedistallo della statua.
Induismo
Dopo la grande ondata buddista la religione dominante dell'India divenne l'Induismo, nato come una sorta di continuazione rivoluzionaria del passato Brahamanesimo. Superati gli dei vedici si affermano le tre principali divinità induiste: Vishnu, Shiva e Shakti. Le vie per raggiungere la liberazione non sono più la difficile conoscenza superiore e la rinuncia ascetica e si afferma la devozione (bhakti = rapporto di amore reciproco tra individuo è essere supremo) come veicolo popolare aperto anche alle donna e agli shudra.
Nel corso degli anni si sviluppano anche una serie di correnti e scuole hindu di varia importanza come il Tantrismo, che non svaluta il corpo ma lo considera l'elemento privilegiato di elevazione. Il Pantheon induista comprende molte divinità onorate per diversi scopi. Non si può tuttavia parlare di semplice politeismo in quanto il fedele rivolge la sua devozione ad una figura divina, Dio, di cui le altre divinità sono in qualche modo un'emanazione. Di solito il Dio per eccellenza è Vishnu o Shiva, oppure una divinità femminile chiamata "la Dea", Devi o Shakti. Le complesse vicende connesse alle divinità sono raccolte in quei testi che prendono il nome di Purana.
Vishnu ha il compito di assicurare giustizia e si manifesta sulla terra nella serie dei suoi Avatara ("discese"), solitamente 10, di forma animale o un ibrido. Le più famose discese sono Rama, il protagonista della Ramayana, e Krishna. La capacità di sincretismo dell'induismo è espressa dal fatto che anche il Buddha viene considerato come una delle possibili discese di Vishnu. Shiva ("il benevolo") è il Dio dell'energia incontenibile.
Le divinità femminili sono molto numerose e alcune hanno anche un ruolo importante in qualità di moglie del dio maschile: Vishnu ha come sposa Lakshmi (dea di benessere e fortuna), Shiva ha come sposa Parvati. Dai primi secoli dopo Cristo tutte queste divinità sono raffigurate in modo antropomorfo e nel corso del tempo viene creata una tradizione iconografica che stabilisce le caratteristiche con cui ciascuna divinità deve essere rappresentata. Gli dei Hindu sono raffigurati adorni di gioielli, con molte braccia e in alcuni casi anche con diverse teste, per esprimere la molteplicità dei loro aspetti e delle loro funzioni. Atteggiano le mani in diversi mudra, spesso quelli del dono e del "non temere" e sorreggono attributi che li rendono subito identificabili. Ad esempio Vishnu è accompagnato da una mazza o dal chakra ("disco"), che sono le sue armi; Shiva è legato al tridente; la Dea è equipaggiata da tutte le armi donate dagli dei maschi; il fiore di loto è attributo di molti dei.
Per ogni divinità viene anche attribuito un vahana, cioè un veicolo animale che la accompagna e su cui spesso è raffigurata. Ad esempio il toro è il veicolo di Shiva, il grande uccello Garuda è quello di Vishnu, il leone o la tigre sono quelli della Dea ecc. Una caratteristica importante del modo in cui vengono raffigurate le divinità è legata ai termini shanta ("pacificato") e ugra ("terribile"), che evoca morte e distruzione.
Letteratura
Mahabharata (IV a.C./IV d.C) = grande poema epico in sanscrito, il più lungo del mondo, diviso in 18 libri. La storia principale parla della lotto per il trono fra due famiglie rivali. La grande battaglia finale vede la vittoria dei giusti dopo una grande carneficina e dopo la quale il mondo entrerà nell'era malvagia in cui si trova tuttora. Il poema è anche ricco di miti, narrazioni, concetti e dottrine di ogni genere. La tradizione dice che fu scritto da Krishna, presente anche nella storia.
Ramayana (V a.C/III d.C) = narra le vicende del principe Rama che deve affrontare molte vicissitudini prima di riuscire ad ottenere il trono del suo regno. Il poema è diviso in 7 parti ed è attribuito a Valmiki. Nella cultura indiana Rama resta tuttora il modello del re giusto.
Purana ("storie antiche") = insieme di opere enciclopediche in sanscrito che si occupano di tutto ciò che riguarda la vita religiosa hindu. Gran parte di questa tradizione letteraria viene delineata nell'India settentrionale in sanscrito, la lingua con la quale si esprime il pensiero dominante. Nel sud dell'India però si parlano lingue dravidiche, come il Tamil che assumerà dignità letteraria negli ultimi secoli a.e.c.
Fasi artistiche
Il motivo fondamentale che determina la nostra ricezione dell'arte indiana come un'arte essenzialmente religiosa deriva dal fatto che la maggioranza delle opere e dei monumenti che si sono conservati fino a noi sono di tipo religioso, grazie alla scelta dei materiali connessa all'ampiezza degli investimenti (pietra). Quella che si può invece definire un'arte laica (destinazione privata di costruzioni e oggetti) è ampiamente documentata ma nel concreto ha lasciato poche tracce soprattutto a causa dei materiali meno durevoli utilizzati come mattoni e legno. Per quanto riguarda la pittura indiana antica i pigmenti vegetali e minerali utilizzati non sono stati in grado di resistere, influenzate anche dalle cattive condizioni climatiche (parte decisiva del decadimento di opere e monumenti). Altro grande fattore determinante di distruzione sono state le continue guerre e le invasioni.
La prima ampia fase è buddista, di cui sopravvivono alcuni grandi stupa, tumuli commemorativi simbolici largamente costruiti in pietra e ornati di sculture, punto focale dei centri buddisti. L'idea della comunità di monaci è centrale già nel buddhismo antico dove perciò si sviluppa presto la necessità di apposite strutture. Queste sono sostanzialmente scomparse tuttavia è possibile comprendere come si presentassero gli edifici che circondavano gli antichi stupa. Un gran numero di complessi monastici vengono scavati nel fianco di colline rocciose sfruttando la morfologia dei luoghi. La pietra non è usata per costruire edifici ma questi vengono scolpiti nelle montagne stesse. La primissima fase dell'arte buddista è definita "aniconica" nel senso che il Buddha non è mai rappresentato in forma umana ma solo per mezzo di simboli (impronte di piedi, trono vuoto ecc). Il Buddha compare nell'arte con un corpo umano dal I secolo a.C. contemporaneamente alla raffigurazione delle divinità dell'induismo.
In questo periodo il buddhismo cosiddetto in Hinayana, più semplice e austero, sta cedendo terreno al Mahayana. Questo non solo moltiplica i Buddha teoricamente all'infinito ma soprattutto elabora la concezione che sebbene ultraterreni essi possono tuttavia assumere un corpo materiale con cui si manifestano nel mondo degli uomini per compassione nei loro confronti. Il Buddha verrà considerato dotato di tre corpi (trikaya): il corpo del dharma, il corpo del godimento e il corpo di trasformazione (con il quale si cala tra gli uomini). Altro elemento distintivo in questa evoluzione del buddhismo sono le figure dei Bodhisattva, esseri di grande perfezione che rimandano la beatitudine del nirvana per aiutare nell'impresa l'umanità. Per il buddhismo antico di uomini potevano entrare nel nirvana solo per mezzo della vita monastica ma nel Mahayana a tutti è concesso di raggiungere la beatitudine. Gli esseri superiori possono interagire con l'uomo e in un simile contesto le immagini diventano funzionali alla preghiera e alla meditazione.
La raffigurazione umana del Buddha avviene durante l'impero dei Kushana e si verifica in due zone distinte, a Mathura e nel Ghandara. La raffigurazione del Buddha è carica di aspetti simbolici: sul corpo mostra i segni dell'uomo superiore, ha una protuberanza in cima al capo, il ciuffo di peli fra gli occhi, le immagini della ruota sui palmi delle mani sulle piante dei piedi. I lobi sono allungati perché un tempo quando era principe portava dei pesanti orecchini, i capelli sono corti, indossa una veste ascetica ed è rappresentato seduto con le gambe piegate e raccolte in meditazione. Le mani sono atteggiate in diversi mudra cioè posture che esprimono diversi atteggiamenti.
La raffigurazione antropomorfa del Buddha nasce come impulso a rappresentare Shakyamuni, gli altri Buddha si distingueranno da lui per particolari simbolici come avviene per i diversi Bodhisattva. Il Bodhisattva invece per sottolineare il loro legame con il mondo portano abiti e gioielli principeschi, essi appaiono spesso in piedi oppure seduti in posizione rilassata. Il Bodhisattva più amato appare in ogni epoca Avalokiteshvara, emblema della compassione.
I monumenti in India cominciano ad apparire solo ad un certo punto con il buddhismo e quindi con l'induismo mentre tutta la precedente tradizione vedico-bramanica è caratterizzata dall'assenza di reperti. Questo è sicuramente determinato anche da fattori concreti come la mancanza di risorse ma soprattutto da motivi ideologici, gli dei vedico-brahamanici infatti non erano raffigurati, non ne era sentita la necessità. Il culto non prevedeva templi ma solo, nei riti solenni, la costruzione ad hoc di altari sacrificali di mattoni. L'arte progettata per durare si manifesta solo con il buddhismo e successivamente con l'induismo quando le richieste religiose mutano profondamente.
Con l'induismo si introducono delle nuove esigenze: questo privilegia la via individuale, non elabora edifici monastici vuole però luogo dove i fedeli possono onorare gli dei. Comincia dunque a prendere forma la struttura che diventerà il veicolo fondamentale dell'arte indiana, cioè il tempio indù con le sue immagini divine.
Dopo l'insediamento dei conquistatori musulmani dell'India del Nord l'arte delle religioni originarie del subcontinente indiano entra in una fase di declino per cedere il passo alle opere ispirate all'Islam. Un ruolo di continuità con l'antica arte religiosa indiana sarà svolto dal Sud, meno toccato dalle invasioni.
Lo stupa
Il monumento che si impone come emblema stesso del buddhismo è lo stupa, sorta di tumulo in cui si condensa un'articolata simbologia e che si propagherà nel resto dell'Asia evolvendosi ma senza mutare nell'essenziale. La parola sanscrita stupa significa "cresta", "sommità". Secondo la tradizione buddista il Buddha in punto di morte dà istruzioni su come cremare il proprio corpo e deporne i resti in un tumulo. Si tratta dunque primariamente di una struttura funeraria costruita per conservare reliquie. La struttura dello Stupa si compone di una serie di parti ben definite, ognuna carica di significati il cui insieme si configura come un'immagine dell'universo. La pianta è leggibile come un mandala ("cerchio"). Lo stupa è costituito da un basamento inizialmente di forma circolare, ma che diventerà a pianta quadrata e che rappresenta la terra. Sopra di questo si innalza una grande calotta simbolo della volta celeste. La calotta è attraversata da un palo che fuoriesce dall'alto e che riproduce l'asse cosmico che separa il cielo dalla terra. Nello stupa il palo rappresenta anche l'albero sacro che a sua volta è una immagine del pilastro del cosmo. In cima intorno al palo si trova la cosiddetta harmika, un piccolo padiglione che si presenta come una piccola cancellata quadrata, interpreta anche come un altare o un trono. Al culmine del palo sono presenti anche una serie di parasoli, attributo caratteristico delle Buddha ed elementi che rappresentano anche i mondi celesti. Altro elemento importante degli antichi stupa indiani è la cancellata di pietra, chiamata vedika, che li circonda sulla quale si trovano portali monumentali. All'interno della struttura in un'urna sepolta si trovano nascoste le reliquie che possono essere le ceneri ritenute del Buddha o di monaci famosi, un manoscritto ecc. Lo stupa è luogo di devozione di pellegrinaggio ed è anche luogo di insegnamento perché i suoi rilievi e le sue sculture trasmettere la conoscenza della dottrina. Il fedele cammina intorno alla struttura in senso orario porgendo la destra al monumento (circum-ambulazione). Solitamente erano comunità di monaci e di fedeli a commissionare questi monumenti in pietra con un grande sforzo collettivo. I siti in cui erano presenti li superano in genere ampi centri monastici e inoltre questi si trovavano in punti cruciali di strade commerciali, fondamentali per il loro mantenimento grazie all'afflusso di ricchezze. I più antichi stupa sono quelli di Bharhut, Sanchi e Amaravati.
La prima arte buddhista si esprime in larga misura attraverso la narrazione. Privilegiata è la raffigurazione dei jataka e degli eventi connessi con la vita del Buddha Shakyamuni, che nel frattempo vanno lavorandosi nella letteratura. Questa tradizione buddista di narrare per immagini si mantiene vitale molto a lungo. Il suo scopo è prevalentemente didattico: i visitatori letterati cioè la stragrande
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Storia dell'arte dell'India, prof. Pieruccini, libro consigliato: Storia dell'arte dell'India. Dall…
-
Appunti e riassunto esame Storia dell'arte dell'India e dell'Asia centrale parte 2
-
Lezioni, Materiale ed elementi costruttivi
-
Appunti e riassunto esame Storia dell'arte dell'India e dell'Asia centrale parte 1