MARKETING
Prova intermedia: risposte aperte, vero falso 30%. esonera
Lavori di gruppo : 30%
Finale:40%
1 lezione
Marketing soddisfare i bisogni dei consumatori in maniera profittevole per
l’aziendacreazione di valore per il consumatore tanto da rendere la vendita
superflua. Deve fare in modo che il consumatore deve essere ready to buy,
attraverso lo studio dei bisogni e desideri. Si sostanzia in una parte operativa e
in una parte strategica ( segmentazione, targeting, posizionamento).
2 definizione: insieme di attività, istituzione e processi volti alla creazione, alla
comunicazione e allo scambio di offerte
Bisogno: insito nella natura umana. Esiste quando c’è una necessità
insoddisfatta. L’azienda su questo non puo agire, o esiste o non esiste. Sono le
necessità di base dell’essere umano come acqua aria , ma anche di origine
psicologica ( sicurezza,autostima…)
Desiderio: rilettura in termini di prodotto o marchio, di un bisogno. A fronte di
un bisogno, convinci con il marketing, che la soddisfazione di quel bisogno
deve passare per un tuo prodotto, quindi trasformi il bisogno in desideri. ( il
desiderio è una risposta al bisogno)
Domanda: è il desiderio di specifici prodotti o marche, accompagnato dalla
capacità di pagarli.
Value proposition promessa che l’azienda fa al mercato riguardo ai benefici
che il prodotto o servizio porterà al consumatore. ( benefici differenti rispetto a
quelli offerti da concorrenti) . Insieme di benefici atto a soddisfare determinati
bisogni. La proposta di valore, di per se intangibile, viene resa tangibile tramite
un’offerta , che puo essere una combinazione di prodotti servizi e informazioni.
L’acquirente sceglie le offerte che, nella propria percezione, gli forniscono il
maggior valore , inteso come rapporto fra benefici e costi tangibili e intangibili
Orientamento al mercato:
1. Produzione : di massa e distribuzione di massa
2. Prodotto: qualità e innovazione
3. Vendita
Attualità focus sul
4. Marketing : creare, trasmettere e comunicare valore.
LE 4 P DEL MARKETING
mccarthy ha classificato le possibili attivita’ di marketing in 4 categorie:
1. prodotto
2. prezzo
3. punto vendita
4. promozione
queste variabili consentono di influenzare la percezione del valore del cliente
Costumer centricity sviluppata negli anni 90, il marketing si costruisce
intorno al cliente. E’ la propensione di un’impresa a porre il cliente al centro
delle proprie decisioni, traducendole in una costumer experience.
Per customer experience ( prof) si intende la risposta interna e soggettiva
che i clienti provano ad ogni contatto diretto o indiretto con l’impresa. Le
esperienze hanno luogo anche quando si consuma e si usa il prodotto; esse
sono multidimensionali ed includono dimensioni edonistiche, come le
sensazioni, le fantasie ed il divertimento; “un’esperienza ha luogo quando
un’impresa usa intenzionalmente i servizi come scena ed i prodotti come
attrezzature di scena, per coinvolgere i clienti in maniera tale da creare un
evento memorabile”.
Vantaggio strategico basato sulla relazione fiduciaria con il cliente
Il focus strategico aziendale è sulla comprensione e successivamente
sulla soddisfazione dei bisogni dei clienti
I dipendenti vengono ricompensati sulla base della loro capacità di
acquisire, trattenere e sviluppare clienti
L’orientamento di lungo termine dell’impresa è rivolto alla definizione di
strategie per accrescere il valore del cliente
La base clienti deve avere un valore maggiore rispetto al portafoglio
prodotti
Diagramma orientato al cliente:
1. Cliente
2. Personale di prima linea
3. Manager intermedi
4. Alta direzione
PROCESSO DI MARKETING
La creazione di valore del cliente passa attraverso 3 fasi:
Segmentazione: divisione del mercato in gruppi di clienti ad
o esempio
1. Per benefici
2. Per stile di vita
Targeting : sceglie quali gruppi servire—> fase di scelta
o Posizionamento e differenziazione : individua la collocazione
o che un prodotto occupa nella percezione del consumatore rispetto
ai prodotti dei concorrenti. costruzione nella mente del
consumatore di una precisa immagine dell’impresa e del mio
prodotto . l’immagine deve essere:
Quanto piu lontana possibile da quella dei concorrenti
o ( risponde alla logica di differenziazione)
Quanto piu vicina possibile a cio che i consumatori hanno del
o concetto di prodotto ideale.
Queste fasi hanno l’obiettivo di acquisire valore dal cliente, e quindi creare una
clientela soddisfatta , e aumentare anche la quota di mercato e la quota della
clientela.
GERARCHIA DEI BISOGNI DI MASLOW
È d’obbligo citare il contributo di Freud, di Maslow e di Herzberg, i quali hanno
influenzato in maniera rilevante le scienze cognitive.
Freud ha scoperto l’inconscio, il fatto che dietro ad ogni comportamento si nascondono
motivazioni profonde di cui siamo inconsapevoli, risultato di conflitti e mediazioni di
diverse pulsioni.
Maslow invece instituisce la gerarchia dei bisogni, che si possono classificare in 5
categorie diverse, posti tra di loro in relazione gerarchica. Se io non ho soddisfatto i
bisogni di livello inferiore, non percepirò rilevanti quelli di livello superiore. Si parte dai
bisogni fisiologici, fino ad arrivare all’autorealizzazione di sé. Una persona sarà più
sensibile agli stimoli provenienti da quella categoria che non è ancora pienamente
soddisfatta.
Hertzberg distingue due categorie di fattori
Igienici: la loro mancanza genera insoddisfazione e frustrazione
Motivanti: la loro presenza gratificazione e soddisfazione a chi ne può godere
una strategia sensata dovrebbe concentrare l’attenzione sui motivanti, perché gli
igienici sono considerati quasi scontati, non sono assolutamente da escludere, però
non ci danno alcun vantaggio competitivo, al contrario dei motivanti che fanno la
differenza nell’orientare la scelta del consumatore.
DEFINIZIONE:
il marketing quindi consiste in
Un’insieme di attività ( ricerche di mercato,analisi di mercato,
o decisioni sul prezzo, scelte di servizi post/pre vendita etc..).
Un’insieme di unità organizzative ( direttore commerciale,
o responsabile della comunicazione, ufficio stampa etc..) . piu in
particolare
1. Persone che si occupano di vendita sales personnel
2. Persone che si occupano di comunicazione communication
3. Marketing manager
4. Client manager
Le risorse del marketing
1. Tangibili (finanziarie, magazzini, trasporti)
2. Intangibili (capitale sociale,conoscenza del mercato)
3. Umane (ricerche, comunicazione)
PIANO DI MARKETING:
Strumento principale per guidare e coordinare le attività di marketing.
È un documento che riassume cio che si conosce sul mercato: include la
strategia di marketing e indica in che modo il marketing management
intende declinare le politiche di prodotto, prezzo, distribuzione,
comunicazione che massimizzano la probabilità di raggiungere gli obiettivi
aziendali predeterminati. Contiene anche uno schema di allocazione delle
risorse finanziarie nell’orizzonte temporale considerato.
Si distinguono due livelli:
• Piano di marketing strategico—individua i mercati obiettivo
dell’azienda e la proposta di valore in relazione alle migliori opportunità di
mercato.
• Piano di marketing tattico—specifica le tattiche di marketing, compresi
le caratteristiche del prodotto, la promozione e comunicazione, il prezzo e il
servizio
Variabili che influenzano le scelte di marketing di un ristorante:
Localizzazione
Scelta della clientela (stranieri..)
Tipologia del ristorante (etnico,fusion etc..)
Qualità del menu ( prodotti km 0..)
Componenti del piano di marketing:
1. Premessa generale ed indice: principali obiettivi e linee strategihe
2. Analisi della situazione attuale ( micro+macro ambiente): analisi
swot
3. Strategia di marketing : il responsabile di marketing definisce la
missione e gli obiettivi
4. Previsione di conto economico e analisi dei rischi : previsione di
vendite e costi e un’analisi del punto di pareggio
5. Controlli dell’attuazione : evidenzia i controlli necessari a
monitorare o adeguare l’attuazione
Il piano di marketing serve per gestire nella maniera piu attenta le attività di
marketing.
Ha rilevanza organizzativa:
Permette una messa a fuoco delle attività di marketing
Permette il coordinamento delle varie attivitò
Mobilitazione delle persone coinvolte nel marketing riguardo gli
obbiettivi, le scelte etc..
Ha carattere sistemico:
si inserisce all’interno di un contesto definito dalla pianificazione
strategica ( corporate/business)
deve essere coerente con gli altri piani che si sviluppano come il
piano prodotto, il piano cliente, il piano di comunicazione
E’ tuttavia importante anche l’implementazione: ci potrebbe essere la
tendenza a incentrare tutto sulla pianificazione , mentre quello che conta
effettivamente è l’implementazione( strategy is nothing without execution).
Drifting vs driving = capacità di muovere la zattera verso il
punto in cui si vuole andare, ma la zattera è influenzata dalla
corrente
Pianificazione emergente vs pianificazione deliberata
(mintzberg) : quello che risulta è quella emergente , quello che
vorremmo e quella deliberata.
PIANIFICAZIONE STRATEGICA DI MARKETING
1. FASE 1: DETERMINAZIONE OBIETTIVI
Mission :definizioni formali della propria missione da condividere con
dirigenti, dipendenti e clienti. Una formulazione chiara e meditata della
missione crea nel personale il senso condiviso dell’obiettivo, della
direzione e dell’opportunità da cogliere. La definizione della missione
opera al meglio quando è figlia di una visione, una sorta di sogno
impossibile che imprima all’impresa una direzione per gli anni successivi.
2. FASE 2 : ANALISI DELLA SITUAZIONE
Audit di marketing: è il mezzo attraverso il quale è organizzata
l’informazione per la pianificazione. È una valutazione sistematica di tutti
i fattori esterni e interni che hanno influito sulle performance di
un’impresa in un dato periodo. Distinguiamo :
Audit interno : margini di profitto, quota di mercato, costi
o Audit esterno :
o
1. Concorrenza: principali competitor, dimensione, quota di mercato
2. Ambiente delle attività ed economico: economico,
politico,fiscale,legale,sociale,interaziendale,tecnologico
3. Mercato : trend e crescita, dimensione, caratteristiche del mercato
Osservazione del mercato
Analisi esterna: macroambiente e microambiente (attori contigui
all’impresa che ne influenzano la capacità di servire i clienti).
Analisi interna: performance, strategia, livello di servizio, prezzi,
investimenti in comunicazione,efficacia promozionale.
Analisi interna ed esterna possono sintetizzarsi nell’analisi SWOT (SW
analisi interna e OT analisi esterna), che piu in particolare è la
valutazione generale dei punti di forza (ambiente interno) e debolezza
nonche delle opportunità e minacce. (ambiente esterno)
3. FASE 3: FORMULAZIONE DELLA STRATEGIA
Ipotesi : che generalmente sono in numero limitato
Obiettivi: traguardo che si vuole raggiungere che può essere il valore
per gli azionisti, sicurezza, vendite, notorietà, soddisfazione/fedeltà.
Dopo aver svolto un’analisi SWOT l’impresa definisce gli obiettivi
specifici per il periodo considerato, sui quali basare la pianificazione.
Ciascuna business unit definisce obiettivi e poi applica un
processo di gestione per obiettivi (MBO, Management By
Objectives). Gli obiettivi, affinché un sistema MBO possa funzionare,
devono: presentare una struttura gerarchica secondo un criterio
decrescente, essere espressi in termini puntuali e quantitativi, essere
realistici e coerenti.
Strategia di marketing ossia la modalità attraverso la quale si
progetta di raggiungere gli obiettivi: leadership di costo,
differenziazione, specializzazine
stima dei risultati e individuazione dei piani e dei mix alternativi
4. FASE 4: ALLOCAZIONE E VALUTAZIONE DELLE RISORSE
Budget: in genere si formula un budget riguardante i 3 anni del piano
strategico di marketing e un budget molto dettagliato relativo al primo
anno
Zero-based budgeting: giustificare ogni anno da zero tutte le
spese di marketing per i compiti che si prefiggono. Ogni voce di
bilancio è connessa direttamente agli iniziali obiettivi finanziari
.
dell’impresa
Controllo: metriche e analisi delle vendite, analisi delle quote di
mercato, analisi finanziaria.
L’adeguamento della strategia di un’impresa tenderà inevitabilmente ad
erodersi nel tempo.
Pianificazione di portafoglio strategica d’impresa
È il processo che consiste nello sviluppo e nel mantenimento di un’aderenza
strategica degli obiettivi e delle capacità dell’organizzazione al continuo
cambiamento delle opportunità.
Tale processo è così strutturato:
a. Formulazione della missione aziendale: definizioni formali della propria
missione da condividere con dirigenti, dipendenti e clienti. Una formulazione
chiara e meditata della missione crea nel personale il senso condiviso
dell’obiettivo, della direzione e dell’opportunità da cogliere. La definizione della
missione opera al meglio quando è figlia di una visione, una sorta di sogno
impossibile che imprima all’impresa una direzione per gli anni successivi.
b. Definizione degli obiettivi dell’impresa
c. Progettazione del portafoglio di attività: si intende la combinazione delle
attività e dei prodotti
dell’impresa.
d. Pianificazione delle funzioni aziendali
Portafoglio di attivita: combinazione delle attività e dei prodotti
dell’impresa
Analisi del portafoglio: processo nel quale si effettuano una valutazione dei
prodotti e delle attività dell’impresa
Driver di crescita:
Share gainCrescita legata alla quota di mercato
M e ACrescita esterna: acquisizione di brand e imprese
Portfolio momentum Si abbandonano settori maturi in cui non c’è
piu crescita e si entra in paesi e quindi settori che stanno crescendo
molto
Where to compete è piu importante di how to compete: concetto ripreso
da porter.
Gestione del portafoglio prodotti: Nella gestione delle imprese
multibusiness o multibrand, un compito di particolare rilievo della
pianificazione consiste nello stabilire come e dove allocare le risorse e quindi
quali aree di attività sviluppare, quali mantenere, quali sfruttare e quali
eliminare. L’obiettivo rimane quello di ottenere i massimi livelli di coerenza
all’interno del portafoglio prodotti (ricercare sinergie), per cui le decisioni
riguardanti i singoli prodotti devono essere subordinate alla gestione del
portafoglio nella sua globalità. Per la gestione del portafoglio prodotti sono stati
elaborati alcuni modelli, basati sulla classificazione dei prodotti in categorie e
sulla individuazione delle alternative di investimento tenendo conto delle
caratteristiche del mercato (tasso sviluppo, attrattività) e delle caratteristiche
dell'impresa (QM, posizione competitiva) per ogni business/prodotto vengono
. Matrice BCG (Boston Consulting Group):
individuati il tasso di crescita del mercato (assorbimento risorse finanziarie)
e la quota di mercato relativa (creazione di risorse finanziarie); in funzione
di tali variabili, ogni business/prodotto viene localizzato all’interno di una
matrice 2x2 con una dimensione (circonferenza) che ne evidenzia il fatturato. I
business quindi sono classificati in funzione della posizione assunta all’interno
della matrice. Ognuna delle 4 categorie così determinate è valutata sulla base
degli aspetti finanziari e reddituali:
- Cash cow (basso tasso di crescita annua del mercato, alta QdM
relativa): si tratta di prodotti che generano ingenti flussi di cassa,
superiori a quelli che si possono reinvestire con profitto. L’impresa gode
di economie di scala, elevati e crescenti margini di profitto, ed
impiega queste attività per far fronte ai propri bisogni immediati e per
sostenere le altre attività. La strategia da implementare è quella di
mantenere la posizione. ( in basso a sinistra)
- Dogs (basso tasso di crescita, bassa QdM relativa): prodotti che non
generano né richiedono mezzi finanziari notevoli; ci si deve porre il
problema se il mantenimento della quota si fondi su buone ragioni, dato
che spesso tali attività assorbono più energie manageriali di quanto
meritino. I profitti sono bassi ed instabili, il cash flow è negativo e
la strategia prevalente è quella di disinvestire.( in basso a destra)
- Question marks (alto tasso di crescita, bassa QdM relativa): prodotti
che richiedono grandi risorse finanziarie per mantenere la quota; sono
di questo tipo molte attività nella fase iniziale della loro esistenza,
quando si vuole entrare in un mercato dove c’è già un leader. I profitti
sono bassi, instabili ma in tendente crescita. Il cash flow è negativo
e, per quanto riguarda la strategia, si deve analizzare per capire se
può svilupparsi in una star oppure se degenererà in un dog. ( in
alto a destra)
- Star (alto tasso di crescita, alta QdM relativa): prodotti che potrebbero
essere finanziariamente autosufficienti, ma occorre far fronte allo
sviluppo del mercato ed opporsi alle azioni della concorrenza. ( in alto a
sinistra) . Aree verso le quali bisogna dirigere la maggior parte delle risorse,
l’impresa è leader, ma c’è forte espansione.
b. Matrice GE/McKinsley (Gene
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