QUESTI APPUNTI SONO STATI PRESI QUOTIDIANAMENTE DALLE LEZIONI DI
MARKET-DRIVEN MANAGEMENT PRESSO L’UNIVERSITA’ BICOCCA DI MILANO. E’
FORTEMENTE CONSIGLIATA UNA REIMPAGINAZIONE PERSONALIZZATA DEGLI
STESSI PER OTTENERE UN MIGLIOR RISULTATO.
GRAZIE PER AVER SCELTO I MIEI APPUNTI RAFFAELE PAX
MARKET-DRIVEN MANAGMENT
Orientarsi al mercato e ai concorrenti
Temi principali
Analisi letteratura
Economia d’impresa globale
Market-space competition
Time-based competition
Driver di concorrenza
- Produzione
- Comunicazione
- Distribuzione
- Finanza
Il punto di partenza è il marketing che vuol dire organizzare lo scambio, nello
specifico fra le imprese produttrici e i consumatori, o i potenziali consumatori
dall’altro lato.
Intensità concorrenziale (complessità) grado di maturità del mercato.
Complessità d’impresa, tecnologica e concorrenziale data dal numero di
imprese presenti.
Grado di maturità del mercato è divisibile in 3 fasce a partire dallo 0.
All’inizio dom > off la domanda è superiore all’offerta
Piccole aziende, pochi player semplici, organizzazioni semplici
[(Via via sempre più complesse)]
A metà domanda e offerta tendono ad essere uguali d=o
Tendente verso la fine o>d l’offerta è superiore alla domanda 1
MARKETING PASSIVO Nella prima parte siamo nel dopo guerra.
Il marketing operativo sono tecniche e strumenti che l’impresa impiega per
raggiungere la domanda.
Il marketing operativo si sviluppa spontaneamente. Quello strategico non esiste
nemmeno. Ancora non era sviluppata una branca specializzata nello sviluppo
del marketing nell’azienda. Verso gl’anni 50
inizia a svilupparsi la produzione di massa grazie anche a sistemi produttivi più
efficienti amplificando la produttività delle imprese.
In quegli anni inizia a nascere il brand. Il consumatore inizia quindi ad attribuire
a un prodotto un’impresa che lo produce condensando nel brand i valori
d’impresa. Inizia a svilupparsi la distribuzione grazie anche alla nascita delle
imprese distributrici. Inizia a svilupparsi la differenziazione che consiste nel
rendere differente un determinato prodotto. Il marketing in questo periodo si
sviluppa spontaneamente. Non vi è ancora il problema della diversificazione.
Successivamente a questo periodo le imprese riescono a produrre sempre di
più con tempistiche sempre più decrescenti e di qui la domanda inizia a
rallentare quindi con un tasso più lento rispetto al passato e di conseguenza le
imprese iniziano ad avere delle difficoltà nel piazzare i loro prodotti nel
mercato. Devono quindi mettere in moto il marketing operativo ma sviluppare
quello strategico tramite la ricerca di nuovi mercati e nuove offerte da proporre
differenziazione e segmentazione.
sul mercato. Quindi si inizia a parlare di
DIFFERENZIANZIONE creare più prodotti con caratteristiche diverse per
soddisfare bisogni diversi segmentando il mercato, cioè studiando il cliente.
Accanto a questo nelle imprese iniziano a sviluppare dei ripartimenti che si
occupano nel settore delle vendite e del marketing in stretta sintonia con tutte
le dinamiche aziendali.
Il quadro inizia a complicarsi quindi sempre di più fino ad arrivare al market-
driven management nel quale l’offerta supera nettamente la domanda. Inoltre
ad un’azione di un’impresa ne deriva una immediata risposta di un’altra.
Bisogna quindi controllare il mercato per trovare nuove opportunità di mercato
sviluppando nuove offerte per battere la concorrenza. 2
Tipi di marketing:
passivo: orientamento al prodotto/produzione
operativo: orientamento alla vendita
strategico: orientamento al cliente (ricerca nuovi mercati/acquirenti)
market-driven management che è un marketing raffinato che integra
sistematicamente quello strategico e quello operativo
MARKET-DRIVEN MANAGEMENT
STRATEGIC MARKETING
OPERATIONAL MARKETING
(ANALYSIS)
(ACTION) STRATEGIC MARKETING OPERATIONAL MARKETING
Analysis oriental process Action orientated process
Analisi dei bisogni Prodotto
(processo orientato all’analisi)
Segmentazione del mercato Distribuzione
(micro e macro segmentazione)
Analisi dell’attrattività del mercato Prezzo
(per stimare il mercato/domanda
potenziale)
Analisi competitività (Vantaggio Comunicazione
competitivo sostenibile)
Scelta del posizionamento e dello Programma di marketing
sviluppo strategico
Analisi dei bisogni: per colmare un vuoto dell’offerta presente sul mercato. Vuol
dire operare su una differenza tra acquirente (chi acquista), utente (chi lo usa)
e pagante (chi lo paga).
Segmentazione: segmento che riunisce potenziali consumatori simili dal punto
di vista della risposta ad un programma di marketing (dell’impresa).
DOMANDA O MERCATO E’ UGUALE
Macrosegmentazione: l’individuazione per l’impresa del prodotto/mercato di
riferimento. L’individuazione di questo, in genere, si fa utilizzando un piano 3
tridimensionale (teoria Abell) in cui si considerano 3 dimensioni. La prima sono
i bisogni (asse verticale), la seconda sono i clienti (asse orizzontale), tecnologie
sul terzo asse. Quali bisogni soddisfare, quali clienti e quali tecnologie.
Microsegmentazione significa creare all’interno di quella fetta di mercato dei
microsegmenti fatti di consumatori che hanno le stesse caratteristiche. La
divisione viene fatta tramite le variabili di microsegmentazione. E’ possibile
utilizzare variabili
sociodemografiche,
vantaggi perseguiti [coloro che guardano] (prezzo, qualità, simbolismo)
comportamento d’acquisto (consumatori fedeli, non fedeli, primo
acquisto)
per stili di vita (attività, interessi e opinioni del consumatore)
Il livello di segmentazione è inerente al mercato in cui si opera in base anche
alla differenziazione interna. E’ possibile decidere se lavorare su uno o più
microsegmenti di quel mercato.
ATTRATTIVITA’
Analizzare mercato attuale e mercato potenziale di riferimento.
Mercato attuale=domanda attuale
Tradurre in numeri la potenzialità di quel mercato.
[[Gocce per bambini fluoro]]
N x H x Q
N(quanti bambini da 0-3 anni vivono nel mercato italiano= 100)
H(percentuale di bambini che potrebbe assumere le gocce=80%)
Q(quante gocce 1 individuo può assumere al giorno=3)
= X
In base all’attrattività l’azienda potrà prendere parte di quella fetta di mercato.
Il mercato potenziale è il riflesso delle azioni di marketing di tutti i player di
quel mercato.
COMPETITIVITA’
Come mi posiziono nel mercato rispetto ai competitors.
Vantaggio di costo e vantaggio di competizione (avere un’offerta che può
essere percepita con una superiorità relativa) 4
Porter sosteneva che è importante la differenziazione quindi rendere un
prodotto differente a un altro per caratteristiche, ecc.
Posizionamento
PREZZO-DIFFERENZIAZIONE
Ryanair
Prodotto definito
ben
Distribuzione online
Prezzo low cost
Comunicazione personalizzate
offerte
PRODOTTO
È un paniere fatto di attributi che di solito è fatto da 3 livelli.
Livello 1 CORE – Funzione d’uso del prodotto
Livello 2 – servizi necessari che devono esserci (una marca, un certo design,
una certa qualità)
Una serie di servizi che necessariamente devono esserci nel prodotto.
Livello 3 – servizi aggiuntivi: servizi che può accompagnare il core e i servizi
necessari che possono essere inseriti a discrezione dell’impresa. (servizio di
finanziamento, consegna a domicilio)
Liv 2 e 3 servono per differenziarsi.
DISTRIBUZIONE
Come accedo al mercato. Le scelte di distribuzione sono svariate. Può essere
tra un canale diretto e tra uno indiretto distribuzione, lungo o corto con
possibilità di combinazione.
Diretto: punti vendita di proprietà dei prodotti, utilizzando un canale online.
Indiretto: vengono utilizzati degli intermediari.
Indiretto corto: viene utilizzato un solo canale di intermediazione.
Indiretto lungo: al dettagliante viene aggiunto un altro canale, l’ingrosso.
La scelta della INTENSITA’ della distribuzione.
Può essere intensiva che tende ad allargarsi il più possibile, o esclusiva cioè
solo in quei punti di vendita selezionati. Quella che sta tra le 2 vi è quella . 5
Market-driven management 2
Macrosegmentazione: l’individuazione per l’impresa del prodotto/mercato di
riferimento. L’individuazione di questo, in genere, si fa utilizzando un piano
tridimensionale (teoria Abell) in cui si considerano 3 dimensioni. La prima sono
i bisogni (asse verticale), la seconda sono i clienti (asse orizzontale), tecnologie
sul terzo asse. Quali bisogni soddisfare, quali clienti e quali tecnologie.
La microsegmentazione significa creare all’interno di quella fetta di mercato dei
microsegmenti fatti di consumatori che hanno le stesse caratteristiche. La
divisione viene fatta tramite le variabili di microsegmentazione. E’ possibile
utilizzare variabili
sociodemografiche,
vantaggi perseguiti [coloro che guardano] (prezzo, qualità, simbolismo)
comportamento d’acquisto (consumatori fedeli, non fedeli, primo
acquisto)
per stili di vita (attività, interessi e opinioni del consumatore)
Il livello di segmentazione è inerente al mercato in cui si opera in base anche
alla differenziazione interna.
E’possibile decidere se lavorare su uno o più microsegmenti di quel mercato.
ATTRATTIVITA’
Analizzare mercato attuale e mercato potenziale di riferimento.
Mercato attuale=domanda attuale
Tradurre in numeri la potenzialità di quel mercato.
[[Gocce per bambini fluoro]]
N x H x Q
N(quanti bambini da 0-3 anni vivono nel mercato italiano= 100)
H(percentuale di bambini che potrebbe assumere le gocce=80%)
Q(quante gocce 1 individuo può assumere al giorno=3)
= X
In base all’attrattività l’azienda potrà prendere parte di quella fetta di mercato.
Il mercato potenziale è il riflesso delle azioni di marketing di tutti i player di
quel mercato. 6
COMPETITIVITA’
Come mi posiziono nel mercato rispetto ai competitors.
Vantaggio di costo e vantaggio di competizione (avere un’offerta che può
essere percepita con una superiorità relativa)
Porter sosteneva che è importante la differenziazione quindi rendere un
prodotto differente a un altro per caratteristiche, ecc.
posizionamento
PREZZO-DIFFERENZIAZIONE
Ryanair
Prodotto definito
ben
Distribuzione online
Prezzo low cost
Comunicazione personalizzate
offerte
PRODOTTO
È un paniere fatto di attributi che di solito è fatto da 3 livelli.
Livello 1 CORE – Funzione d’uso del prodotto
Livello 2 – servizi necessari che devono esserci (una marca, un certo design,
una certa qualità)
Una serie di servizi che necessariamente devono esserci nel prodotto.
Livello 3 – servizi aggiuntivi: servizi che può accompagnare il core e i servizi
necessari che possono essere inseriti a discrezione dell’impresa. (servizio di
finanziamento, consegna a domicilio)
Liv 2 e 3 servono per differenziarsi.
DISTRIBUZIONE
Come accedo al mercato. Le scelte di ditribuzione sono svariate. Può essere tra
un canale diretto e tra uno indiretto distribuzione, lungo o corto con possibilità
di combuinazione.
Diretto: punti vendita di proprietà dei prodotti, utilizzando un canale online.
Indiretto: vengono utilizzati degli intermediari. 7
Indiretto corto: viene utilizzato un solo canale di intermediazione.
Indiretto lungo: al dettagliante viene aggiunto un altro canale, l’ingrosso.
La scelta dell’INTENSITA’ della distribuzione. Può essere intensiva che tende ad
allargarsi il più possibile, o esclusiva cioè solo in quei punti di vendita
selezionati. Quella che sta tra le 2 vi è quella .
Market-Driven (marketing operativo + strategico)
Le 3 tecniche non escludono l’un l’altra.
Il prezzo può essere determinato in base ai costi. E’ possibile individuare un
prezzo soglia, che è pari al costo diretto di produzione, quindi sono quei costi di
varia natura che si sostengono alla fine della realizzazione di un prodotto. E’
possibile individuare anche un prezzo tecnico che è dato dal costo diretto +
costi fissi diviso quantità prodotta. Poi vi è il target, che è un prezzo ancora
leggermente più altro dato dai costi diretti+costi fissi diviso la quantità +
r∗k R=tasso rendimento capitale, K=capitale investito Q=quantità
q
prodotta.
Prezzo in base al valore per il consumatore, inizia ad identificare una
valutazione del consumatore circa gli attributi di offerta. In base all’elasticità
della domanda tramite il prezzo ottimale che è dato dai costi diretti * il
elasticità
coefficiente di maggiorazione di costo .
elasticità+1
Prezzo stabilito in base al prezzo dei prodotti concorrenti.
Comunicazione: come informare il consumatore a riguardo del prodotto.
Market-Driven teoria
I primi che lo teorizzarono furono i giapponesi Ohmae e Ohno. Ohno fondò la
(lean production)
produzione snella applicando in Toyota questo modello.
Questa lean production sta nell’organizzare i processi produttivi minimizzando
il più possibile le risorse, evitando errori, sprechi, duplicazioni di processo
limitando sensibilmente l’utilizzo della carta e della burocrazia.
L’incrementalismo e il miglioramento continuo erano i principi base. Si arrivava
a stabilire in maniera precisa la quantità di materie prime che venivano
impiegate in quella lavorazione, evitando gl’errori a conferma dell’evitare delle
spese, e i processi non venivano sviluppati in maniera sequenziale ma in
parallelo quindi più operazioni in contemporanea per ottimizzare i tempi ed
essere più efficiente. La produzione partiva NON quando lo decideva l’impresa,
ma si iniziava quando emergeva la domanda. Vi fu un rovesciamento delle 8
logiche aziendali secondo cui i processi non partono dall’impresa per arrivare al
mercato, ma l’input è il mercato che stabilisce il momento di sviluppo di un
determinato processo.
Hanno iniziato ad evidenziare la globalizzazione sostenendo che è un fatto
reale e che le imprese devono tenere in considerazione anche la concorrenza
più lontana geograficamente tenendo in considerazione il mercato.
Gli studi dei giapponesi sono ripresi dagli americani e vengono riproposti nelle
aziende degli USA:
Kohli e Jawrorski, Narver e Stanley, Day, Roger, Lambin. Market intelligence
generation, dissemination, responsiveness. Hanno un insieme di funzioni
aziendali, si occupano del monitoraggio continuo del mercato al fine di
individuare vuoti d’offerta. Individuatolo mettono al corrente tutta
l’organizzazione del vuoto diffondendolo rapidamente (dissemination) al fine di
rispondere rapidamente strutturando un’offerta da proporre sul mercato
(responsiveness).
Narver e Slater sottolineano che un’impresa market-driven sarà sicuramente
orientata ai consumatori (per cogliere il vuoto d’offerta), ai concorrenti,
all’interno dell’organizzazione c’è un coordinamento interfunzionale.
Day: le imprese market-driven sono molto abili a trattenere i consumatori di
valore in quanto contribuiscono alla redditività che possono aiutare a migliorare
l’offerta. Ciò avviene tramite una cultura aziendale (tipo il modo di operare)
orientata all’esterno, capacità distintive di relazionarsi con la domanda e di
conseguenza di dare corso a strategie anticipative; una struttura organizzativa
adeguata, quindi a netowrk, cioè in diverse parti del mondo (nel complesso
delle operazioni aziendali).
Best: aggiunge che queste imprese market driven devono avere una cultura sì
orientata all’esterno ma trainata dai risultati quindi con misurazioni di
performance che tengono conto del tempo quale fattore di misurazione
(facendo un ragionamento di vendita di prodotti in un determinato lasso di
tempo) e dell’importanza delle risorse materiali d’impresa (per esempio il
brand).
Lambin: Oltre a clienti e concorrenti ci si deve orientare agl’altri attori e
partecipanti che direttamente o indirettamente fanno parte del mercato in
senso ampio. Egli da la definizione del mercato (orientarsi a determinati
soggetti).
Egli individua 5 figure che sono gl’attori del mercato. L’orientamento del cliente
e la comprensione dei bisogni del cliente rimane il cuore dell’orientamento al
mercato.
Distributori, per garantire l’accesso al mercato distributivo fa l’esempio del
teatro e dei biglietti (aiutano le imprese produttivi a trovare vuoti d’offerta).
Maneggiando le informazioni circa le scelte dei clienti sono un ottimo alleato
con cui trovare i vuoti d’offerta. 9
Concorrenti, orientarsi al concorrente.
Bisogni DIRETTI
SOSTITUTI CONCORRENTI
MINACCIA BASSA POTENZIALI Tecnologie
E’ importante valutare i potenziali concorrenti che possano modificare
repentinamente la vena competitiva.
Ambiente macro-marketing, riguarda l’ambiente economico, quello tecnologico,
quello ecologico e quello politico legislativo. Bisogna monitorare questi
ambienti soprattutto in via di cambiamenti da volgere a proprio favore.
Il coordinamento interfunzionale è considerato un fattore organizzativo che
faciliterà il coinvolgimento di tutti i livelli dell’organizzazione nella creazione di
una cultura orientata al mercato.
[
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Market Driven Management
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