Marcatori del rischio cardiovascolare
I marcatori del rischio cardiovascolare riguardano quei test di laboratorio che vengono usati per individuare non la presenza di una patologia cardiovascolare, bensì per individuare se c'è il rischio di un qualsiasi danno cardiovascolare, come l'infarto del miocardio, l'ictus (infarto cerebrale), oppure un evento trombotico a carico degli arti che comunque compromette la circolazione.
Definizione di rischio cardiovascolare
Alla definizione di rischio cardiovascolare concorrono molti fattori, non uno solo, i quali fanno riferimento soprattutto a quattro gruppi:
- Fattori legati al metabolismo dei lipidi
- Fattori legati allo stato ossido-riduttivo presente nella cellula
- Fattori di tipo infiammatorio
- Fattori legati ad alterazione della via coagulativa e della diapesi emorragica
Per ognuno di questi quattro tipi di fattori, esistono sia fattori genetici predisponenti sia fattori ambientali che comunque concorrono ad aggravare una condizione genetica predisponente. Tutti questi fattori sono quelli che determinano il rischio cardiovascolare ma in questa lezione ci occuperemo soprattutto dei fattori legati al metabolismo dei lipidi.
Fattori legati al metabolismo dei lipidi
I fattori legati al metabolismo dei lipidi si distinguono in fattori tradizionali e fattori emergenti. I fattori tradizionali sono quattro e sono definiti in maniera globale come aspetto lipidico, quindi quando vado a valutare l'aspetto, o anche il profilo, lipidico, io vado a valutare questi quattro fattori lipidici che in realtà sono due perché vado ad effettuare la misurazione dei trigliceridi e la misurazione del colesterolo.
I fattori poi diventano quattro perché il colesterolo è misurato sia come colesterolo totale (tutto il colesterolo presente nel torrente circolatorio), sia come colesterolo legato alla proteina lipidica LDL, sia come colesterolo legato alle HDL. Quando misuro il colesterolo HDL o il colesterolo LDL, intendo che sto misurando la quota di colesterolo presente nelle HDL e la quota di colesterolo presente nelle LDL. In realtà tra i fattori tradizionali c'è anche il dosaggio di alcune apolipoproteine, in modo particolare Apo A1 e Apo B, che entrano nella competizione di specifiche lipoproteine, e la lipoproteina a (Lp a), che è una proteina enzimatica coinvolta nel metabolismo dei lipidi.
Fattori emergenti
Per quanto riguarda i fattori emergenti dobbiamo prima ricordare che il processo arteriosclerotico è fondamentalmente indotto da un eccesso di LDL, ovvero le LDL hanno la capacità di potersi infiltrare nella parete arteriosa e di indurre una reazione infiammatoria da cui poi origina la placca atero-sclerotica. Ciò ha fatto sì che si prestasse attenzione alle LDL e a forme particolari sotto cui le LDL possono essere presenti, come le LDL ossidate (è lo stato di ossidazione che favorisce questo meccanismo patogenetico delle LDL a carico della parete arteriosa), poi abbiamo gli anticorpi che l'organismo produce contro le LDL ossidate, e infine le LDL piccole e dense, così chiamate queste ultime perché nel metabolismo dei lipidi le lipoproteine tendono in realtà a convertirsi l'una nell'altra, quindi non sono solo macro-molecole ma anche micro-molecole.
Poi altri fattori emergenti sono il dosaggio dell' omocisteina, perché l'omocisteina può rappresentare uno stimolo infiammatorio forte a carico della parete endoteliale, poi nell'ambito dei marcatori del processo infiammatorio possono ancora rappresentare marcatori del rischio cardiovascolare il dosaggio della proteina C reattiva detta anche PCR, la quale è il marcatore tipico del processo infiammatorio insieme alla VES, e poi alcune citochine sempre coinvolte nel processo infiammatorio.
Schematizzazione dei fattori
- Fattori metabolismo lipidi
- Fattori tradizionali: trigliceridi, colesterolo totale, LDL, HDL
- Fattori emergenti: LDL ossidate, anticorpi, omocisteina, PCR, citochine
- Fattori ossido riduttivi
- Fattori infiammatori
- Fattori coagulazione
Dettaglio del profilo lipidico
Ora parliamo in dettaglio del profilo lipidico, ovvero dei trigliceridi, del colesterolo totale, del colesterolo HDL, e del colesterolo LDL (fattori tradizionali). Poiché questo tipo di dosaggio serve per individuare una condizione di rischio, dobbiamo, da un punto di vista analitico, capire bene quali sono i limiti di questo dosaggio, perché dobbiamo poi saper interpretare in modo corretto i risultati derivanti da questi test per poter poi configurare esattamente il rischio.
Fonti di errore e variabilità biologica
Valutiamo dunque tutte le fonti di errori che possono gravare su queste misurazioni. La variabilità biologica (la variabilità tipica dell'individuo) è una variabilità che non si può eliminare, la si può solo conoscere, e dunque vediamo per questi metaboliti del profilo lipidico quant'è la variabilità biologica. La variabilità biologica di questi quattro metaboliti non è bassa, sicuramente tra i quattro metaboliti la variabilità biologica più alta è quella della trigliceridemia, che...
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