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Mann - Tristano, Sanatorio, Morte a Venezia, Jugendstil

Appunti di Letteratura tedesca III su Mann - Tristano, Sanatorio, Morte a Venezia, Jugendstil basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Gheri dell’università degli Studi di Salerno - Unisa, facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e culture straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura tedesca III docente Prof. P. Gheri

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letteratura, riprendendo alcuni elementi nel corso della storia, per attirare

l’attenzione del lettore sulla trasformazione della storia e del personaggio.

*I denti cariati di Spinell stanno a segnalare un male fisico che è anche un male

morale, che infetta la bellezza (per Mann la bellezza ha a che fare con il male e

l’immoralità, poiché è un dato di piacere, e così è anche l’arte che si percepisce

quasi come peccato. L’artista ha sempre la coscienza sporca, è colpevole di

qualcosa, infatti Spinell dice di dover espiare la sua colpa, che è proprio quella di

essere un artista, che non agisce nella società e si isola, nella sua arte. l’ultima opera

di Mann sarà proprio “Doktor Faustus”, la storia di un artista che stringe un patto

con il diavolo). Sembra che il difetto fisico porti i personaggi verso la corruzione

dell’anima, ma in uno studio questa teoria si rovescia, cioè il difetto fisico è la

conseguenza e la manifestazione di una psiche corrotta, è una caratteristica

psicosomatica (nel 1903 esce un libro “il libro dell’Es” scritto da Georg ….ed è uno

studio sulla psicosomatica; inoltre Mann aveva letto anche un altro libro nel 1892 :

“Degenerazione” (Entartung) di Max Nordau, uno studioso di psicologia e

antropologia, questo studio è dedicato a Cesare Lombroso, un criminale, che viene

studiato, e si arriva a pensare che tra i tratti somatici e la psiche ci sia un

collegamento. Nordau si accorge che il secolo del progresso, del capitalismo, sta

portando ad una degenerazione della razza, ad un indebolimento del carattere;

quindi il benessere porta il fisico e la psiche ad un rilassamento che determina la

perdita del buon funzionamento degli organi, perché gli organi esistono in maniera

funzionale, ma nel momento in cui il progresso sta sostituendo la funzionalità degli

organi, questi ultimi non vengono “utilizzati”. Anche se questa degenerazione fisica

porta ad un potenziamento delle capacità spirituali, quindi porta ad un particolare

amore per l’arte, non tutti, ma solo alcuni “individui geniali” come li chiama Nordau,

che sono gli artisti. Nordau trova la simpatia di Mann perché N. ha reso una

concezione che gia aveva espresso Mann, e cioè la divisione tra borghesia e arte).

Gabriele rispetto a Spinell e Kloterjahn è l’unico personaggio in conflitto, perché da

un lato si è sposata per amore con Kloterjhan, ma non riesce a rinunciare all’arte

(poiché lei è cresciuta in una famiglia borghese amante dell’arte) che è una parte di

se, e quindi si ammala, poiché non riesce a restare né nel mondo di Spinell, né nel

mondo dei Kloterjahn.

Quindi il capitolo 4 da un’ampia caratterizzazione di Spinell, un uomo alienato,

isolato, narcisista, che è autore di un solo romanzo decadente (si capisce perché si

descrive a grandi linee. Sembra quasi un momento “meta-letterario”, perché

descrive salotti mondani, arredati in stile impero, proprio come il sanatorio. ) Spinell

viene caratterizzato soprattutto dalle domande che Gabriele e il marito pongono al

Dottor Lehander.

5. V parte

La quinta parte è molto breve, e si ha una caratterizzazione e una descrizione di

Gabriele e Spinell, attraverso le domande che i due pongono al dottor Leander.

6. VI parte

Nella 5 parte si rivela la presenza del narratore, e cioè prende le distanze dalla

storia, poiché solo prendendo le distanze si riesce a fare ironia.

[Il nome di Gabriele deriva dal nome dell’Arcangelo Gabriele, poiché Gabriele viene

rappresentata come una donna angelicata, una femme fragile, che spesso si

ammalavano. Con Gabriele e Spnill Mann propone dei tipi umani diffusi nel tempo,

lo scrittore decadente, e la donna angelicata. ]

In questa parte si ribadisce il legame tra la nascita del bambino e la malattia di

Gabriele.

Troviamo un altro personaggio del sanatorio, una Magistratsrätin (=signora

consigliera) Spatz, che diventa amica di Gabriele, una specie di dama di compagnia.

Il suo comportamento metterà in luce, per contrasto, quello di Gabriele.

In questo capitolo Spinell e Gabriele si incontrano e parlano ed è qui che Spinell dice

a Gabriele di trovarsi al sanatorio per via dello “stile” (lo stile impero). Ed è anche in

questo capitolo che si apprende che nella stanza della conversazione si trova il

pianoforte, che sarà fatale per Gabriele.

Gabriele chiede a Spinell perché si sveglia così presto, e Spinell risponde che si

sveglia persto “perché è un dormiglione”, questo perché lui deve darsi una regola e

costringersi a svegliarsi presto perché sa di vivere nell’immoralità ed ha la coscienza

sporca, per questo si impone un regime rigido. L’artista indulge all’ozio, ma dato che

l’ozio non ha na giustificazione borghese, egli sviluppa una cattiva coscienza. [questo

stesso motivo si trova in “morte a Venezia” con Aschenbach. Nel testo si trova

l’elemento del cimitero -> Friedhof (che rimanda a Einfried). Aschenbach va a fare

una passeggiata nel cimitero (va verso la morte) e vede uno strano individuo che lo

chiama verso qualcosa, Aschenbach va verso sud, verso Venezia poiché è stanco di

questo rigore morale e va verso la sregolatezza (che in Mann si identifica sempre

con il sud) che lo porterà alla morte. ]

Spinell parla al plurale e dice “noi odiamo l’utile”, con il “noi” si rifersice agli artisti

che odiano il capitalismo borghese che produce solo bruttezza.

Spinell fa molti complimenti a Gabriele, e dice di averla vista in una immagine della

sua mente, idealizzandola e criticando chi la corteggia “nella realtà” (questa di

Spinell è ancora una volta una fuga dalla realtà). I due si incontrano nel giardino del

sanatorio che è un riferimento all’arte decadente, e soprattutto alla pittura dello

“jugendstil” (o art nouveau) poiché il giardino è uno dei motivi più ricorrenti dello

jugendstil, infatti in Italia viene chiamato “stile floreale” (che può essere

contrapposto al naturalismo, che vuole una riproduzione della realtà. Lo jugendstil

invece da un’immagine estetizzata del mondo, come un mondo bello).

La 6 parte si chiude con la vena azzurra di Gabriele, che è un indice di malattia, che si

sta allontanando dal mondo borghese, e sta entrando nella sfera d’attrazione

dell’artista.

7. VII parte

Il narratore ci informa che la salute di Gabriele sta peggiorando, e ancora una volta

fa ironia sul linguaggio del dottor Leander .

spinell comincia a chiedere a Gabriele della sua vita, e attraverso questa

conversazione si ricostruisce la sua biografia, Gabriele viene da Brema (una città

commerciale, dove non avrebbe non potuto incontrare Kloterjahn). Gabriele

racconta che suo padre suonava il violino, e che grazie a lui ha iniziato a suonare il

pianoforte. Racconta anche che da piccola aveva un giardino nlla sua casa, e Spinell

di nuovo immagina Gabriele nel giardino, come in quadro Jugend. Spinell chiede a

Gabriele il suo vero nome, e non quello da sposata, e questo significa che Spinell la

considera in quanto individuo e non come moglie di qualcuno. Il vero nome di

Gabriele è Eckhoff, che è stato interpretato come Eck=angolo hoff=corte /cortile, e

che ha fatto pensare agli interpreti ad una emarginazione di Gabriele nella vita di

Kloterjahn. Inoltre Eckhoff è stato un attore del 700 realmente esistito, e questo

conferma che Spinell riconduce tutto all’arte.

Nella famiglia di Gabriele arte e borghesia coesistevano in suo padre.

Spinell chiede a Gabriele se la sua famiglia abitava in una casa con il tetto a cuspide

(antiche case patrizie delle città del nord), poiché Spinell fa un riferimento ai

Buddenbrooks (riferimento intertestuale).

Gabriele dice di aver conosciuto Kloterjahn proprio nel suo giardino, e mentre lo

dice il narratore si sofferma ancora sulla sua venuzza azzurra che affiorava, perché

anche la volontà di seguire quest’uomo è letale. Nell’ultima parte del colloquio tra i

due, emerge la parte felicemente borghese di Gabriele che afferma l’amore per

Kloterjahn e suo figlio, e Spinell lancia un piccolo commento crudele verso Gabriele,

dicendo che ha rinunciato all’arte, al suo nome, ma ha il suo piccolo Anton, e un

piccolo problema alla trachea. Il dialogo tra i due si chiude, ma Gabriele continua a

pensare a questo dialogo, e al disprezzo di Spinell verso la borghesia, e comincia a

pensare al modo in cui il marito la tratti con sufficienza. Dopo qualche giorno un

ospite del sanatorio chiede a Gabriele come stanno suo marito e suo figlio, e lei da

una risposta che indica gia un abbandono del mondo borghese: Lui e mio marito

stanno bene, loro!”

8. VIII parte

Gabriele ha ereditato dal padre questa doppia inclinazione verso l’arte e verso la

borghesia, che nel padre si conciliavano in maniera armoniosa, mentre in Gabriele si

trasforma in conflitto.

Si introduce quell’evento che porterà Gabriele e Spinell a rimanere da soli, era la

fine di Febbraio, e nevicava (poiché il sanatorio si trova in montagna, posizione

simbolica, perché è una posizione isolata e superiore rispetto ai luoghi dove si svolge

la vita sociale).

[i Buddenbrooks si concludono con la morte dell’ultimo discendente della famiglia,

Hanno, un bambino che ama la musica di Wagner. La madre lo porta ll’opera,

lohengrin, che precede la scrittura del Tristan und Isolde. Lohengrin è ispirato alla

mitologia germanica, poiché Wagner è un convinto rappresentante dello spirito

nazionalale tedesco, che i nazisti chiameranno “das Deutschtum”: l’essenza tedesca.

Wagner è un nazionalista e un antisemita, che scrive un pamphlet contro gli ebrei,

che verrà sfruttato dal nazionalismo.

Hanno va a teatro con la madre e ne rimane estasiato, e la mattina dopo si sveglia

disperato perché non vuole andare a scuola, e questo esprime l’odio per il mondo

borghese. Dopo qualche giorno Hanno si ammala di tifo, dopo aver suonato il violino

con la madre (la morte per tifo è una morte atroce). Quindi c’è sempre una serata

musicale che precede la morte di una figura fragile, che in tedesco si potrebbe

definire una Lebensuntuchtig (= incapace di vivere , cioè un inetto).

Il dottor Leander organizza una gita sulla neve, a cui i malati gravi non partecipano.

Gabriele decide di non andare per via dell’emicrania, e così fa anche Spinell che

simula di avere un impegno, nemmeno la signora Spatz va in gita e le due rimangono

nella sala di conversazione a lavorare a maglia ( la figura di questa signora Spatz è

stata accostata alla figura della compagna di Isotta, Branghene). Mentre le due

dame stanno lavorando a maglia, entra Spinell, fanno un po di conversazione, e

Spinell fa cadere l’attenzione sul pianoforte. Spinell insiste affinchè Gabriele suoni,

da parte di Spinell c’è un tentativo di seduzione, ma non della donna, bensi della

musica.

Gabriele suona prima i Notturni di Chopin.

La musica di Chopin è considerata dai musicologi una musica lontana da quella di

Wagner, poiché è una musica che segue ancora i canoni classici della composizione

che sono stati esaltati da Nietsche. Nietsche è un giovane filologo classico e nel 1870

esce il suo primo libro “la nascita della tragedia greca dallo spirito della musica”,

questo libro è uno scandalo, che fa inorridire il mondo della filologia classica, poiché

Nitsche abbandona la filologia per abbracciare la filosofia. Quindi afferma che la

tragedia greca nasce dalla musica, e l’introduzione di quest’opera è un elogio al

teatro di Wagner. Wagner inaugura un tipo di teatro in cui parole e musica sono

complementari, e sono allo stesso livello; infatti Wagner intitola una sua opera

“opera d’arte totale”, in cui convivono contemporaneamente arti diverse, linguaggio

musicale, visivo, testuale. In tutta l’opera lirica precedente il testo era secondario,

era strumentale alla musica, e veniva messo in secondo piano. Wagner postula l’idea

che il teatro greco nasca dalla musica, e in particolare dalla danza. Anche Nietsche fa

corrispondere la nascita della tragedia greca dalla musica, e in particolare dal canto,

poiché il coro è un coro religioso che canta le gesta di un dio, e secondo Nietsche ad

un certo punto della storia del teatro interviene una figura che risponde al “dio”, e

questa figura diventerà la figura dell’attore. Secondo Nietsche la musica è

l’espressione della parte irrazionale dell’uomo, poiché andava a toccare l’anima.

Anche Mann dice che la civiltà borghese ha creato una scissione tra universo

razionale e universo irrazionale, quello irrazionale lo ha rilegato nel mondo dell’arte

poiché le passioni interferiscono e frenano il capitalismo e gli affari, quindi il mondo

capitalista sviluppa solo la capacità razionale. Tutta l’arte del 900 fino alla I guerra

mondiale è un’arte che denuncia l’emarginazione del mondo irrazionale.

Anche Wagner, come Mann promuove il culto novalisiano della notte, in quanto

momento simbolico in cui l’individualità scompare, simbolo dell’unione mistica degli

amanti (scompare il principio individuationis), poiché è un neoromantico.

Nietsche si allontana sempre di più da Wagner, poiché questo musicista attraverso

l’aiuto economico del principe di baviera, si vende al pubblico di massa, tradendo i

suoi ideali iniziali, e anche perché mentre Nietsche si allontana dal cristianesimo,

Wagner scrive delle opere cristiane, come il Parsifal (che racconta le vicende di un

cavaliere della tavola rotonda che riesce a trovare il sacro Graahl) quindi Nietsceh

scrive due saggi contro Wagner: “Nietsche contra Wagner” e “ der Fall Wagner”

(Fall= caso / caduta) quindi può essere tradotte come “il caso Wagner”, ma anche

“la caduta di Wagner”. In queste opere polemiche, esalta come geni musicali Bizet e

Chopin, poiché sono dei creatori di una musica chiara e limpida, che non annebbia la

mente degli ascoltatori. Wagner si vota completamente all’irrazionale, che aumenta

la “decadenza” che Nietsche vuole combattere.

Dopo che Gabriele ha suonato i Notturni, sul pianoforte appare lo spartito del

“Tristano e Isotta”, e i due rimangono sorpresi e commossi, ma non nominano mai il

titolo.

[il Tristano è una materia antichissima che giunge dalla Francia, che viene chiamata

“materia di Bretagna”, poiché le sue storie si focalizzano in questa zona geografica.

Nel 1200 il Tristano viene ripreso da uno scrittore tedesco Gottfried von Strassburg,

che ne fa una versione in versi, intitolato “Tristan” (mentre l’opera di Wagner è

intitolata “Tristan und Isolde”). Wagner segue abbastanza fedelmente la fonte

medievale, che racconta la storia di Tristano, nipote del re di Cornovaglia. Tristano

che si trova in Irlanda, e uccide il fidanzato della principessa di Irlanda, Isotta, ma

anche tristano rimane ferito, Isotta è una figura che sta tra il mondo aristocratico e il

mondo della magia, insieme alla sua compagna Branghene. Isotta segretamente

innamorata di Tristano, lo cura grazie alle sue arti magiche, Tristano per sdebitarsi,

propone isotta come moglie al re Marco di Cornovaglia. Quindi Tristano porta Isotta

in Cornovaglia, contro il suo volere, e Isotta ordina a Branghene di preparare un

filtro per uccidere Tristano, ma Isotta prepara un filtro d’amore facendo innamorare

entrambi. I due arrivano in Cornovaglia, e un nobile fedele di re Marco scopre il loro

amore, e con una soffiata fa in modo che re Marco veda come Tristano lo stradisce

con la sua promessa sposa. A questo punto Tristano sfida a duello il traditore, e

rimane ferito, allora manda a chiamare Isotta per curarlo, ma quando Isotta arriva è

troppo tardi e Tristano sta per morire. Isotta muore a sua volta d’amore. ]

Wagner riprende questa storia e ne fa un capolavoro assoluto, che incarna il motivo

del Libestod (morte per amore, che Nietsche chiama “perdita del principio

individuationis”), alla base di questo motivo stanno due filosofi Schopenhauer e

Nitsche , entrambi hanno dato importanza all’irrazionale, e alla possibilità che l’arte

ha di recuperare quella parte irrazionale che la civiltà ha rimosso, e la letteratura di

fine secolo si impegna per ritrovare questa componente che la civiltà ha

abbandonato, attraverso l’arte. In questa cultura di fine secolo si colloca anche il

decadentismo malsano della figura di Spinell, che viene deriso da Mann. I tipi come

Spinell sono artisti sterili, che non producono nulla per la società e che non trovano

posto in questa società.

Mann in questa scena fa la parodia del Tristano; il narratore mima il Tristano di

Wagner, ma non lo ripete in maniera esatta.

Questa musica, in particolare quella del Tristano, che era per antonomasia una

musica del Libestod, questa opera che accende l’animo di Gabriele, ha un effetto

deleterio sullo stomaco della signora Spatz. Qui c’è una forte nota parodistica, poche

righe prima si parla con un linguaggio dell’estasi d’amore, ma nello stesso tempo la

stessa musica, ha sulla signora Spatz un effetto negativo.

[Quindi i personaggi che sono centrali nell’opera di Wagner, come quella di

Brangene, viene ridicolizzata qui ben 2 volte: la prima volta con la signora Spatz, che

non comprende l’estasi d’amore, la seconda volta attraverso un’altra paziente del

sanatorio, cioè la signora Hohlenrauch. In questo modo Mann attacca il wagnerismo

decadente, perché vede che quel wagnerismo, di cui lui è stato un seguace, può

diventare pericoloso, può indurre a un entusiasmo irrefrenabile per l’irrazionalismo

(come D’annunzio), poiché il borghese non ha più gli strumenti per organizzare in se

stesso la passione, dopo avere rinunciato alla via passionale, scegliendo la strada

della ratio.

In un saggio su Wagner, Mann scrive che la sua musica “è una musica per tutti, per

molti e per pochi”, poiché è una musica che conquista le masse, ma che può essere

compresa e gestita solo da pochi. Secondo Mann, ad un certo punto la borghesia ha

abbandonato il mondo dell’arte, quindi i due mondi si sono separati, ma non in

Gabriele, poiché appartiene sia al mondo dell’arte che al mondo della borghesia,

infatti viene contesa sia da Spinell, che da Kloterjahn.

Anche Nietsche, nella sua opera “der Fall Wagner”, dice “Wagner Musik macht

Krank” (la musica di Wagner fa ammalare. Mann opera uno sviluppo letterario di

questa frase, poiché dopo aver suonato il Tristano, Gabriele si ammala.]

Quindi il fatto che la musica di Wagner abbia un effetto negativo sulla signora Spatz,

indica che Mann la colloca in quel mondo di borghesi, incapaci di comprendere

l’arte.

Per quanto riguarda lo stile, si passa da un momento alto di estasi, ad un momento

basso in cui si parla della noia e il mal di stomaco della signora Spatz.

Le parole di Gabriele non sono le stesse di Isotte, nel Tristano di Mann l’unione tra i

due amanti non avviene, ma viene sublimato attraverso la musica, poiché non è

capace di provare sentimenti, è dedito solo all’arte, all’art pour l’art.

Mann continua a fare la parodia del Tristano, e troviamo anche dei riferimenti agli

inni alla notte di Novalis, troviamo anche dei riferimenti al motivo del Liebestod. Ma

improvvisamente interviene la realtà (Gabriele non viene identificata più con la

moglie del signor Kloterjahn, ma con la pianista, che indica il ruolo che ricopre il

personaggio in questo momento. Gli aggettivi sostantivati sono molto usati da

Mann), entrò la moglie del pastore Hohlenrauch al braccio della sua infermiera.

Questa donna aveva messo al mondo 19 figli, ed era diventata demente a causa di

tutte queste gravidanze, nella 3 scena del 3 atto del Tristan, i due amanti vengono

interrotti dall’urlo di Branghene per avvisarli dell’arrivo del re Marco. Ma nel

Tristano di Mann l’estasi d’amore tra i due personaggi non c’è, è un’estasi sublimata,

e inoltre colei che interrompe la scena è una donna che si ammala per le troppe

gravidanze, e quindi una critica all’amore senza freni.

La vena azzurra di Gabriele diventa estremamente evidente, segno del suo

aggravarsi.

Alla fine dell’8 parte tutti i pazienti tornano dalla gita, e così si conclude il climax del

testo, e a questo punto non si può che avere la catastrofe finale.

9. IX parte

La gita si era svolta il 26 febbraio, e il 27 il narratore dice che Gabriele stava meglio,

ma il 28 Gabriele sputò del sangue dalla bocca. Ma come al solito il narratore prende

il punto di vista dei medici, prendendolo come un segno non preoccupante.

Il dottor Leander la visita e la passa alle cure del dottor Muller, con la scusa di aver

troppo lavoro, ma in realtà perché Gabriele è senza speranza di guarigione. Il

dottore consigliò di far arrivare al sanatorio il figlio e il marito, ma senza mai far

trasparire l’urgenza della situazione. E infatti arrivano alla quiete il signor Kloterjahn

e il piccolo Anton. Spinell restò nella sua stanza ad osservare Anton e Kloterjahn

dalla sua finestra

10. X parte

Troviamo Spinell nella sua stanza, intento a scrivere una lettera al signor Kloterjahn,

in cui scrive tutta la sua insofferenza verso il mondo borghese che non comprende

l’indole artistica di Gabriele.

Il narratore afferma che Spinell, per essere uno scrittore, sembrava che avevesse

difficoltà a scrivere (questa convinzione che per lo scrittore scrivere è difficile ritorna

in molte opere di Mann). Nella lettera Spinell accusa Kloterjahn di non dare

importanza a Gabriele, e che solo lui può farla sentire adeguata, e davanti a

Kloterjahn difende l’immagine di Gabriele che si è creata lui nella sua mente, e

accusa Kloterjahn di non riuscire a vedere questa immagine di Gabriele. Quindi il

borghese è indifferente nei confronti dell’arte e della bellezza, Spinell incolpa Kl. Di

aver profanato la bellezza di Gabriele e dia verla portata verso la morte.

Con questa lettera il lettore è portato ad essere d’accordo con il punto di vista di

Spinell, ma quando parlerà il signor Kloterjahn il lettore sarà portato ad essere

d’accordo anche con lui, per questo in questo testo non vince nessuno.

Spinell è l’unico ad ammettere che Gabrielle sta morendo, secondo lui a causa di

Kloterjahn che l’ha privata dell’arte. dal punto di vista di Spinell borghesia e vita

coincidono, poiché gli artisti vengono emarginati dalla vita che è governata dal

commercio.

(a pag. 136), Spinell, accusa Kloterjahn di aver fatto ammalare Gabriele, e gli dice

che “non è una personalità letteraria interessante”, quindi Gabriele viene messa in

secondo piano, Spinell da quasi più importanza all’arte che a lei, poiché l’artista, per

Mann, è incapace di provare sentimenti (come anche Aschenbach).

Mann condanna l’artista dilettante, poiché è un tipo umano molto frequente nel suo

secolo, molti inetti si rifugiavano nella vita artistica, ma non appartenevano né a

questo né a quel mondo, infatti Mann spesso li chiama “pagliacci, buffoni”, scrive

anche una novella “Der Bajazzo” (1897), ed è la storia di un uomo agiato, che non ha

un ruolo nella società borghese, ma non riesce a trovare un ruolo nemmeno nel

mondo dell’arte.

Spinell dice di odiare Kloterjahn, in realtà S. odia il mondo che K. Rappresenta, un

mondo borghese che emargina l’arte. L’artista è debole di fronte al mondo

borghese, ma per Mann sono comunque degli eroi (in un saggio parla di “eroismo

della debolezza”, che Mann riconosce anche come suo), quindi gli artisti sono degli

eroi deboli, poiché continuano a combattere contro il mondo borghese. Per quanto

riguarda Spinell però, non c’è nessun eroismo, ma solo debolezza (Schwach, pag.

140).

Dopo aver scritto la lettera, il narratore dice che Spinell chiude la busta e scrive

l’indirizzo “in elegante grafia”, quando una persona è preso dalla passione non fa

caso alla grafia con cui scrive, ma qui Spinell fa attenzione al modo in cui scrive,

quindi è dominato dallo stile, tutto il resto passa in secondo piano. Spinell spedisce

la lettera al Sanatorio stesso, e non la consegna direttamente perché ha paura del

confronto.

11. XI parte

Qui troviamo la risposta di Kloterjahn a Spinell.

Kloterjahn entra nella stanza di Spinell, chiedendo spiegazioni riguardo la lettera, e

Spinell quasi si scusa di averla scritta. Kloterjahn dice che Spinell poteva anche

parlargli di persona, senza il bisogno di dover scrivere una lettera, dato che si

trovavano nello stesso posto (qui c’è una critica di Mann, ad una cultura che ha

imperversato, e cioè l’arte della lettera, il 700 è l’epoca della lettera, e dei romanzi

epistolari (es: Werther), accanto alla forma diaristica. Il borghese rende letteraria la

propria intimità, ma con il passare del tempo il borghese ha abbandonato del ttto

l’arte, quindi la letteratura del sentimento è finita e i borghesi non scrivono più

lettere).

(Pag. 145) Kloterjahn dice che lui è un uomo d’azione, e non ha tempo di pensare

alle cose che dice Spinelle, e alle sue “inesprimibili visioni”, ma Spinell corregge

Kloterjahn dicendo “io ho scritto inestinguibili visioni”, quindi Gabriele non viene più

considerata, si pensa a tutt’altro.

A questo punto Kloterjahn da del pagliaccio a Spinell (Hanswurst), e del vigliacco, ma

Spinell non riesce a ribattere.

Kloterjahn dice che lui il cuore ce l’ha al posto giusto, mentre Spinell non è capace di

provare dei sentimenti.

Mentre Kloterjahn parla, la signora Spatz bussò alla porta e disse che Gabriele non

stava bene, e anche in questo momento Kloterjahn insiste sul fatto che non siano i

polmoni. Quindi Mann porta all’estremo la parodia del borghese, che resta cieco di

fronte alla malattia e alla morte.

Quindi la risposta di Kloterjahn si conclude in modod parodistico, come si era

conclusa anche la parte della lettera di Spinell.

12. XII parte

Questa parte vede in primo piano, colui che rappresenta il futuro, colui che

sopravvive a tutto, cioè Anton, il bambino di Kloterjahn e Gabriele.

Sulla scena vediamo di nuovo Spinell, e Anton (il borghese del futuro), nel giardino

del Sanatorio (Anton non compare all’interno del sanatorio, perché è il simbolo della

salute, quindi resta fuori).

Spinell esce dal Sanatorio e si reca in giardino (descrizione jugendstil del giardino),

c’è una descrizione del tramonto, ma Spinell volge le spalle al sole, non lo vede, e

riduce ad un motivetto quel “sehensuchtmotiv”, responsabile della morte di

Gabriele (alla fine dell 11 parte la signora Spatz dice che anche Gabriele cantava un

motivetto, ma Gabriele sussurra il motivetto perché è malata, e non può cantare,

ma Spinell sta bene. Quinid c’è una variazione dello stesso motivo, come faceva

Wagner, che ha inventato il Leitmtiv in musica, che Mann applica in letteratura.

Nel giardino vede Anton con la nutrice, che per contrapposizione a Spinell viene

irradiato dal sole.

Spinell viene definito una “figura nera”, in contrasto con i colori vivaci del bambino.

All’improvviso Anton scoppia in una risata di gioia, ma Spinell non è pronto ad una

risata che rappresenta la vita, non è pronto alla vita, perciò se ne va, come se stesse

scappando dalla vita.

L’importanza della malattia nel “Tristano”

La malattia di Gabriele è la malattia tipica della Femme fragile, un tipo umano molto

diffuso nella letteratura di fine secolo. Questa malattia organica, serve per mettere

in luce la malattia dell’artista e la malattia del borghese (che soffrirà per aver

abbandonato l’arte), quindi nel mondo del Tristano sono tutti malati.

La malattia, nel 900 si trasforma in simbolo, la malattia di Gabriele è il simbolo di

una donna che non riesce a trovare la sua collocazione in un mondo che è scisso,

che ha perso la sua armonia.

Spinell invece, si emargina dalla società, e si ritira nel sanatorio, perché è malato di

un’arte sterile, incapace di sentimenti.

La malattia di Kloterjahn invece è quella di non vedere la morte, di voler sfuggire alla

malattia stessa e allontanarla dal mondo dei sedicenti sani.

Morte a Venezia

Il titolo è prolettico, cioè annuncia la conclusione del testo. Il protagonista è sempre

un artista, infatti fa parte insieme a Tonio Kroger e Tristan, delle Kunstler Novellen.

Come spesso accade questo testo nasce da uno spunto autobiografico, poiché Mann

nel 1911 si trova a Venezia, dove lo raggiunge la notizia della morte di Gustav

Mahler, compositore seguace di wagner molto apprezzato da Mann, infati il

protagonista dei questo testo si chiama Gustav. Inoltre Mann ha sempre avuto

un’inclinazione omosessuale, anche se si è sempre imposto una rigida morale

borghese, per questo le sue inclinazioni sono state sublimate nei suoi testi, così come

Aschnbach fa di Tadzio un’opera d’arte, per governare la sua passione.

un’infatuazione di un artista in avanzata

Infatti questa novella racconta la storia di

età, che stanco della propria vita noiosa e grigia, infatti Aschenbach= Asch: cenere,

Bach=ruscello, decide di partire per il sud. Anche se questo viaggio sarà un viaggio

verso la morte, verso la passione che lo spingerà verso la morte.

Per questa novella esiste una base autobiografica:

le opere attribuite ad Aschenbach sono opere non terminate di Mann

il protagonista vive a Monaco di Baviera, dove viveva anche Mann, vive nella

“villa Stuck”, la dimora di un pittore neoclassico

Prinzeregeldenstrasse, dove si trova

del 900 molto ammirato da Mann, Franz von Stuck. Stuck era un artista neoclassico,

il neoclassicismo si pone in contrapposizione al decadentismo, e anche Mann pensa

di voler far parte poiché vuole combattere il proprio decadentismo che lo espone al

rischio dell’irrazionalismo, per questo si avvicina alla corrente dei neoclassici.

Ma Mann vede quanta mediocrità ci sia nei neoclassici, qui fa la parodia di un artista

neoclassico, e nelle sue opere, come “squarcio di vita” breve testo autobiografico,

dice che Morte a Venezia non era stato capito, poiché voleva essere una parodia e

non un testo serio.

La novella viene scritta nel 1911 ed esce nel 1912.

Riguardo alla definizione del testo come novella è stata molto discussa, Mann dice

che si tratta una “tragedia novellistica”, poiché il testo è organizzato in 5 parti, è

proprio come le 5 parti della tragedia classica, la struttura tettonica, anche l’esito

tragico, e il testo è pieno di riferimenti al mondo classico. La prosa in alcuni punti

ripropone inoltre il ritmo dell’esametro, che è il verso dell’epos classico, perché

Mann in parte si identifica con il protagonista.

Nell’introduzione della Galvan, si prende come testo di riferimento della novella, il

di D’annunzio, il fuoco, poiché D’annunzio anche lui su base biografica, nel

testo

testo la protagonista Fornarina, rimanda alla figura di Eleonora Duse, che nel testo ha

53 anni, la stessa età di Aschenbach e La storia si svolge a Venezia.

Un’altra opera che sta alla base della novella è “la nascita della tragedia” di Nietsche,

in cui Nietsche postula che la tragedia classica sia riuscita a trovare un equilibrio

perfetto tra la forza dionisiaca, e la forma dell’universo apollineo.

Il colera

Nel 1911 viene documentata una piccola epidemia di colera a Venezia, invece in

questa Venezia immaginaria l’epidemia è dilagante, per questo la critica parla di

colera di Aschenbach, e cioè un’avventura della mente di Aschenbach. Alcuni critici

hanno parlato di ottica bifocale, da un lato Mann scrive in uno stile vicino al

realismo, ma nello stesso tempo il testo è anche un testo simbolico, per i forti

riferimenti mitici, quindi Mann sviluppa il “realismo simbolico”.

Morte a Venezia

Capitolo I:

Il contesto storico-politico che fa da sfondo a La morte a Venezia è caratterizzato

dalle tensioni e le crisi internazionali che precipiteranno nel 1914. L’ipotesi che

l’anno in cui è ambientata la “morte” sia effettivamente il 1911 viene confermata

dall’epidemia di colera che ha colpito Venezia nella primavera-estate dello stesso

anno e, soprattutto dagli appunti preparatori per la novella, che contengono

un’annotazione relativa ai dati biografici di Aschenbach (1911=53 anni).

Aschenbach lascia la sua casa, situata in via Prinzregentestrasse (via principale di

Monaco, dove viveva Franz von Stuck). L’esattezza con cui vengono descritti i dati

urbanistici di Monaco, faranno da contrasto alle descrizioni di Venezia, dove

perdita d’orientamento di

prevarranno indicazioni più vaghe, spia della progressiva

Aschenbach.

Il protagonista si reca alla fermata del tram, che lo porterà al Nordfriedhof (il cimitero

come “der (colui che aspetta).

di Monaco), e Aschenbach viene connotato Wartende”

Questo è il primo degli aggettivi sostantivati con cui viene connotato Aschenbach, e

che letti nell’ordine del loro apparire, delineano la vicenda del protagonista.

Fa la sua comparsa uno straniero, la prima delle figure che accompagneranno il

viaggio di Aschenbach (probabilmente il suo viaggio verso la morte). Questo

personaggio assume una posizione che assume anche Tatdzio nel capitolo 5, ed è

stato collegato all’opera di Lessing, “come gli antichi hanno rappresentato la morte”,

e ad un atteggiamento che sarebbe tipico di Ermes-Mercurio, soprattutto per il tipico

cappello. Inoltre questo straniero mostra i denti fino alle gengive, che viene visto

come un simbolo infernale e di morte; ed è connotato sempre dagli stessi colori che

ricorrono in tutto il testo: rosso, giallo e grigio.

quest’uomo portò ad Aschenbach un sentimento nuovo, una voglia di

La vista di

viaggiare, ed ebbe una visione di un luogo tropicale, con piante ed animali esotici.

Ma questa sembra essere più di una semplice visione, sembra una descrizione di un

modello concreto, forse individuabile nella pittura contemporanea della novella.

Proprio negli anni della stesura della Morte a Venezia ci fu un importante evento

culturale per la pittura dell’epoca, ci fu la prima mostra a monaco del gruppo “der

blaue Reiter”, a Monaco, dove furono esposti alcuni dipinti di Henri Rousseau.

Rousseau aveva dipinto anche “Les Flamants”, che raffigura proprio un paesaggio

fluviale con una folta vegetazione, ninfee e animali esotici.

Capitolo II:

Nel secondo capitolo c’è una sorta di flashback sulla vita di Aschenbach, infatti viene

connotato con altri aggettivi sostantivati: l’uomo di successo (der Erfolgreichen),

l’uomo degno di fiducia (der Vertrauenswurdigen), e il quarantenne (der Vierziger).

Si parla della sua infanzia, si dice che è nato a L. (probabilmente a Liegnitz, in Slesia,

secondo gli appunti di Thomas Mann), e si citano alcuni lavori che avrebbe scritto:

una prosa sulla vita di Federico di Prussia, un romanzo “Maja” e un racconto “un

Miserabile”, tutti questi però sono lavori che lo stesso Mann stava completando.

Presenta Aschebach come scrittore neoclassico, che diversamente da Spinell, si è

identificato con la professione di scrittore, ed ha preso su di se il carico dell’etica

scrivere, viene presentato in vari modi, anche come uno “scrittore

dello morale”.

Secondo alcune dichiarazioni di Mann Aschenbach è uno scrittore che osserva, quella

che Mann chiama l’etica del durchhalten (=resistere), Aschenbach resiste

all’abbandono, alla passione, al piacere (La scrittura per lui non è un piacere, ma un

dovere morale).

Nella seconda parte il narratore indulge sulla figura di Aschenbach come scrittore del

durchhalten, viene descritto come un uomo che non riesce mai ad aprire il pugno, che

si dice che la sua parola preferita è “perseverare”

resta sempre serrato (pag. 66/67),

(anche se in italiano non si ha il pieno significato di Durchhalten, infatti in una lettera

di T. Mann ad un germanista francese, Bertaux, autore della prima traduzione

francese della morte a Venezia, egli scrive che ha ben studiato la traduzione e che il

termine “tenir”, non da tutto il senso di durchhalten, ma la parola giusta sarebbe

piuttosto “perseverer”). Aschenbach è lo scrittore della resistenza, che si risolve nel

“dover essere”, e espleta questo imperativo morale nel culto della forma. L’arte per

Aschenbach è forma. La forma contiene le passioni, qualsiasi forma: scritta, plastica,

musicale. Questa interpretazione della forma artistica era stata data da Nietsche nella

nascita della tragedia, egli dice che la forma, e quindi il mondo apollineo, ha in se un

dato morale, perché è contenitiva, e se lasciata andare potrebbe essere anche

immorale.

Un altro passo che caratterizza Aschenbach come autore del durch halten (pag.

72/73), è il passo in cui si dice che la figura che meglio lo rappresenta è San

anche nell’iconografia tradizionale sopporta eroicamente il

Sebastiano, colui che

martirio delle frecce che gli trapassano il corpo, con un’espressione serena.


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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture straniere
SSD:
Docente: Gheri Paola
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher puntino92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura tedesca III e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Gheri Paola.

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