Inizio di Tristan: collegamento tra malattia e arte
Gia nell'inizio del Tristan c'è il segnale di un collegamento tra malattia e arte. La prima frase dice "ci troviamo nel sanatorio Heinfried". Il testo comincia con un colpo di tromba sorprendente, irrevocabile e definitivo. Il punto esclamativo rafforza al contrario il senso della parola "sanare", che domina la finalità di tutti i pazienti del sanatorio, ma che non ci arriveranno facilmente. La moglie dei Kloterjahn all'inizio ha dolori solo alla trachea, però deve lasciare al presunto luogo della purificazione della sua vita.
Il nome del sanatorio ricorda quello della villa Wahnfried in Bayreuth, la residenza di Richard Wagner, la cui musica inebriante tenterà fino alla morte. Anche nel titolo viene accennato, così che già nel titolo e nella prima frase vengono accennati due temi che sono al centro del racconto. Il sanatorio simbolizza la malattia, e il suo nome l'arte, o meglio: Richard Wagner, o meglio ancora, la sua opera Tristan und Isolde, l'opera del Liebestod (morte per amore). Solitamente appartiene ai sanatori la qualità della chiusura, così il nome "Einfried" (recinzione) aumenta questo senso di isolamento e questo senso di essere recintati.
Tristan (1929)
Leitmotiv e temi
Tristan riprende alcuni grandi Leitmotive dei Buddenbrooks (opera del 1929 che ha fatto vincere a Mann il premio Nobel per la letteratura):
- Amore per la musica (infatti il titolo deriva da un'opera di Wagner)
- La malattia
- Opposizione arte-borghesia
La malattia da Mann viene collocata spesso nel mondo degli artisti, ma anche nel mondo dei borghesi. Il Tristano è il primo testo in cui Mann mette in scena la vicenda all'interno di un sanatorio (il testo successivo ambientato in un sanatorio è La montagna incantata nel 1924). Il sanatorio in cui è ambientato il Tristano è un sanatorio immaginario (Einfried), mentre il sanatorio in cui è ambientata La montagna incantata si trova in Svizzera, che ancora oggi esiste, ed è il sanatorio di Davos.
I sanatori erano delle specie di ospedali per ricchi, perché chiedevano delle somme per curare i malati. Quando Mann scrive Tristan, aveva già visto Davos, poiché aveva accompagnato la moglie per un problema alle vie respiratorie.
Mann scrive un saggio "Dostojevkij con misura", in cui riflette sul valore simbolico della malattia. E scrive anche un'altra lettera ad un editore, tornando sugli stessi temi del saggio, in cui associa la malattia alla grandezza spirituale, prendendo come esempio Nietsche e Dostojevskij. Ma non tutti i malati sono portatori di grandezza spirituale, come i personaggi di Mann che non meritano la malattia che fingono di avere (come Spinel).
Opposizione artista e borghesi
Nel Tristano l'opposizione artista borghese si pone in maniera chiara. Il signor Kloterjahn accompagna la moglie Gabriele al sanatorio, dove lei conosce l'artista Spinel. Spinel non è lì per curarsi, ma afferma di essere lì "per lo stile" (des Stile wegen), e si riferisce allo stile di arredo del sanatorio che era lo stile impero, stile della Francia napoleonica che dominerà il gusto borghese nella prima metà dell'800, è uno stile ostentativo di ricchezza e di benessere. Qui il problema dell'arte e della borghesia non si risolve a favore di nessuno, questa Burlesque (come la definisce Mann in una lettera al fratello) è una parodia che non risparmia nessuno, né i borghesi, né l'artista, né la classe dei medici, quindi Mann usa questo testo per condannare il suo tempo.
Il testo non è intitolato ad alcun personaggio della vicenda, ma è dedicato all'opera di Wagner Tristan e Isolde. Mann non divide in capitoli le sue opere, ma lascia solo degli spazi per cambiare scena, e queste porzioni di testo vengono chiamati capitoli solo per convenzione, ed è diviso in 10 parti. Mann presenta le situazioni come se fossero delle scene teatrali.
Il titolo
Il titolo rimanda sicuramente a "Tristano e Isotta" di Wagner, ma riporta solo il nome di Tristano. Questo perché Gabriele patisce, da entrambi i mondi, non è coinvolta, ma è una vittima sia della borghesia che del mondo dell'arte, quindi non può essere messa accanto al Tristano. Se Mann avesse intitolato la sua opera "Tristan und Isolde", Gabriele sarebbe diventata una protagonista dell'opera, stessa cosa anche per Spinell. Mann crea un effetto negativo togliendo la protagonista femminile, poiché Gabriele subisce, non ha potere decisionale.
Ma il titolo "Tristan", è usato anche per porre un accento parodistico sulla figura di Spinell, che negli ultimi capitoli fa la figura del vigliacco, viene messo a confronto con la figura di Tristano, si ha una riduzione parodica di un grande eroe (celebrato nell'epica bretone, ma anche germanica, da Gottfried von Strassburg, e il titolo rimanda proprio all'opera di Stassburg, intitolata "Tristan", e non Tristan und Isolde). In realtà nel testo non c'è nessun eroe, infatti nessun personaggio è degno di dare il titolo all'opera, quindi per contrasto Mann la intitola con il nome dell'eroe.
I parte
Nella prima parte viene descritto il sanatorio, Einfried. Nel Tristan i nomi sono nomi parlanti, cioè hanno una valenza simbolica: Einfried = der Friede = la pace; quindi il nome rinvia a un luogo tranquillo ovattato, ma è anche un luogo di morte -> der Friedhof = cimitero. Ma per il lettore del tempo questo nome evocava anche il nome della villa di Wagner a Bayreuth, che si chiama Wahnfried -> wahn = follia, Fried = pace, quasi un ossimoro. Quindi in questo luogo la musica di Wagner può portare o alla follia, o alla pace mortale. Il sanatorio è un co-protagonista.
Il primo personaggio è il Dottor Leander (Leander = uomo pacifico, calmo. Poiché vive con la morte accanto, ma mette ordine nel caos, poiché fa le leggi che regolano la vita di persone troppo deboli per darsi delle leggi), che è il direttore del sanatorio, e si legge una cosa curiosa, cioè che non si occupa né dei casi leggeri né di quelli gravissimi, ma cura solo i casi intermedi, che hanno una speranza di guarigione. In questo modo spesso Thomas Mann, lascia scivolare un'informazione apparentemente inutile, ma che in realtà riprenderà e sarà molto importante. Ad esempio verso la fine Gabriele viene passata alle cure del Doktor Muller, colui che tratta i casi gravi.
Sempre nella prima parte viene descritto il modo in cui i pazienti muoiono, e cioè in modo silenzioso, senza che nessuno lo sappia, quindi la morte c'è ma non si vede, come afferma anche S. Sontag. Mann si rende conto che la civiltà moderna ha bisogno di allontanare la morte, di nasconderla, infatti in questo testo la morte è onnipresente, ma non è verbalizzata.
Il narratore è extradiegetico, e usa spesso l'indirekte Rede, cioè parla in terza persona, ma assume il punto di vista del personaggio, quindi partecipa dall'esterno. (È un discorso indiretto, ma riportando le parole degli altri si prende la prospettiva degli altri).
II parte
Qui viene presentata la famiglia di Gabriele, i signori Kloterjahn. Arriva il dottor Leander a riceverli poiché sono persone ricche, ritenute importanti. Kloterjahn -> Kloter = nel basso tedesco si riferisce agli organi sessuali maschili. Kloterjahn deve essere presentato come l'esponente del mondo forte e sano, quindi con questo cognome simbolico vuole enfatizzare l'immagine di forza e di salute che si A. C. Klöterjahn & Comp.
Si leggono le parole di Kloterjahn, alla moglie Gabriele. Spesso usa termini inglesi per sfoggiare il fatto che sia un uomo di affari. Kloterjahn continua ad attribuire la responsabilità del suo malessere alla laringe, per non affrontare la realtà e ammettere che è ammalata di tubercolosi. Un'altra caratteristica del signor Kloterjahn è che ha sempre fame, anche quando arriva al sanatorio lui mangia, questo Appetit è un indice parodistico con cui si connota l'universo borghese, ma può anche essere un indice di salute.
Ancora una volta la donna è la vittima, che parla poco (come Emilia Galotti) e per tutto il testo non verrà chiamata con il suo nome, ma Herrn Kloterjahns Gattin (moglie del signor Kloterjahn). In questa parte si informa il lettore della presenza del figlio di Gabriele, e si intuisce che la gravidanza sia un'ulteriore causa della sua malattia. Gabriele ha dovuto dare un erede a Kloterjahn, quindi si è sacrificata per il marito.
Tra l'ospedale e Kloterjahn c'è sempre una comunicazione indiretta, poiché non viene mai detto apertamente quello che succede.
Alla fine della seconda parte il narratore fa un'affermazione prolessica, usando anche il termine "ubrigens" = a proposito, come se fosse una cosa fatta distrattamente; e dice che del caso di Gabriele se ne occuperà il Doktor Leander, e non perché il suo caso non sia molto grave, ma perché sono ricchi (può anche essere che all'inizio Gabriele una speranza di vita ce l'abbia, cosa che cambierà).
III parte
Nella terza parte si introduce un terzo personaggio, l'antagonista: Spinell -> indica un minerale dal quale si estrae una pietra preziosa, chiamata spinello, che assomiglia ad un rubino. Spinell si ritiene una figura "preziosa", un artista che non si sporca le mani con gli affari dei borghesi, ma come le pietre preziose, è un uomo infecondo, incapace di amore e di vita, narcisista e concentrato su se stesso.
Il mondo chiuso del sanatorio diventa nella letteratura il mondo in cui gli scrittori oppongono un mondo tranquillo al caos della metropoli moderna.
Nella terza parte si continua a parlare di Gabriele, e Mann dà ancora altre informazioni. La figura di Gabriele suscita grande scalpore ad Einfried, e il signor Kloterjahn, accoglieva questi omaggi a Gabriele con soddisfazione, anche qui si caratterizza la famiglia borghese nella quale la figura maschile è abituata ad esibire la figura della moglie come se fosse un oggetto, infatti Gabriele viene chiamata "herrn Kloterjahn Gattin", quindi viene riconosciuta in quanto moglie di Kloterjahn.
Ogni tanto si incontrano dei personaggi del sanatorio, come un generale, che soffre di diabete e che definisce Spinell "verwest" che deriva da verwesen che significa marcire, quindi indica una persona devastata. Spinell viene presentato come uno scrittore che "trascorreva il suo tempo" ad Einfried, l'artista viene descritto come qualcuno che ha una colpa verso la società, di non prendersi le proprie responsabilità (infatti T. Mann sulla colpa dell'artista scrive molti saggi. Anche nella "morte a Venezia", Von Aschenbach, si macchia di una colpa. La prima colpa è proprio quella di essere un artista, e di non partecipare alla vita della società borghese. La colpa dello scrittore è anche quella di essere narcisista e infantile).
Si ha il colpo di fulmine tra Spinell e Gabriele, mentre la vede passare nel corridoio. Si continua a parlare del figlio di Gabriele, i critici hanno dedotto che neanche lui gode di particolare simpatia da parte del narratore. Il narratore racconta la storia di come Gabriele e Kloterjahn si sono conosciuti: G. lo aveva seguito sulla costa del Baltico (da dove viene Mann), e in condizioni difficili gli aveva dato un bambino.
Il narratore, nel raccontare la storia, assume un punto di vista critico, parodizzando il modo di esprimersi della borghesia, che valorizza la donna come madre, che si sacrifica per dare un figlio e un erede al marito (il linguaggio del narratore, è un linguaggio mimetico, cioè imitativo, di una società di cui non condivide i valori). Il soggetto femminile continua ad essere sacrificato a favore di una società patriarcale, che è quello borghese.
Il bambino viene descritto con alcuni aggettivi: Wohlegeraten (=riuscito bene), sano e forte; quindi anche nella descrizione del bambino c'è un linguaggio materialista.
Dopo la descrizione del bambino si parla delle difficoltà di Gabriele per dare alla luce il figlio, quest'immagine mette a confronto la debolezza della madre, con la forza vitale del bambino. (Gabriele è sempre contrassegnata da un rossore, che può essere visto sia come simbolo di malattia, di febbre, ma anche come simbolo di passione repressa che la consuma).
Il medico di famiglia, il dottor Hinzpeters, consola la famiglia di Gabriele dicendo che non si trattava di un problema ai polmoni, ma di un problema alla laringe. Quindi c'è un'omertà sia da parte dei medici, che da parte della famiglia, si ha una sorta di tabù riguardo alla tubercolosi. Anche qui il narratore parla attraverso il linguaggio borghese, riportando le parole del medico, che aveva suggerito a Gabriele un periodo di riposo, in un luogo dal clima più mite (definendolo "urgentemente raccomandabile", fa trasparire l'urgenza, ma non lo si ammette esplicitamente).
La borghesia non voleva vedere le brutture della malattia, e modificava il linguaggio, poiché la borghesia ha anche a che fare con la borghesia. La borghesia crea le industrie, e quindi il proletariato, una classe sociale che viene sfruttata, con condizioni di lavoro disumane, sovraffollamento delle città, povertà, e pessime condizioni igieniche, che hanno causato le malattie. Quindi la borghesia allontana la malattia, per evitare in un certo senso anche il senso di colpa, si crea un linguaggio di omertà, che Mann parodizza.
Il signor Kloterjahn dice a tutti che Gabriele non è malata, e che sarà dimessa in pochi giorni, ma lascia subito il sanatorio.
Parte IV
Qui il narratore descrive Spinell. Mann sottolinea il nome di Spinell, perché assume il punto di vista narcisistico dello scrittore (che sottolineerebbe il suo nome, perché si ritiene più importante), il suo aspetto è bizzarro, e nei lavori di Mann la stravaganza dell'artista è una costante (che simbolizza il fallimento dell'artista che fa di tutto per distinguersi e per non essere assimilato alla civiltà borghese. L'aspetto stravagante, è anche una critica e una parodia della figura del Dandy, e dell'estetismo.).
Inoltre, l'artista in Mann non è mai biondo, ma sempre scuro (poiché nel mondo di Mann l'artista proviene sempre dal mondo meridionale. Mann proviene da una famiglia mista, il padre era un uomo d'affari tedesco, mentre la madre era un'artista che veniva dal sud dell'Europa, dai tratti meridionali. Quindi Mann ha una visione meridionale dell'artista, infatti nella novella "Tonio Kroger" mescola un nome meridionale: Tonio (Antonio) e Kroger (cognome tedesco). Infatti Tonio, meridionale e innamorato dell'arte, è innamorato di Inge, una ragazza bionda tedesca.).
Spinell quindi ha delle caratteristiche meridionali, un taglio delle labbra di tipo romano, e i denti cariati (un leitmotiv di Mann). In questo testo ci sono due elementi che assumono un valore di Leitmotiv: i denti cariati di Spinell, e la venuzza azzurragnola che compare sul sopracciglio di Gabriele. La vena di Gabriele ritorna sempre nel testo, e si rende particolarmente evidente nei momenti di particolare emozione, che simbolizza il cambiamento di Gabriele, e il suo peggioramento.
Leitmotiv nella musica e nella letteratura
Il Leitmotiv è una tecnica musicale, caratterizzata da un motivo conduttore, che Wagner porta alla perfezione con Tristan und Isolde (che viene rappresentata per la prima volta nel 1865 a Monaco di Baviera, dove ha un discreto successo. Anche se divide la critica in due positivamente e negativamente. Wagner ha in T. Mann e in Nietzsche due grandi ammiratori). Wagner "psicologizza" la musica, perché attribuisce ad un personaggio, un certo motivo, cioè il motivo musicale identifica il personaggio. Infatti quando si parla del Tristan und Isolde si parla di Sehensuchtmotiv e Todesmotiv.
Thomas Mann è il primo che riprende esplicitamente la tecnica musicale del Leitmotiv di Wagner e la applica alla letteratura, riprendendo alcuni elementi nel corso della storia, per attirare l'attenzione del lettore sulla trasformazione della storia e del personaggio.
I denti cariati di Spinell stanno a segnalare un male fisico che è anche un male morale, che infetta la bellezza (per Mann la bellezza ha a che fare con il male e l'immoralità, poiché è un dato di piacere, e così è anche l'arte che si percepisce quasi come peccato. L'artista ha sempre la coscienza sporca, è colpevole di qualcosa, infatti Spinell dice di dover espiare la sua colpa, che è proprio quella di essere un artista, che non agisce nella società e si isola, nella sua arte. L'ultima opera di Mann sarà proprio "Doktor Faustus", la storia di un artista che stringe un patto con il diavolo).
Sembra che il difetto fisico porti i personaggi verso la corruzione dell'anima, ma in uno studio questa teoria si rovescia, cioè il difetto fisico è la conseguenza e la manifestazione di una psiche corrotta, è una caratteristica psicosomatica (nel 1903 esce un libro "il libro dell'Es" scritto da Georg dedicato alla psicosomatica; inoltre Mann aveva letto anche un altro libro nel 1892: "Degenerazione" (Entartung) di Max Nordau, uno studioso di psicologia e antropologia, questo studio è dedicato a Cesare Lombroso, un criminale, che viene studiato, e si arriva a pensare che tra i tratti somatici e la psiche ci sia un collegamento. Nordau si accorge che il secolo del progresso, del capitalismo, sta portando ad una degenerazione della razza, ad un indebolimento del carattere; quindi il benessere porta il fisico e la psiche ad un rilassamento che determina... [testo troncato].
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