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Manipolazione del sonno

Appunti su un singolo argomento d'esame: Manipolazione del sonno che sono basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Giganti dell’università degli Studi di Firenze - Unifi, facoltà di psicologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia del sonno docente Prof. F. Giganti

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Perché la piattaforma rotante posta su una superficie d’acqua poco profonda viene messa in moto quando

l’animale sperimentale sta per addormentarsi o sta per entrare in REM, se anche il ratto di controllo sta

dormendo viene deprivato in qualche modo anche lui.

•Risultati

Effetti privazione totale:

-astenia generalizzata

-perdita di peso

-maggiore consumo di cibo

-lesioni spontanee (ulcere cutanee) nelle parti non coperte dal pelo (coda e zampe)

Quando si abbassa la temperatura, questo porta l’animale a mettere in atto delle strategie ad esempio

accovacciarsi sulla coda e altre zone senza pelo per proteggerle.

Durante la deprivazione di sonno c’è una dispersione termica che aumenta, in più l’animale man mano si

dimentica di mettere in atto quelle strategie che normalmente usa per conservare calore e proteggere

quelle parti non coperte dal pelo. Così si formano le ulcere cutanee.

-aumento peso delle ghiandole surrenali e cortisolo (poco prima della morte)Indicatore di stress. Non

succede nell’uomo quando sottoposto a privazione!

-diminuzione della temperatura (ultimi gg prima della morte,MORTE dopo il 21° giorno)

Effetti privazione REM (più o meno stessi effetti ma compaiono più tardi rispetto alla condizione di

privazione totale, il decesso si verifica anche in questo caso):

• perdita di peso

• maggiore consumo di cibo

• ulcere cutanee

• aumento cortisolo e ACTH

• diminuzione della temperatura

• MORTE dopo il 37° giorno

Sintetizziamo risultati ottenuti dalla deprivazione del sonno nell’animale

• gli effetti principali sono: fame insaziabile, perdita di peso, diminuzione della temperatura

• la privazione di sonno, sia parziale che totale,negli animali è a lungo termine letale (problema: a quanto

ammonterebbe il “lungo termine” per l’uomo? Non sono ovviamente stati fatti studi a riguardo ma sappiamo

che c’è una malattia che a lungo andare porta alla morte:Insonnia Fatale Familiare, non riesce più a

dormire e muore )

• una delle cause più importanti di morte sembra essere lo stress indotto dalle procedure utilizzate

• entrambi i due tipi di sonno (REM e “sonno ad onde lente”) sembrano essere essenziali per la

sopravvivenza

• però la vera o le vere cause della morte non sono ancora conosciute

SONO ANCHE STATE FATTE RICERCHE SUL NEONATO

(WOLFF) Sonno inteso nella sua totalità

Sono ricerche brevi (3-4h), senza poligrafia, SA e SC differenziati da osservazione comportamentale.

In senso lato hanno valutato l’effetto che può avere un intervento esterno sul sonno, quindi non soltanto

andando a capire cosa succede se al bambino non è permesso dormire, ma anche cosa succede e come

posso fare per aumentare un certo stadio di sonno

Aumento della durata del sonno (Wolff, 1987 )Ha valutato cosa succede in funzione dello sviluppo

quando vado a intervenire sul bambino a seconda dello stato di sonno in cui mi trovo

• Nelle prime 5 settimane di vita: uno stimolo sonoro continuo e monotono può far passare il bambino dallo

stato II(SA) allo stato I (SC) che si mantiene per circa 20 minuti anche se lo stimolo viene tolto. Questo

effetto si osserva in modo diverso nei mesi di vita successivi

• Nei primi 3 mesi:

- il rocking/cullare facilita la transizione da stato II a stato I

- il rocking prolunga (del 15-20%) la durata dello stato I se applicato nei primi 3 minuti dello stesso e se

viene mantenuto per tutta la sua durata=>anche il momento in cui somministro lo stimolo è importante.

- uno stimolo sonoro può prolungare lo stato I fino a circa 35 minuti (valore centrale abituale: 20 minuti)

Perché si vuole prolungare il SC? Perché è quello che aiuta la crescita del bambino, in cui avviene la

sintesi proteica e processi anabolici.

Disturbo del sonno dei neonati (Wolff, 1987): Ci sono però anche manipolazioni inverse: cosa

succede se vado a disturbare il sonno?

Stimolazioni molto vigorose possono interrompere il sonno momentaneamente; infatti appena esse hanno

fine il

bambino ricomincia a dormire(particolarità del sonno del bambino è l’essere molto resistente). Questo è

particolarmente vero per lo stato I/SC (forte tendenza di auto regolazione del sonno calmo, ne ha bisogno,

se lo interrompo lui lo ricomincia a produrre, riescono a dormire anche in ambienti molto rumorosi).

Solletico: altro tipo di stimolo usato da Wolff, se il solletico è ripetuto un numero sufficiente di volte induce

un cambiamento: -da stato II ad una condizione di fussing(pianto o veglia,piagnucola si agita nel 53%),

-dallo stato I allo stato II solo nel 20% dei casi.

=> di nuovo per far capire come c’è diversa risposta agli stimoli esterni a seconda del tipo

di sonno in cui si trova

-Il solletico può quindi ridurre (se iniziato dopo 10 minuti dall’inizio dell’episodio di stato I)

di circa il 25% la durata dell’episodio di stato I.

=>come ci sono stimoli che allungano la durata di SC (es.rocking) ci sono anche stimoli

che la riducono

Anders e Roffwarg, 1973

STUDIO A (Deprivazione Selettiva)

• Condizione sperimentale: 17 neonati suddivisi in 3 gruppi: a) Deprivati di REM

b) Deprivati di NREM

c) Nessuna deprivazione

Il ritmo del bambino è polifasico, quindi i ricercatori non manipolavano il sonno per 24h ma solo per qualche

episodio: 210 minuti di privazione (tramite ripetuti risvegli) seguiti da 210 minuti di recupero

Il bambino aveva elettrodi, appena entrava in REM (gruppo a) o in NREM(gruppo b) veniva svegliato. Finiti

i 210 minuti al bambino era consentito di dormire in modo regolare, ecco allora che si creava nel piccolo

quello che succede nel giovane adulto, ovviamente con una finestra temporale molto piccola.

Tuttavia anche con una finestra così breve si osservano dei risultati:

• Risultati: una deprivazione “totale” sia per il REM che per il NREM non è stata possibile (“tenacità” dello

stato comportamentale)

Gruppo a) : maggior numero di sleep onset in REM nel corso della privazione (anche se già di norma si

addormenta in REM)

Condizione di recupero: aumento del Tempo Totale di Sonno (TTS)

Gruppo b): maggior numero di sleep onset in NREM nel corso della privazione

Condizione di recupero: non solo osservo l’aumento del TTS, ma soprattutto aumenta NREM,

Come a dire che quando al bambino viene tolto il REM gli basta dormire di più complessivamente, quando

viene deprivato di NREM deve aumentare la proporzione di NREM. Probabilmente perché di NREM ce n’è

più bisogno.

STUDIO B (Deprivazione Totale)

• Condizione sperimentale: 10 neonati

1° giorno registrazione di 210 minuti di sonno non interrotto

2° giorno 210 minuti di deprivazione totale di sonno e registrazione del successivo sonno di recupero (210

minuti).

• Risultati: aumento del TTS (da 68% a 87%) aumenta la quantità assoluta di NREM ma il rapporto fra i due

tipi di sonno (REM e NREM) rimane a favore del sonno REM. Se vado comunque a valutare globalmente i

due stadi trovo più REM che NREM. Abbiamo visto che alla nascita le quantità di SC e SA sono uguali ma

qui si fa riferimento a quegli studi che dicono che il SA ha una proporzione maggiore rispetto al SC. In

effetti ci sono teorie che riguardano la funzione del SA nel primo sviluppo che dicono che serve proprio a

sopperire a quelle stimolazioni sensoriali che non può avere in veglia,contribuisce cioè alla stimolazione

cerebrale.

=>anche per il bambino il sonno è importante quando perdo un certo tipo di sonno (SC) lo devo recuperare

più di un altro (SA)

MANIPOLAZIONI DEL SONNO NELL’ADULTO

Ci possono essere situazioni di deprivazione di sonno nella vita reale come ad esempio in ambito militare.

Le operazioni prolungate come le battaglie simulate possono in qualche modo richiamare situazioni di

deprivazioni di sonno. Tuttavia bisogna anche considerare che per quanto io vada a osservare cosa

accade in questo contesto non posso prescindere da altre variabili, come lo sforzo fisico, ansia da

prestazione e impossibilità di interruzione volontaria.

In ambiente sperimentale quindi cosa succede?

Lo sperimentatore progetta un protocollo, manipola una sola variabile indipendente (sonno del soggetto)

per vedere l’effetto che ha sulla variabile dipendente (performance cognitiva o valutazione del sonno di

recupero).

Il protocollo sperimentale normalmente prevede una notte basale per due motivi:

-capisco le caratteristiche di base del sonno di quel soggetto,

-devo fare anche abituare il soggetto alla situazione sperimentale.

Sarebbe necessaria anche una situazione di adattamento (mettere elettrodi e farlo dormire senza registrare

nulla) ancora prima della notte di base. Poi iniziano i paradigmi sperimentali di interesse.

Nella condizione sperimentale ci possono essere una o più notti in condizioni di manipolazione del sonno.

Anche in questo caso gli effetti (sia a livello fisiologico che psicologico) vengono valutati nel corso della

privazione e poi nella notte di recupero.

I STUDIO 1896 PATRICK E GILBERT

• Condizione sperimentale: 1 soggetto (Gilbert, 28 anni), 90 ore di privazione totale di sonno nella notte di

recupero risvegli successivi ogni ora (stimoli elettrici alla caviglia, il soggetto premeva un interruttore per

segnalare il risveglio) per valutare la profondità del sonno.

• Risultati: nella 1° notte di recupero: profondità del sonno 2° ora > 1° ora > 3° ora nelle 2 notti successive il

recupero del sonno supplementare fu solo del 25% del sonno totale perso.

Si va a vedere come si modifica la profondità del sonno dopo la privazione e si osserva che nelle notti di

recupero c’è una differenza, perché nella 2° ora il soggetto ha più difficoltà a svegliarsi. E nelle due notti

successive si osserva che il sonno in più è solo il 25% del tempo totale perso.

Quali sono gli effetti durante l’esperimento?

Dalla 2° notte di privazione vengono osservate

• Alterazioni percettive a livello visivo

• aumento peso corporeo (diminuisce nella prima notte)

• tempi di reazione più lunghi

• diminuzione della vigilanza

• miglioramento dell’ acuità visiva

• “colpi di sonno” (micro sonni)

• diminuzione della temperatura (persistenza della ritmicità)

• forte sonnolenza (> soprattutto fra le 24 e le 12)

RECORD (ANNI60’)Randy Gardner: 260 ore di privazione totale di sonno (11 giorni)

Inizia come uno scherzo tra amici, solo dalla 150esima ora di veglia sostenuta comincia a essere

controllato da sperimentatori, quindi non nasce come una cosa stabilita in contesto sperimentale (senza

uso di caffè o altre sostanze stimolanti).

• Effetti durante la condizione sperimentale di privazione:

2° giorno: disturbi visivi

3° giorno: cambiamenti di umore, disturbi di linguaggio, leggera atassia, nausea

4° giorno: irritabilità, disturbi di memoria, illusioni visive, mancanza di cooperazione

5° giorno: miglioramento (messa in evidenza anche in studi successivi)”SVOLTA DEL 5°GIORNO”

6 ° giorno: atassia, disturbi di linguaggio, errori di memoria, irritabilità, difficoltà di concentrazione, errori di

memoria, scarsa collaborazione

7° e 8° giorno: continuano i disturbi precedenti

9° giorno: pensiero frammentato, frasi non complete, disturbi visivi più gravi

10° e 11° giorno: cominciò a credere “che si tentasse di farlo passare per pazzo perché stava dimenticando

delle cose”.

Alla fine dell’esperimento sono stati osservati i seguenti effetti:

-Effetti vegetativi: secchezza congiuntivale, congestione del naso e del cavo orale, diminuzione

della temperatura corporea

-Esame neurologico: effetti modesti; in particolare disturbi di attenzione, linguaggio e memoria

-NOTA: non ha comunque mai presentato un comportamento psicotico.

• Effetti durante il sonno di recupero

è stato recuperato solo il 24% del sonno totale perduto: 2/3 dello stadio 4 e ½ del sonno REM.

Se vi ricordate nello studio precedente di Gilbert veniva recuperato solo il 25% di sonno su 90 h di veglia,

quindi nonostante la veglia sia più lunga viene comunque recuperata la stessa quantità. Viene recuperata

una quantità di sonno NREM specialmente SOL maggiore rispetto a quello REM addirittura durante il

recupero la quantità di stadio 4 fu cinque volte superiore al valore normale e quella di REM 3 volte

superiore al valore normale.

Sintetizzando: Gli effetti di una deprivazione totale di sonno, sono comunque non eclatanti, il corpo resiste

molto bene, abbiamo maggior effetto sulle prestazioni cognitive,c’è dispersione di temperatura e c’è un

recupero diverso per diverti tipi di sonno (più NREM che REM).

Seguono studi di deprivazione più leggeri Pasnau et al., 1968: 205 ore di privazione 4 soggetti (dietro

compenso monetario)

Si osservano: Misurazioni fisiologiche, endocrinologiche, neurologiche, elettroencefalografiche,

psicologiche e comportamentali.

Risultati: analoghi ai precedenti (vedi Patrick e Gilbert; Randy Gardner) anche con l’uso dell’incentivo.

Strumenti usati per misurare gli effetti durante la deprivazione:

• scala di alterazione percettiva visiva:livelli 1(secchezza) livello4(dubbi sulla realtà) livello

5(allucinazioni)

• scala di disorganizzazione cognitiva:livello1 (rallentamento processi mentali) livello3(dimenticarsi di ciò

di cui si stava parlando) livello4(incoerenza di pensiero) livello 5(linguaggio delirante)

• scala di disorientamento temporale: livello 1 (tempo sembra passare lentamente) livello 5(grave

disorientamento temporale.

Sono stati usati in studi di deprivazione di 72-98 persone. Si osserva che la disorganizzazione cognitiva

rimane bassa fino alla 2^ notte di deprivazione, fino al livello 3 dopo 90 ore, cioè non si arriva al livello più

elevato.

La distorsione temporale arriva al livello 2 dopo 90 ore. Tuttavia la sonnolenza si sente che però si

concentra soprattutto tra le 2 e le 4 di notte, si ha fino al 4° giorno, poi si ha la svolta del 5°giorno.

[La deprivazione di sonno può essere totale o parziale. Se la privazione è parziale possiamo avere due tipi

di privazione: Restrittivail soggetto dorme meno ore; Selettivadeprivo o di sonno REM o SOL

Tuttavia per poter mettere in atto una privazione selettiva avrò necessità di avere la tecnica della

“polisonnografia”,perché solo dall’EEG non posso discriminare ad esempio il REM dalla veglia.

E abbiamo visto cosa succede nel soggetto umano con una deprivazione totale (record:Randy Gardner

circa 11 giorni). Quando il soggetto torna alla possibilità di recuperare il sonno perduto non lo recupera

tutto ma il 24% del sonno totale perduto e recupera i diversi stati di sonno in proporzioni diverse ( SOL in

particolare stadio 42/3 e REM ½). Dopo il sonno di recupero inoltre scompaiono tutti i sintomi che erano

stati osservati nel corso della privazione. Ricordiamo che questo record è stato seguito solo dalla 150 ora

di veglia.

Abbiamo visto anche quelle condizioni sperimentali verificate nel bambino. Abbiamo visto cosa succede al

bambino quando per un periodo limitato gli si impedisce di dormire e abbiamo anche visto come il SA e SC

siano in modo diversi resistenti a stimoli diversi e come in modo diverso si possa prolungare un tipo di

sonno rispetto ad un altro.

Ci siamo lasciati osservando quali sono le scale usate nel corso di questi esperimenti di deprivazione nel

soggetto adulto per valutare alterazioni percettive, cognitive e disorientamento temporale vedendo che la

disorganizzazione cognitiva raggiunge al massimo il livello3, il disorientamento temporale arriva al livello 2.

Nello stato di privazione una caratteristica importante sono i micro sonni che però risultano correlati alla

monotonia del test. Soprattutto una forte sonnolenza, che si colloca tra le 2 e le 4 con un effetto massimo al

4°giorno per poi avere la svolta del 5° giorno.

Andando a riassumere gli effetti fisiologici della deprivazione totale di sonno nell’uomo possiamo dire che si

ha aumento del consumo energetico, lieve diminuzione temperatura corporea ma che comunque non

indica alterazione della termoregolazioni, lievi alterazioni della produzione di cortisolo per privazioni

superiori al 5°giorno (produzione più marcata c’è negli animali probabilmente dovuto allo stress dell’attività

fisica), non vi sono grosse variazioni di ormoni,attività respiratorie e cardiaco e secondo alcuni c’è un

appiattimento di certe ritmicità circadiane, le risposte immunitarie restano invariate.]

Effetti più evidenti durante la privazione e incentivi


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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JulieDeCorrencon di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del sonno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Giganti Fiorenza.

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