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Manierismo Appunti scolastici Premium

Appunti di storia dell'arte moderna e contemporanea basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Sciacca dell’università degli Studi dell'Accademie delle Belle Arti di Palermo, Facoltà di Pittura. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dell'arte moderna e contemporanea docente Prof. F. Sciacca

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Vi sono degli artisti fiorentini che faranno parte di questa corrente, in quanto saranno

a stretto contatto con l’arte di grande maestri quali Leonardo e Michelangelo, un

esempio è Rosso Fiorentino. Artisti i quali, essendo collaboratori di Raffaello, dopo

la sua morte continuarono il loro percorso alla maniera sua, un caso è Giulio

Romano. Poi troviamo artisti veneti come Sebastiano del Piombo, e infine un’artista

che fu assai noto durante questo periodo è il Parmigianino, dove è evidente la cifra

stilistica del Manierismo, ossia una sensualità raffinata un po’ decadente.

Ovviamente il Manierismo non fu una corrente solo italiana, ma si espanse nel resto

dell’Europa, ad esempio in Francia, molti artisti italiani furono chiamati da Francesco

I, per la decorazione del Castello di Fontainebleau, da qui nacque uno stile con il

nome di Scuola di Fontainebleau.

(Lo stile più caro alle corti europee fu proprio il Manierismo: pittori italiani per i

Medici, pittori francesi per Francesco I, pittori spagnoli per Filippo II, pittori per

Rodolfo II a Praga e infine a Monaco con Alberto V).

Rosso Fiorentino

(Firenze 1496 - Fontainebleau 1540)

Pittore che diede uno de maggiori contributi alla Scuola di Fontainebleau, in quanto fu

chiamato da Francesco I per la decorazione del castello. Nato a Firenze, entrò subito in

contatto con diversi artisti contemporanei, poi però, irrequieto decide di trasferirsi in

diverse zone italiane, tra cui Roma, poi Venezia, fino a giungere in Francia, una volta

chiamato da Francesco I. Rimane lì dieci anni, sino alla sua morte.

Deposizione

In realtà questa, è un’opera molto insolita. Non sappiamo infatti se l’opera sia

volutamente lasciata così, o incompleta. La scena è caratterizzata scenograficamente

dalla grande croce che si innalza in verticale sulla quale sta Gesù, ai lati vediamo tre

grandi scale, sulla quale diversi uomini cercano di levare il corpo morto di Gesù. Il

modo in cui sono posti, rende la scene surreale. Inoltre, il modo di utilizzare i colori e

la luce è insolito, la luce non proviene da una fonte precisa, e sembra posta

empiricamente, suddivisa nettamente da forti linee, e non in maniera sfumata. Anche

il colore dello sfondo del cielo ci dà l’idea di una situazione surreale.

Cristo morto con angeli

Quest’opera è abbastanza diversa da quella precedente, che ci risultava, per

l’impostazione, i colori e la luce molto surreale. Questa invece è impostata bene dal

punto di vista volumetrico e della luce, la quale, pur essendo in una scena buia è

diffusa bene nel corpo di cristo e sui volti degli angeli.

Sebastiano del Piombo

(Venezia 1485 - Roma 1547)

È stato un’importante pittore di questa fase poiché è riuscito ad unire il tonalismo

veneto alla forza plastica dei pittori fiorentini. Studia a Venezia, in bottega con

Giovanni Bellini dal quale apprende la pittura tonale veneta. Poi si trasferì a Roma

dove realizzò degli affreschi sotto la protezione di Agostino Chigi.

In primo luogo ebbe come riferimento la pittura di Raffaello, al quale si ispirava, per

passare poi alla pittura e ai corpi del Michelangelo, al quale fu molto legato. Si dice

che per diversi quadri Michelangelo gli dava degli studi anatomici preparatori, in

particolare per la “Resurrezione di Lazzaro”.

Resurrezione di Lazzaro

Questo quadro fu commissionato da Clemente VII per una cattedrale, insieme alla

Trasfigurazione commissionata a Raffaello, sapendo che i due quadri erano posti

nello stesso luogo vicini, portò i due artisti ad essere spronati e dare il meglio di sé.

Come ben sappiamo Sebastiano del Piombo era amico di Michelangelo Buonarroti,

e questo creò diverse controversie sul fatto che potesse essere stato aiutato o meno.

Sicuramente Sebastiano era molto influenzato dalla pittura di Michelangelo, lo si nota

immediatamente nel corpo di Lazzaro, che riprende l’anatomia di Michelangelo. Le

due figure in primo piano di Gesù e Lazzaro spiccano, ai loro lati si aprono due ali di

persone che creano una forma a “U”, e conferiscono il senso della profondità. L’uso

della diffusione della luce e dei colori, come nel cielo tenebroso, ci ricorda un po’ la

pittura di Giorgione. Inoltre, questo quadro è definito uno dei migliori della pittura

tonale veneta.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Pittura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bellascella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademie delle Belle Arti di Palermo o del prof Sciacca Fiammetta.

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