Sensibile ad acidi e alcali, aziridine (non in ambiente ma per
AFTA EPIZOOTICA disattivare il virus per i vaccini), formalina, idrossido di sodi
DEFINIZIONE Il virus rimane stabile per:
Malattia altamente contagiosa che colpisce vari animali del - 14gg nel materiale fecale secco
genere Artiodattili (selvatici e non) caratterizzata dalla comparsa - 39gg nelle urine
di vescicole a carico della mucosa orale, della bocca, della - 28gg nel suolo in autunno
mammella (capezzoli in particolari) e delle zampe (spazio - 3gg nel suolo in estate
interdigitale). - 6 mesi nel suolo in inverno
Sostenuta dal Foot and Mouth Disease Virus FMDV della famiglia, NB: anche qui il discorso dell’umidità per mantenere
genere Aphtovirus. conformazione terziaria delle proteine.EPIDEMIOLOGIA
Impatto economico devastante. Morbilità del 100% nella popolazione di animali recettivi
EZIOLOGIA FMDV residenti in Paesi indenni (EU, USA).
Diametro 27-30nm, RNA, Virus sprovvisto di envelope, Specie recettive: bovini, ovi-caprini, suini + specie selvatiche NB:
Simmetria icosaedrica, Capside di 12 capsomeri, molto resistente i cinghiali= invasivi= untori.
in ambiente esterno. Letalità <1% in tutto l’allevamento: adulti 0%; giovani (3 mesi)
Cresce su linee cellulari di derivazione suina e bovina, da qualche 50%. Gli animali vengono generalmente abbattuti e distrutti per
anno si usa la linea di suino IBRS2, su questa linea il virus cresce prevenire diffusione.
facilmente e in abbondanza. Trasmissione
L’assetto antigenico di questo virus ha creato problemi nella Per via diretta: tramite aerosol, la capacità di resistenza del virus
vaccinazione, inoltre crea problemi negli animali infetti I nell’aerosol dipenderà dalla T e dall’umidità.
quali una volta superata la malattia nell’eventualità in cui Il virus può sopravvivere (no replicazione) nelle vie respiratorie
venissero infettati da un virus “diverso” rimanifesterebbero Di dell’uomo fino a 2 giorni= se entro in un allevamento con afta=
nuovo la sintomatologia, come se non avessero mai incontrato il quarantena per 1 settimana.
FMDV (quindi no immunità di gruppo). →
In corso di focolaio gruppi di intervento veterinario: medico
La questione non è legata solo ai sette sierotipi (A-O-C-SAT1- veterinario, tecnico prevenzione e rappresentante dell’ordine
SAT2-SAT3-Asia1). pubblico (i piedi piatti) questo trio va in giro nelle stalle per
Se dovesse arrivare un virus di tipo A gli animali sono vedere se ci stanno focolai.
immunizzati contro i virus di tipo A? No, perché anche all’interno Anche il vento è in grado di diffondere il virus, fino a 250km =
dello stesso sierotipo esiste un elevata variabilità antigenica. inchiesta epidemiologica.
Parliamo infatti di: tipo, sottotipo, variante/dominanteIl tipo è Ingestione di materiale infetto.
costituito da un gruppo di virus che hanno caratteristiche Fecondazione artificiale e ormoni (abbastanza impossibile ad
antigeniche in comune. oggi, Marsy dice fantascienza).
All’interno del tipo questi virus, in base alle caratteristiche Contatto indiretto: Attraverso fomiti (qualsiasi oggetto
antigeniche, possono essere raggruppati in varianti. inanimato), mezzi di trasporto, attrezzature ecc.
Tra una variante e l’altra la comunanza antigenica è comunque Prodotti animali.
ridotta, perciò potrebbe non esserci cross-reattività. I piccoli ruminanti = ospiti mantenimento e serbatoio: forme
Motivo per cui tra tutte le varianti si è cercato di prendere quelle cliniche poco evidenti, replicazione a livello faringeo fino a 4-6
con più comunanza antigenica, le varianti dominanti, per mesi.
utilizzarle nelle vaccinazioni. I suini una volta guariti non eliminano più, ma grazie alle loro
Il tipo A è quello che presenta più varianti e più capacità di capacità respiratorie (anche litri) e la capacità del virus di
mutare, gli altri tipi hanno un numero ridotto di varianti. replicare a livello di faringe => animali amplificatori.
Differenziazione genetica Bovini = più sensibili, sintomi evidenti eliminazione fino a 2 anni
Studiando una delle proteine più importanti, la VP1, si è visto che con replicazione faringea = serbatoio.
è possibile raggruppare i virus in base alla loro zona di origine. PATOGENESI
Ciò ha permesso di stabilire i legami tra i topotipi e la sorgente di Il virus entra per via orale/nasale tramite soluzioni di continuo
infezione. => sito primario di replicazione con formazione dell’afta
I topotipi sono definiti come virus geograficamente raggruppabili primaria (non visibile).
che formano una singola linea genetica e che condividono >85% Il virus quindi si localizza a carico dei tessuti linfoidi
(O, A, C e Asia 1) o >80% (SAT 1, SAT 2 e SAT 3) d’identità nell’orofaringe, dove replica.
nucleotidica nella regione che codifica per la proteina VP1. Dopo una settimana, va in viremia e si localizza a carico di cute,
Caratteristiche di resistenza del virus agli agenti fisico-chimici mucosa orale e capezzoli (qui vediamo manifestazioni cliniche),
• Altamente resistente in ambiente esterno (mai come quello apparato muscolare -> nel miocardio causa necrosi -> morte
della malattia vescicolare del suino) improvvisa (animali giovani)
• Temperatura/umidità: caldo inattiva/freddo attiva La replicazione negli strati superficiali di cute e mucose crea le
Inattivato da T>56°C consideriamo sempre che in un caratteristiche vescicole balloniformi = nel citoplasma si
allevamento però non ci arriveremo mai formano dei vacuoli che si ingrossano fino a rompere la cellula ->
A 4 gradi resiste mesi; A -80 resiste anni trovo il liquido a livello extracellulare raccolto nelle vescicole =>
• PH: Per inattivarlo pH <6 o >11. sintomo tipico dell’afta epizootica.
Il rigor mortis produce acido lattico nei muscoli che abbassa Nelle vescicole e nei prodotti di queste = elevata carica virale =
il pH fino a 4 in un animale sano. In un animale malato il ph infettanti + campioni x lab
non scende di molto e quindi la carne però non può essere Nella fase viremica l’intera carcassa di un animale aftoso
consumata, poiché il virus persiste. contiene virus per cui è infettante.
• Luce solare: sensibile agli UV
• Agenti chimici: Resistente ad etere/cloroformio, detergenti
anionici e cationici.
SINTOMATOLOGIA NEI BOVINI Ed è anche l’unica per cui dopo la visita collegiale possiamo fare
Periodo di incubazione molto breve, 2-12 gg. Se in un subito abbattimento senza aspettare il referto del laboratorio
allevamento è presente un animale infetto entro 2-3 gg il virus ha (prima ci voleva tanto x referto)
già diffuso e compaiono i primi segni clinici. Campionamento
- Febbre -> inappetenza e dolore. Fatto dal veterinario aziendale o asl che devono essere mandati
- vescicole sulla lingua, gengive, palato, narici, muso al IZS di Brescia che è il centro nazionale.
(immagine) Contenitore con tappo a vite piuttosto (tappo a pressione
Queste all’inizio sono piccole poi man mano diventano più potrebbe saltare).
grandi e si fondono tra loro fino a rompersi. Il materiale nella provettina -> disinfettata all’esterno +
Spesso nella manovra per tirare fuori la lingua del bovino, ed contenitore più grande -> disinfettato all’esterno + altro
osservare eventuali lesioni, l’intero epitelio linguale viene contenitore chiuso e disinfettato all’esterno. MATRIOSKA
via. In alcuni contenitori c’è anche del cartone per assorbire il liquido
- scialorrea (“rumore di bacio”, hanno così tanta saliva che che eventualmente potrebbe uscire se la provetta si rompe.
quando aprono la bocca si sente questo rumore tipico), virus Diagnostica virologica
già diffuso all’intera stalla. Causata anche da diarrea virale RT-PCR: posso ricavarne il sierotipo e il topotipo (attraverso lo
bovina ma con l’afta epi ce l’hanno tutti. studio degli amplificati).
- scolo nasale catarrale Colture cellulari: in un paio di giorni da effetto citopatico.
- lesioni ai capezzoli, diminuzione della produzione lattea x Fissazione del complemento ed ELISA per evidenziare l’antigene.
dolore e non si fanno mungere + inappetenza Quando l’EU non era indenne per introdurre nuovi animali:
- lesioni al piede: spazio interdigitale, cercine coronario (zona Probang test -> contenitore in metallo posto nella gola del
tra unghia e cute) difficili da vedere ma si notano debolezza, bovino per raccogliere il tessuto linfatico dell’oro-faringe.
riluttanza al movimento, zoppia. Ora non si fa più perché l’EU è indenne e cmq avremmo forma
Spruzzare dell’acqua a pressione da un tubo sul piede acuta.
dell’animale che tenderà a ritirarlo per il dolore. PROFILASSI
Guarigione clinica in 2 settimane in assenza di infezioni Vaccino disponibile ma non utilizzabile - divieto di vaccinazione
secondarie. in Europa, tuttavia in ogni paese Europeo vengono autorizzati
SINTOMATOLOGIA NEI SUINI degli istituiti (Brescia x l’Italia) ad essere pronti a
Vescicole orali meno comuni, quasi assenti -> scialorrea rara; tenere/produrre vaccino nei confronti dell’afta epizootica.
Vescicole principalmente sul grugno Nel caso in cui la situa sfugga di mano -> creare intorno alla zona
Lesioni al piede più severe ed evidenti che nei bovini: cercine infetta una zona in cui vaccino tutti gli animali recettivi; cerco di
coronario, spazio intergiditale. creare una barriera per impedire la diffusione del virus (decide il
Debolezza, animali che non si muovono, poggiati sui gomiti per min salute)
evitare il dolore ai piedi. Problemi legati al vaccino (inattivato):
-
NB: dal punto di vista clinico no distinzione con malattia Protegge gli animali solo per quel tipo o solo per alcune
vescicolare, la differenza è solo epidemiologica: tanti animali varianti, quindi gli animali sono comunque recettivi ad altre
colpiti con afta, pochi animali x malattia vescicolare. varianti/tipi
-
SINTOMATOLOGIA NEGLI OVI-CAPRINI Il virus è resistente in ambiente esterno e ai disinfettanti.
Segni clinici blandi, molto meno evidenti: febbre, lesioni orali Quando venivano inattivati con formalina -> fenomeno delle
molto piccole e poco estese (no scialorrea), lesioni ai piedi poco code: su 100 particelle ne rimane 1 attiva che infetta. Ora
estese, debolezza. inattivo con aziridine.
-
Diagnosi e prevenzione della diffusione molto difficile per tali Nel bovino è possibile utilizzare anche più varianti di più
motivi, questi animali sono pericolosi dal punto di vista sierotipi (costituito da siero-varianti di tipo A-C-O) nel suino
epidemiologico. non è possibile perchè dal punto di vista immunitario
LESIONI ANATOMOPATOLOGICHE risponde male e dove essere vaccinato con il monovalente
• Per tali motivi è disposta l’eradicazione attraverso: Abbattimento
Clinicamente indistinguibili dalle altre malattie vescicolari, di infetti, sospetti infetti e sospetti di contaminazione;
specialmente nel suino
• Distruzione delle lettiere e dei prodotti animali (il virus da
Vescicole singole o multiple con vari stadi di sviluppo: viremia che può essere libera nel sangue ma anche legata alle
o Aree biancastre, 2mm - 10cm cellule del sangue, ad esempio il latte è ricco di cellule
o Vescicole ripiene di liquido immunitarie in cui sappiamo che il virus è presente -
o Erosioni rosse, depositi di fibrina
• pastorizzazione e sterilizzazione non gli fanno nulla).
Cuore tigrato di Kitt -> aree di necrosi (biancastre), queste Disinfezione
permettono un blocco nella conduzione dello stimolo del • 2% idrossido di sodio, 4% carbonato di sodio, 5.25%
cuore e morte improvvisa dell’animale. ipoclorito di sodio, 0.2% acido citrico.
DIAGNOSI (domanda d’esame - dati anamnestici, segni clinici, TRASMISSIONE ALL’UOMO
lesioni anatomo-patologiche e scelta del campione da inviare al Non è una zoonosi!! L’uomo è solo diffusore passivo della
lab) malattia.
Clinicamente le malattie vescicolari sono indistinguibili, Sembrerebbe che circa 50 persone (maggior parte lavoravano in
dobbiamo quindi basarci sull’aspetto epidemiologico: le specie laboratorio) avessero segni clinici come vescicole a carico di
recettive, quanti animali vengono colpiti, segni clinici, eventuali
→ mani e piedi, bruciore alle dita ecc.
focolai nella zona ecc. sospetto, poi il laboratorio
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Malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria II - 3 parziale
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Malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria II - 1 parziale
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Malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria 2
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Malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria