Malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria
Cosa è necessario conoscere delle malattie infettive?
→ Eziologia: studio della causa di malattia, cioè dell’agente eziologico. Per esempio, conoscere le sue caratteristiche di resistenza (temperatura, ambiente in cui il patogeno replica maggiormente) può aiutarci a capire come si trasmette, in quanto la nostra preoccupazione è quella di interrompere la catena di trasmissione. Bisogna anche ricordare se c’è un sierotipo unico o se ci sono più sierotipi. Questo può essere utile nella diagnosi e nella prevenzione della trasmissione della malattia.
→ Epidemiologia: da un punto di vista epidemiologico è importante sapere se l’agente eziologico colpisce una sola specie animale o più specie animali e le modalità di trasmissione. I medici veterinari sono in prima fila per quanto riguarda la prevenzione.
- In riferimento alle malattie infettive non parlo di indice di mortalità ma di indice di letalità: la mortalità si calcola facendo (n degli animali deceduti) ÷ (n degli animali della popolazione). La letalità invece si calcola facendo (n degli animali morti) ÷ (numero di tutti gli animali infetti). Con la mortalità si ha una percentuale che si riferisce a tutte le cause di morte in quell’allevamento mentre con la letalità ho una percentuale che si riferisce al numero di animali morti sul numero di animali infetti. Quindi è meglio parlare di letalità.
→ Patogenesi: lo studio dello sviluppo della malattia che indaga i rapporti tra patogeno ed organismo, e di come il patogeno porta a modificazioni funzionali che inducono la comparsa di segni clinici indeterminati. La patogenesi aiuta ad individuare il campione migliore da raccogliere e da inviare al laboratorio per la diagnosi.
→ Segni clinici: se conosco gli organi in cui il patogeno replica e quelli maggiormente colpiti dalle lesioni posso ricavare i segni clinici. Nell’uomo si parla di sintomi mentre negli animali di segni clinici, perché quest’ultimi non sono in grado di riportare dei sintomi, mentre manifestano i segni clinici. Tutto questo ci deve portare poi alla diagnosi.
→ Diagnosi: un insieme di conoscenze che portano a riconoscere la malattia, a capire perché e come l’animale sia stato colpito da quella malattia. Si arriva alla diagnosi di laboratorio solo dopo aver raccolto una serie di dati che indirizzano verso una patologia piuttosto che un’altra, quindi la diagnosi richiede tempo. Per noi medici veterinari intervenire presto è importante sia per salvare la vita dell’animale sia per interrompere la catena di trasmissione. Prima si arriva alla diagnosi e prima si è in grado di mettere in atto delle tecniche di prevenzione che possono impedire la trasmissione della malattia agli altri animali. Ci sono dei tempi tecnici di laboratorio da aspettare, ma se abbiamo fatto una buona raccolta anamnestica, raccolta di dati clinici e anatomopatologici possiamo informare il laboratorista di un nostro sospetto. Il laboratorista va a cercare quel determinato patogeno di cui abbiamo il sospetto. In questo modo si abbreviano i tempi della diagnosi e si può intervenire più velocemente.
→ Profilassi: l’ultimo passo riguarda l’insieme di norme e provvedimenti che si devono mettere in atto per evitare la diffusione di determinate malattie, in particolare quelle infettive. La profilassi può essere diretta (sull’agente eziologico) o indiretta (non si rivolge ad un determinato agente eziologico specifico, ma attua degli interventi generici e non specifici che possono essere diretti sia verso l’animale sia verso l’ambiente). Per ogni caso di malattia infettiva si deve stabilire se intervenire con la profilassi diretta, con quella indiretta o con entrambe. Un esempio di profilassi è rappresentato dalla vaccinazione, anche se per alcune malattie la vaccinazione è vietata, es. per l’afta epizootica c’è il vaccino ma in Italia e in Europa è vietata, in quanto la prevenzione della trasmissione prevede l’abbattimento e la distruzione degli animali infetti.
Animali infetti
La nostra preoccupazione deve riguardare:
- Gli animali infetti si intende un animale che ha sviluppato una risposta immunitaria nei confronti di quel patogeno. L’animale malato invece è un animale che manifesta i segni clinici.
- Gli animali sospetti infetti sono quelli che sono venuti a contatto diretto con gli animali infetti.
- Gli animali sospetti di contaminazione sono quelli che sono venuti a contatto indiretto con gli animali infetti, ad esempio animali che hanno condiviso lo stesso pascolo, lo stesso mezzo di trasporto, lo stesso veterinario. Infatti, se noi non stiamo attenti possiamo portarci gli agenti eziologici da un allevamento ad un altro. Noi siamo fonte di diffusione di malattie infettive e abbiamo quindi una grossa responsabilità.
Profilassi
La profilassi è l’insieme di provvedimenti atti a prevenire la diffusione delle malattie ed in particolare di quelle infettive. La profilassi si può distinguere in prevenzione, controllo ed eradicazione.
1. Prevenzione
Quando si parla di prevenzione ci si riferisce al complesso di misure volte ad impedire che una malattia entri in una popolazione sana. Si può attuare attraverso:
- La quarantena
- L’immunizzazione di massa (vaccinazione)
- Il controllo ambientale (disinfezione)
2. Controllo
Nel momento in cui si ha l’ingresso della malattia nella popolazione bisogna intervenire cercando di ridurre, contenere la diffusione della malattia nella popolazione stessa. Infatti, il controllo è il complesso di misure volte a diminuire la frequenza di una malattia presente nella popolazione.
3. Eradicazione
L’eradicazione è l’insieme delle misure volte ad eliminare completamente un agente patogeno da una zona o popolazione. Prevede inizialmente:
- Indagini diagnostiche di massa
- Interventi immunizzanti sistematici
- Disinfezioni
- Indagini epidemiologiche
Quando si va verso l’eradicazione, ad un certo punto si possono sospendere gli interventi immunizzanti sistemici perché se la malattia non c’è, non c’è bisogno del vaccino. In alcuni casi l’intervento immunizzante viene mantenuto, ad esempio quando io sono in grado di distinguere la risposta immunitaria di un animale infetto da quello vaccinato. Per le indagini diagnostiche di massa che portano poi all’eradicazione, se continuo a vaccinare non riesco a distinguere un soggetto sierologicamente positivo infetto da un soggetto sierologicamente positivo perché vaccinato.
Polizia sanitaria
Per i veterinari iscritti all’albo c’è l’obbligo di polizia sanitaria, cioè la conoscenza di tutte quelle azioni che devono essere messe in atto per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione delle malattie infettive, quindi tutto l’insieme di norme tese ad impedire l’insorgenza e la diffusione delle malattie contagiose. Questo è il motivo per cui esiste la vigilanza veterinaria permanente come indicato dalla normativa. Per alcune malattie, dette denunciabili o notificabili, dobbiamo fare quello che il regolamento 320 del 1954, con successive modifiche, ci dice. La normativa riguarda dei provvedimenti di profilassi diretta ed indiretta (come disinfettare, quale disinfettante usare, cosa deve succedere ad un allevamento in caso di malattie infettive).
→ Se non ci si attiene alla normativa ci sono seri provvedimenti. C’è un articolo del Codice penale che riguarda la diffusione di malattie infettive nel quale noi medici veterinari siamo pienamente coinvolti. La parvovirosi non è una malattia denunciabile mentre l’afta epizootica è una malattia denunciabile.
Il sistema italiano
Come è organizzato il sistema sanitario relativamente alle malattie infettive? Una volta rilevata la presenza di una malattia infettiva, come si comunicano i dati al sistema sanitario? Il sistema sanitario è strutturato in livelli:
- In quello più alto c’è il ministro della salute (o sanità) che è a capo del ministero della salute. Il sito http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_3_animali.html ha una sezione dedicata agli animali sui quali possiamo avere informazioni per quanto riguarda l’importazione, l’esportazione e si possono anche trovare alcune malattie infettive con le relative indicazioni su cosa fare e cosa non fare. È un sito per la consultazione (si possono trovare avvisi di sicurezza emanati dal ministero stesso). Questo è possibile perché tutti i prodotti che entrano nell’UE sono sottoposti a controlli ed hanno una certa tracciabilità. C’è un sistema di controllo molto complicato ed anche molto efficiente.
- Presidente della giunta regionale: al di sotto del ministero della salute c’è il Presidente della giunta regionale. Il nuovo codice sanitario ha affidato alle regioni tutta l’attività rutinaria. C'è stato un conflitto di interesse tra quello che diceva il governo, il ministero della salute e quello che le regioni mettevano in atto.
- Sindaco: localmente, oltre alle regioni c’è un livello più basso rappresentato dal sindaco (autorità sanitaria locale). Tutte le malattie vengono denunciate e notificate al sindaco che si occupa della salute delle persone e degli animali. Il sindaco è quello che, più degli altri, è in grado capire quali sono i provvedimenti da mettere in atto sul suo territorio, sempre in merito alle disposizioni emanate dal Ministero della Salute. Alcune volte non basta solo diagnosticare la malattia ma si deve avvisare il sindaco che a sua volta avviserà il presidente della regione che a sua volta avviserà il ministro della salute.
Per alcune malattie non c’è solo un interessamento nazionale ma c’è un interessamento europeo o addirittura sopra-europeo. Alcune malattie hanno la denuncia internazionale: se un paese presenta la malattia gli verranno bloccate tutte le commercializzazioni di quella specie animale e dei prodotti che ne derivano, quindi ci sarà un notevole danno economico non solo per l’allevatore ma anche per la nazione stessa.
Denuncia o notifica
La denuncia è prevista dal regolamento di polizia veterinaria numero 320 del 1954 (anno in cui è stato emanato). Questo regolamento rappresenta il punto di riferimento per i medici veterinari: si compone di una centinaia di articoli e ci dice che è necessario denunciare le malattie infettive. Chiunque sia a conoscenza della presenza di una malattia infettiva in un determinato allevamento dovrebbe denunciarlo al sindaco. Tutti dovrebbero denunciare al sindaco la presenza della malattia, ma generalmente viene fatta dal veterinario o dall’allevatore. Il sindaco a sua volta sarà quello che allerta i servizi veterinari per l’esecuzione dei regolamenti di polizia veterinaria. Il sindaco, quindi, avverte il servizio veterinario della Asl e poi il servizio veterinario di competenza applicherà tutti i provvedimenti del caso. Ci sono linee guida che dicono precisamente cosa si deve fare. Il veterinario deve applicare quello che il regolamento dice: se un veterinario si trova davanti ad un caso di parvovirosi e cimurro del cane può decidere se avvertire o no, ma se ha un caso di tubercolosi o un caso di brucellosi si deve comportare esattamente come scritto nel regolamento di polizia veterinaria. Se non lo fa può essere denunciato penalmente.
Articolo 2
Qualsiasi caso, anche sospetto, di malattia infettiva e diffusiva degli animali di cui all'art. 1 deve essere immediatamente denunciata al sindaco che informa subito il veterinario comunale. Sono tenuti alla denuncia:
- I veterinari comunali e consorziali che comunque siano venuti a conoscenza di casi di malattia infettiva e diffusiva;
- I veterinari liberi esercenti;
- I proprietari e i detentori di animali anche in temporanea consegna ed a qualsiasi titolo;
- Gli albergatori, i conduttori di stalle di sosta e di pubbliche stazioni di monta e gli esercenti le mascalcie.
La denuncia è obbligatoria anche per qualunque nuovo caso di malattia o di morte improvvisa che si verifica entro otto giorni da un caso precedente non riferibile a malattia comune già accertata. Sono tenuti alla denuncia anche:
- I presidi delle Facoltà di medicina veterinaria, i direttori degli Istituti zooprofilattici sperimentali nonché di ogni altro Istituto sperimentale a carattere veterinario, limitatamente alle malattie accertate nei rispettivi istituti e laboratori;
- I direttori degli Istituti zootecnici, i direttori dei Depositi governativi dei cavalli stalloni, l'autorità militare cui sono affidati animali per i servizi dell'Esercito e le Commissioni militari di rimonta e di rivista per la requisizione quadrupedi, per i casi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio del loro ufficio;
- Le autorità portuali marittime, i direttori degli aeroporti civili, i capi stazione delle ferrovie e delle tranvie e le imprese esercenti trasporti per via lacuale, fluviale e con autoveicoli, per i casi di malattia, dei quali sono venuti a conoscenza, verificatisi durante il carico e lo scarico o lungo il viaggio e per i casi di morte non conseguenti a cause accidentali;
- I funzionari e le guardie di pubblica sicurezza, i carabinieri, le guardie di finanza, le guardie forestali, gli agenti al servizio delle province e dei comuni e le guardie dell'Ente nazionale per la protezione degli animali.
Articolo 3
L’art. 3 indica come deve essere fatta la denuncia. Comprende tutta una serie di indicazioni che i medici veterinari sono tenuti a seguire. La denuncia delle malattie infettive e diffusive può essere fatta per iscritto o verbalmente. La denuncia per iscritto, se non consegnata a mano, deve essere fatta pervenire all'ufficio comunale in modo da provarne l'avvenuto recapito. Su richiesta del denunciante l'ufficio è tenuto a lasciare ricevuta della denuncia. In tale denuncia devono essere indicati:
- La natura della malattia accertata o sospetta;
- Il cognome e nome del proprietario degli animali morti, ammalati o sospetti, l'ubicazione precisa del ricovero o del pascolo in cui questi si trovano, il numero e l'eventuale recente provenienza, il numero dei rimanenti animali sospetti o sani, il giorno in cui cominciò la malattia o avvenne la morte;
- Le eventuali osservazioni del veterinario e le precauzioni adottate d'urgenza per prevenire la diffusione della malattia.
I veterinari devono fare la denuncia per iscritto. I comuni sono tenuti a fornire gratuitamente ai veterinari esercenti o a chiunque ne faccia richiesta appositi moduli stampati per la denuncia al sindaco. Le denunce verbali devono essere trascritte dall'ufficio comunale sui moduli sopra indicati.
Dipartimento di prevenzione
Il sindaco una volta ricevuta la notizia si rivolge alla Asl di competenza e in particolare a coloro che lavorano nel dipartimento di prevenzione, che riceve la denuncia del sindaco e mette in atto dei provvedimenti per impedire l’ulteriore diffusione di una malattia. Questi provvedimenti sono segnati nel documento di prevenzione. Il dipartimento di prevenzione è quindi la struttura preposta all’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, ha il compito non solo di prevenire le malattie, ma anche di promuovere, proteggere e migliorare la salute e il benessere dei cittadini, attraverso interventi che spesso coinvolgono l’intera società civile. Garantisce la tutela della salute collettiva e del patrimonio zootecnico da rischi ambientali, alimentari e lavorativi, perseguendo obiettivi di promozione della salute, di prevenzione delle malattie e delle disabilità e di miglioramento della qualità della vita. Quello del dipartimento di prevenzione è un ruolo importante. Il medico veterinario si occupa anche di salvaguardare la salute dell’uomo. Il veterinario, sia privato che pubblico, è l’interfaccia tra il mondo animale e l’uomo.
Servizio veterinario
Il servizio delle Asl è diviso in tre sezioni: il servizio di area A (servizio di sanità animale), il servizio di area B (servizio di igiene degli alimenti di origine animale) e il servizio di area C (igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche). Questi servizi riguardano i veterinari che si occupano di malattie infettive, ispezione degli alimenti e c’è un settore che riguarda il benessere dell’animale.
- Area A servizio di sanità animale: profilassi pianificata di stato e bonifica sanitaria degli allevamenti bovini e ovi-caprini, profilassi delle malattie infettive ed infettive degli animali contemplate nel RPV (regolamento di polizia veterinaria), anagrafe zootecnica, randagismo inteso come sanità pubblica.
- Area B servizio di igiene degli alimenti di origine animale: ispezione e vigilanza negli stabilimenti di origine animale, vigilanza sulla commercializzazione al dettaglio dei prodotti di origine animale e loro derivati, ristorazione collettiva privata e sociale, ispezione e vigilanza sui prodotti della pesca.
- Area C igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche: produzione igienica del latte bovino e ovi-caprino, anagrafe canina, lotta al randagismo (controllo sui canili, allevamenti ecc.), vigilanza sugli allevamenti e sulle produzioni, alimentazione e riproduzione animale, benessere animale, farmacovigilanza, avicoltura, cunicoltura, acquacoltura, apicoltura, animali esotici, controllo strutture veterinarie.
Per accedere a questo ruolo non è sufficiente la laurea ma bisogna superare l’esame di stato e poi c’è bisogno di una scuola di specializzazione (3 anni).
NB: Se c’è una malattia infettiva interviene il medico veterinario di area A; il veterinario che lavora in area B decide se gli animali possono essere destinati al consumo o meno. I veterinari che lavorano in queste aree hanno ruoli specifici nel controllo e nella gestione sanitaria.
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