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MALATTIE INFETTIVE, PROFILASSI E POLIZIA VETERINARIA II

Cosa è necessario conoscere delle malattie infettive?

- Eziologia cioè studio della causa di malattia, cioè dell’agente eziologico: per esempio conoscere le sue

caratteristiche di resistenza (Temperatura, ambiente in cui il patogeno replica maggiormente…) può aiutarci a

capire come si trasmette, in quanto la nostra preoccupazione è quella di interrompere la catena di trasmissione.

Bisogna anche ricordare se c’è un sierotipo unico o se ci sono più sierotipi. Questo può essere utile nella

diagnosi e anche per prevenire la trasmissione della malattia.

- Epidemiologia Da un punto di vista epidemiologico è importante sapere se l’agente eziologico colpisce una

sola specie animale o più specie animali e le modalità di trasmissione. I medici veterinari sono in prima fila per

quanto riguarda la prevenzione.

- In riferimento alle malattie infettive non parlo di indice di mortalità ma parlo di indice di letalità: La mortalità si

calcola facendo (n degli animali deceduti) ÷ (n degli animali della popolazione).

- La letalità invece si calcola facendo (n degli animali morti) ÷ (numero di tutti gli animali infetti).

Con la mortalità si ha una percentuale che si riferisce a tutte le cause di morte in quell’allevamento mentre con

la letalità ho una percentuale che si riferisce al numero di animali morti sul numero di animali infetti. Quindi è

meglio parlare di letalità.

- Patogenesi La patogenesi è lo studio dello sviluppo della malattia che indaga i rapporti tra patogeno ed

organismo, e di come il patogeno porta a modificazioni funzionali che inducono la comparsa di segni clinici in

determinati. La patogenesi aiuta ad individuare il campione migliore da raccogliere e da inviare al laboratorio

per la diagnosi.

- Segni clinici Se conosco gli organi in cui il patogeno replica e quelli maggiormente colpiti dalle lesioni posso

ricavare i segni clinici. Nell’uomo si parla di sintomi mentre negli animali di segni clinici, perché quest’ultimi non

sono in grado di riportare dei sintomi, mentre manifestano i segni clinici. Tutto questo ci deve portare poi alla

diagnosi. →

- Diagnosi La diagnosi è un insieme di conoscenze che portano a riconoscere la malattia, a capire perché e

come l’animale sia stato colpito da quella malattia. Si arriva alla diagnosi di laboratorio solo dopo aver raccolto

una serie di dati che mi indirizzano verso una patologia piuttosto che un’altra, quindi la diagnosi richiede tempo.

Per noi medici veterinari intervenire presto è importante sia per salvare la vita dell’animale sia per interrompere

la catena di trasmissione. Prima si arriva alla diagnosi e prima si è in grado di mettere in atto delle tecniche di

prevenzione che possono impedire la trasmissione della malattia agli altri animali. Ci sono dei tempi tecnici di

laboratorio che bisogna aspettare, ma se abbiamo fatto una buona raccolta anamnestica, raccolta di dati clinici

e anatomopatologici possiamo informare il laboratorista di un nostro sospetto. Il laboratorista va a cercare quel

determinato patogeno di cui noi abbiamo il sospetto. In questo modo si abbreviano i tempi della diagnosi e si

può intervenire più velocemente.

- Profilassi L’ultimo passo è la profilassi che riguarda l’insieme di norme e provvedimenti che si devono

mettere in atto per evitare la diffusione di determinate malattie, in particolare quelle infettive. La profilassi può

essere diretta (sull’agente eziologico) o indiretta (non si rivolge ad un determinato agente eziologico specifico,

ma attua degli interventi generici e non specifici che possono essere diretti sia verso l’animale sia verso

l’ambiente). Per ogni caso di malattia infettiva si deve stabilire se intervenire con la profilassi diretta, con quella

indiretta o con entrambe.

Un esempio di profilassi è rappresentato dalla vaccinazione, anche se per alcune malattie la vaccinazione è

vietata es. per l’afta epizootica c’è il vaccino ma in Italia e in Europa, ma la vaccinazione è vietata, in quanto

per alcune malattie, la prevenzione della trasmissione prevede l’abbattimento e la distruzione degli animali

infetti.

Infatti, la nostra preoccupazione deve riguardare:

- gli animali infetti si intende un animale che ha sviluppato una risposta immunitaria nei confronti di quel

patogeno. L’animale malato invece è un animale che manifesta i segni clinici;

- gli animali sospetti infetti sono quelli che sono venuti a contatto diretto con gli animali infetti;

- gli animali sospetti di contaminazione sono quelli che sono venuti a contatto indiretto con gli animali

infetti: es. animali che hanno condiviso lo stesso pascolo, lo stesso mezzo di trasporto, lo stesso veterinario,

infatti se noi non stiamo attenti possiamo portarci gli agenti eziologici da un allevamento ad un altro. Noi

siamo fonte di diffusione di malattie infettive e abbiamo quindi una grossa responsabilità.

Profilassi

La profilassi è l’insieme di provvedimenti atti a prevenire la diffusione delle malattie ed in particolare di quelle

infettive. 1

La profilassi si può distinguere in prevenzione, controllo ed eradicazione.

1. Prevenzione

Quando si parla di prevenzione ci si riferisce al complesso di misure volte ad impedire che una malattia entri in una

popolazione sana. Si può attuare attraverso:

- la quarantena;

- l’immunizzazione di massa (vaccinazione);

- il controllo ambientale (disinfezione).

2. Controllo

Nel momento in cui si ha l’ingresso della malattia nella popolazione bisogna intervenire cercando di ridurre,

contenere la diffusione della malattia nella popolazione stessa. Infatti, il controllo è il complesso di misure volte a

diminuire la frequenza di una malattia presente nella popolazione.

3. Eradicazione

Poi arriviamo all’eradicazione che è l’insieme delle misure volte ad eliminare completamente un agente patogeno da

una zona o popolazione. Prevede inizialmente:

- indagini diagnostiche di massa,

- interventi immunizzanti sistematici,

- disinfezioni,

- indagini epidemiologiche. →

Quando si va verso l’eradicazione ad un certo punto si possono sospendere gli interventi immunizzanti sistemici

perché se la malattia non c’è non c’è bisogno del vaccino. In alcuni casi l’intervento immunizzante viene mantenuto,

ad esempio quando io sono in grado di distinguere la risposta immunitaria di un animale infetto da quello vaccinato.

Per le indagini diagnostiche di massa che portano poi all’eradicazione se continuo a vaccinare non riesco a

distinguere un soggetto sierologicamente positivo infetto da un soggetto sierologicamente positivo perché

vaccinato.

Polizia sanitaria

Per i veterinari iscritti all’albo c’è l’obbligo di polizia sanitaria, cioè la conoscenza di tutte quelle azioni che devono

essere messe in atto per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione delle malattie infettive, quindi tutto l’insieme di

norme tese ad impedire l’insorgenza e la diffusione delle malattie contagiose.

Questo è il motivo per cui esiste la vigilanza veterinaria permanente e ce lo dice la normativa. Per alcune malattie,

dette denunciabili o notificabili, dobbiamo fare quello che il regolamento 320 del 1954, con successive modifiche, ci

dice. La normativa riguarda dei provvedimenti di profilassi diretta ed indiretta (come disinfettare, quale

disinfettante usare, cosa deve succedere ad un allevamento in caso di malattie infettive).

Se non ci si attiene alla normativa ci sono seri provvedimenti c’è un articolo del Codice penale che riguarda la

diffusione di malattie infettive nel quale noi medici veterinari siamo pienamente coinvolti. La parvovirosi non è una

malattia denunciabile mentre l’afta epizootica è una malattia denunciabile.

Il sistema italiano

Come è organizzato il sistema sanitario relativamente alle malattie infettive? Una volta rilevata la presenza di una

malattia infettiva, come si comunicano i dati al sistema sanitario?

Il sistema sanitario è strutturato in livelli:

- In quello più alto c’è il ministro della salute (o sanità) che è a capo del ministero della salute.

- Il sito http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_3_animali.html ha una sezione dedicata agli animali sui quali

possiamo avere informazioni per quanto riguarda l’importazione, l’esportazione e si possono anche trovare

alcune malattie infettive con le relative indicazioni su cosa fare e cosa non fare. È un sito per la consultazione (si

possono trovare avvisi di sicurezza emanati dal ministero stesso). Questo è possibile perché tutti i prodotti che

entrano nell’UE sono sottoposti a controlli ed hanno una certa tracciabilità. C’è un sistema di controllo molto

complicato ed anche molto efficiente.

- presidente della giunta regionale Al di sotto del ministero della salute c’è il Presidente della giunta regionale.

Il nuovo codice sanitario ha affidato alle regioni tutta l’attività rutinaria. C'è stato un conflitto di interesse tra

quello che diceva il governo, il ministero della salute e quello che le regioni

- mettevano in atto.

- Sindaco localmente, oltre alle regioni c’è un livello più basso rappresentato dal sindaco (autorità sanitaria

locale). Tutte le malattie vengono denunciate e notificate al sindaco che si occupa della salute delle persone e

degli animali. Il sindaco è quello che, più degli altri, è in grado capire quali sono i provvedimenti da mettere in

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atto sul suo territorio, sempre in merito alle disposizioni emanate dal Ministero della Salute. Alcune volte non

basta solo diagnosticare la malattia ma si deve avvisare il sindaco che a sua volta avviserà il presidente della

regione che a sua volta avviserà il ministro della salute.

Per alcune malattie non c’è solo un interessamento nazionale ma c’è un interessamento europeo o addirittura

sopra-europeo. Alcune malattie hanno la denuncia internazionale: se un paese presenta la malattia gli verranno

bloccate tutte le commercializzazioni di quella specie animale e dei prodotti che ne derivano, quindi ci sarà un

notevole danno economico non solo per l’allevatore ma anche per la nazione stessa.

Denuncia o notifica

La denuncia è prevista dal regolamento di polizia veterinaria numero 320 del 1954 (anno in cui è stato emanato).

Questo regolamento rappresenta il punto di riferimento per i medici veterinari: si compone di una centinaia di

articoli e ci dice che è necessario denunciare le malattie infettive.

Chiunque sia a conoscenza della presenza di una malattia infettiva in un determinato allevamento dovrebbe

denunciarlo al sindaco. Tutti dovrebbero denunciare al sindaco la presenza della malattia, ma generalmente viene

fatta dal veterinario o dall’allevatore.

Il sindaco a sua volta sarà quello che allertarà i servizi veterinari per l’esecuzione dei regolamenti di polizia

veterinaria. Il sindaco, quindi, avverte il servizio veterinario della Asl e poi il servizio veterinario di competenza

applicherà tutti i provvedimenti del caso. Ci sono linee guida che dicono precisamente cosa si deve fare.

Il veterinario deve applicare quello che il regolamento dice: se un veterinario si trova davanti ad un caso di

parvovirosi e cimurro del cane può decidere se avvertire o no, ma se ha un caso di tubercolosi o un caso di brucellosi

si deve comportare esattamente come scritto nel regolamento di polizia veterinaria. Se non lo fa può essere

denunciato penalmente.

Articolo 2

Qualsiasi caso, anche sospetto, di malattia infettiva e diffusiva degli animali di cui all'art. 1 deve essere

immediatamente denunciata al sindaco che informa subito il veterinario comunale. Sono tenuti alla denuncia: i

veterinari comunali e consorziali che comunque siano venuti a conoscenza di casi di malattia infettiva e diffusiva;

• i veterinari liberi esercenti;

• i proprietari e i detentori di animali anche in temporanea consegna ed a qualsiasi titolo;

• gli albergatori, i conduttori di stalle di sosta e di pubbliche stazioni di monta e gli esercenti le mascalcie.

La denuncia è obbligatoria anche per qualunque nuovo caso di malattia o di morte improvvisa che si verifica entro

otto giorni da un caso precedente non riferibile a malattia comune già accertata. Sono tenuti alla denuncia anche:

• i presidi delle Facoltà di medicina veterinaria, i direttori degli Istituti zooprofilattici sperimentali

nonché di ogni altro Istituto sperimentale a carattere veterinario, limitatamente alle malattie

accertate nei rispettivi istituti e laboratori;

• i direttori degli Istituti zootecnici, i direttori dei Depositi governativi dei cavalli stalloni, l'autorità

militare cui sono affidati animali per i servizi dell'Esercito e le Commissioni militari di rimonta e di rivista per la

requisizione quadrupedi, per i casi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio del loro ufficio;

• le autorità portuali marittime, i direttori degli aeroporti civili, i capi stazione delle ferrovie e delle tranvie e le

imprese esercenti trasporti per via lacuale, fluviale e con autoveicoli, per i casi di malattia, dei quali sono venuti

a conoscenza, verificatisi durante il carico e lo scarico o lungo il viaggio e per i casi di morte non conseguenti a

cause accidentali;

• i funzionari e le guardie di pubblica sicurezza, i carabinieri, le guardie di finanza, le guardie forestali, gli agenti al

servizio delle province e dei comuni e le guardie dell'Ente nazionale per la protezione degli animali.

Articolo 3

L’art 3 indica come deve essere fatta la denuncia. Comprende tutta una serie di indicazioni che i medici veterinari

sono tenuti a seguire. La denuncia delle malattie infettive e diffusive può essere fatta per iscritto o verbalmente. La

denuncia per iscritto, se non consegnata a mano, deve essere fatta pervenire all'ufficio comunale in modo da

provarne l'avvenuto recapito. Su richiesta del denunciante l'ufficio è tenuto a lasciare ricevuta della denuncia. In tale

denuncia devono essere indicati:

a) la natura della malattia accertata o sospetta;

b) il cognome e nome del proprietario degli animali morti, ammalati o sospetti, l'ubicazione precisa del ricovero o del

pascolo in cui questi si trovano, il numero e l'eventuale recente provenienza, il numero dei rimanenti animali

sospetti o sani, il giorno in cui cominciò la malattia o avvenne la morte;

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c) le eventuali osservazioni del veterinario e le precauzioni adottate d'urgenza per prevenire la diffusione della

malattia.

I veterinari devono fare la denuncia per iscritto. I comuni sono tenuti a fornire gratuitamente ai veterinari

esercenti o a chiunque ne faccia richiesta appositi moduli stampati per la denuncia al sindaco. Le denunce verbali

devono essere trascritte dall'ufficio comunale sui moduli sopra indicati.

Dipartimento di prevenzione

Il sindaco una volta ricevuta la notizia si rivolge alla Asl di competenza e in particolare a coloro che lavorano nel

dipartimento di prevenzione, che riceve la denuncia del sindaco e mette in atto dei provvedimenti per impedire

l’ulteriore diffusione di una malattia. Questi provvedimenti sono segnati nel documento di prevenzione.

Il dipartimento di prevenzione è quindi la struttura preposta all’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di

lavoro, ha il compito non solo di prevenire le malattie, ma anche di promuovere, proteggere e migliorare la salute e il

benessere dei cittadini, attraverso interventi che spesso coinvolgono l’intera società civile. Garantisce la tutela della

salute collettiva e del patrimonio zootecnico da rischi ambientali, alimentari e lavorativi, perseguendo obiettivi di

promozione della salute, di prevenzione delle malattie e delle disabilità e di miglioramento della qualità della vita.

Quello del dipartimento di prevenzione è un ruolo importante. Il medico veterinario si occupa anche di

salvaguardare la salute dell’uomo. Il veterinario, sia privato che pubblico, è l’interfaccia tra il mondo animale e

l’uomo.

Servizio veterinario

Il servizio delle Asl è diviso in tre sezioni, il servizio di area A (servizio di sanità animale), il servizio di area B (servizio

di igiene degli alimenti di origine animale) e il servizio di area C (igiene degli allevamenti e delle produzioni

zootecniche). Questi servizi riguardano i veterinari che si occupano di malattie infettive, ispezione degli alimenti e c’è

un settore che riguarda il benessere dell’animale.

• AREA A servizio di sanità animale

Profilassi pianificata di stato e bonifica sanitaria degli allevamenti bovini e

ovi-caprini, profilassi delle malattie infettive ed infettive degli animali

contemplate nel RPV (regolamento di polizia veterinaria), anagrafe

zootecnica, randagismo inteso come sanità pubblica;

• AREA B servizio di igiene degli alimenti di origine animale

Ispezione e vigilanza negli stabilimenti di origine animale, vigilanza sulla

commercializzazione al dettaglio dei prodotti di origine animale e loro

derivati; ristorazione

collettiva privata e sociale, ispezione e vigilanza sui prodotti della pesca;

• AREA C igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche

Produzione igienica del latte bovino e ovi-caprino, anagrafe canina, lotta al randagismo (controllo sui canili,

allevamenti ecc.). vigilanza sugli allevamenti e sulle produzioni,

alimentazione e riproduzione animale, benessere animale, farmacovigilanza, avicoltura,

cunicoltura, acquacoltura, apicoltura, animali esotici, controllo strutture veterinarie.

Per accedere a questo ruolo non è sufficiente la laurea ma bisogna superare l’esame di stato e poi c’è bisogno di

una scuola di specializzazione (3 anni).

NB: Se c’è una malattia infettiva interviene il medico veterinario di area A; il veterinario che lavora in area B decide

se gli animali possono essere destinati al consumo o meno. I veterinari che lavorano

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Scienze agrarie e veterinarie VET/05 Malattie infettive degli animali domestici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AmLor di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie infettive 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Marsilio Fulvio.
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