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Malattie autoimmunitarie: pattern anticorpali

Malattia autoimmunitaria → è una reazione immunitaria contro un antigene self.

Diagnosi e indagini immunologiche

ANA

L'anticorpo principale che troviamo sono gli ANA. Sono immunoglobuline antinucleo, cioè rinveniamo all'immunofluorescenza anticorpi contro strutture self. Non ci sono solo nel Lupus, ma anche in:

  • Sclerosi sistemica
  • Sindrome di Sjogren
  • Neoplasie
  • Malattie infettive croniche (CMV, EBV, TBC)

L'ANA positività aumenta con l'età. Ci sono in donne giovani e anche in pazienti che prendono farmaci. Il materiale nucleare è potenzialmente antigenico e ogni volta che abbiamo morte cellulare per necrosi, il materiale nucleare può diventare antigenico. Nell'apoptosi, invece, il materiale nucleico è protetto da un bilayer.

Studio degli ANA

Come si studiano gli ANA? Con l'IFI (immunofluorescenza indiretta): a un substrato costituito solitamente da cellule HEp-2 (cellule epiteliali di carcinoma laringeo) che presentano nuclei in attiva replicazione e hanno forma fusata aggiungo il siero del paziente. Lascio in incubazione per ½ ora, aggiungo un anticorpo antisiero (anti-IgG) marcato con fluoresceina, lavo per eliminare eventuali residui di fluoresceina e osservo al microscopio. Se nel siero del paziente sono presenti ANA, si formeranno immunocomplessi visibili che, a seconda dei pattern di distribuzione, potranno essere riconducibili a diversi quadri patologici.

Sono sensibili per il LES, ma poco specifici. È un esame qualitativo-semiquantitativo perché posso rendere il siero del paziente e titolarlo. Rappresentano un esame di screening in un paziente con sospetta connettivite. Al microscopio a fluorescenza bisogna dire:

  • Se è positivo (valutazione qualitativa)
  • Quanto è positivo (valutazione semi-quantitativa)

Per capire quanto è positivo occorre fare delle diluizioni successive del siero (ad esempio, partiamo da una diluizione 1:80 → 1 di siero e 80 di tampone. Se è ancora positivo diluisco ulteriormente 1:160; 1:320; 1:640 fino a quando non si negativizza). Pertanto trovare una positività alta per ANA o un pattern omogeneo, aumenta il sospetto di LES.

Pattern ANA

Nella quasi totalità delle pazienti lupiche abbiamo diversi pattern:

  • Pattern omogeneo: è il risultato del legame tra una miriade di antigeni nucleari e una miriade di anticorpi antinucleo che finiscono per colorare diffusamente e omogeneamente tutto il nucleo, senza lasciare zone scoperte; si tratta quindi di una reazione antigene-anticorpo globale, totale. Tale pattern non è riconducibile a un quadro patologico specifico. Se all’esame di screening vediamo pattern omogeneo, in genere ci fermiamo, diciamo ANA positivi, possiamo dire le dimensioni (1:170, 1:1200 ecc.), ma non possiamo andare avanti con la tipizzazione degli antigeni.
  • Pattern punteggiato: la reazione è diretta verso specifici antigeni. Può presentarsi a piccoli punti ("fine speckled") o a zolle, "COARSE SPECKLED", di aspetto granulare. Nella sclerodermia, in particolare, abbiamo anticorpi rivolti contro i nucleoli. Quando abbiamo il pattern punteggiato dobbiamo andare a valutare gli ENA (Anticorpi anti antigeni nucleari estraibili), che si studiano in immunoblotting o con ELISA. Il pattern punteggiato a volte nasconde una positività per il CENTROMERO; si vedono proprio il fuso mitotico e per questo si usano cellule ad alta attività replicativa come quelle tumorali. Spesso è presente solo una cellula su 100, ma deve essere sempre cercato. La positività per il centromero è suggestiva di Sclerodermia.
  • Pattern nucleolare: in cui sono colorati solo i nucleoli e tutto il resto del nucleo è scuro, esattamente al contrario rispetto al pattern punteggiato, come se fosse il negativo.
  • Pattern anticentromero: mette in evidenza gli anticentromero (simile al coarse speckled, con granuli brillanti), che ritroviamo in una variante della sclerosi sistemica.
  • Pattern periferico: in cui il nucleo si presenta come una ciambella, con la fluorescenza che si distribuisce solo alla periferia e non al centro. Da una serie di studi, condotti con immunofluorescenza, si è visto che questo pattern correla con la presenza di anticorpi anti ds-DNA. Questo pattern è ancora più suggestivo, perché un pattern omogeneo può anche avere gli ENA negativi, ma quello periferico suggerisce la presenza di Ab anti ds-DNA. Quando vediamo il pattern periferico, poiché come dimostrato da studi di correlazione su ampie casistiche un pattern di questo genere è al 100% correlato con la positività degli anti-dsDNA, dobbiamo procedere con la ricerca di questi specifici anticorpi, per confermarne la presenza.

In entrambi i vetrini riconosciamo una fluorescenza antinucleare. Quando guardiamo un ANA, non ci possiamo fermare ad una diluizione del siero. Avendo una tecnica che è grossolana, il modo per vedere gli anticorpi è diluire il siero progressivamente. Il pattern è molto importante.

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Immunologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Campus Bio-medico di Roma o del prof Afeltra Antonella.
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