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Effetti dell’esercizio fisico sui fattori di rischio cardiovascolari

I fattori di rischio cardiovascolari si suddividono in fattori di rischio correggibili e fattori di rischio non correggibili. Quando ci troviamo di fronte a un soggetto, lo dobbiamo etichettare in base al suo rischio cardiovascolare globale, ovvero alla sua possibilità di creare eventi cardiovascolari fatali o non fatali nei prossimi 10 anni di vita.

Esistono delle carte del rischio, mappe di colore intuitive, in cui se inseriamo il sesso del paziente, il fatto se fumi o non fumi, ecc., abbiamo un numero, ovvero una casella colorata che ci indica che quella persona ha ad esempio il 15% di possibilità di andare incontro a infarto piuttosto che l’1% nei prossimi 10 anni di vita.

Classificazioni delle attività fisiche

  • Attività dinamiche con impegno cardiovascolare costante, in cui si ha un gesto tecnico semplice e ciclico, forza muscolare non elevata e esercizi aerobici.
  • Attività dinamica con impegno cardiovascolare intermittente, costituita da meno gesti ma più complessi.
  • Attività statiche e di potenza, costituite da attività aerobiche, innalzamento della pressione arteriosa e da molte ripetizioni ma con carichi bassi.

Rischi cardiovascolari dell’esercizio fisico e screening cardiologico preventivo

I rischi cardiovascolari dell’esercizio fisico si possono verificare in un soggetto con patologie, poco allenati come ad esempio gli anziani. Questo porta a una morte improvvisa e repentina, non traumatica, che si verifica in relazione temporale con l’attività fisica entro un’ora dall’inizio dei sintomi.

Sotto ai 35 anni di età si può morire di cardiopatie genetiche e congenite, mentre al di sopra dei 35 anni si può morire di cardiopatie ischemiche. Lo screening cardiologico preventivo serve per salvaguardare la salute dei pazienti che svolgono attività fisica. Infatti, quelle persone che non svolgono nessuna manifestazione non sono soggette a nessun tipo di certificazione. Quindi, se vengono ad allenarsi presso la nostra palestra, dobbiamo fargli noi il controllo, incominciando dall’anamnesi e un esame obiettivo, che però noi non siamo tenuti a svolgere, e quindi nel caso in cui l’abbiano fatto, ci facciamo portare gli esiti di tale esame.

Prescrizione ed esecuzione dell’esercizio fisico nel soggetto sano e nel cardiopatico (prevenzione primaria)

L’attività fisica in prevenzione primaria non è altro che l’individualizzazione e correlazione in un soggetto sano dei fattori di rischio correlati allo sviluppo di una malattia, ovvero prima che il soggetto vada incontro a patologie cardiovascolari si previene sui fattori di rischio facendo prevenzione primaria.

I soggetti in prevenzione primaria devono svolgere dai 5 ai 7 allenamenti a settimana, allenamenti leggeri di 30 minuti al giorno (utilizzo scala di Borg). I principi primari di prevenzione primaria sono: attività di intensità lieve-moderata, di tipo dinamico con intensità

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Scienze mediche MED/11 Malattie dell'apparato cardiovascolare

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BeatriceMandini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie cardiovascolari e respiratorie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Pasanisi Giovanni.
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