La magistratura
Definizione di magistratura e concetto di autonomia
All'interno del sistema costituzionale della Repubblica, la Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente a cui è affidato l'esercizio della funzione giurisdizionale, quale attività pubblica statuale di individuazione, interpretazione e applicazione della legge, allo scopo di risolvere una controversia insorta fra due soggetti.
Al fine di assicurare la piena ed effettiva eguaglianza dei cittadini davanti alla legge (art.3 Cost.) e la puntuale separazione fra le diverse funzioni statuali, la Costituzione ha semplicemente stabilito, all'art. 104.1, che la magistratura deve essere autonoma e indipendente da ogni altro potere.
Il concetto di "autonomia", in particolare, non si riferisce alla capacità di darsi da sé le regole organizzative o funzionali (c.d. Autonomia governativa), dato che sono poste dalla Costituzione, bensì quale facoltà di autogoverno nel senso che l'ordine giudiziario non deve subire, né nel suo complesso né rispetto alla sua attività, condizionamenti provenienti da organi appartenenti ad altri poteri dello Stato nonché quello legislativo e quello esecutivo.
Indipendenza dei giudici e assoggettamento alla legge
Strettamente collegato al concetto di "autonomia" è quello di "indipendenza", rivolto a garantire che il magistrato operi secondo il proprio libero convincimento e senza forma alcuna di dipendenza sia dagli altri poteri statuali, soprattutto dal Ministro della Giustizia (c.d. "Indipendenza esterna") sia dagli appartenenti al suo stesso ordine (c.d. "Indipendenza interna").
Rafforzano la posizione di "indipendenza", imparzialità e terziarietà del magistrato, sia il principio codificato all'art. 107.3 Cost., in forza del quale i magistrati si distinguono fra loro solo per le differenti funzioni esercitate e non per ruoli gerarchici o per posizioni di reciproca sovraordinazione/subordinazione, sia il principio di soggezione del giudice esclusivamente alla legge, fissato dall'art. 101.2 Cost., che impedisce che il magistrato sia obbligato a tener conto, nell'adempimento dei propri doveri istituzionali, di qualsiasi indicazione, che provenga da un'altra autorità od organo, ivi compresi gli altri giudici.
È vero che la magistratura rimane un ordine autonomo e indipendente dal potere legislativo tuttavia la magistratura rimane soggetta soltanto alla legge; ciò vuol dire che in un modo o nell'altro il rapporto tra Parlamento e Magistratura esiste anzi subordina il magistrato alla legge, questo principio di subordinazione si chiama "riserva di legge".
Questo avviene per evitare che la magistratura costituisca un ordine talmente autonomo e indipendente da costituire un ordine senza limiti o sbarramenti nel quale operare (quello che avveniva nella rivoluzione francese).
Con l'assoggettamento della Magistratura alla legge, la Costituzione incanala nel circuito democratico anche la magistratura, altrimenti al di fuori da esso. Posto che i giudici non sono eletti direttamente dal popolo, è solo grazie all'assoggettamento del giudice alla legge che anche il magistrato rientra nel circuito democratico perché la legge è approvata dal Parlamento che è direttamente eletto dai cittadini.
In Italia non esiste il principio che in parte regge i sistemi di common law del precedente giurisprudenziale vincolante. In quei sistemi il giudice che decide è vincolato da quello che ha deciso il giudice ieri; mentre in Italia il giudice che decide oggi può decidere in senso diametralmente opposto da quanto ha deciso il giudice ieri persino quando il giudice appartiene al primo grado rispetto al giudice di ultimo grado cioè quello di cassazione, quindi no vi è una distinzione gerarchica ma solo di funzioni.
Tutto questo non significa che il nostro ordinamento sia un ordinamento tendenzialmente anarchico, questo perché nel nostro ordinamento ci sono almeno 3 casi nei quali la giurisprudenza, quindi le sentenze dei giudici, hanno un ruolo un poco più che soltanto persuasivo. Una decisione di un giudice può essere vincolante quindi bisogna seguirla per forza o persuas...