Capitolo 7
Il mercato del lavoro
Domanda e offerta di lavoro
Domanda di lavoro (DL): Le imprese domandano lavoro. La domanda di lavoro indica quanti lavoratori le imprese vogliono assumere al salario (nominale) di mercato (W). Più alto è il salario (nominale), meno le imprese desiderano assumere.
Offerta di lavoro (OL): I lavoratori offrono lavoro. L'offerta di lavoro ci dice quanti lavoratori vogliono lavorare al salario di mercato. Più alto è il salario, più sono gli individui che vogliono lavorare. OL è una funzione crescente al crescere del salario, mentre DL è una funzione decrescente al crescere del salario.
Ne: Numero di lavoratori impiegati.
We: Salario di equilibrio.
In equilibrio:
- DL: le imprese assumono il numero di lavoratori che desiderano.
- OL: i lavoratori che desiderano lavorare sono assunti (non vi è disoccupazione).
Costruzione modello WS-PS
Nel modello WS-PS:
- Le imprese fissano i prezzi dei beni prodotti.
- Lavoratori e imprese contrattano i salari nominali.
Forza contrattuale
La forza contrattuale di un lavoratore dipende da due fattori:
- Costo che in caso di dimissioni l’impresa dovrebbe pagare per sostituirlo.
- Difficoltà del lavoratore nel trovare un nuovo impiego.
Quanto più costoso è per l’impresa rimpiazzare il lavoratore e quanto più facile è per quest'ultimo trovare un altro lavoro, tanto maggiore sarà la sua forza contrattuale. La forza contrattuale di un lavoratore dipende dalla natura del lavoro e dalle condizioni di mercato.
Determinazione dei salari
La contrattazione dei salari è spiegata da diverse teorie:
- Contrattazione collettiva: negoziazione tra imprese e sindacati. L’accordo si applica alle imprese che vi hanno partecipato o a tutte le imprese del settore. Questo metodo è molto popolare in Europa (in Italia 60-80%).
- Contratti fissati dai datori di lavoro: lavori più umili che non richiedono qualifiche.
- Contrattazioni bilaterali: tra datore di lavoro e lavoratore qualificato (es: manager).
In generale, una volta determinati i salari:
- I salari sono più alti dei salari di riserva del lavoratore (salario di riserva: salario che li rende indifferenti tra lavorare o essere disoccupati).
- I salari dipendono dalla forza contrattuale del lavoratore.
- I salari dipendono dalle condizioni generali del mercato del lavoro (tanto più alto il tasso di disoccupazione, tanto più bassi sono i salari, e viceversa).
- Teoria dei salari di efficienza: salario come gratificazione e stimolo a lavorare bene.
Equazione wage setting (WS)
L'equazione di determinazione dei salari:
- W: Salario nominale
- Pe: Prezzi attesi (aspettative del prezzo)
- u: Tasso di disoccupazione
- z: Variabili istituzionali del mercato del lavoro (se aumenta, aumenta anche il salario).
W dipende da P. Ai lavoratori non interessa quanto denaro ricevono ma quanti beni possono acquistare con il loro salario. Ai lavoratori interessa il salario in proporzione al livello dei prezzi. Anche alle imprese interessa il salario in termini del prezzo della produzione venduta. Lavoratori ed imprese sono interessati al salario reale (W/P).
Nell'equazione abbiamo Pe anziché P. I salari sono fissati in termini nominali anticipatamente per un certo tempo per cui i prezzi non sono noti con certezza. I salari dipendono dal livello atteso dei prezzi, Pe (NB: rilevante per distinguere breve e medio periodo).
F(u, z) -> W dipende negativamente da u - aumento di u = > concorrenza fra i lavoratori = diminuzione del potere contrattuale dei lavoratori = diminuzione di W (salario). F(u, z) -> W dipende dalle variabili istituzionali di z (per convenzione positivamente, aumento z provoca un aumento del salario).
Fra esse:
- Livello dei sussidi di disoccupazione. Aumento sussidi = aumento compenso richiesto per lavorare. La prospettiva di percepire un’indennità in caso di disoccupazione fa aumentare i salari a parità di tasso di disoccupazione. Nel caso non ci fossero sussidi, i lavoratori accetterebbero salari molto bassi per lavorare. L'esistenza del sussidio di disoccupazione consente al lavoratore di spuntare salari maggiori.
- Livello del salario minimo. Aumento W minimo = aumento richieste dei salari di tutti i lavoratori. Un aumento del salario minimo produce un aumento del salario medio W, dato il tasso di disoccupazione.
- Protezione dei lavoratori: una maggiore protezione da parte dello Stato rende più costoso il licenziamento dei lavoratori da parte delle imprese. Ciò può aumentare il potere contrattuale dei lavoratori coperti da questa protezione, facendo a sua volta aumentare il salario per un dato tasso di disoccupazione.
Riprendiamo l'equazione WS -> W = Pe F(u, z). Assumiamo per il momento che le aspettative sui prezzi siano correnti: Pe = P. In questo caso WS -> W = P F(u, z) da cui: W/P: salario nominale rispetto al livello dei prezzi (salario reale).
Equazione W/P = F(u, z) in un diagramma cartesiano (W/P, u). F è decrescente in u: curva WS decrescente. Al crescere della disoccupazione il salario risulterà più basso.
La determinazione dei prezzi
Per analizzare i prezzi dobbiamo porre attenzione al comportamento delle imprese: in particolare alla produzione. Due semplificazioni principali:
- Un solo input: lavoro (N)
- Il livello del prodotto (Y) è pari al lavoro impiegato: Y = N
Ciò implica che il costo di produrre un'unità aggiuntiva di Y (costo marginale) è il costo di impiegare un lavoratore in più, che è pari al salario W. Questa affermazione vale solo nei mercati in concorrenza perfetta.
Mercato concorrenziale: assumiamo che le imprese fissino il prezzo di vendita sulla base del costo unitario seguendo la regola: Prezzo = costo unitario x (1 + u) dove 0 < u < 1, dove u è il mark up (potere di mercato del monopolista o dell'impresa). NB: u è una % di ricarico sui costi. Ad esempio, se u = 10%, il prezzo è pari al costo aumentato del 10%.
Nel nostro caso il costo unitario è W, per cui: equazione price setting (PS). Questa sopra è un'equazione di determinazione dei prezzi. NB: la dimensione del mark up dipende dal grado di concorrenza fra le imprese. In particolare:
- Maggiore concorrenza fra imprese = minore u.
- Al limite in concorrenza perfetta avremmo u = 0 e P = W.
- Assenza di concorrenza = u positivo, compreso tra 0 e 1.
Riprendiamo l'equazione PS -> P = W(1 + u). Operando algebricamente otteniamo:
Disegniamo l'equazione PS in un diagramma cartesiano (W/P, u). Nella PS il salario reale W/P non dipende da u: la curva PS è una retta orizzontale. Il salario reale dipende solo dal mark up dell'impresa, per questo PS è una retta orizzontale.
L'equilibrio del mercato del lavoro
Abbiamo esaminato le due curve che descrivono la determinazione di salari (WS) e prezzi (PS). Consideriamo ora le due curve contemporaneamente nello stesso grafico. Disegniamo le due curve:
E: siamo sia sulla WS che sulla PS (equilibrio)
In E: c'è disoccupazione -> u = un, un: tasso naturale di disoccupazione o strutturale, legato alla concorrenza del mercato.
La determinazione della disoccupazione
Nel modello WS-PS il sistema presenta disoccupazione in equilibrio. Ciò avviene per due elementi del modello (assenti nel modello di domanda e offerta di lavoro):
- Concorrenza non perfetta fra imprese sul mercato dei beni prodotti.
- Introduzione di un meccanismo di contrattazione dei salari.
Anche il livello di disoccupazione 'un' dipende da tali elementi. 'un' è influenzato da:
- Grado di concorrenza fra le imprese
- Caratteristiche istituzionali del mercato del lavoro.
Per comprendere questa relazione vediamo gli effetti su 'un' di:
- Diminuzione concorrenza
- Modifiche della legislazione sul lavoro (aumento sussidi di disoccupazione).
Diminuzione della concorrenza ed equilibrio E (aumento del mark up)
La diminuzione della concorrenza deriva da un cambiamento della legislazione antitrust, la quale diviene meno rigida, permettendo alle imprese di fare accordi tra loro. La minor concorrenza causa:
- Aumento del mark up,
- Aumento dei prezzi
- Riduzione del salario reale
- Diminuzione di 1(1 + u) nella PS (verso il basso)
- Aumenta un
L’economia si muove lungo la WS da E a E’.
Aumento dei sussidi ed equilibrio E
Vi è un aumento dei sussidi, i quali modificano una delle variabili istituzionali del mercato del lavoro. I sussidi alzano il salario reale. L’aumento dei sussidi causa:
- Aumento z = aumento F(u, z) nella WS (verso l’alto).
- E = E’ e aumento di ‘un’.
L’economia si muove lungo la PS da E a E’.
I risultati ottenuti evidenziano che:
- Diminuzione concorrenza fra imprese = aumento di ‘un’
- Modifiche alla legislazione sul lavoro influenzano ‘un’ (ad esempio: aumento sussidi di disoccupazione -> aumento ‘un’).
Capitolo 8
Il passaggio dal breve al medio periodo
Premessa: breve vs medio periodo
Cosa differenzia breve e medio periodo?
- Grado di flessibilità dei prezzi - breve periodo (IS-LM): parzialmente flessibili (per flessibilità vengono considerati come dati). - medio (e lungo) periodo: prezzi pienamente flessibili (non vi è un dato fisso).
- Prezzi flessibili: meccanismo di aggiustamento dei prezzi.
Grado di correttezza delle aspettative (sul livello dei prezzi)
In quale contesto le aspettative sono corrette?
- Nel breve periodo i lavoratori possono commettere errori nel prevedere i prezzi (Pe può essere diverso da P).
- Con il passare del tempo gli individui si accorgono dell’errore.
- Gli individui correggono le aspettative.
- Nel medio periodo la previsione è sempre corretta (Pe = P).
Ad esempio:
È possibile che nel breve periodo i lavoratori sottostimino i prezzi (Pe < P). Con il passare del tempo i lavoratori si accorgono che Pe è troppo basso perciò si alza. Così nel medio periodo le aspettative vengono corrette.
Nell’equilibrio del mercato del lavoro nel modello WS-PS abbiamo assunto P = Pe. Sotto tale ipotesi u = un, un: disoccupazione naturale. L’ipotesi P = Pe è corretta nel medio periodo. un è la disoccupazione di medio periodo. La definizione di disoccupazione ci dice che:
Infine, per l’assunzione Y = N abbiamo: Quando P = Pe abbiamo u = un: Yn: livello naturale della produzione. Consideriamo il passaggio dal breve al medio periodo: aggiustamento dei prezzi. Regola con cui le imprese fissano i prezzi e determinazione dei costi di produzione: modello WS-PS ed analisi del mercato del lavoro.
Passaggio dal breve al medio periodo
Equilibrio mercato dei beni + equilibrio mercati finanziari + equilibrio mercato del lavoro.
Modello AD-AS
Offerta aggregata (aggregate supply): AS
Domanda aggregata (aggregate demand): AD
Costruzione curva AS
CURVA AS: esprime l’equilibrio sul mercato del lavoro.
Mercato del lavoro:
- Equazione 1: Il salario nominale W, fissato da chi contratta i salari dipende dal livello atteso dei prezzi Pe, dal tasso di disoccupazione u, e dalla variabile z, che include tutti i fattori istituzionali che influenzano la determinazione dei salari, dai sussidi di disoccupazione alle modalità della contrattazione collettiva.
- Equazione 2: Il livello dei prezzi P, fissato dalle imprese è uguale al salario nominale W, moltiplicato per 1 più il mark up sui costi u.
Equilibrio mercato del lavoro: WS e PS verificate contemporaneamente. Sostituendo PS in WS: Il livello effettivo dei prezzi P, dipende dal tasso di livello atteso Pe, dal tasso di disoccupazione (così come dal markup e dalla variabile z, ma qui assumiamo che u e z siano costanti).
Sappiamo dall’analisi precedente che: Per una data forza lavoro, quanto maggiore è la produzione, tanto minore è il tasso di disoccupazione. Sostituendo otteniamo l’equazione dell’offerta aggregata (AS):
Il livello effettivo dei prezzi P dipende dal livello atteso dei prezzi Pe, e dal livello di produzione Y, nonché del Markup, dalla variabile Z, della forza lavoro L, (che qui prenderemo come dati). L’equazione evidenzia una relazione crescente fra P e Y:
Spiegazione economica mercato del lavoro
L’equazione AS gode di due importanti proprietà:
- Un aumento della produzione provoca un incremento del livello dei prezzi. Questo effetto è il risultato dei quattro passaggi seguenti:
- Un aumento della produzione porta un incremento dell’occupazione.
- Un aumento dell’occupazione comporta una riduzione della disoccupazione quindi anche del tasso di disoccupazione.
- Un tasso di disoccupazione inferiore porta un aumento dei salari nominali.
- L’aumento dei salari nominali a sua volta spinge le imprese ad aumentare i prezzi, provocando un aumento del loro livello.
La relazione fra P e Y è crescente: l’equazione di offerta aggregata è una curva crescente in un diagramma cartesiano (Y, P).
Per esempio, se il livello atteso dei prezzi raddoppia anche il livello effettivo raddoppio. Questo effetto opera attraverso il meccanismo di determinazione dei salari:
- Se chi fissa i salari si aspetta prezzi maggiori in futuro, fisserà salari nominali più elevati.
- Questo aumento del salario nominale sua volta spingerà le imprese a richiedere prezzi maggiori per i propri prodotti.
La relazione tra la produzione Y e il livello effettivo dei prezzi P per un dato valore del livello atteso dei prezzi Pe, è rappresentato dalla curva di offerta aggregata AS.
La curva AS gode di tre proprietà:
- La curva di offerta aggregata è inclinata positivamente. In altre parole, un aumento della produzione Y causa un aumento del livello dei prezzi P. Curva AS: dato il livello atteso dei prezzi, un aumento della produzione fa aumentare il livello dei prezzi. Se la produzione è uguale al suo livello naturale, il livello dei prezzi è uguale a quello atteso.
Curva AS: equilibrio mercato del lavoro (La curva non è necessariamente una retta). Cosa accade se variano i prezzi attesi?
Costruzione curva AD
La curva AD rappresenta l’equilibrio del mercato dei beni e dei mercati finanziari. Consideriamo il modello IS-LM:
- IS: Y = C(Y - T) + I(Y, i) + G
- LM: Ms/P = YL(i)
Dall'intersezione tra le due curve, si definisce il livello di equilibrio congiunto tra il mercato della moneta e quello dei beni. L’intersezione vale per un dato valore di P. Per ogni dato P avremo una diversa intersezione della IS-LM ed un diverso valore di reddito di equilibrio. Finora abbiamo considerato il modello a P fissi. Cosa accade se variano i prezzi? Al crescere del livello del prezzo, cala il livello della produzione che garantisce l’equilibrio del mercato della moneta e del mercato dei beni.
Cosa accade quando variano Ms/P, G e T?
A. Un aumento di Ms (politica monetaria espansiva) La LM va verso destra = Y aumenta. L’aumento di Y avviene per ogni livello di P: AD verso destra.
B. Un effetto analogo si ottiene se aumenta G. Un aumento di G sposta IS verso destra = aumenta Y. L’aumento di Y avviene per ogni livello di P: AD verso destra.
C. Se aumento T: IS verso sinistra -> diminuisce Y dato P -> una diminuzione di Y avviene per ogni livello di P -> AD verso sinistra.
L'intersezione tra LM e IS avviene per un livello di reddito più basso, questo avviene per un dato livello di P. Per ogni livello di P il reddito è più basso, perciò IS si sposta verso sinistra.
I risultati precedenti indicano che nell’equilibrio del mercato dei beni e dei mercati finanziari Y è:
- una funzione crescente di Ms e quindi di Ms/P.
- una funzione crescente di G.
- una funzione decrescente di T.
Politica fiscale e monetaria sono in grado di spostare la curva AD:
- Ogni incremento in Ms sposta AD verso destra, ogni decremento la sposta verso sinistra.
- Ogni incremento in G sposta AD verso destra, ogni decremento la sposta verso sinistra.
- Ogni incremento di T sposta AD verso sinistra, ogni decremento la sposta verso destra.
Riassumendo:
- Politiche espansive: AD verso destra.
- Politiche restrittive: AD verso sinistra.
Abbiamo quindi: Quando cambia Ms si sposta la curva AD. Quando varia il livello dei prezzi, vi è un movimento lungo la curva AD.
Determinazione dell'equilibrio
Nel punto di equilibrio AS e AD sono verificate contemporaneamente. Graficamente: intersezione di AD e AS. Nel punto A:
- Siamo sulla AS -> mercato del lavoro in equilibrio.
- Siamo sulla AD -> mercato dei beni e mercati finanziari in equilibrio.
Si ricordi infatti che: - Il punto A può rappresentare sia l’equilibrio di breve periodo che il medio periodo a seconda delle assunzioni su Pe. - Se si assume che Pe sia dato, allora il punto A rappresenta l’equilibrio di breve periodo. Cosa accade quando questa assunzione viene meno? La posizione di A dipende dalla posizione della curva AS, e quindi da Pe. In particolare: Nell’equilibrio di medio periodo Y è sempre pari a Yn. Nel breve periodo Pe può essere diverso da P.
Ad esempio: Pe < P -> Ya > Yn I lavoratori stanno sottostimando il livello dei prezzi. Nel punto A il livello di produzione (Ya) può essere differente rispetto al livello di produzione naturale (Yn). Significa che quando ho un livello di produzione maggiore al livello di produzione naturale, in questo caso, le aspettative sui prezzi sono differenti rispetto al livello dei prezzi effettivi, e delle aspettative più basse rispetto al livello effettivo dei prezzi. Nel medio periodo: Pe = P e Y = Yn. L’intersezione di AS e AD avviene sempre lungo la retta Y = Yn.
Come si passa dall’equilibrio di breve al medio periodo?
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