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Macroeconomia

Sommario

1 Il mercato del lavoro ............................................................................................................ 2

1.1 Gli indicatori del mercato del lavoro .......................................................................................... 2

1.2 L’equazione di determinazione dei salari () .......................................................................... 3

1.3 L’equazione di determinazione dei prezzi () .......................................................................... 4

1.4 Equilibrio e tasso naturale di disoccupazione ............................................................................. 5

2 Un’analisi di equilibrio generale: il modello - ............................................................ 6

2.1 L’equazione e la curva curva di offerta aggregata .......................................................... 6

:

2.2 L’equazione e la curva curva di domanda aggregata ..................................................... 7

:

2.3 L’aggiustamento di a ........................................................................................................ 8

2.4 Gli effetti di espansioni e contrazioni monetarie ........................................................................ 8

2.4.1 Cosa è successo nel breve, medio e lungo periodo a risparmio, consumo e investimento? .... 9

2.5 Gli effetti di espansioni e contrazioni fiscali .............................................................................. 10

2.6 Gli effetti di variazioni del prezzo del petrolio .......................................................................... 11

3 Il tasso naturale di disoccupazione e la curva di Phillips ...................................................... 13

3.1 Inflazione, inflazione attesa e disoccupazione .......................................................................... 13

3.2 La curva di Phillips originaria .................................................................................................... 13

3.3 La curva di Phillips modificata .................................................................................................. 14

3.4 La curva di Phillips e il tasso di disoccupazione naturale in Europa ........................................... 14

4 Risparmio, accumulazione di capitale e produzione ............................................................ 15

4.1 Il modello ................................................................................................................................. 15

4.2 La dinamica del capitale e della produzione .............................................................................. 15

4.3 Lo stato stazionario .................................................................................................................. 17

4.4 Il tasso di risparmio e la crescita ............................................................................................... 17

4.5 La regola aurea ......................................................................................................................... 17

4.6 Il capitale umano e la crescita ................................................................................................... 18

5 Progresso tecnologico e crescita ......................................................................................... 18

5.1 La relazione tra ricerca e sviluppo (R&S) e progresso tecnologico ............................................. 18

5.2 Schema del modello ................................................................................................................. 18

5.3 Lo stato stazionario: la crescita bilanciata ................................................................................. 20

5.4 Gli effetti di variazioni nel tasso di risparmio ............................................................................ 20

5.5 Alcune osservazioni .................................................................................................................. 20

6 Le aspettative: nozioni di base ............................................................................................ 21

6.1 La distinzione fra tassi di interesse reali e nominali .................................................................. 21

6.2 Il calcolo del tasso di interesse reale ......................................................................................... 21

6.3 I tassi di interesse nominali, i tassi di interesse reali e il modello ............................... 21

6.4 Crescita della moneta, inflazione, e tassi di interesse nel modello IS-LM .................................. 22

6.5 Introduzione al valore presente scontato (il caso a uno e a due periodi) ................................... 22

6.6 Valore presente scontato: altri casi .......................................................................................... 23

1

1 I

L MERCATO DEL LAVORO

1.1 G LI INDICATORI DEL MERCATO DEL LAVORO

Alcune definizioni fondamentali del mercato del lavoro:

• Occupazione (): numero di persone che lavorano.

• Disoccupazione (): numero di persone che (i) non lavorano e che (ii) stanno cercando lavoro.

• Forza lavoro (): + . + .

• Popolazione in età lavorativa (): età compresa tra i 16 e i 64 anni.

<=>?@ A@B=>= H

• Tasso di partecipazione: . .

C=C=A@?D=EF GDBDAF I

JDK=GGLC@MD O

• Tasso di disoccupazione: . =

<=>?@ A@B=>= PQO

Maggiore disoccupazione significa minore probabilità di trovare lavoro.

o Maggiore disoccupazione significa maggior rischio di perdere lavoro.

o C=C=A@?D=EF – =GGLC@MD

• Tasso di non occupazione: .

C=C=A@?D=EF

Cerchiamo di capire come gli shock studiati nel modulo precedente influenzino il mercato del lavoro: quali

sono le variabili fondamentali di un’economia che influenzano il trend, caratterizzato da espansione, reces-

sione e crisi.

I prezzi non sono fissi per sempre. Maggiore domanda implica maggiore produzione. Maggiore produzione

comporta maggiore occupazione. Maggiore occupazione, minore disoccupazione. Minore disoccupazione

comporta maggiori salari perché i lavoratori hanno un potere contrattuale maggiore. Se i salari aumentano,

aumentano i costi di produzione. Con l’aumento dei costi di produzione aumentano i prezzi.

Per interpretare il tasso di disoccupazione abbiamo bisogno di analizzare i flussi nel mercato del lavoro. Il

primo schema rappresenta il flusso di domanda, il secondo quello di offerta. Dal punto di vista dell’impresa,

se c’è una fase positiva ci sarà un flusso positivo di posti di lavoro perché l’azienda vuole espandere il proprio

lavoro, se siamo in una fase restrittiva ci sarà un flusso negativo. Dal punto di vista della popolazione ci sono

tre enormi sottoinsiemi della popolazione: occupati, non forza lavoro, disoccupati. Se siamo in una fase

espansiva ci sono lavoratori scoraggiati che cercano lavoro diventando disoccupati e che magari lo trovano.

In fasi restrittive dell’economia i flussi vanno nella direzione opposta.

Economie più dinamiche hanno flussi più elevati. Economie come quelle italiane hanno flussi molto bassi. I

losers sono i più deboli, che nelle economie con flussi bassi permangono disoccupati a lungo. I paesi con flussi

più bassi hanno una disoccupazione giovanile più alta perché i giovani sono una scommessa, senza espe-

rienza. Nei mercati più rigidi e meno flessibili hanno una disoccupazione di lunga durata più grande e una

sofferenza dei gruppi più emarginati, donne e giovani. 2

1.2 L’ ()

EQUAZIONE DI DETERMINAZIONE DEI SALARI

Innanzitutto, dobbiamo tenere a mente che generalmente: (i) i lavoratori percepiscono un salario superiore

al loro salario di riserva; (ii) i salari dipendono dalle condizioni prevalenti sul mercato del lavoro.

I salari vengono fissati mediante contrattazione:

• Contrattazione collettiva. Tra sindacati e imprese.

• Contrattazione bilaterale. Tra lavoratore e impresa.

In entrambi i casi il livello del salario dipende positivamente dalla forza contrattuale dei lavoratori. Quindi

dipende da:

• Quanto è difficile per l’impresa sostituire un lavoratore (la natura del lavoro).

• Quanto è difficile per un lavoratore trovare un altro lavoro (condizione del mercato del lavoro).

Due diverse teorie predicono una relazione negativa tra salario medio e disoccupazione

.

• Teoria della contrattazione. Molti lavoratori occupati hanno una certa forza contrattuale. Quando

la disoccupazione è bassa, la loro forza contrattuale aumenta. Elevata disoccupazione rende facile

rimpiazzare un lavoratore e difficile trovare un altro impiego.

↑ → ↓ ; ↓ → ↑

• Salari di efficienza. Le imprese possono voler pagare un salario superiore a quello di riserva: (i) per

aumentare la probabilità che i lavoratori produttivi rimangano nell’impresa; (ii) per rendere più co-

stosa per i lavoratori la perdita del lavoro nel caso in cui venga scoperta la loro negligenza.

↑ → ↓ ; ↓ → ↑

• L’esistenza di un salario minimo tende a far aumentare il salario medio sia perché i salari più bassi

vengono spinti in alto sia perché c’è un possibile effetto su tutta la scala salariale.

• L’esistenza di un sussidio di disoccupazione tende a far aumentare il salario medio perché se

posso avere un reddito senza lavorare devo essere pagato di più per essere incentivato a cercare e

accettare un impiego.

• Le condizioni del mercato del lavoro. Quando la disoccupazione diminuisce le imprese possono voler

aumentare i salari per due ragioni: (i) per ridurre la probabilità che i lavoratori lascino l’impresa (poi-

ché quanto minore è la disoccupazione, tanto più semplice è trovare un altro impiego); (ii) per ridurre

la negligenza (poiché se la disoccupazione è minore sarà più facile per l’impresa rimpiazzare il lavo-

ratore negligente).

• L’equazione dei salari. Dobbiamo saper interpretare la seguente equazione ():

F

= (, )

F

Dove è il salario nominale, è il livello atteso dei prezzi, è il tasso di disoccupazione e

rappresenta tutte le altre variabili istituzionali che influenzano i salari. Questa equazione indica che

vi è una relazione negativa tra il salario reale atteso e il tasso di disoccupazione. Al crescere di i

,

_

lavoratori perdono forza contrattuale e diminuisce (pertanto la relazione dei prezzi, ha incli-

,

a

`

nazione negativa). 3

Il livello atteso dei prezzi (): tanto i lavoratori quanto le imprese sono interessati al salario

o _

reale ; dal momento che non è noto con certezza quando viene fissato i salari nominali

,

` F F

dipendono da ; un aumento di causa un aumento proporzionale di Viene preso in

.

considerazione per mantenere il potere di acquisto (se mi aspetto che i prezzi aumenteranno

del 5%, voglio un salario più elevato del 5%).

Il tasso di disoccupazione (): quando aumenta, la forza contrattuale dei lavoratori dimi-

o nuisce, costringendoli ad accettare salari minori.

Altri fattori (): l’indennità di disoccupazione, il cambiamento strutturale e le variazioni nella

o legislazione del salario minimo influenzano anch’essi Possono verificarsi tre situazioni:

.

Salario minimo. Se aumenta ci aspettiamo un aumento del salario medio determi-

§ nato dal fatto che chi aveva un salario minimo più basso adesso lo ha più alto. In

questo modo l’intera distribuzione può cambiare.

Protezione dell’occupazione. Quanto difficile è licenziare: se è più difficile licenziare,

§ il lavoratore ha un potere contrattuale maggiore, che comporta un aumento della

richiesta di salari nominali.

Sussidi di disoccupazione. Se si è disoccupati e si ha un sussidio più alto, quando si

§ cerca lavoro si è disposti ad accettare offerte più alte. Cambiano a seconda del livello

di esperienza del lavoratore.

In Italia la possibilità di licenziamento viene regolamentata nel 1966. In caso di licen-

ziamento ingiustificato si poteva decidere per il reintegro o per un indennizzo. Nel

1970 viene scritto lo statuto dei lavoratori, dove non c’è più l’indennizzo ma il rein-

tegro obbligatorio. La riforma Fornero e il Jobs Act allargano ulteriormente la possi-

bilità di licenziare.

1.3 L’ ()

EQUAZIONE DI DETERMINAZIONE DEI PREZZI

Consideriamo le seguenti assunzioni:

• Le imprese fissano i prezzi in modo da coprire i costi di produzione e realizzare un profitto.

• I costi di produzione dipendono da come si produce. Il come si produce lo rappresentiamo mediante

una funzione aggregata di produzione (relazione tra input e output).

=∗

Per semplicità assumiamo produttività costante, quindi possiamo porre = 1.

Una funzione di produzione della forma con che rappresenta la produzione e l’occupazione,

= ∗ ,

comporta che:

• Un aumento dell’occupazione causi un aumento di pari misura della produzione.

• Il costo di produrre un’unità addizionale di prodotto sia pari al costo di impiegare un lavoratore ag-

giuntivo (cioè il salario nominale).

Le imprese fissano i prezzi secondo la seguente relazione ():

= (1 + µ) 4

Dove è il costo del lavoro e è il markup del prezzo sul costo. In concorrenza perfetta (Bertrand), le

µ

imprese pongono in questo caso Poiché gran parte dei mercati reali non operano in concor-

µ = 0: = .

renza perfetta, le imprese possono fissare ad un livello maggiore di In concorrenza imperfetta quindi

.

Al crescere del grado di concorrenza, diminuisce e si avvicina a

µ > 0. µ .

_ h

Graficamente essa è rappresentata da . Il salario reale pagato dalle imprese è determinato dalle

=

` hQi

decisioni di prezzo. Un aumento del markup induce le imprese ad aumentare dato Il salario reale,

, .

quindi, diminuisce quando aumenta. La relazione dei prezzi è rappresentata da una retta orizzontale ().

µ

Questo perché variazioni di non hanno alcun effetto su e quindi nessun effetto sul salario reale risultante

µ,

dalle decisioni di prezzo. La retta si sposta in alto se il markup diminuisce.

La regola del prezzo prevede di fissare un prezzo unitario che copre i costi di produzione e il markup.

1.4 E QUILIBRIO E TASSO NATURALE DI DISOCCUPAZIONE

_

Le funzioni e possono essere rappresentate in un piano ( Imponiamo la condizione di medio

, ).

`

F

periodo . Questo significa anche che . L’equilibrio nel mercato del lavoro richiede che il salario

= = P

reale risultante dalla relazione sia uguale al salario reale risultante dalla relazione e che nel medio

h

periodo: .

, =

P hQi

Questa condizione è soddisfatta nel punto

del grafico in cui le due relazioni si interse-

cano:

L’idea del modello è che la disoccupazione

sia funzione del mark up e di Aumentando

.

il salario minimo aumenta comportando

,

uno shift verso l’alto della curva. Per lo stesso

tasso di disoccupazione il lavoratore chie-

derà un salario più alto. Shift della curva

verso l’alto comporta un nuovo equilibrio,

una nuova intersezione con salario reale invariato e tasso di disoccupazione aumentato.

Le imprese fissano il salario reale, e per arrivare ad u

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Federico ® di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Masella Paolo.
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