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prenditori delle somme sono clienti. Queste ultime banche utilizzeranno, di nuovo, le somme versate

sui depositi dai loro clienti, per fare altri prestiti e così via.

Questo processo appena descritto prende il nome di moltiplicatore monetario, perché, attraverso le

banche, la quantità di moneta di un paese aumenta molto di più dell’iniziale aumento di Base

Monetaria, operato dalla Banca Centrale.

Lo stesso avviene in caso di diminuzione di Base Monetaria (vendita di titoli in Borsa): lo stock di M2

diminuisce molto di più dell’originaria diminuzione di Base Monetaria.

Il moltiplicatore monetario è influenzato da 2 valori:

• Riserve bancarie, cioè la moneta che la banca tiene per far fronte ai prelevamenti dei depositanti e

che quindi non è data in prestito. Esse si distinguono in 2 componenti:

a) riserva obbligatoria – che le banche devono detenere per legge, in percentuale dei depositi

b) riserva libera o facoltativa – che è l’ulteriore riserva che le banche preferiscono detenere per

evitare spiacevoli sorprese, quali le richieste di rimborso dei depositi per importi ingenti

• Moneta che il pubblico detiene liquida e non versa in banca

Se indichiamo con RB la % di ris. obbligatoria, con RL la % di ris. libera e con C (C =

circolante/depositi) la % di moneta detenuta dalla collettività in forma liquida, rispetto alla moneta

depositata, avremo la seguente formula del moltiplicatore monetario (MP):

MP = (100 + C) / (RB + RL + C)

Per cui

Variazione stock di M = Base Monetaria x MP

Esempio: se C=20, RB=10, RL=5

Una diminuzione di BM di 100 milioni (vendita di titoli in Borsa da parte della BC) comporterebbe una

restrizione della Moneta nel paese di circa 343 milioni = 100 milioni x 3,43 (moltiplicatore).

L’amplificazione operata dal moltiplicatore monetario ci fa capire quanto sia importante l’attuazione di

una giusta Politica Monetaria, in un senso o nell’altro.

Prima di concludere, un’ultima considerazione.

La politica della Banca Centrale, oltre ad essere decisiva per la Politica Monetaria di un paese, può

avere riflessi anche sulla politica fiscale (PF) attuata dal governo centrale.

Infatti, il disavanzo o deficit pubblico, che è dato dalla differenza positiva fra la Spesa e le Entrate

dello Stato, può essere finanziato in 2 modi:

1) Attraverso l’emissione di titoli del debito pubblico (BOT), ma in questo modo aumenta il debito

dello Stato verso i cittadini, misurato appunto dalla quantità di debito pubblico, cioè dei titoli da

rimborsare più gli interessi (più precisamente il debito pubblico è misurato, non in assoluto, ma in

percentuale sul PIL)

2) Attraverso l’emissione di moneta, con la quale la Banca Centrale finanzia il disavanzo dello Stato

E’ chiaro che in quest’ultimo caso ci sono evidenti conseguenze sul sistema economico, in termini di

trasmissione degli impulsi monetari, accentuati dal moltiplicatore.

Mercato della Moneta e Investimenti

Vedremo nella prossima lezione in quale modo, la Politica Monetaria della Banca Centrale è utilizzata

per indirizzare l’economia di un paese verso l’espansione o verso il contenimento (in quest’ultimo caso,

generalmente, per problemi legati all’inflazione).

Ma già adesso ci deve essere chiaro che il passaggio degli stimoli di politica economica, dal mercato

monetario al mercato reale (produzione, prezzi, ecc.), avviene attraverso gli investimenti (cioè la

domanda dei beni destinati alla produzione, come le macchine).

Vediamo perché.

Prendiamo la figura seguente, raffigurante l’equilibrio nel mercato della moneta, con il valore

d’equilibrio del tasso d’interesse i*, corrispondente al punto E.

Nella figura l’offerta di M* è rigida (asse verticale) ed è stabilita dalla Banca d’Italia.

Essa può variare la quantità di moneta offerta, modificando la Base Monetaria, con un’operazione di

mercato aperto, instaurando cioè il processo visto nel paragrafo precedente. Per esempio, il risultato di

un aumento della BM, potrebbe essere la quantità offerta M, più grande della precedente, dove il

nuovo stock di moneta è il risultato dell’azione del moltiplicatore monetario.

Invece, la domanda di moneta proveniente dalla collettività richiede qualche spiegazione.

Secondo la teoria economica la domanda di moneta di un individuo è la risultante di 3 motivazioni:

1) Domanda transazionale. E’ la domanda di moneta legata alla necessità di avere una certa

liquidità per compiere le normali transazioni quotidiane, cioè gli acquisti desiderati. Essa è

direttamente proporzionale al reddito, perché è plausibile ipotizzare che l’aumento del reddito

disponibile comporti una maggiore spesa in beni di consumo. Per cui Dm = k(reddito), dove Dm è la

dom. transazionale e k è una costante positiva.

2) Domanda precauzionale. E’ la domanda di moneta legata agli acquisti eccezionali che potrebbero

sorgere all’improvviso ed inaspettatamente. Anch’essa è legata in maniera diretta al reddito.

3) Domanda speculativa. Questa è la domanda di moneta dovuta alla necessità di detenere sempre

in portafoglio una certa somma, da utilizzare qualora diventi appetibile acquistare un titolo

particolarmente fruttifero d’interessi. In altre parole, s’ipotizza che un individuo medio detenga una

somma di denaro sempre pronta ad essere investita in speculazioni, nel caso in cui l’interesse di un

titolo di credito diventi vantaggioso. In questo movente, la domanda di moneta è in relazione inversa

col tasso d’interesse (i), perché maggiore è il tasso d’interesse, maggiore sarà l’acquisto speculativo di

titoli e, di conseguenza, minore sarà la liquidità tenuta in tasca (la domanda speculativa di moneta).


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AUTORE

Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Bevolo Maripina.

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