Lezione n. 1
23/09 O. Blanchard, A. Amighini, F. Giavazzi, Macroeconomia: una prospettiva europea, Il Mulino • Findlay "Esercizi di macroeconomia" • Esame: parziale 2-6 novembre, parziale fine corso, scelta multipla – 16 domande 25-30 minuti.
Introduzione corso
Slide 1-68 capitolo 1 libro.
Lezione n.2
Capitolo 2 (definizioni. Rigoroso)
Lezione n.3
PIL – Prodotto Interno Lordo
Produzione/domanda: è il valore dei beni e servizi finali prodotti (e quindi domandati)
- Nell’economia in un certo periodo di tempo.
Produzione: è il valore aggiunto aggregato (la somma dei valori aggiunti di tutti i singoli produttori) di un'economia in un certo periodo di tempo.
Reddito: è la somma dei redditi in un’economia in un certo periodo di tempo.
Dati aggiornati trimestralmente (Q1, Q2, Q3, Q4).
Beni e servizi
- Beni e servizi intermedi: utilizzati per produrre altri beni (materie prime).
- Beni e servizi finali: sono quelli di consumo (auto, case, ecc), possono essere durevoli e non durevoli (beni di prima necessità).
Valore aggiunto: è l’aumento di valore, rispetto ai beni intermedi, dei beni finali.
Prodotto: produzione di beni e servizi per il mercato.
Interno: beni e servizi prodotti sul territorio nazionale, cioè internamente, senza tener conto della nazionalità del produttore.
Lordo: include tutto, include il deprezzamento dei mezzi di produzione.
PIL = Gross Domestic Product (GDP)
Reddito Interno Lordo = Gross Domestic Income (GDI)
Reddito Nazionale Lordo = Gross National Income (GNI)
Il PIL è dato dal consumo nazionale + spesa pubblica + investimento nazionale + importazioni – esportazioni.
Tasso di variazione o tasso di crescita
(Xt - Xt-1) / Xt-1
PIL Nominale (€Y): Misurato in euro, considerando un certo periodo rappresenta il valore della produzione espresso in termini di moneta in quel periodo.
PIL reale (Y): Considerato in un periodo t, rappresenta il valore della produzione espresso in termini di beni. In pratica, si utilizzano i prezzi costanti di un anno di riferimento base.
In Italia, il PIL viene misurato dall’ISTAT, viene corretto con valori ipotetici dell’economia sommersa legale ed illegale.
Numero indice
Parte, arbitrariamente, sempre da 1 e poi varia, l’importante è la variazione, non il valore assoluto.
Espansione e recessione
- Espansione: quando la crescita del PIL è positiva.
- Recessione: quando la crescita del PIL è negativa, devono essere almeno due trimestri negativi consecutivi.
Occupazione e disoccupazione
Occupazione (N): numero di persone che hanno un lavoro sul mercato.
Disoccupazione (U): numero di persone che non hanno un lavoro sul mercato e lo stanno cercando.
Forza lavoro (L): N + U / L.
Il tasso di disoccupazione varia considerevolmente nel tempo e nello spazio, sia in risposta a recessioni ed espansioni, sia come conseguenza di differenti mercati del lavoro. Importante è anche studiarne la durata.
Si misura mediante indagini campionarie: viene definita disoccupata una persona che non ha lavorato in cambio di un salario nella settimana prima dell’intervista ma ha cercato attivamente un lavoro retribuito. Al contrario, se ha lavorato almeno un’ora in cambio di un salario viene definita occupata.
Tasso di occupazione: N/A numero di occupati relativamente alla popolazione in età lavorativa.
Tasso di partecipazione: il numero di partecipanti al mercato del lavoro (occupati e disoccupati) L/A relativamente alla popolazione in età lavorativa.
Inflazione
Inflazione: incremento dei prezzi.
Il tasso di inflazione: variazione relativa da un periodo all’altro del livello generale dei prezzi.
Deflattore del PIL (Pt): €Yt / Yt, è dato dal rapporto tra PIL reale e PIL nominale. Permette di calcolare il prezzo medio dei beni finali prodotti in un’economia, è un numero indice.
Da questa definizione si ha che il PIL nominale è uguale al deflattore del PIL moltiplicato per il PIL reale.
In tassi di crescita questo significa che la crescita nominale del PIL è uguale al tasso di inflazione misurato tramite il deflatore del PIL sommato alla crescita reale.
Il tasso di variazione del deflattore del PIL: misura del tasso di inflazione.
Indice dei prezzi al consumo (IPC)
Misura il livello dei prezzi medi al consumo ed esprime il costo in valuta di un determinato paniere di consumo di un tipico consumatore urbano. Misura il costo della vita ed è calcolato per i centri urbani, è considerato come un numero indice.
Il tasso di variazione dell’IPC è una misura del tasso di inflazione.
Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC)
Si calcola come media pesata tra i paesi euro. I pesi dipendono dalle quote di spesa sui consumi di uno specifico paese rispetto al totale dell’area euro.
Il paniere dell’IAPC è aggiornato annualmente in modo da includere nuovi prodotti divenuti rilevanti nella spesa delle famiglie ed escludere quelli che non sono più rappresentativi.
Indice dei prezzi alla produzione (IPP)
Misura le materie prime e altri acquisti dei produttori.
Le tre variabili principali
Le tre variabili descritte finora (produzione, disoccupazione e inflazione) sono collegate tra loro e tramite le seguenti leggi vengono messe in relazione:
- Legge di Okun: mette in relazione (negativa) la crescita della produzione e le variazioni del tasso di disoccupazione.
- La curva di Phillips: mette in relazione (negativa) il tasso di disoccupazione e le variazioni dell’inflazione.
Deflazione
Riduzione dei prezzi.
Lezione n.4
Mercato dei beni (IS – Investment Saving)
- Consumo (C): beni e servizi nuovi acquistati dai consumatori a scopo di consumo durevole e non.
- Investimento (I): beni e servizi nuovi acquistati a scopo di investimento residenziale e non residenziale.
- Spesa pubblica (G): beni e servizi nuovi acquistati dal “governo”, include gli stipendi pubblici, non include i trasferimenti (pensioni, sussidi) né gli interessi sul debito pubblico.
- Importazioni (IM): beni e servizi prodotti all’estero ed acquistati dai soggetti interni: consumatori, imprese e settore pubblico.
- Esportazioni (X): beni e servizi prodotti internamente ed acquistati dai soggetti esterni.
Esportazioni nette (o saldo commerciale)
X – IM, differenza tra se maggiore di zero si avrà un avanzo commerciale, se minori di zero un disavanzo commerciale.
Investimento in scorte
Variazione dello stock di prodotti (finali e non) nei magazzini. La variazione si calcola facendo Produzione – Vendite. Se maggiore di zero è come se le aziende investissero parte della produzione mettendola in magazzino, se è minore di 0 è come se le aziende investissero vendendo beni che si trovano nel magazzino.
Domanda dei beni (Z)
Z = C + I + G + (X – IM)
Reddito disponibile (YD)
Fattore principale da cui dipendono le decisione di consumo. La relazione tra il consumo e il reddito disponibile può essere espressa come una funzione lineare:
C = C0 + C1YD
- C0 corrisponde al livello di consumo quando il reddito è pari a zero (numero sempre positivo).
- C1 è la propensione marginale al consumo, quando >0 avviene un aumento del reddito disponibile e un conseguente aumento del consumo, quando <1 avviene un aumento del reddito disponibile e un conseguente aumento meno che proporzionale del consumo. I consumatori consumano solo una parte dell’aumento del loro reddito disponibile.
Una variabile (consumo) è spiegata da altre variabile (reddito e imposte) viene definita endogena, definita all’interno del modello. Esogena (reddito e imposte), invece, quando è data, poiché non spiegata all’interno del modello.
Modello economico
Nel modello da noi preso in considerazione:
- Investimento I=I (investimento= valore dato).
- Imposte T e Spesa Pubblica G vengono prese come variabili esogene.
La Spesa Pubblica G e le imposte nette T (imposte – trasferimenti) sono le principali leve della politica fiscale.
- La differenza T-G è il saldo primario del bilancio pubblico (prima degli interessi sul debito):
- Surplus primario = (T-G) > 0
- Deficit primario = (T-G) < 0
- Pareggio primario = (T-G) = 0
Studiare bene slide da 69 a 78.
Risparmio
Il risparmio è la somma di risparmio privato e risparmio pubblico.
Il risparmio privato S è quella parte di reddito disponibile che non viene spesa dai consumatori.
S = Y– C
S = Y– T – C
Il risparmio pubblico è la parte di gettito fiscale che non viene spesa dal governo, T – G. Se T > G il governo ha un avanzo di bilancio; Se T < G il governo ha un disavanzo di bilancio.
Investimento I = Risparmio privato + Risparmio pubblico.
Ricchezza
Ricchezza = Moneta + Titoli
Moneta circolante: banconote o monete metalliche.
Depositi: permettono di usare assegni, carte di credito o di debito. La moneta è liquida.
Il grado di liquidità di un’attività finanziaria corrisponde alla facilità di scambiarla con beni e servizi.
Funzioni della moneta
- Mezzo di scambio.
- Unità di conto: le unità monetarie sono utilizzate per esprimere i prezzi in termini di un unico bene e scrivere contratti che prevedono pagamenti.
- Riserva di valore: può essere utilizzata per trasferire la ricchezza nel tempo.
Aggregati monetari
- M0: Moneta della banca centrale: valuta.
- M1: M0 + depositi privati non vincolati presso banche utilizzabili direttamente per transazioni.
- M2: M1 + depositi privati vincolati non utilizzabili direttamente per transazioni.
Grado decrescente di liquidità.
Titoli
Sono risorse che prestiamo a qualcuno e portano fruttano in interesse positivo (i).
Obbligazioni pubbliche (BOT, CCT, …)
Obbligazioni private.
Il tasso di interesse ha due facce: è il rendimento di un titolo ed è il costo opportunità di detenere moneta. Detenere moneta significa rinunciare all’interesse che si potrebbe ottenere scambiando quella moneta con titoli. Il tasso di interesse sui titoli è pertanto il costo opportunità della moneta.
Tasso di interesse nominale
Rendimento di un titolo relativamente al suo prezzo.
- Acquisto di un titolo ad un prezzo €P.
- Alla scadenza del titolo ritiro €m.
- Rendimento nominale: i = (m-p) / p = (m / p) - 1.
Il rendimento di un titolo e il suo prezzo si muovono inversamente:
- Se il prezzo sale, il tasso di interesse scende.
- Se il prezzo scende, il tasso di interesse sale.
Moneta fiat
Nelle economie moderne la "moneta fiat" ("banconote") è prodotta dalla banca centrale e immessa nell’economia acquistando titoli sul mercato o mediante prestiti alle banche.
La banca centrale è un’istituzione indipendente dal governo che svolge due funzioni pubbliche:
- Garantire la stabilità dei prezzi (bassa inflazione).
- Supervisionare il sistema bancario e del credito.
Mercato della moneta
Posti due mercati, il mercato della moneta e il mercato dei titoli, possiamo analizzare l’equilibrio in uno solo di questi mercati perché se uno è in equilibrio è necessariamente in equilibrio anche l’altro (legge di Walras).
- Offerta di moneta MS = Md.
Per il momento ignoriamo l’esistenza di banche private. Quindi l’unica moneta è quella della banca centrale.
Operazioni di mercato aperto
- Le operazioni con cui la banca centrale regola l’offerta di moneta.
- La banca centrale compra titoli di Stato e obbligazioni private e paga emettendo circolante.
- La banca centrale fornisce liquidità al sistema e aumenta l’offerta di moneta.
In un mondo senza banche, gli agenti economici domandano circolante per effettuare transazioni, ma questo ha un costo (il costo opportunità di detenere moneta). La domanda di moneta dipende quindi da:
- Il livello delle transazioni. Il livello di transazioni è proporzionale al reddito nominale, all’aumentare di quest’ultimo anch’essa aumenta.
- Tasso d’interesse sui titoli.
Relazione negativa tra tasso di interesse e domanda di moneta.
Politica monetaria
- Politica monetaria espansiva: corrisponde a un aumento di liquidità e a una riduzione del tasso di interesse.
- Politica monetaria restrittiva: corrisponde a una riduzione di liquidità e a un aumento del tasso di interesse.
Nel mercato dei titoli si determina il prezzo dei titoli, non il tasso di interesse. Tuttavia, esiste sempre una relazione tra il prezzo di un titolo e il tasso di interesse che paga.
Relazione tra tasso di interesse e prezzo del titolo
Supponiamo che i titoli siano annuali, che abbiano un prezzo corrente €PT, un rimborso alla scadenza pari a 100€ e che non paghino alcuna cedola.
i = (€100 - €PT) / €PT
Quanto più elevato è il prezzo del titolo, tanto minore sarà il tasso di interesse pagato dal titolo stesso.
Prezzo del titolo
€PT = €100 / (1 + i)
Conoscendo il tasso di interesse si può risalire al prezzo del titolo: se il tasso di interesse è positivo, il prezzo del titolo è inferiore al valore di rimborso.
Politica monetaria espansiva e restrittiva
Immaginiamo controllo di politica monetaria espansiva: la banca centrale immette moneta nel sistema acquistando titoli: ↑ domanda titoli, ↑ prezzo titoli, ↓ tasso di interesse; solo a un tasso di interesse più basso la maggiore moneta può essere detenuta da qualcuno.
Politica monetaria restrittiva: la banca centrale ritira moneta dall’economia vendendo titoli: ↑ offerta titoli, ↓ prezzo titoli, ↑ tasso di interesse; solo a un tasso di interesse più alto la minore moneta è sufficiente a soddisfare la domanda.
Il ruolo delle banche
Intermediari finanziari: istituzioni che ricevono fondi dagli individui e dalle imprese e li usano per accordare prestiti e acquistare titoli.
Banche: una particolare tipologia di intermediari finanziari, ricevono fondi da individui e imprese che li depositano direttamente o li fanno depositare attraverso bonifici o assegni bancari. Le loro passività sono quindi moneta (depositi di conto corrente). Le banche detengono parte dei fondi ricevuti sotto forma di riserve, acquistano titoli e concedono prestiti.
Le attività della banca centrale sono costituite da titoli in portafoglio e le passività da moneta emessa dalla banca centrale.
Non solo la banca centrale offre moneta, ma anche le banche attraverso i depositi.
Base monetaria
Chiamiamo H l’offerta di base monetaria offerta dalla banca centrale e D i depositi.
- Gli individui detengono una parte della propria domanda di moneta sotto forma di circolante e un’altra parte sotto forma di depositi:
- Indichiamo con c la frazione detenuta sotto forma di circolante:
- Le banche devono/vogliono tenere riserve:
Indichiamo con la frazione dei depositi tenuta sotto forma di riserve per impieghi.
Domanda e offerta di moneta
- Domanda di circolante: cMd
- Domanda di depositi: (1 - c)Md
- Domanda di moneta: cMd + (1-c)Md = Md
- Offerta di circolante (base monetaria offerta dalla banca centrale): H (in precedenza rapp. con M)
- Offerta di depositi (da parte delle banche): (1 - c)Md
- Offerta di moneta: H + (1 - c)Md
Riserve
Ora 0<ε<1. Questo significa che ci sono riserve obbligatorie, le banche possono impiegare solo la frazione (1 - ε) dei depositi.
Domanda della banca centrale
Domanda di moneta della banca centrale (Hd): è uguale alla domanda di circolante da parte degli individui più la domanda di riserve da parte delle banche.
Offerta di moneta della banca centrale (Hs) è sotto il controllo diretto della banca centrale.
Tasso di interesse di equilibrio
Rende uguali la domanda e l’offerta di moneta della banca centrale Hd = Hs.
Zero lower bound
La banca centrale non può ridurre il tasso di interesse nominale al di sotto dello zero: limite conosciuto come zero lower bound. Con un tasso di interesse pari a zero le persone sono indifferenti tra titoli e moneta: al raggiungimento di un tasso di interesse pari a zero la domanda di moneta diventa orizzontale. Con il tasso di interesse sceso a zero, un’espansione monetaria diventa inefficace: il tasso di interesse rimane zero.
Trappola della liquidità: l’economia cade in una trappola della liquidità (le persone sono disposte a tenere più liquidità allo stesso tasso di interesse).
Solo dieci anni fa, il tema dello zero lower bound e della trappola della liquidità aveva solamente un’importanza marginale. Le banche centrali possono creare moneta tramite operazioni di mercato aperto:
- Vendita/acquisto titoli di Stato;
- Contrae/espande base monetaria.
Ciò avviene tramite asta (esterna alla Borsa), riservata a grandi investitori istituzionali, i quali rivendono, in borsa, i titoli ai risparmiatori e ad altri soggetti economici, tramite un mercato secondario dei titoli (piccoli risparmiatori, imprese, ma anche banche). Queste operazioni non convenz...
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